La propaganda e la politica della percezione

di Michael Carmichael

12 Marzo 2007

Una versione di questo testo è stata presentata alla Conferenza di Kuala Lumpur sui crimini di guerra, Perdana Global Peace Organization, 5-7 febbraio 2007.

La propaganda bellica glorifica l'indottrinamento militare come la forma più elevata di patriottismo mentre simultaneamente demonizza i nemici dello stato.

Adolf Hitler si rese conto del potere della propaganda per plasmare e formare l'opinione pubblica. Hitler scrisse un saggio molto informato sui poteri della propaganda nella sua autobiografia politica, il Mein Kampf.

I governi moderni impiegano la propaganda per incitare i clamori del pubblico per la guerra per portare avanti le loro agende di politica estera.

La propaganda di guerra non è niente di nuovo. Le dinastie egiziane crearono sculture monumentali che onoravano il Faraone come un conquistatore che giustiziava personalmente frequentemente fratturando loro il cranio con una mazza – centinaia di nemici del suo stato. Quindi, la glorificazione pubblica della guerra ed i suoi crimini più atroci sono con noi da migliaia di anni.

La propaganda bellica è abbondantemente manifesta nel tessuto della nostra cultura e non presenta nessun sintomo di debolezza o dispersione. E' vero piuttosto il contrario. L'ultimo film di Clint Eastwood, Flags of our Fathers, è poco più che propaganda bellica che esalta le conquiste militari americane nel contesto di un nemico razziale – i giapponesi. Tristemente, Clint Eastwood ha una lunga storia di fabbricazione di film che non sono niente altro che fantasia propagandistica: Dove osano le aquile, Heartbreak Ridge, Firefoxe e molte altre glorificazioni della violenza e del principio "La forza rende giusti".

Mentre lo scopo primario della propaganda bellica è di fabbricare la dedizione del pubblico alle guerre ed ai loro inevitabili crimini, nella guerra psicologica dell'America di George Bush mirata direttamente al pubblico americano viene progettata per confezionare la piattaforma politica per lanciare uno stato di guerra perpetuo che produrrà un regime totalitario guidato dal Comandante in capo, che non è niente altro che un dittatore militare.

"Gestione della percezione" è un altro termine utilizzato per descrivere il processo di trasformazione dell'opinione pubblica per adeguarla ad un'agenda politica premeditata. La gestione della percezione instaura orientamenti e tendenze fondamentali che portano la percezione pubblica degli eventi nella direzione della guerra. Durante la guerra, la gestione della percezione manipola l'opinione pubblica ad accettare la natura orrenda dei crimini di guerra come semplicemente niente altro che danni collaterali, fuoco amico e disgrazie impreviste che sono conseguenze inevitabili della confusione della guerra.

Nell'America di George Bush l'addestramento alla guerra psicologica ha raggiunto proporzioni storiche. Influenza sociale, gestione della percezione ed una gamma completa di tecniche di persuasione hanno permeato il governo americano ed ora sono radicate profondamente nella struttura della nostra cultura ufficiale – specialmente in quella dei militari USA. Lo scopo della guerra psicologica è di produrre il sostegno del pubblico per le guerre di Bush e per le guerre future come pure di rafforzare i poteri dello stato e demonizzare invece i nemici del regime Bush-Cheney. Concomitante con questi compiti, la guerra psicologica maschera i più spaventosi crimini di guerra e li fa sembrare degli atti di virtù e valore che sono assolutamente essenziali per la "vittoria" militare.

Al cuore della propaganda si trova il linguaggio. Il linguaggio della propaganda, della guerra psicologica e della gestione della percezione si fonda su principi antichi che sono ben noti alle persone colte di primo piano, ai filosofi ed agli intellettuali da migliaia di anni. Confucio riteneva che la disintegrazione della società cinese del suo tempo fosse direttamente attribuibile al generale deterioramento del linguaggio.

