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Esclusivo: Negli anni '70, Padre
Jorge Bergoglio fu di fronte al
momento della verità: Avrebbe affrontato i neonazisti delle forze
armate dell'Argentina che "facevano scomparire" migliaia di persone,
compresi preti, oppure avrebbe tenuto la bocca chiusa e la sua
carriera sui binari? Come molti altri capi della Chiesa, Papa
Francesco prese la via sicura, riporta
Robert Parry.
di Robert Parry
L'elezione del cardinale argentino
Jorge Bergoglio come Papa Francesco
riporta all'attenzione il ruolo problematico della gerarchia
cattolica nel santificare molto della brutale repressione che ha
percorso rapidamente l'America Latina negli anni '70 e '80,
uccidendo e torturando decine di migliaia di persone, compresi preti
e suore accusati di simpatizzare con la sinistra.
La ferocemente
difensiva reazione
del Vaticano al riemergere di questi problemi
poiché si collegano al nuovo Papa è reminiscente pure del modello di
smentite ingannevoli che sono divenute un altro segno caratteristico
di quell'era quando la propaganda era considerata come una parte
integrante delle lotte "anticomuniste", che spesso erano sostenute
finanziariamente e militarmente dalla Central Intelligence Agency USA.
Sembra che Bergoglio, che era capo dell'ordine dei gesuiti a
Buenos Aires
durante la feroce "guerra sporca" dell'Argentina, tendesse perlopiù
alla sua ascesa burocratica all'interno della Chiesa mentre le forze
di sicurezza argentine facevano "scomparire" dal 1976 al 1983
circa 30.000 per torturarle e ucciderle, compresi 150 preti
cattolici sospettati di credere alla "teologia della liberazione".
In modo simile a come
Papa Pio XII
non sfidò direttamente i nazisti durante
l'Olocausto, Padre Bergoglio evitò ogni confronto diretto con i
neonazisti che terrorizzavano l'Argentina. Oggi i difensori di Papa
Francesco, come gli apologeti di Papa Pio, affermano che intervenne
silenziosamente per salvare alcuni individui.
Ma nessuno asserisce che Bergoglio affrontò pubblicamente il
terrore "anticomunista", come fecero alcuni altri capi della Chiesa
in America Latina, in modo più evidente l'Arcivescovo di El Salvador
Oscar Romero che in seguito nel 1980
divenne vittima di assassini di destra.
In realtà, il ruolo predominante della gerarchia cattolica
– dal Vaticano ai vescovi nei
singoli paesi
– è stato di dare copertura
politica al massacro e di offrire poca protezione ai preti e alle
suore che sostenevano la causa della "teologia della liberazione",
cioè la convinzione che Gesù non preferisse soltanto la
carità per i poveri ma che
volesse una società giusta
che condividesse la ricchezza e il potere con i
poveri.
In America Latina con la sua calcificata struttura di classe di
pochi oligarchi a un'estremità e molti contadini dall'altra, questo
significava riforme, come la ridistribuzione della terra, i
programmi di alfabetizzazione, gli ospedali, i diritti sindacali
ecc. Ma quei cambiamenti erano ferocemente contrastati dagli
oligarchi locali e dalle società multinazionali che profittavano
dalla manodopera a buon mercato e dalla iniqua distribuzione della
terra.
Così, qualunque riformatore di qualunque tipo veniva prontamente
etichettato come "comunista" e veniva fatto bersaglio di violente
forze di sicurezza, spesso addestrate ed indottrinate da ufficiali
"anticomunisti" alla Scuola delle Americhe gestita dagli USA. Il
ruolo primario della gerarchia cattolica è stato di esortare il
popolo a rimanere calmo e ad appoggiare il sistema tradizionale.
E' degno di nota che la lode orchestrata per Papa Francesco nei
notiziari USA è stata di acclamare la presunta personalità "umile"
di Bergoglio e il suo "impegno per i poveri". Tuttavia, l'approccio
di Bergoglio di adatta con l'atteggiamento della Chiesa da
secoli, di dare "carità" ai poveri mentre fare poco per
cambiare le loro crudeli condizioni finanziarie
–
poiché i grandi della Chiesa stanno bene con i ricchi e i
potenti.
