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Quasi giornalmente i mass media riferiscono di corruzione politica
in tutto il mondo. Burocrati statali, da locali a nazionali a
internazionali, sono smascherati per avere abusato della loro carica per
guadagno personale. Questo guadagno solitamente è finanziario, ma può
riguardare l0'avanzamento di carriera. Gran parte di questa corruzione è
guidata e finanziata da imprese capitaliste. In questo genere di
corruzione, i funzionari permettono l'elusione fiscale, forniscono
sovvenzioni, compiono acquisti e talvolta vendite e decidono molte altre
questioni "pubbliche" (per es., collocare strade, dividere in zone
città, costruire strutture pubbliche, reprimere scioperi, investigare la
corruzione, negoziare accordi internazionali ecc.).
Le decisioni ufficiali sono corrotte quando mirano (in cambio del
vantaggio personale) esclusivamente o principalmente a beneficiare
singole imprese o gruppi di imprese piuttosto che qualche ampio fine
sociale o pubblico. La corruzione può essere illegale (quando si
applicano leggi proibitive) o legale se tali leggi sono state abrogate o
mai approvate. La corruzione politica, quando non nascosta o segreta,
avviene sotto una copertura protettiva (o finzione) come se compiuta per
fini o benefici pubblici.
Ciò che oggi principalmente guida questo genere di corruzione è la
struttura del capitalismo. Per molte imprese capitaliste, esistono
pressioni competitive ed altro per incrementare i profitti, i tassi di
crescita e/o la quota di mercato. I loro consigli e gli alti dirigenti
cercano di trovare materiali prodotti più economici e forza lavoro più a
buon mercato, per estrarre più rendimento dai loro lavoratori, per
vendere la loro produzione al prezzo più alto possibile e per trovare
tecnologie più redditizie. La struttura fornisce loro ogni incentivo di
profitto finanziario e/0 sicurezza ed avanzamento di carriera di
carriera per comportarsi in quelle maniere. Quindi,
consigli ed alti dirigenti
cercano la massima assistenza ottenibile da funzionari statali in
tutte queste aree e cercano inoltre di pagare come imposte la parte
minore possibile del loro reddito netto. I consigli di amministrazione
usano i profitti delle loro società per corrompere prevalentemente gli
alti gradi della burocrazia statale, quelli necessari per compiere
decisioni ufficiali vantaggiose.
I singoli capitalisti agiscono per corrompere i funzionari statali
per servire le necessità della loro impresa. Raggruppati in
associazioni, fanno allo stesso modo per le loro industrie. Quando
organizzati nell'insieme (in "camere di commercio" o "alleanze di
produttori" ecc.) corrompono per difendere i loro interessi di classe.
Quando tale corruzione non è segreta, i capitalisti articolano le loro
richieste a funzionari corrotti come "valide per l'economia o la società
nel complesso". Frasi simili costituiscono il "linguaggio appropriato"
che permette pubblicamente ai funzionari di mascherare e se tutto va
bene legittimare le loro azioni corrotte.
Sono stati imposti codici morali rigorosi, regole e leggi per
impedire a capitalisti singoli o raggruppati di corrompere i funzionari
governativi. Tuttavia, le prove suggeriscono che né l'etica incline al
senso civico né le regole o le leggi si sono avvicinate a terminare la
corruzione dei capitalisti. Innumerevoli tribunali statali, commissioni
ecc. non hanno affatto messo fine a quella corruzione. L'economia
mainstream procede nelle analisi e nelle prescrizioni politiche come la
corruzione sfrenata non esistesse. I mass media tendono a trattare la
corruzione capitalista (almeno nei loro paesi) come eccezionale ed i
tentativi governativi di fermarla come seri. Anche questi sono esempi
ulteriori di quel
"linguaggio appropriato" con il quale le moderne società
capitaliste mascherano la corruzione sistemica.