Confucio cercò di migliorare il linguaggio per migliorare la società e la cultura. Egli Scrisse:

"L'uso corretto del linguaggio porta al corretto comportamento del popolo"

Nell'era medievale dell'Europa latina, Dante si rese conto del potere del linguaggio per regolare la società. Dante lanciò la sua ricerca del linguaggio perfetto per comunicare i più alti livelli di conoscenza al più vasto numero di persone.

Dante insegnava che lo sviluppo di un linguaggio comune poteva portare all'unificazione politica dell'Italia e propose l'istituzione di un governo mondiale sostenuto da comunicazioni uniformi, fluenti e profondamente integrate attraverso un più perfetto linguaggio.

Nel Rinascimento, Niccolo Machiavelli adattò le sue teorie sull'utilizzo politico del linguaggio ai più alti ideali di Confucio e Dante. Machiavelli scrisse:

"Tutti ammettono quanto sia lodevole per un principe tener fede e vivere con l'integrità e non con l'astuzia. Nondimeno, la nostra esperienza è stata che quei principi che hanno fatto grandi cose hanno tenuto in poco conto la buona fede e hanno saputo come circonvenire l'intelletto degli uomini con l'astuzia ed alla fine hanno sconfitto coloro che hanno fatto affidamento sulla loro parola".

Per fornire un vivido esempio di un principe che ha utilizzato  il linguaggio come astuzia o rivoltamento della verità o propaganda, Dante descrisse le macchinazioni politiche di papa Alessandro VI. Egli scrisse:

"Non posso tacere su un esempio recente. Papa Alessandro VI non fece niente altro che ingannare gli uomini, neppure pensò di fare altrimenti e trovò sempre delle vittime; perché non vi è mai stato un uomo che ebbe maggiore potere nell'affermare la propria autorità o che dichiarerebbe una cosa con maggiori giuramenti, tuttavia li osserverebbe meno; nondimeno i suoi inganni hanno sempre avuto successo secondo i suoi desideri, perché egli comprendeva bene questo lato dell'umanità".

Nel ventesimo secolo, George Orwell emerse come uno dei filosofi di primo piano dell'abuso machiavellico del linguaggio politico. Orwell scrisse il suo classico romanzo distopico, 1984, e introdusse le sue teorie del Doppio Pensiero (Doublethink) e del Linguaggio Propagandistico Tendenzioso (Newspeak). Orwell definì il Doppio Pensiero come:

"... il potere di sostenere simultaneamente nella mente due opinioni contraddittorie simultaneamente nella mente e di accettarle entrambe. ... Raccontare deliberate menzogne mentre vi si crede realmente".

Orwell si rese conto che lo stato totalitario avrebbe ridefinito gli scopi del linguaggio. Lo scopo del Newspeak è di fare la guerra psicologica per gestire le percezioni politiche della popolazione. Egli scrisse:

"Lo scopo del Newspeak era di eliminare la possibilità del crimine del pensiero . . .di rendere impossibili tutte le altre modalità di pensiero. Era inteso che quando il Newspeak fosse stato adottato . . . un pensiero eretico sarebbe stato letteralmente inconcepibile, almeno al limite fino al quale il pensiero è dipendente dalle parole".

Per Orwell, l'abuso politico machiavellico del linguaggio ha deformato la società in una forma di tirannia sempre più malevola di tirannia. Egli scrisse:

"Il linguaggio politico è progettato per far suonare veritiere le menzogne e rispettabile l'assassinio".

Nel futuro di Orwell, il Newspeak ed il Doublethink cancellerebbero la possibilità della protesta, della sedizione, dell'insurrezione e della ribellione contro lo stato.

Nei primi anni del 21° secolo, il Doublethink è divenuto il segno caratteristico dell'Era Bush. George Bush, Dick Cheney ed i loro servi a Washington hanno adottato il Doublethink ed il Newspeak per forzare ed obbligare all'accettazione politica delle loro scellerate politiche di guerra perpetua promulgate da un governo totalitario reazionario che è indistinguibile dal fascismo e dal nazismo degli inizi del 20° secolo.

