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Papa Francesco, la CIA e lesquadre della morte

16 marzo 2013

 

Esclusivo: Negli anni '70, Padre Jorge Bergoglio fu di fronte al momento della verità: Avrebbe affrontato i neonazisti delle forze armate dell'Argentina che "facevano scomparire" migliaia di persone, compresi preti, oppure avrebbe tenuto la bocca chiusa e la sua carriera sui binari? Come molti altri capi della Chiesa, Papa Francesco prese la via sicura, riporta Robert Parry.

di Robert Parry

L'elezione del cardinale argentino Jorge Bergoglio come Papa Francesco riporta all'attenzione il ruolo problematico della gerarchia cattolica nel santificare molto della brutale repressione che ha percorso rapidamente l'America Latina negli anni '70 e '80, uccidendo e torturando decine di migliaia di persone, compresi preti e suore accusati di simpatizzare con la sinistra.

La ferocemente difensiva reazione del Vaticano al riemergere di questi problemi poiché si collegano al nuovo Papa è reminiscente pure del modello di smentite ingannevoli che sono divenute un altro segno caratteristico di quell'era quando la propaganda era considerata come una parte integrante delle lotte "anticomuniste", che spesso erano sostenute finanziariamente e militarmente dalla Central Intelligence Agency USA.

Sembra che Bergoglio, che era capo dell'ordine dei gesuiti a Buenos Aires durante la feroce "guerra sporca" dell'Argentina, tendesse perlopiù alla sua ascesa burocratica all'interno della Chiesa mentre le forze di sicurezza argentine facevano "scomparire" dal 1976 al 1983  circa 30.000 per torturarle e ucciderle, compresi 150 preti cattolici sospettati di credere alla "teologia della liberazione".

In modo simile a come Papa Pio XII non sfidò direttamente i nazisti durante l'Olocausto, Padre Bergoglio evitò ogni confronto diretto con i neonazisti che terrorizzavano l'Argentina. Oggi i difensori di Papa Francesco, come gli apologeti di Papa Pio, affermano che intervenne silenziosamente per salvare alcuni individui.

Ma nessuno asserisce che Bergoglio affrontò pubblicamente il terrore "anticomunista", come fecero alcuni altri capi della Chiesa in America Latina, in modo più evidente l'Arcivescovo di El Salvador Oscar Romero che in seguito nel 1980 divenne vittima di assassini di destra.

In realtà, il ruolo predominante della gerarchia cattolica dal Vaticano ai vescovi nei singoli paesi è stato di dare copertura politica al massacro e di offrire poca protezione ai preti e alle suore che sostenevano la causa della "teologia della liberazione", cioè la convinzione che Gesù non preferisse soltanto la carità per i poveri ma che volesse una società giusta che condividesse la ricchezza e il potere con i poveri.

In America Latina con la sua calcificata struttura di classe di pochi oligarchi a un'estremità e molti contadini dall'altra, questo significava riforme, come la ridistribuzione della terra, i programmi di alfabetizzazione, gli ospedali, i diritti sindacali ecc. Ma quei cambiamenti erano ferocemente contrastati dagli oligarchi locali e dalle società multinazionali che profittavano dalla manodopera a buon mercato e dalla iniqua distribuzione della terra.

Così, qualunque riformatore di qualunque tipo veniva prontamente etichettato come "comunista" e veniva fatto bersaglio di violente forze di sicurezza, spesso addestrate ed indottrinate da ufficiali "anticomunisti" alla Scuola delle Americhe gestita dagli USA. Il ruolo primario della gerarchia cattolica è stato di esortare il popolo a rimanere calmo e ad appoggiare il sistema tradizionale.

E' degno di nota che la lode orchestrata per Papa Francesco nei notiziari USA è stata di acclamare la presunta personalità "umile" di Bergoglio e il suo "impegno per i poveri". Tuttavia, l'approccio di Bergoglio di adatta con l'atteggiamento della Chiesa da secoli, di dare "carità" ai poveri mentre fare poco per cambiare le loro crudeli condizioni finanziarie poiché i grandi della Chiesa stanno bene con i ricchi e i potenti.

Un altro Papa favorito

Papa Giovanni Paolo II, un altro favorito dei notiziari USA, ha condiviso questa prospettiva classica. Ha enfatizzato questioni sociali conservatrici, raccontando ai fedeli di rinunciare ai contraccettivi, trattando le donne come cattolici di seconda classe e condannando l'omosessualità. Ha promosso la carità per i poveri e talvolta ha criticato gli eccessi del capitalismo, ma ha disdegnato i governi di sinistra che cercavano riforme economiche serie.

Eletto nel 1978, mentre le "squadre della morte" di destra raggiungevano slancio attraverso l'America Latina, Giovanni Paolo II offrì poca protezione ai preti ed alle suore pendenti a sinistra che venivano presi a bersaglio. Ha respinto recisamente la supplica dell'Arcivescovo Romero di condannare il regime di destra di El Salvador e le sue violazioni dei diritti umani. E' stato lì a guardare mentre i preti venivano macellati e le suore venivano violentate ed uccise.

Invece di guidare la carica per il cambiamento economico e politico reale in America Latina, Giovanni Paolo II denunciò la "teologia della liberazione". Durante un viaggio in Nicaragua nel 1983 allora governato dai sandinisti di sinistra il Papa condannò quella che chiamava la "Chiesa popolare" e non lasciò che Ernesto Cardenal, prete e ministro del governo sandinista, baciasse l'anello papale. Elevò inoltre ecclesiastici come Bergoglio che non protestavano contro l'oppressione di destra.

