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I lavoratori ed i giovani greci, colpiti ed umiliati da
anni di crisi e di austerità, sono insorti per dire
“Oxi!”
alle continue predazioni del capitale. In scene commoventi ed
ispiratrici reminiscenti di ogni grande movimento rivoluzionario, Piazza
Syntagma
era traboccante di emotiva, elettrica umanità alla vigilia e come
conseguenza del referendum del 5 luglio. Questa non è stata nulla di
meno della proverbiale entrata delle masse sulla scena della storia—il
momento in cui gli uomini e le donne comuni prendono nelle loro mani il
loro destino—l'inizio
del principio di una rivoluzione.
Anche negli USA la mente delle persone viene trasformata
drammaticamente, capeggiate dai giovani. Nel 1996, soltanto il 27% degli
americani sostenevano l'uguaglianza del matrimonio. In meno di 20 anni,
quel numero è più che raddoppiato e la Suprema Corte è stata costretta a
riconoscere la volontà del pubblico. In
South Carolina,
la pressione ed il risentimento della massa agli implacabili
attacchi razzisti ha obbligato il Senato dello Stato a sostenere la
rimozione della bandiera confederata dal campidoglio statale—anche
se, secondo il governatore, non un singolo amministratore di società ha
mai obiettato alla sua presenza.
Sebbene la consapevolezza stia raggiungendo rapidamente la realtà
oggettiva, negli ultimi trenta anni è stata gettata molto indietro. Come
risultato, il risveglio della classe lavoratrice USA sarà
inevitabilmente prolungato e contraddittorio. Sebbene negli ultimi mesi
vi sia stato un piccolo rialzo negli scioperi, il risveglio della classe
lavoratrice USA non è stato ancora espresso in maniera concentrata
attraverso i sindacati, come risultato delle putride politiche
pro-capitaliste dell'attuale
leadership
sindacale. Invece, i lavoratori stanno cercando una via d'uscita
attraverso movimenti come
Occupy, Black Lives Matter
e la lotta per i $15.
Tuttavia, in questa epoca di crisi capitalista, è soltanto un breve
passo dal lottare amorfo per dei diritti fondamentali e modeste riforme
al trarre conclusioni pienamente rivoluzionarie. L'interesse crescente
nel socialismo è un fenomeno universale, con versioni differenti che
derivano dalle tradizioni e dalla storia di ciascun paese: il tentativo
di
Jeremy Corbyn
per leader del Partito Laburista in Gran Bretagna,
Pablo Iglesias
e l'ascesa di
Podemos in Spagna,
Tsipras
e l'elezione di
Syriza in Grecia. Qui negli USA stiamo sperimentando la
nostra variante, distorta attraverso il prisma di un paese con un
passato anticomunista e senza un tradizionale partito di massa dei
lavoratori.
Per mancanza di un'alternativa praticabile e con i leader sindacali
che non offrono una strada in avanti indipendente di classe, molti
lavoratori si trovano a votare "Democratico" quando capita di nuovo la
stagione elettorale.
Bernie Sanders,
il senatore indipendente del Vermont, sta correndo come democratico per
la candidatura presidenziale di quel partito. Il suo appello per una
rivoluzione politica e per il socialismo democratico risuona con milioni
di americani delusi dalla falsa promessa di cambiamento di Obama. Dopo
anni di "ripresa" anemica, di austerità di
scandalosa disuguaglianza, il suo esprimere un'impetuosa denuncia
contro la "classe dei miliardari" ha colpito favorevolmente da
Minneapolis
al
Maine.
Come marxisti, comprendiamo che la maggior parte delle persone che
entrano per la prima volta nella vita politica tenderanno a scegliere la
via più facile. Ma comprendiamo anche che il socialismo non sarà
conquistato attraverso delle elezioni o eleggendo un singolo individuo.
E certamente non succederà attraverso un partito capitalista. E' per
questo che i marxisti non possono fomentare assolutamente alcuna
illusione nel Partito Democratico. Fare ciò ci renderebbe responsabili
delle sue azioni e delle sue politiche. I Democratici possono servire
sia i lavoratori che i capitalisti. Come partito comprato dall'America
corporativa, in ultima analisi sarà sempre ai suoi ordini. Non possiamo
perdere le nostre posizioni politiche di principio semplicemente perché
siamo messi sotto pressione da coloro con oneste illusioni in un
politico capitalista. Anche se
Sanders dovesse ottenere la candidatura democratica o la
presidenza stessa, senza un partito con una base di massa ed
indipendente della classe lavoratrice che combatte per andare oltre i
limiti del capitalismo, la sua sarebbe una presidenza di crisi, di
gestione dell'austerità capitalista,
attaccato con ferocia dalla stampa e sabotato dalla grande impresa.
Nonostante questi pericoli e limitazioni, la campagna di
Sanders legittima il socialismo in un modo forse mai visto
prima negli USA. Dobbiamo quindi essere amichevoli ma saldi mentre
milioni di lavoratori e di giovani attraversano l'esperienza
continuata della "Scuola dei Democratici". I mesi davanti ci
procureranno molte opportunità per spiegare il nostro programma, le
nostre prospettive ed il bisogno di un partito dei lavoratori basato su
sindacati, armato di un programma socialista.