La dottrina centrale dell'Era Bush è la guerra preventiva. Quando Bush argomenta a favore del diritto di fare la guerra per prevenire la guerra, invoca il Doublethink orwelliano sostenendo simultaneamente due opinioni contraddittorie e credendo in entrambe: che la guerra è indesiderabile mentre una guerra per prevenire la guerra è desiderabile.

La contraddizione che aziona la Dottrina Bush è invisibile a Bush, a Cheney ed ai loro servi a Washington ed altrove perché sono loro le vittime del Doublethink. Nel discorso accademico, la Dottrina Bush della guerra preventiva è stata identificata nell'idea del commettere suicidio a causa della paura di morire.

Nell'Era Bush, il pubblico americano viene bombardato da un flusso continuo di propaganda creata per suscitare il suo sostegno politico alla guerra perpetua ed ai crimini di guerra come pure per un governo forte ed accentrato diretto da un presidente che è poco più di quello che indica il suo titolo cerimoniale, un Amministratore Unitario funzionante come Comandante in capo che è indistinguibile da un dittatore militare.

Fabbricare il consenso per la guerra perpetua e l'impresa primaria del governo Bush-Cheney. Non soltanto i cittadini sono tassati pesantemente per appoggiare le politiche sempre più antidemocratiche del governo Bush-Cheney, sono soggetti ad un costante sbarramento della propaganda che li implora di fornire sostegno politico per le linee di condotta che insidiano i loro diritti costituzionali alla libertà da verifiche e confische esagerate, lo habeas corpus e la libertà di espressione. Molti americani sono allarmati che ora gli USA siano stimati al 53° posto nell'Indice della Libertà di stampa mondiale dove per quella dubbia distinzione è collegata a stati come Tonga e la Croazia.

I motori della propaganda di Bush sono guidati da: la xenofobia, la demonizzazione degli immigrati, la paura delle culture straniere – specialmente musulmana – e l'ostinata applicazione della paura e del terrore al corpo politico.

La Casa Bianca di Bush governa con le pubbliche relazioni. Tony Snow – un ex presentatore di news per la rete di destra Fox News – è divenuto il portavoce ufficiale della Casa Bianca di Bush-Cheney rivelando la priorità della propaganda per gli obiettivi politici del regime Bush.

Confucio ha scritto:

"L'usi corretto del linguaggio deve iniziare proprio al vertice del governo".

In contrasto a Confucio, le chiare gestione della percezione e propaganda del regime totalitario sono abbondanti, ovvie e costanti. Per esempio, Dick Cheney ha adottato la tecnica hitleriana della grande menzogna per lanciare la guerra all'Iraq, quando al popolo americano prometteva:

"Sono fiducioso che le nostre truppe avranno successo e penso che sarà relativamente rapida . . . Settimane piuttosto che mesi".

Velocemente, dopo l'orribile tragedia dell'11/9, Bush ha definito l'odierno crimine del pensiero, dichiarando:

"O state con noi o state con i terroristi".

Lo stato moderno demonizza i suoi oppositori per fabbricare il consenso del pubblico alla guerra. Nell'Era Bush, la demonizzazione dei musulmani è stata costante. Lungo il tema centrale della cultura dei presunti tormenti dell'inferno del cristianesimo evangelico americano, la demonizzazione dei musulmani è esplosa nella tendenza prevalente della civiltà occidentale. Per comprendere più chiaramente questo fenomeno, dobbiamo esaminare un aspetto particolarmente significativo di questa vergognosa eredità delle tradizioni religiose americane per mettere a fuoco brevemente l'opera teologica di un antenato dell'attuale presidente George W. Bush.

Il reverendo George Bush era un cugino del nonno del presidente George W. Bush. Gli scritti teologici del reverendo Bush sono ben noti alla famiglia Bush, ma i funzionari della propaganda del governo Bush hanno utilizzato le loro potenti cariche per sopprimere e mascherare questi significativi rapporti nei media americani – come pure a metterli al riparo quasi interamente dai media globali. Nell'aprile 2005, un funzionario della propaganda di nome Todd Leventhal dell'Ufficio di Controdisinformazione ha confermato che il reverendo George Bush era davvero un parente del presidente George W. Bush e di suo padre, l'ex presidente George H. W. Bush.

