Socialist Appeal

 

 

Il potere non concede nulla senza una lotta

Martedì, 7 luglio 2015

John Peterson

 

I lavoratori ed i giovani greci, colpiti ed umiliati da anni di crisi e di austerità, sono insorti per dire “Oxi!” alle continue predazioni del capitale. In scene commoventi ed ispiratrici reminiscenti di ogni grande movimento rivoluzionario, Piazza Syntagma era traboccante di emotiva, elettrica umanità alla vigilia e come conseguenza del referendum del 5 luglio. Questa non è stata nulla di meno della proverbiale entrata delle masse sulla scena della storiail momento in cui gli uomini e le donne comuni prendono nelle loro mani il loro destinol'inizio del principio di una rivoluzione.

Anche negli USA la mente delle persone viene trasformata drammaticamente, capeggiate dai giovani. Nel 1996, soltanto il 27% degli americani sostenevano l'uguaglianza del matrimonio. In meno di 20 anni, quel numero è più che raddoppiato e la Suprema Corte è stata costretta a riconoscere la volontà del pubblico. In South Carolina, la pressione ed il risentimento della massa agli implacabili attacchi razzisti ha obbligato il Senato dello Stato a sostenere la rimozione della bandiera confederata dal campidoglio stataleanche se, secondo il governatore, non un singolo amministratore di società ha mai obiettato alla sua presenza.

Sebbene la consapevolezza stia raggiungendo rapidamente la realtà oggettiva, negli ultimi trenta anni è stata gettata molto indietro. Come risultato, il risveglio della classe lavoratrice USA sarà inevitabilmente prolungato e contraddittorio. Sebbene negli ultimi mesi vi sia stato un piccolo rialzo negli scioperi, il risveglio della classe lavoratrice USA non è stato ancora espresso in maniera concentrata attraverso i sindacati, come risultato delle putride politiche pro-capitaliste dell'attuale leadership sindacale. Invece, i lavoratori stanno cercando una via d'uscita attraverso movimenti come Occupy, Black Lives Matter e la lotta per i $15.

Tuttavia, in questa epoca di crisi capitalista, è soltanto un breve passo dal lottare amorfo per dei diritti fondamentali e modeste riforme al trarre conclusioni pienamente rivoluzionarie. L'interesse crescente nel socialismo è un fenomeno universale, con versioni differenti che derivano dalle tradizioni e dalla storia di ciascun paese: il tentativo di Jeremy Corbyn per leader del Partito Laburista in Gran Bretagna, Pablo Iglesias e l'ascesa di Podemos in Spagna, Tsipras e l'elezione di Syriza in Grecia. Qui negli USA stiamo sperimentando la nostra variante, distorta attraverso il prisma di un paese con un passato anticomunista e senza un tradizionale partito di massa dei lavoratori.

Per mancanza di un'alternativa praticabile e con i leader sindacali che non offrono una strada in avanti indipendente di classe, molti lavoratori si trovano a votare "Democratico" quando capita di nuovo la stagione elettorale. Bernie Sanders, il senatore indipendente del Vermont, sta correndo come democratico per la candidatura presidenziale di quel partito. Il suo appello per una rivoluzione politica e per il socialismo democratico risuona con milioni di americani delusi dalla falsa promessa di cambiamento di Obama. Dopo anni di "ripresa" anemica, di austerità di scandalosa disuguaglianza, il suo esprimere un'impetuosa denuncia contro la "classe dei miliardari" ha colpito favorevolmente da Minneapolis al Maine.

Come marxisti, comprendiamo che la maggior parte delle persone che entrano per la prima volta nella vita politica tenderanno a scegliere la via più facile. Ma comprendiamo anche che il socialismo non sarà conquistato attraverso delle elezioni o eleggendo un singolo individuo. E certamente non succederà attraverso un partito capitalista. E' per questo che i marxisti non possono fomentare assolutamente alcuna illusione nel Partito Democratico. Fare ciò ci renderebbe responsabili delle sue azioni e delle sue politiche. I Democratici possono servire sia i lavoratori che i capitalisti. Come partito comprato dall'America corporativa, in ultima analisi sarà sempre ai suoi ordini. Non possiamo perdere le nostre posizioni politiche di principio semplicemente perché siamo messi sotto pressione da coloro con oneste illusioni in un politico capitalista. Anche se Sanders dovesse ottenere la candidatura democratica o la presidenza stessa, senza un partito con una base di massa ed indipendente della classe lavoratrice che combatte per andare oltre i limiti del capitalismo, la sua sarebbe una presidenza di crisi, di gestione dell'austerità capitalista, attaccato con ferocia dalla stampa e sabotato dalla grande impresa.

Nonostante questi pericoli e limitazioni, la campagna di Sanders legittima il socialismo in un modo forse mai visto prima negli USA. Dobbiamo quindi essere amichevoli ma saldi mentre milioni di lavoratori e di giovani attraversano l'esperienza continuata della "Scuola dei Democratici". I mesi davanti ci procureranno molte opportunità per spiegare il nostro programma, le nostre prospettive ed il bisogno di un partito dei lavoratori basato su sindacati, armato di un programma socialista.