Se avesse corso come indipendente,
Sanders poteva avere istituito le fondamenta per un simile
partito. Forse lo farà in futuro. Soltanto il tempo lo dirà. Nel
frattempo, dobbiamo continuare a "spiegare pazientemente",
fiduciosi nella conoscenza che la consapevolezza cambia e la storia è
dalla nostra parte. Un recente sondaggio ha scoperto che "soltanto" il
47% degli americani eleggerebbe un presidente socialista. In una corsa a
tre partiti tra un candidato socialista indipendente, un repubblicano ed
un democratico, il 47% sarebbe più che sufficiente per trionfare. Nel
1860,
Abraham Lincoln
fu eletto con soltanto il 39,7% dei voti. Ha continuato
ad intraprendere una guerra rivoluzionaria contro la schiavitù, gettando
le basi
per il dominio non ostacolato del capitale, che a quell'epoca era
ancora una forza storicamente progressista.
E' una delle profonde ironie della storia che il dibattito in corso
sulla bandiera confederata sia uno degli unici riferimenti che vengono
fatti alla battaglia titanica tra coloro che favorivano la schiavitù dei
beni mobili per guadagnare i loro profitti e coloro che come prima oggi
profittano della schiavitù del salario. Non dovrebbe sorprendere che i
media ed i politici borghesi abbiano raccontato molto poco della Guerra
Civile USA nel centocinquantennale di quel sanguinoso ma necessario
conflitto. La classe capitalista americana è così decrepita e spaventata
da qualsiasi cosa che faccia anche intravedere una rivoluzione o la
guerra di classe che non osa celebrare il proprio passato
rivoluzionario. La ragione di questo è chiara. 150 anni dopo la caduta
della schiavocrazia, il suo sistema ha colpito un muro di mattoni e sono
ora presenti le precondizioni economiche per un genere diverso di
rivoluzione. La rivoluzione socialista libererà il potenziale
dell'umanità e garantirà un mondo di abbondanza per tutti. Sradicherà la
disuguaglianza e la discriminazione su cui è fondato il capitalismo e
con esso il potere ed i privilegi della minuscola minoranza che
spadroneggia attualmente.
Nel 1857, in un'epoca in cui 4 milioni di schiavi erano ancora in
catene,
Frederick Douglass spiegò gli "uccelli e le
api" della lotta di classe con eloquenza e chiarezza ineguagliate:
"Lasciate che vi dica qualcosa della filosofia della riforma. L'intera
storia del progresso della libertà umana mostra che tutte le concessioni
fatte tuttora alle sue nobili pretese sono nate dalla lotta convinta. Il
conflitto è stato eccitante, agitante, assorbente tutto e, per il
momento, ha messo sotto silenzio tutti gli altri tumulti. Deve fare
questo o non fa nulla. Se non vi è nessuna lotta non vi è nessun
progresso. Coloro che professano di favorire al libertà e tuttavia
deprecano l'agitazione sono uomini che vogliono raccolti senza l'aratura
del terreno, che vogliono la pioggia senza il tuono ed il fulmine.
Vogliono l'oceano senza il terribile fragore delle sue molte acque.
"Questa lotta può essere morale o può essere fisica e può essere
entrambe morale e fisica, ma deve essere una lotta. Il potere non
concede nulla senza una richiesta. Non lo ha mai fatto e non lo farà
mai. Scoprite soltanto a cosa ogni popolo si sottometterà
silenziosamente ed avrete scoperto la misura esatta dell'ingiustizia e
del male gli sarà imposto e questi continueranno finché non saranno
respinti con parole o colpi o con entrambe. I limiti dei tiranni sono
stabiliti dalla sopportazione di coloro che opprimono. Alla luce di
queste idee, i negri saranno spaventati e terrorizzati al Nord e
detenuti e flagellati al Sud finché si sottomettono a queste diaboliche
violenze e non fanno nessuna resistenza, sia morale che fisica. Gli
uomini non possono ottenere in questo mondo tutto ciò che pagano, ma
possono certamente pagare per tutto quello che ricevono. Se mai ci
libereremo dalle oppressioni e dai mali riversati su di noi, dobbiamo
pagare per la loro rimozione. Dobbiamo farlo con il lavoro, con la
sofferenza, con le nostre vite e con le vite di altri".
Abbiamo poco da aggiungere a queste parole. All'inizio del 21°
secolo, la lotta contro tutte le forme di sfruttamento e di oppressione
è la lotta per il socialismo. Senza una chiara guida, senza una
tradizione rivoluzionaria di massa e nemmeno una socialista riformista
negli Stati Uniti, possiamo aspettarci tanto disorientamento e molti
tentativi falliti. Fortunatamente, quando si tratta della rivoluzione
socialista mondiale, si deve vincere soltanto una volta. Nell'era dei
social media, le idee e gli esempi si diffondono come fuoco greco. Da
Atene a
Charleston,
i lavoratori del mondo stanno imparando collettivamente
e risvegliando alla comprensione che non abbiamo niente da perdere che
le nostre catene e che abbiamo un mondo da conquistare.
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