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In Le origini della famiglia, della proprietà privata e
dello stato,
Engels
ha messo in evidenza che anche in una "repubblica democratica" la
ricchezza ancora esercita il potere indirettamente, ma proprio per
questo saldamente. "Lo compie in due maniere", spiega, "con la
palese corruzione di funzionari, dei quali l'America è l'esempio
classico, e con un'alleanza tra il governo e la borsa".
In un'opera successiva, Stato e rivoluzione, Lenin
intraprese lo stesso argomento, esaminando la natura completamente
fraudolenta della democrazia parlamentare. "Al presente", scrisse,
"l'imperialismo ed il dominio delle banche hanno 'sviluppato'
entrambe questi metodi per difendere ed asserire l'onnipotenza della
ricchezza in repubbliche democratiche di tutti i generi".
Scrivendo nel 1917, Lenin continuava citando l'esempio di un
ministro del Governo Provvisorio,
Palchinsky,
che si dimise dalla carica e venne prontamente ricompensato dai
capitalisti con un comodo posto di lavoro, con un salario di 120.000
rubli l'anno. "Come chiamereste questo", chiedeva Lenin, "corruzione
diretta o indiretta"?
Questi argomenti di
Engels
e
Lenin,
che sono fondamentali per una comprensione marxista della politica e
del processo parlamentare, sono stati provati completamente più e
più volte negli anni. Recenti rivelazioni di corruzione parlamentare
hanno messo a nudo ancora una volta le migliaia di fili che il
grande capitale ha intrecciato nel tessuto del cosiddetto sistema
rappresentativo.
E' ben noto che i ministri conservatori hanno una politica
della porta aperta quando si tratta di incontrare lobbisti e
rappresentanti del capitalismo, ma recentemente è stato rivelato che
il governo ha un sistema organizzato per
'farsi amiche' imprese multinazionali con i ministri tory e che
inoltre vi erano dei piani di espanderlo. Nel luglio 2011, il
ministro del commercio
Lord Green ha annunciato
l'iniziativa iniziale di dare a 38 imprese, incluse società
telecomunicazioni, farmaceutiche e petrolifere, una
linea diretta con ministri e funzionari. Nel 2013, è stato
annunciato che erano state aggiunte alla lista ulteriori 12 imprese
e ne erano in esame altre 30.
Le 38 imprese originarie, è stato annunciato, nei primi due
anni del progetto hanno avuto quasi 700 intimi incontri faccia a
faccia con ministri. La sola società petrolifera Shell ha avuto 56
incontri faccia a faccia con ministri.
Prima delle elezioni,
David Cameron ha dichiarato
che l'industria delle lobby britannica da £2 miliardi era "fuori
controllo" ma ora che è a
Downing Street, è chiaro che i
conservatori non hanno nessuna intenzione di limitare l'accesso dei
loro compari in affari a ministri e funzionari. L'ultima proposta
governativa di 'registrare' i lobbisti non è più che una foglia di
fico che richiederebbe soltanto la registrazione delle ditte
professionali di lobby. Come ha spiegato il gruppo della campagna
Lobbying Transparency,
con questo approccio vi sono dei vizi fondamentali. "I lobbisti
da noleggio in agenzie", spiegano, "contano soltanto per una piccola
parte dell'industria dell'influenza britannica. Sono superati
numericamente dai lobbisti interni di almeno sei a uno".
Lobbying
Transparency
continua per spiegare come il
sistema sarebbe insensato: "un supermercato, diciamo, con una
squadra di sei lobbisti interni, a tempo pieno non dovrebbe
dichiarare la sua attività di lobby, ma se assume temporaneamente
un'agenzia per aumentare la propria influenza, soltanto l'agenzia
dovrebbe registrare i suoi lobbisti". In secondo luogo, il governo
propone che i lobbisti che sono registrati rivelino soltanto
informazioni minime, cioè, i loro nomi ed i loro clienti.
Ciò mina completamente qualsiasi tentativo di aumentare la
responsabilità del governo perché tralascia completamente ogni
interazione dei lobbisti con funzionari e ministri.
E' chiaro che la
Lobbying Bill
non è intesa a
sagomare o formare in nessun modo per diminuire i collegamenti
ufficiali o ufficiosi tra imprese e parlamento. L'unica misura ferma
che offre è contro i sindacati, poiché mira a porre un limite alle
donazioni dai sindacati al Partito Laburista
– così gli
interessi di migliaia di lavoratori sono equiparate ai profitti
delle grandi società.
Mentre le urla di collera della gente comune sull'austerità
senza fine continueranno ad essere affrontate con completa
indifferenza, i rappresentanti delle grandi imprese saranno ancora
accolti festosamente e le politiche governative saranno plasmate e
modellate per soddisfare nel modo migliore i profitti delle grandi
società.
La politica dei tory sull'etichettatura del cibo continuerà ad
essere fatta dalle imprese alimentari; la politica di
confezionamento delle sigarette dall'industria del tabacco, la
politica della determinazione del prezzo minimo dell'alcool dai
fabbricanti di birra e dai distillatori e le politiche sanitarie dal
settore della sanità privata.
Quello che inoltre lega le imprese a funzionari e parlamentari
e li tacita efficacemente è la politica della 'porta girevole' che
da a ex ministri e a ex funzionari pubblici posti di lavoro ben
pagati nel settore privato
– e quasi sempre
in quella parte delle grandi imprese per la quale erano in
precedenza responsabili e che in alcuni casi sulla quale in
precedenza 'vigilavano'. Così gli appaltatori della
difesa assumono come consulenti ex ministri della difesa, le società
della sanità private assumono ex ministri della sanità e così via.