Un altro Papa favorito
Papa Giovanni Paolo II, un altro favorito dei notiziari USA, ha
condiviso questa prospettiva classica. Ha enfatizzato questioni
sociali conservatrici, raccontando ai fedeli di rinunciare ai
contraccettivi, trattando le donne come cattolici di seconda classe
e condannando l'omosessualità. Ha promosso la carità per i poveri e
talvolta ha criticato gli eccessi del capitalismo, ma ha disdegnato
i governi di sinistra che cercavano riforme economiche serie.
Eletto nel 1978, mentre le "squadre della morte" di destra
raggiungevano slancio attraverso l'America Latina,
Giovanni Paolo II offrì poca protezione ai preti ed alle suore
pendenti a sinistra che venivano presi a bersaglio. Ha respinto
recisamente la supplica dell'Arcivescovo Romero di condannare il
regime di destra di El Salvador e le sue violazioni dei diritti
umani. E' stato lì a guardare mentre i preti venivano macellati e le
suore venivano violentate ed uccise.
Invece di guidare la carica per il cambiamento economico e
politico reale in America Latina,
Giovanni Paolo II denunciò la "teologia della liberazione".
Durante un viaggio in Nicaragua nel 1983
– allora governato dai
sandinisti di sinistra
– il Papa condannò quella che
chiamava la "Chiesa popolare" e non lasciò che
Ernesto Cardenal, prete e ministro del governo
sandinista, baciasse l'anello papale.
Elevò inoltre ecclesiastici come
Bergoglio che non protestavano contro
l'oppressione di destra.
Sembra che Giovanni Paolo II sia andato persino oltre,
permettendo che la Chiesa cattolica in Nicaragua venisse utilizzata
dalla CIA e dall'amministrazione di
Ronald Reagan per finanziare ed organizzare
i disordini interni mentre i violenti Contras nicaraguensi
terrorizzavano le città del Nicaragua settentrionale con
assalti tristemente noti per gli stupri, le torture e le esecuzioni
extragiudiziarie.
I
Contras furono originariamente
organizzati da un'unità di intelligence argentina che emersa dalla
"guerra sporca" interna del paese e che stava portando
attraverso le frontiere la sua crociata del terrore "anticomunista".
Dopo che nel 1981
Reagan
entrò in carica, autorizzò la
CIA ad associarsi ai servizi segreti argentini nell'espandere i
Contras e la loro guerra controrivoluzionaria.
Una parte importante della strategia contra di Reagan fu di
persuadere il popolo americano ed il Congresso che i sandinisti
rappresentavano una dittatura comunista repressiva che perseguitava
la Chiesa cattolica, che miravano a creare un "torrione totalitario"
e che così meritavano un abbattimento violento.
Un ufficio speciale all'interno del Consiglio per la Sicurezza
Nazionale, diretto dallo spcialista di disinformazione di lunga data
della CIA
Walter Raymond Jr.,
sospingeva
sul piano nazionale questi "temi" della propaganda. La campagna
di Raymond sfruttava esempi di tensioni tra la gerarchia cattolica e
il governo sandinista come pure con
La Prensa,
il più importante giornale di
opposizione.
Per far funzionare la propaganda con gli americani, era
importante nascondere il fatto che elementi della gerarchia
cattolica e
La Prensa
erano finanziati dalla CIA
e si coordinavano con le strategie di destabilizzazione
dell'amministrazione Reagan.
[Vedi
Lost History
di
Robert Parry].
Prove dei pagamenti
Nel 1988, ho scoperto le prove di questa realtà mentre lavoravo
come corrispondente della rivista
Newsweek.
Al tempo, lo scandalo
Iran-Contra aveva
indebolito il caso di spendere altro denaro USA per armare i Contras.
Ma l'amministrazione Reagan continuò a battere i tamburi della
propaganda mettendo in risalto la presunta persecuzione
dell'opposizione interna del Nicaragua.
