Socialist Appeal

 

 

Come le lobby comprano i politici

Lunedì, 22 luglio 2013

Scritto da John Pickard

 

In Le origini della famiglia, della proprietà privata e dello stato, Engels ha messo in evidenza che anche in una "repubblica democratica" la ricchezza ancora esercita il potere indirettamente, ma proprio per questo saldamente. "Lo compie in due maniere", spiega, "con la palese corruzione di funzionari, dei quali l'America è l'esempio classico, e con un'alleanza tra il governo e la borsa".

In un'opera successiva, Stato e rivoluzione, Lenin intraprese lo stesso argomento, esaminando la natura completamente fraudolenta della democrazia parlamentare. "Al presente", scrisse, "l'imperialismo ed il dominio delle banche hanno 'sviluppato' entrambe questi metodi per difendere ed asserire l'onnipotenza della ricchezza in repubbliche democratiche di tutti i generi".

Scrivendo nel 1917, Lenin continuava citando l'esempio di un ministro del Governo Provvisorio, Palchinsky, che si dimise dalla carica e venne prontamente ricompensato dai capitalisti con un comodo posto di lavoro, con un salario di 120.000 rubli l'anno. "Come chiamereste questo", chiedeva Lenin, "corruzione diretta o indiretta"?

Questi argomenti di Engels e Lenin, che sono fondamentali per una comprensione marxista della politica e del processo parlamentare, sono stati provati completamente più e più volte negli anni. Recenti rivelazioni di corruzione parlamentare hanno messo a nudo ancora una volta le migliaia di fili che il grande capitale ha intrecciato nel tessuto del cosiddetto sistema rappresentativo.

E' ben noto che i ministri conservatori hanno una politica della porta aperta quando si tratta di incontrare lobbisti e rappresentanti del capitalismo, ma recentemente è stato rivelato che il governo ha un sistema organizzato per 'farsi amiche' imprese multinazionali con i ministri tory e che inoltre vi erano dei piani di espanderlo. Nel luglio 2011, il ministro del commercio Lord Green ha annunciato l'iniziativa iniziale di dare a 38 imprese, incluse società telecomunicazioni, farmaceutiche e petrolifere, una linea diretta con ministri e funzionari. Nel 2013, è stato annunciato che erano state aggiunte alla lista ulteriori 12 imprese e ne erano in esame altre 30.

Le 38 imprese originarie, è stato annunciato, nei primi due anni del progetto hanno avuto quasi 700 intimi incontri faccia a faccia con ministri. La sola società petrolifera Shell ha avuto 56 incontri faccia a faccia con ministri.

Prima delle elezioni, David Cameron ha dichiarato che l'industria delle lobby britannica da £2 miliardi era "fuori controllo" ma ora che è a Downing Street, è chiaro che i conservatori non hanno nessuna intenzione di limitare l'accesso dei loro compari in affari a ministri e funzionari. L'ultima proposta governativa di 'registrare' i lobbisti non è più che una foglia di fico che richiederebbe soltanto la registrazione delle ditte professionali di lobby. Come ha spiegato il gruppo della campagna Lobbying Transparency, con questo approccio vi sono dei vizi fondamentali. "I lobbisti da noleggio in agenzie", spiegano, "contano soltanto per una piccola parte dell'industria dell'influenza britannica. Sono superati numericamente dai lobbisti interni di almeno sei a uno".

Lobbying Transparency continua per spiegare come il sistema sarebbe insensato: "un supermercato, diciamo, con una squadra di sei lobbisti interni, a tempo pieno non dovrebbe dichiarare la sua attività di lobby, ma se assume temporaneamente un'agenzia per aumentare la propria influenza, soltanto l'agenzia dovrebbe registrare i suoi lobbisti". In secondo luogo, il governo propone che i lobbisti che sono registrati rivelino soltanto informazioni minime, cioè, i loro nomi ed i loro clienti. Ciò mina completamente qualsiasi tentativo di aumentare la responsabilità del governo perché tralascia completamente ogni interazione dei lobbisti con funzionari e ministri.

E' chiaro che la Lobbying Bill non è intesa a sagomare o formare in nessun modo per diminuire i collegamenti ufficiali o ufficiosi tra imprese e parlamento. L'unica misura ferma che offre è contro i sindacati, poiché mira a porre un limite alle donazioni dai sindacati al Partito Laburista così gli interessi di migliaia di lavoratori sono equiparate ai profitti delle grandi società. Mentre le urla di collera della gente comune sull'austerità senza fine continueranno ad essere affrontate con completa indifferenza, i rappresentanti delle grandi imprese saranno ancora accolti festosamente e le politiche governative saranno plasmate e modellate per soddisfare nel modo migliore i profitti delle grandi società.

La politica dei tory sull'etichettatura del cibo continuerà ad essere fatta dalle imprese alimentari; la politica di confezionamento delle sigarette dall'industria del tabacco, la politica della determinazione del prezzo minimo dell'alcool dai fabbricanti di birra e dai distillatori e le politiche sanitarie dal settore della sanità privata.