Ridurre la corruzione dai suoi alti livelli attuali richiede
qualcosa di più, e di diverso, da leggi aggiuntive, commissioni,
invocazioni alla moralità, regolamenti e così via. Richiede un
cambiamento economico fondamentale, strutturale. Le riforme precedenti
hanno realizzato così poco successo perché hanno ignorato proprio l'idea
o la possibilità di tale cambiamento. Hanno lasciato intatta la
struttura di incentivo fondamentale del capitalismo ed il potere dei
capitalisti di utilizzare i profitti d'impresa per fini di corruzione. I
capitalisti hanno continuato ad essere di fronte a tutti i benefici ed i
guadagni che i funzionari corrotti possono rendere (più i rischi ed i
costi di non riuscire a corromperli). Allo stesso modo i capitalisti
hanno continuato ad accumulare profitti sempre maggiori e così i fondi
con i quali corrompere.
Un modo strutturale per ridurre la corruzione sarebbe
democratizzare le imprese, riorganizzarle in modo tale che i lavoratori
dirigano collettivamente le imprese. Una simile democratizzazione
economica renderebbe trasparente tutti gli aspetti della relazione tra
imprese e stato a tutti i dipendenti dell'impresa e quindi al vasto
pubblico. Nascondere e mascherare la corruzione sarebbe molto più
difficile. La condiscendenza ai regolamenti ed alle leggi che
proibiscono la corruzione dei funzionari troverebbe probabilmente almeno
qualche appoggio tra responsabili decisionali delle imprese
democratizzate. Quelle imprese richiederebbero la discussione aperta ed
il processo decisionale a maggioranza. Le minoranze potrebbero acquisire
più facilmente la conoscenza necessaria per criticare ed influenzare le
decisioni e così impedire o ridurre di utilizzare le entrate nette
dell'impresa per corrompere funzionari statali.
Porre fine all'organizzazione capitalista delle imprese lascia
ancora il problema degli incentivi per i lavoratori
- anche nelle imprese
auto-dirette dai lavoratori - a cercare di corrompere
funzionari statali. Il passo adatto per risolvere questo problema
riguarderebbe rendere interdipendenti le imprese democratizzate e una
politica genuinamente democratizzata (di governo centrale a tutti i
livelli). Le decisioni governative avrebbero bisogno di essere
ratificate dalle imprese democratizzate interessate da quelle decisioni
governative. In modo analogo, le decisioni dell'impresa democratizzata
avrebbero bisogno di essere ratificate dalle istituzioni governative
democratizzate interessate.
Dunque ogni tentativo da parte di una o di un gruppo di imprese
auto-dirette dai lavoratori di ottenere delle decisioni corrotte da dei
funzionari attiverebbe altre imprese auto-dirette dai lavoratori
- danneggiate o svantaggiate da
quelle decisioni - ad opporsi. E le loro obiezioni avrebbero
denti efficaci data la relazione di condivisione del potere tra imprese
e stato. Questo è un modo per interrompere l'irrazionalità sociale della
corruzione
- con cui una o un gruppo di
imprese guadagna un vantaggio da corruzione a spese di altre, che sono
perciò spinte a fare nello stesso modo, generando quindi corruzione
sistemica. Il risultato finale è
- come dimostra la storia del
capitalismo - un'economia che serve meglio coloro che possono corrompere
ed essere corrotti più efficacemente.
Infatti, le legislature sarebbero ricostruite come
bicamerali
- ma in senso nuovo. Una camera
sarebbe basata sulle imprese, mentre l'altra sarebbe basata sulla
residenza. Da un sistema di restrizioni e controlli di un simile sistema
potrebbe ragionevolmente attendersi che riduca la relativa corruzione
politica più di qualunque cosa finora tentata. Un simile cambiamento
strutturale potrebbe ben fare meglio del lungo elenco di riforme
anticorruzione che sono state spesso degli schermi fumogeni per evitare
i cambiamenti fondamentali necessari.
Visitate il progetto del movimento sociale del Professor Wolff,
democracyatwork.info.
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