Per parare l'ostilità degli USA, che includeva anche un duro
embargo economico, i sandinisti annunciarono accresciute libertà
politiche. Ma ciò rappresentò soltanto una nuova opportunità per
Washington per
orchestrare altri disordini politici, che avrebbero destabilizzato
ulteriormente il governo o provocato una repressione che poteva bene
essere citata per cercare altri aiuti ai Contras.
Mettere i sandinisti in questa morsa "interno-esterno" era
sempre stato parte della strategia della CIA, ma con l'economia in
sgretolamento e altro denaro USA riversato nei gruppi d'opposizione,
lo stratagemma stava cominciando a funzionare.
Nondimeno, era cruciale per il piano che la relazione
clandestina della CIA con l'opposizione interna del Nicaragua restasse
segreta, non tanto ai sandinisti, che possedevano informazioni
dettagliate su questa operazione totalmente scoperta, ma al popolo
americano. Il pubblico USA sarebbe rimasto offeso dalle rappresaglie
sandiniste contro questi gruppi "indipendenti" soltanto se la mano
della CIA fosse stata tenuta nascosta.
Una ricca opportunità per l'amministrazione Reagan si presentò
nell'estate del 1988, quando un nuovo eccesso di imboscate dei
Contras uccise 47 nicaraguensi e l'opposizione interna
antisandinista mise in scena una violenta dimostrazione nella città
di
Nandaime, una protesta che la polizia
sandinista disperse con il gas lacrimogeno.
Reagendo alla rinnovata violenza, i sandinisti chiusero
La Prensa
e la stazione radio della
Chiesa cattolica
– entrambe veicoli primari della
propaganda antisandinista. Il governo nicaraguense espulse anche
l'ambasciatore USA
Richard Melton e sette altri dipendenti
dell'ambasciata USA per avere presumibilmente coordinato i
disordini.
Le grandi organizzazioni di notizie degli USA, che avevano
accettato il loro ruolo per quanto trattare i sandinisti come
"nemici designati" degli Stati Uniti, urlarono per l'oltraggio ed il
Congresso USA condannò le mosse con un margine di 94-4 al Senato e
di 385-18 alla Camera.
Quindi
Melton testimoniò prima in segreto e poi in
pubblico davanti alla Commissione
Servizi Segreti del Senato, sforzandosi di nascondere il segreto di
Pulcinella a
Washington
che l'opposizione interna del Nicaragua, come i Contras, riceveva
aiuto clandestino dal governo USA.
Quando interrogato nella sessione pubblica da un senatore sul
finanziamento segreto dell'opposizione, Melton dissimulò goffamente:
"Riguardo ad altre attività che potrebbero essere condotte, quelle
che
– sono state discusse
– che sarebbero state discusse
ieri nell'udienza a porte chiuse".
Quando incalzato dal
Sen. Howard Metzenbaum se l'ambasciata avesse fornito
o no "incoraggiamento
– finanziario o altrimenti
–
ad elementi dissidenti", Melton rispose risolutamente:
"L'ambasciatore in ogni posizione è il principale rappresentante del
governo USA. E in quella capacità, adempie a quelle funzioni".
Quindi declinò di discutere di "attività di natura di intelligence"
nella sessione a porte aperte.
Nel libro paga
In altre parole, si, il governo USA stava segretamente
organizzando e finanziando le attività dell'apparentemente
"indipendente" opposizione interna
in Nicaragua. E, secondo più di una dozzina
di fonti che ho intervistato all'interno del movimento dei Contras o
vicini ai servizi segreti USA, l'amministrazione Reagan aveva
incanalato denaro della CIA a praticamente ogni segmento
dell'opposizione interna, dalla Chiesa cattolica a
La Prensa
ai gruppi economici e sindacali
ai partiti politici.
"Abbiamo sempre avuto l'opposizione interna sul libro paga
della CIA", ha affermato un funzionario governativo USA. La linea di
bilancio della CIA per l'azione politica nicaraguense
– separata
dalle operazioni militari dei Contras
–
era intorno a $10 milioni
l'anno, hanno dichiarato le mie fonti. Ho appreso che la
CIA utilizzava la Chiesa ed il cardinale
Miguel Obando y Bravo per incanalare denaro in
Nicaragua.
Obando era un personaggio laborioso ma alquanto complesso.