Nel 1837, il reverendo George Bush scrisse un libro intitolato "Lavita di Maometto: fondatore della religione dell'Islam e l'impero dei saraceni". Non dovrebbe essere necessario specificare che il reverendo George Bush ha poco di lusinghiero da dire del fondatore di una delle grandi religioni mondiali. In modo peggiore, il reverendo George Bush lanciò quello che dovrebbe essere considerato un attacco deliberato a Maometto, al suo insegnamento ed alla tradizione religiosa che ha fondato, l'Islam. Il reverendo Bush si riferiva costantemente a Maometto come ad un "impostore". Egli scrisse:

"L'intera storia (di Maometto) rende evidente che il fanatismo, l'ambizione e la lussuria erano le sue principali passioni . . . Un entusiasta per natura, divenne un ipocrita per politica e, come aumentava la violenza delle sue corrotte inclinazioni, non esitava a gratificarle a spese di verità, giustizia, amicizia ed umanità".

Dagli scritti teologici del suo antenato, non si può mettere in discussione che la famiglia del presidente George Bush cova l'islamofobia da almeno quattro generazioni.

Nell'attuale generazione della famiglia Bush, i George Bush si sono circondati di una cricca servile di sionisti cristiani evangelici islamofobici. Per esempio, Franklin Graham è un amico di famiglia dei Bush. Franklin Graham controlla una vasta ed influente rete religiosa chiamata l'Associazione Evangelica Billy Graham, che ha un reddito annuo di più di 100.000.000 d dollari – la maggior parte del quale è esente da tasse. Persino oggi, sebbene la grande maggioranza del popolo americano sia contrario alle guerre di Bush, i seguaci di Franklin Graham appoggiano con zelo le guerre di Bush e la sua presidenza neoconservatrice profondamente impopolare.

Franklin Graham ha reso dichiarazioni esplicite che esprimono chiaramente la sua peculiare teologia islamofobica. Egli ha scritto:

"Il Dio dell'Islam non è lo stesso Dio della fede cristiana e giudeo-cristiana. E' un diverso Dio e io credo una religione molto malvagia e perversa".

Questa dichiarazione rivela che Franklin Graham è scarsamente informato nel campo delle religioni comparate, una tragica incapacità intellettuale per un evangelico professionista.

La demonizzazione dei musulmani nella cultura popolare americana è manifesta, provocatoria e presa come una cosa naturale. Nella estremamente popolare serie televisiva 24, un furfante musulmano chiamato “Marwan”, teneva ostaggio l'eroe americano, Jack Bauer. Frequentemente i musulmani forniscono i furfanti in 24, in un processo di demonizzazione che si ripercuoterà per generazioni.

Confucio ha insegnato:

"Il governante deve correggere il proprio comportamento perché il popolo si attenda al suo comando".

Nell'America di Bush, il presidente ed il suo seguito demonizzano frequentemente intere nazioni ed interi popoli. Per esempio, la dichiarazione del presidente Bush sull'"Asse del male" ha demonizzato due nazioni musulmane come pure una nazione asiatica promuovendo un clima di paura, terrore, islamofobia e timore generalizzato di tutte le minoranze razziali.

Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione del 2002, George Bush dichiarò:

"La Corea del Nord è un regime che si arma di missili ed armi di distruzione di massa, mentre affama i suoi cittadini. L'Iran persegue aggressivamente queste armi ed esporta il terrorismo, mentre pochi non eletti reprimono la speranza di libertà del popolo iraniano. L'Iraq continua ad ostentare la propria ostilità verso l'America ed a sostenere il terrorismo. Il regime iracheno ha tramato per sviluppare l'antrace ed il gas nervino ed armi nucleari per più di un decennio. Questo è un regime che ha già utilizzato gas venefico per assassinare migliaia di suoi cittadini — lasciando i corpi delle madri ammucchiati sopra i loro figli morti. Questo  è un regime che ha acconsentito alle ispezioni internazionali — quindi ha cacciato fuori gli ispettori. Questo è un regime che ha qualcosa da nascondere al mondo civile. Stati come questo ed i loro alleati terroristi costituiscono un'asse del male".