Se avesse corso come indipendente, Sanders poteva avere istituito le fondamenta per un simile partito. Forse lo farà in futuro. Soltanto il tempo lo dirà. Nel frattempo, dobbiamo continuare a "spiegare pazientemente", fiduciosi nella conoscenza che la consapevolezza cambia e la storia è dalla nostra parte. Un recente sondaggio ha scoperto che "soltanto" il 47% degli americani eleggerebbe un presidente socialista. In una corsa a tre partiti tra un candidato socialista indipendente, un repubblicano ed un democratico, il 47% sarebbe più che sufficiente per trionfare. Nel 1860, Abraham Lincoln fu eletto con soltanto il 39,7% dei voti. Ha continuato ad intraprendere una guerra rivoluzionaria contro la schiavitù, gettando le basi per il dominio non ostacolato del capitale, che a quell'epoca era ancora una forza storicamente progressista.

E' una delle profonde ironie della storia che il dibattito in corso sulla bandiera confederata sia uno degli unici riferimenti che vengono fatti alla battaglia titanica tra coloro che favorivano la schiavitù dei beni mobili per guadagnare i loro profitti e coloro che come prima oggi profittano della schiavitù del salario. Non dovrebbe sorprendere che i media ed i politici borghesi abbiano raccontato molto poco della Guerra Civile USA nel centocinquantennale di quel sanguinoso ma necessario conflitto. La classe capitalista americana è così decrepita e spaventata da qualsiasi cosa che faccia anche intravedere una rivoluzione o la guerra di classe che non osa celebrare il proprio passato rivoluzionario. La ragione di questo è chiara. 150 anni dopo la caduta della schiavocrazia, il suo sistema ha colpito un muro di mattoni e sono ora presenti le precondizioni economiche per un genere diverso di rivoluzione. La rivoluzione socialista libererà il potenziale dell'umanità e garantirà un mondo di abbondanza per tutti. Sradicherà la disuguaglianza e la discriminazione su cui è fondato il capitalismo e con esso il potere ed i privilegi della minuscola minoranza che spadroneggia attualmente.

Nel 1857, in un'epoca in cui 4 milioni di schiavi erano ancora in catene, Frederick Douglass spiegò gli "uccelli e le api" della lotta di classe con eloquenza e chiarezza ineguagliate: "Lasciate che vi dica qualcosa della filosofia della riforma. L'intera storia del progresso della libertà umana mostra che tutte le concessioni fatte tuttora alle sue nobili pretese sono nate dalla lotta convinta. Il conflitto è stato eccitante, agitante,  assorbente tutto e, per il momento, ha messo sotto silenzio tutti gli altri tumulti. Deve fare questo o non fa nulla. Se non vi è nessuna lotta non vi è nessun progresso. Coloro che professano di favorire al libertà e tuttavia deprecano l'agitazione sono uomini che vogliono raccolti senza l'aratura del terreno, che vogliono la pioggia senza il tuono ed il fulmine. Vogliono l'oceano senza il terribile fragore delle sue molte acque.

"Questa lotta può essere morale o può essere fisica e può essere entrambe morale e fisica, ma deve essere una lotta. Il potere non concede nulla senza una richiesta. Non lo ha mai fatto e non lo farà mai. Scoprite soltanto a cosa ogni popolo si sottometterà silenziosamente ed avrete scoperto la misura esatta dell'ingiustizia e del male gli sarà imposto e questi continueranno finché non saranno respinti con parole o colpi o con entrambe. I limiti dei tiranni sono stabiliti dalla sopportazione di coloro che opprimono. Alla luce di queste idee, i negri saranno spaventati e terrorizzati al Nord e detenuti e flagellati al Sud finché si sottomettono a queste diaboliche violenze e non fanno nessuna resistenza, sia morale che fisica. Gli uomini non possono ottenere in questo mondo tutto ciò che pagano, ma possono certamente pagare per tutto quello che ricevono. Se mai ci libereremo dalle oppressioni e dai mali riversati su di noi, dobbiamo pagare per la loro rimozione. Dobbiamo farlo con il lavoro, con la sofferenza, con le nostre vite e con le vite di altri".

Abbiamo poco da aggiungere a queste parole. All'inizio del 21° secolo, la lotta contro tutte le forme di sfruttamento e di oppressione è la lotta per il socialismo. Senza una chiara guida, senza una tradizione rivoluzionaria di massa e nemmeno una socialista riformista negli Stati Uniti, possiamo aspettarci tanto disorientamento e molti tentativi falliti. Fortunatamente, quando si tratta della rivoluzione socialista mondiale, si deve vincere soltanto una volta. Nell'era dei social media, le idee e gli esempi si diffondono come fuoco greco. Da Atene a Charleston, i lavoratori del mondo stanno imparando collettivamente e risvegliando alla comprensione che non abbiamo niente da perdere che le nostre catene e che abbiamo un mondo da conquistare.