Negli anni '70, aveva criticato la repressione della dittatura
Somoza ed espresso qualche simpatia per i giovani rivoluzionari
sandinisti che cercavano di portare in Nicaragua cambiamenti sociali
ed economici.
Tuttavia, dopo l'assassinio nel 1980 dell'Arcivescovo di El
Salvador Romero e del ripudio del Papa Giovanni Paolo II della
"teologia della liberazione", Obando si spostò goffamente nel campo
antisandinista, attaccando la "chiesa del popolo" ed accusando i
sandinisti di "comunismo ateo".
Il 25 maggio 1985, fu ricompensato quando il Papa lo nominò
cardinale per l'America Centrale. Quindi, nonostante le montanti
prove di atrocità dei Contras, in gennaio Obando viaggiò negli Stati
Uniti e gettò il proprio appoggio dietro ad un rinnovato aiuto
militare ai Contras.
Tutto ciò aveva molto più senso dopo avere incluso che Obando
era stato essenzialmente messo nel libro paga della CIA. Il
finanziamento della CIA per la Chiesa cattolica del Nicaragua è
stato scoperto originariamente nel 1985 dalle commissioni di
sorveglianza dei servizi segreti del Congresso, che quindi
insistettero che il denaro fosse tagliato per evitare di
compromettere ulteriormente Obando.
Ma il finanziamento venne semplicemente trasferito ad un'altra
operazione segreta diretta dall'aiutante della Casa Bianca
Oliver North. Ho appreso dalle mie fonti che,
nell'autunno del 1985, North stanziò $100.000 del suo
denaro raccolto privatamente perché andasse a Obando per le sue
attività antisandiniste.
Mi è stato anche raccontato che il sostegno della CIA a Obando
ed alla gerarchia cattolica attraversò un labirinto di diramazioni
in Europa, a quanto pare per dare a Obando la possibilità di negare.
Ma un esule nicaraguense ben piazzato ha affermato di avere parlato
con Obando del denaro e che il cardinale aveva espresso il timore
che il suo passato ricevimento di finanziamenti della CIA sarebbe
venuto fuori.
Cosa fare?
Scoprire questo finanziamento della CIA alla Chiesa cattolica
del
Nicaragua ha per me presentato dei
problemi professionali a
Newsweek,
dove i miei redattori capo
stavano già chiarendo che simpatizzavano per la politica estera
muscolare dell'amministrazione Reagan ed avvertivano che lo scandalo
Iran-Contra aveva
oltrepassato i limiti nell'indebolire gli interessi degli USA.
Ma quale era la cosa giusta da fare per un giornalista
americano con queste informazioni? Qui era un caso nel quale il
governo USA ingannava il pubblico americano volendo far credere che
i sandinisti stessero reprimendo la Chiesa cattolica e l'opposizione
interna senza nessuna giustificazione. In aggiunta, questa
propaganda USA veniva usata per comporre il caso al Congresso per
una guerra ampliata nella quale stavano morendo migliaia di
nicaraguensi.
Tuttavia, se
Newsweek avesse pubblicato la storia,
avrebbe posto in una situazione rischiosa,
forse in pericolo di vita, degli agenti CIA, compreso il
cardinale Obando. Così, quando presentai le informazioni al mio capo
ufficio,
Evan Thomas, non feci nessuna
raccomandazione se dovevamo pubblicarle oppure no. Lasciai soltanto
i fatti come li avevo accertati.
Con mia sorpresa, Thomas non vedeva l'ora di andare avanti.
Newsweek contattò il suo corrispondente
in America Centrale
Joseph Contreras,
che delineò le nostre domande
agli aiutanti di Obando e preparò una lista di domande da presentare
personalmente al cardinale. Tuttavia,
quando
Contreras
andò a casa di Obando
in un elegante sobborgo di Managua, il cardinale letteralmente eluse
la questione.
Come raccontò più tardi
Contreras in un
cablogramma negli Stati Uniti a
Newsweek, si stava
avvicinando al cancello frontale quando improvvisamente si aprì ed
il cardinale, sedendo sul sedile anteriore della sua
Toyota Land Cruiser borgogna, schizzò via.