Sfortunatamente, il presidente Bush, il vicepresidente Cheney ed il primo ministro Tony Blair non sono i soli leader che contribuiscono al clima di terrore e paura attraverso i media.

In America molti leader religiosi demonizzano frequentemente l'Islam e condannano i musulmani. In Europa, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha fatto alcune osservazioni insensibili che molti musulmani ritengono fossero ostili all'Islam – poiché contribuiscono al crescente clima di islamofobia.

Ad un discorso molto pubblicizzato a Regensburg, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha citato l'imperatore Manuele II Paleologo:

"Mostratemi soltanto cosa ha portato di nuovo Maometto e lì troverete cose solamente malvagie e disumane, come il suo comando di diffondere la fede che predicava con la spada".

Il processo di demonizzare i musulmani e fabbricare l'islamofobia è un fenomeno nuovo e globale. Un esempio è il film di Disney "Aladino", che è uscito al cinema nei primi anni '90. Molti dei soldati americani adesso in servizio in Iraq hanno visto Aladino durante l'infanzia, quando erano vulnerabili alla programmazione psicologica ed alla demonizzazione delle culture straniere ritratte come ostili all'essenza dei valori americani. In Aladino, i furfanti vengono tutti dipinti come degli arabi che parlano con accento arabo, mentre Aladino è rappresentato come un giovane americano con accento americano. Questa tattica non è niente meno che la trasparente demonizzazione degli arabi – cioè arabofobia.

La propaganda dell'islamofobia infiltra la società attraverso le dichiarazioni propagandistiche dei leader governativi e religiosi che portano alla contaminazione dei media ufficiali. I titoli dei quotidiani sui Territori Occupati che proclamano "I vigilantes prendono le armi, giurano di espellere, 'sudiciume musulmano'", incitano all'odio culturale, cioè all'islamofobia. Questi titoli rivelano degli atteggiamenti che sono il prodotto di pregiudizi culturali composti dalla campagna dei media globali progettata per propagare l'islamofobia come strategia primaria per promuovere la guerra perpetua.

"INFERNO, IL MUSICAL ARRIVA IN VATICANO", recitava il titolo della cronaca della BBC News sull'annuncio che il Vaticano recentemente ha autorizzato una nuova opera popolare basata sulla Divina Commedia di Dante – una delle maggiori opere della letteratura cristiana. Ma vi è un'agenda più nascosta dietro il lancio di questo nuovo importante lavoro artistico? La BBC riferiva:

“Marco Frisina, un autore del Vaticano metterà in scena un'opera basata sulla Divina Commedia di Dante, con vedute del Paradiso, dell'Inferno e del Purgatorio. . . Gli organizzatori hanno chiesto il permesso che la prima si tenga in Vaticano alla presenza di Papa Benedetto XVI".BBC

Mentre questa storia sembra abbastanza innocua, dovremmo rivolgersi alla Divina Commedia per esaminare il suo potenziale per promuovere la demonizzazione dei musulmani e l'islamofobia.

Nell'Inferno, la prima parte della Divina Commedia, Dante compilò la sua descrizione dei tormenti dell'inferno. Nell'Inferno: Canto XXVIII, Dante colloca 'Mahomet', cioè Maometto, in uno dei più terribili, tortuosi e tormentosi gironi dell'inferno.

Sopportando una serie infinita di umiliazioni traumatiche, il ‘Mahomet’ di Dante è tormentato da un torturatore satanico armato di una massiccia spada chiamata "scimitarra". Il demone che maneggia la spada squarcia, lacera e mutila ‘Mahomet’ ripetutamente in un ciclo eterno di vendetta satanica. Dopo ciascuna di queste orrendi ferimenti, ‘Mahomet’ vaga lungo un tortuoso sentiero dopo di che le sue mortali ferite guariscono soltanto per essere ancora di fronte allo stesso demone che maneggia la spada che lo squarcia - ancora ed ancora ed ancora in un ciclo infinito di tortura infernale, mutilazione e castigo. Quando Dante vede questa scena spaventosa, ‘Mahomet’ si rivolge a lui, apre la ferita che gli si spalanca nel petto e dice:

" Or vedi com'io mi dilacco!

vedi come storpiato è Maometto!