Uno dei più lampanti è stata la nomina alcuni mesi fa di
David Hartnett
a lavorare un
giorno la settimana per la
Deloitte,
una delle quattro principali società di revisione di bilancio.
Hartnett è stato fino
a di recente il capo dell'Erario e Dogane britanniche. E' stato il
suo periodo in carica che sono stati concordati intimi contratti
favorevoli tra la HRMC e
Vodafone
e Goldman Sachs
per pagare una somma simbolica di imposte in luogo di quelle che
dovevano essere pagate.
L'accordo con la
Goldman Sachs
le ha risparmiato £20 milioni di pagamenti di interessi che dovevano
essere andati all'erario. Si è detto che
Hartnett
abbia negoziato
personalmente un accordo con la Vodafone che ha pagato soltanto
£1,25 miliardi dei £60 miliardi inizialmente pretesi dalla HRMC. E'
stato inoltre sotto la 'sorveglianza' di
Hartnett
che altre
società, come
Starbucks,
non hanno pagato
assolutamente nulla. E guarda, succede che la Deloitte, il nuovo
padrone di
Harnett, sia il
certificatore di bilancio ufficiale di Vodafone!
Il posto di lavoro
part-time
magnificamente remunerativo di
Harnett alla Deloitte
non gli ha impedito di ottenere un altro lavoro
part-time come consulente
del gruppo bancario HSBC. Questa è la banca, ricordiamo, che è stata
multata di $1,9 miliardi dalle autorità USA per avere riciclato il
denaro della droga messicano.
La
Deloitte, naturalmente,
non è unica. Tutte le quattro grandi società di contabilità,
incluse anche
KPMG, Price
Waterhouse Coopers
e Ernst & Young,
hanno frequentemente il loro personale distaccato a lavorare al
Tesoro ed in altri dipartimenti governativi e reclutano regolarmente
ex funzionari pubblici con conoscenza 'interna' a lavorare per loro.
Guardando tutto ciò, come avrebbe chiesto Lenin: è
corruzione diretta o indiretta?
Nel Congresso USA, il numero di organizzazioni di lobby è
ancora più fenomenale. Ve ne sono quasi quindicimila, circa
trenta per ogni singolo rappresentante eletto. Su ogni singola
questione, dal cambiamento climatico alla tassazione alla salute, al
controllo delle armi
–
su ogni
questione
–
questi piegatori
di orecchie professionisti sollecitano, telefonano, incontrano e
chiacchierano con rappresentanti eletti. Vengono spesi miliardi di
dollari su scala industriale
– più di $3
miliardi in ciascuno degli ultimi cinque anni
– per comprare
i politici che milioni di americani pensano di avere
eletto. Hanno un migliaio di fili che li collegano ad agenzie di PR
in modo da poter diffondere sulla stampa storie sfavorevoli per
ricattare dei rappresentanti che potrebbero essere restii ad
attenersi al loro ruolo. Non fa nessuna differenza se sono
Democratici o Repubblicani
– la schiacciante
maggioranza è nelle tasche delle imprese. Anche qui opera la 'porta
girevole', con ex lobbisti che ottengono posti di lavoro al vertice
come aiutanti di membri del congresso e quindi ex aiutanti che
tornano in posti di lavoo rimunerativi tra le ditte di lobby.
Durante le recenti manifestazioni in Egitto, un giornalista
della BBC ha chiesto ad un uomo in una strada del Cairo perché
domandava il rovesciamento di Morsi. L'uomo ha risposto che Morsi e
l'Assemblea egiziana non avevano messo in pratica le politiche per
le quali erano stati eletti. Senza un rossore o un accenno di
ironia, il giornalista della BBC ha chiesto, "ma questa è la
democrazia, no?" Può essere democratico per un filisteo senza
scrupoli, o per un rappresentante di imprese, ma per qualsiasi
normale lavoratore è l'opposto di democrazia.
Lo Studio degli atteggiamenti sociali britannici del 2011 ha
posto la seguente dichiarazione alla quale è stato chiesto alle
persone di esprimere accordo o disaccordo: "In generale coloro che
eleggiamo come parlamentari perdono il contatto con il popolo
piuttosto velocemente". Le risposte hanno mostrato che quasi il 73%
"concordava" o "concordava fortemente". Questo dimostra l'enorme
riserva di cinismo che esiste sui politici di tutti i
partiti ed è una questione seria per il movimento dei lavoratori. E'
una questione su come i loro rappresentanti eletti dovrebbero
comportarsi in carica. E' una vergogna che così tanti parlamentari
laburisti siano fuori contatto con la vita e le condizioni
affrontate dai comuni lavoratori. E' una vergogna ancora maggiore
che di quando in quando siano dei politici laburisti, come i pari
lord Cunningham and
Mackenzie,
siano stati
immischiati nello sporco affare del denaro per lavoro politico.
La politica applicata in pratica da tre parlamentari laburisti
negli anni '80
– 'Un parlamentare
dei lavoratori con un salario da lavoratore'
– oggi ha più
validità che mai ed i membri del Partito Laburista dovrebbero farne
l'argomento centrale di ogni discussione sulle elezioni e la
rappresentanza del partito. I
parlamentari laburisti non dovrebbero accomodarsi con i
portavoce delle grandi imprese; dovrebbero evitare le gite e
l'atmosfera da 'circolo sociale' della Camera e dovrebbero
rappresentare fedelmente le persone che li hanno eletti, vivendo
allo stesso livello di vita ed aprendosi alla riselezione ad ogni
elezione.
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