Mentre Contreras prendeva contatto visivo e sventolava la
lettera, l'autista di Obando diede gas al motore. Contreras salto
nella sua automobile e lo seguì rapidamente.
Contreras ritenne correttamente che
Obando aveva girato a sinistra ad una intersezione e si dirigeva a
nord verso Managua.
Contreras
raggiunse il veicolo del
cardinale al primo semaforo.
L'autista evidentemente scorse il giornalista e, quando scattò il
verde, accelerò via, cambiando direzione da corsia a corsia. Il
Land Cruiser
scomparve di nuovo dalla vista, ma, alla successiva intersezione,
Contreras voltò a destra ed individuò l'automobile al lato della
strada, con i suoi occupanti che presumibilmente speravano che
Contreras avesse girato a sinistra.
Velocemente il veicolo del cardinale si mosse sulla strada ed
ora accelerò indietro verso la casa di Obando. Contreras abbandonò
l'inseguimento, temendo che ogni ulteriore ricerca potesse sembrare
essere molestia. Diversi giorni più tardi, avendo riacquistato la
sua compostezza, il cardinale incontrò Contreras e negò di avere
ricevuto alcun denaro della CIA. Ma Contreras mi raccontò che il
diniego di Obando non era convincente.
Newsweek abbozzò una versione della
storia, facendola apparire come se non fossimo certi dei fatti su
Obando e il denaro. Quando vidi una "rilettura" dell'articolo, andai
nell'ufficio di Thomas e dissi che se Newsweek non si fidava della
mia cronaca, non dovevamo pubblicare affatto la storia. Affermò che
non era il caso; era soltanto che i redattori capo si sentivano più
a loro agio con una storia scritta vagamente.
Guai
Finimmo comunque nei guai con l'amministrazione Reagan e con i
gruppi d'attacco dei media di destra.
Accuracy in Media in particolare mi assalì
violentemente, per avere proceduto con una tale sensibile storia
senza essere certo dei fatti (dei quali ero, naturalmente).
Thomas
venne convocato al Dipartimento di Stato, dove l'assistente
segretario di stato
Elliott Abrams
mi coprì di altre critiche, tuttavia non
negando i fatti della nostra storia. Anche
Newsweek convenne, davanti alla
pressione della destra, di assoggettare me e l'articolo a
un'inchiesta interna, che
riconfermò tranquillamente i fatti della storia.
Nonostante questa convalida, l'incidente danneggiò i miei
rapporti con i redattori capo di Newsweek, particolarmente con il
redattore esecutivo
Maynard Parker, che vedeva se stesso come
parte dell'establishment di politica estera di
New York/Washington e che era profondamente ostile
allo scandalo
Iran-Contra, che avevo contribuito a
rivelare.
Per quanto riguarda Obando, i sandinisti non fecero nulla per
punirlo della sua collaborazione con la CIA ed evolse gradualmente
più in un personaggio di riconciliazione che di scontro. Tuttavia,
il supersegreto Vaticano si è rifiutato di aprire i suoi archivi per
qualsiasi seria ricerca nella sua relazione con la CIA ed altre
agenzie d'informazioni occidentali.
Ogniqualvolta si presentino delle asserzioni sulla gerarchia
della Chiesa cattolica che approvi il genere di atrocità contro i
diritti umani che hanno preteso centinaia di migliaia di vite in
America Latina durante gli anni '70 e '80, il dipartimento PR del
Vaticano attacca improvvisamente con dinieghi espressi rigidamente.
Questa pratica viene ancora recitata fino in fondo nei giorni dopo
l'elezione di Papa Francesco I. Piuttosto che una valutazione seria
e riflessiva delle azioni (ed inazioni) del cardinale Bergoglio, del
cardinale Obando, di Papa Giovanni Paolo II e di altri capi della
Chiesa durante quei giorni bui di torture e assassini, il Vaticano
semplicemente denuncia tutte le accuse come "diffamazione",
"calunnia" e bugie motivate politicamente.
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Il giornalista investigativo
Robert Parry
negli anni '80 ha rivelato molte delle storie sull'Iran-Contra
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