Dinanzi a me sen va piangendo Alì,

fesso nel volto dal mento al ciuffetto.

E tutti li altri che tu vedi qui,

seminator di scandalo e di scisma

fuor vivi, e però son fessi così.

Un diavolo è qua dietro che n'accisma

sì crudelmente, al taglio de la spada

rimettendo ciascun di questa risma...

Nel 1869, l'artista cristiano Gustave Dore illustrò l'Inferno di Dante. L'illustrazione di Dore del ‘Mahomet’non creò al tempo un pandemonio globale. Nel ventesimo secolo, Salvador Dali produsse alcune delle più insigni opere d'arte cristiane, compresi Il Cristo di S. Giovanni della Croce e La Madonna di Port Lligat. Una delle opere meno note è il suo ‘Mahomet", che dipinge come squarciato e lacerato seguendo il modello dell'inferno di Dante.

Dato il corso degli eventi nei primi anni del ventunesimo secolo, dal linguaggio e le guerre del governo Bush-Cheney e dalle dichiarazioni di Papa Benedetto XVI a Regensburg, è soltanto prudente porre la seguente domanda. L'imminente opera del Vaticano conterrà qualche elemento islamofobico che potrebbe accendere le tensioni internazionali e fomentare guerre contro nazioni musulmane?

Confucio ha insegnato che il governante deve governare tramite la sua autorità morale. Egli scrisse: "La natura morale del governante è il vento, la natura morale di quelli sotto di lui l'erba. Quando il vento soffia, l'erba si piega".

Abbiamo visto come i governanti, presidenti, vicepresidenti, leader religiosi ed il Papa hanno contribuito alla demonizzazione dei musulmani ed all'istigazione a guerre islamofobiche.

Il dazio di morte per le guerre dell'Era Bush è un numero segreto. Degli scienziati altamente qualificati alla Johns Hopkins University hanno calcolato che 655.000 iracheni sono morti nei primi tre anni di guerra. Ora è passato un anno. Non sappiamo il numero di morti, smembramenti, menomazioni, deformazioni, devastazioni, saccheggi e capricciosi sfregi, sparatorie, ferimenti, incendi, esplosioni ed omicidi arbitrari dell'Era Bush, ma sappiamo che il numero segreto sta ancora salendo.

Per il suo ruolo principale nel fabbricare guerre e l'infinità dei crimini di guerra che traboccano dai calderoni della guerra, George Bush è un criminale di guerra perseguibile. Lo scorso anno, la stampa europea riportò che Bush aveva trattato l'acquisto di un vasto rancho in remote regioni del Paraguay, una nazione che rifiuta di estradare i criminali di guerra.

Spinti dalla disperazione e dal tradimento dei suoi leader che hanno cooperato con i guerrafondai, il popoli del pianeta si stanno mobilitando come mai prima nella storia dell'umanità.

Autorizzati dal loro buon senso di decenza, dal loro desiderio di giustizia e dal loro amore per la pace, i popoli del nostro pianeta insorgono contro le loro catastrofiche dirigenze. Vi  è un crescente senso di urgenza.

Il passo del cambiamento ottiene slancio. I popoli stanno afferrando il momento per avere un impatto sulle loro istituzioni politiche per portare davanti alla giustizia i criminali di guerra.

Il futuro è nelle mani della gente comune – come quella che sta leggendo queste parole.

Riferimenti

Accuracy in the Media: Misinformation, Mistakes, and Misleading in American and Other Media / Todd Leventhal, Chief of the Counter-Information Team, U.S. Department of State; Dante Chinni, Senior Associate, Project for Excellence in Journalism

The Life of Mohammed by the Rev. George Bush, AM

Hell the musical comes to Vatican