Quello che inoltre lega le imprese a funzionari e parlamentari e li tacita efficacemente è la politica della 'porta girevole' che da a ex ministri e a ex funzionari pubblici posti di lavoro ben pagati nel settore privato e quasi sempre in quella parte delle grandi imprese per la quale erano in precedenza responsabili e che in alcuni casi sulla quale in precedenza 'vigilavano'. Così gli appaltatori della difesa assumono come consulenti ex ministri della difesa, le società della sanità private assumono ex ministri della sanità e così via. Uno dei più lampanti è stata la nomina alcuni mesi fa di David Hartnett a lavorare un giorno la settimana per la Deloitte, una delle quattro principali società di revisione di bilancio. Hartnett è stato fino a di recente il capo dell'Erario e Dogane britanniche. E' stato il suo periodo in carica che sono stati concordati intimi contratti favorevoli tra la HRMC e Vodafone e Goldman Sachs per pagare una somma simbolica di imposte in luogo di quelle che dovevano essere pagate.

L'accordo con la Goldman Sachs le ha risparmiato £20 milioni di pagamenti di interessi che dovevano essere andati all'erario. Si è detto che Hartnett abbia negoziato personalmente un accordo con la Vodafone che ha pagato soltanto £1,25 miliardi dei £60 miliardi inizialmente pretesi dalla HRMC. E' stato inoltre sotto la 'sorveglianza' di Hartnett che altre società, come Starbucks, non hanno pagato assolutamente nulla. E guarda, succede che la Deloitte, il nuovo padrone di Harnett, sia il certificatore di bilancio ufficiale di Vodafone! Il posto di lavoro part-time magnificamente remunerativo di Harnett alla Deloitte non gli ha impedito di ottenere un altro lavoro part-time come consulente del gruppo bancario HSBC. Questa è la banca, ricordiamo, che è stata multata di $1,9 miliardi dalle autorità USA per avere riciclato il denaro della droga messicano.

La Deloitte, naturalmente, non è unica. Tutte le quattro grandi società di contabilità, incluse anche KPMG, Price Waterhouse Coopers e Ernst & Young, hanno frequentemente il loro personale distaccato a lavorare al Tesoro ed in altri dipartimenti governativi e reclutano regolarmente ex funzionari pubblici con conoscenza 'interna' a lavorare per loro.

Guardando tutto ciò, come avrebbe chiesto Lenin: è corruzione diretta o indiretta?

Nel Congresso USA, il numero di organizzazioni di lobby è ancora più fenomenale. Ve ne sono quasi quindicimila, circa trenta per ogni singolo rappresentante eletto. Su ogni singola questione, dal cambiamento climatico alla tassazione alla salute, al controllo delle armi su ogni questione questi piegatori di orecchie professionisti sollecitano, telefonano, incontrano e chiacchierano con rappresentanti eletti. Vengono spesi miliardi di dollari su scala industriale più di $3 miliardi in ciascuno degli ultimi cinque anni per comprare i politici che milioni di americani pensano di avere eletto. Hanno un migliaio di fili che li collegano ad agenzie di PR in modo da poter diffondere sulla stampa storie sfavorevoli per ricattare dei rappresentanti che potrebbero essere restii ad attenersi al loro ruolo. Non fa nessuna differenza se sono Democratici o Repubblicani la schiacciante maggioranza è nelle tasche delle imprese. Anche qui opera la 'porta girevole', con ex lobbisti che ottengono posti di lavoro al vertice come aiutanti di membri del congresso e quindi ex aiutanti che tornano in posti di lavoo rimunerativi tra le ditte di lobby.

Durante le recenti manifestazioni in Egitto, un giornalista della BBC ha chiesto ad un uomo in una strada del Cairo perché domandava il rovesciamento di Morsi. L'uomo ha risposto che Morsi e l'Assemblea egiziana non avevano messo in pratica le politiche per le quali erano stati eletti. Senza un rossore o un accenno di ironia, il giornalista della BBC ha chiesto, "ma questa è la democrazia, no?" Può essere democratico per un filisteo senza scrupoli, o per un rappresentante di imprese, ma per qualsiasi normale lavoratore è l'opposto di democrazia.

Lo Studio degli atteggiamenti sociali britannici del 2011 ha posto la seguente dichiarazione alla quale è stato chiesto alle persone di esprimere accordo o disaccordo: "In generale coloro che eleggiamo come parlamentari perdono il contatto con il popolo piuttosto velocemente". Le risposte hanno mostrato che quasi il 73% "concordava" o "concordava fortemente". Questo dimostra l'enorme riserva di cinismo che esiste sui politici di tutti i partiti ed è una questione seria per il movimento dei lavoratori. E' una questione su come i loro rappresentanti eletti dovrebbero comportarsi in carica. E' una vergogna che così tanti parlamentari laburisti siano fuori contatto con la vita e le condizioni affrontate dai comuni lavoratori. E' una vergogna ancora maggiore che di quando in quando siano dei politici laburisti, come i pari lord Cunningham and Mackenzie, siano stati immischiati nello sporco affare del denaro per lavoro politico.

La politica applicata in pratica da tre parlamentari laburisti negli anni '80 'Un parlamentare dei lavoratori con un salario da lavoratore' oggi ha più validità che mai ed i membri del Partito Laburista dovrebbero farne l'argomento centrale di ogni discussione sulle elezioni e la rappresentanza del partito. I parlamentari laburisti non dovrebbero accomodarsi con i portavoce delle grandi imprese; dovrebbero evitare le gite e l'atmosfera da 'circolo sociale' della Camera e dovrebbero rappresentare fedelmente le persone che li hanno eletti, vivendo allo stesso livello di vita ed aprendosi alla riselezione ad ogni elezione.