Sembra che Giovanni Paolo II sia andato persino oltre, permettendo che la Chiesa cattolica in Nicaragua venisse utilizzata dalla CIA e dall'amministrazione di Ronald Reagan per finanziare ed organizzare i disordini interni mentre i violenti Contras nicaraguensi terrorizzavano le città del Nicaragua settentrionale con assalti tristemente noti per gli stupri, le torture e le esecuzioni extragiudiziarie.

I Contras furono originariamente organizzati da un'unità di intelligence argentina che emersa dalla "guerra sporca" interna del paese e che stava portando attraverso le frontiere la sua crociata del terrore "anticomunista". Dopo che nel 1981 Reagan entrò in carica, autorizzò la CIA ad associarsi ai servizi segreti argentini nell'espandere i Contras e la loro guerra controrivoluzionaria.

Una parte importante della strategia contra di Reagan fu di persuadere il popolo americano ed il Congresso che i sandinisti rappresentavano una dittatura comunista repressiva che perseguitava la Chiesa cattolica, che miravano a creare un "torrione totalitario" e che così meritavano un abbattimento violento.

Un ufficio speciale all'interno del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, diretto dallo spcialista di disinformazione di lunga data della CIA Walter Raymond Jr., sospingeva sul piano nazionale questi "temi" della propaganda. La campagna di Raymond sfruttava esempi di tensioni tra la gerarchia cattolica e il governo sandinista come pure con La Prensa, il più importante giornale di opposizione.

Per far funzionare la propaganda con gli americani, era importante nascondere il fatto che elementi della gerarchia cattolica e La Prensa erano finanziati dalla CIA e si coordinavano con le strategie di destabilizzazione dell'amministrazione Reagan. [Vedi Lost History di Robert Parry].

Prove dei pagamenti

Nel 1988, ho scoperto le prove di questa realtà mentre lavoravo come corrispondente della rivista Newsweek. Al tempo, lo scandalo Iran-Contra aveva indebolito il caso di spendere altro denaro USA per armare i Contras. Ma l'amministrazione Reagan continuò a battere i tamburi della propaganda mettendo in risalto la presunta persecuzione dell'opposizione interna del Nicaragua.

Per parare l'ostilità degli USA, che includeva anche un duro embargo economico, i sandinisti annunciarono accresciute libertà politiche. Ma ciò rappresentò soltanto una nuova opportunità per Washington per orchestrare altri disordini politici, che avrebbero destabilizzato ulteriormente il governo o provocato una repressione che poteva bene essere citata per cercare altri aiuti ai Contras.

Mettere i sandinisti in questa morsa "interno-esterno" era sempre stato parte della strategia della CIA, ma con l'economia in sgretolamento e altro denaro USA riversato nei gruppi d'opposizione, lo stratagemma stava cominciando a funzionare.

Nondimeno, era cruciale per il piano che la relazione clandestina della CIA con l'opposizione interna del Nicaragua restasse segreta, non tanto ai sandinisti, che possedevano informazioni dettagliate su questa operazione totalmente scoperta, ma al popolo americano. Il pubblico USA sarebbe rimasto offeso dalle rappresaglie sandiniste contro questi gruppi "indipendenti" soltanto se la mano della CIA fosse stata tenuta nascosta.

Una ricca opportunità per l'amministrazione Reagan si presentò nell'estate del 1988, quando un nuovo eccesso di imboscate dei Contras uccise 47 nicaraguensi e l'opposizione interna antisandinista mise in scena una violenta dimostrazione nella città di Nandaime, una protesta che la polizia sandinista disperse con il gas lacrimogeno.

Reagendo alla rinnovata violenza, i sandinisti chiusero La Prensa e la stazione radio della Chiesa cattolica entrambe veicoli primari della propaganda antisandinista. Il governo nicaraguense espulse anche l'ambasciatore USA Richard Melton e sette altri dipendenti dell'ambasciata USA per avere presumibilmente coordinato i disordini.

Le grandi organizzazioni di notizie degli USA, che avevano accettato il loro ruolo per quanto trattare i sandinisti come "nemici designati" degli Stati Uniti, urlarono per l'oltraggio ed il Congresso USA condannò le mosse con un margine di 94-4 al Senato e di 385-18 alla Camera.

Quindi Melton testimoniò prima in segreto e poi in pubblico davanti alla Commissione Servizi Segreti del Senato, sforzandosi di nascondere il segreto di Pulcinella a Washington che l'opposizione interna del Nicaragua, come i Contras, riceveva aiuto clandestino dal governo USA.

Quando interrogato nella sessione pubblica da un senatore sul finanziamento segreto dell'opposizione, Melton dissimulò goffamente: "Riguardo ad altre attività che potrebbero essere condotte, quelle che sono state discusse che sarebbero state discusse ieri nell'udienza a porte chiuse".

Quando incalzato dal Sen. Howard Metzenbaum se l'ambasciata avesse fornito o no "incoraggiamento finanziario o altrimenti ad elementi dissidenti", Melton rispose risolutamente: "L'ambasciatore in ogni posizione è il principale rappresentante del governo USA. E in quella capacità, adempie a quelle funzioni". Quindi declinò di discutere di "attività di natura di intelligence" nella sessione a porte aperte.

Nel libro paga

In altre parole, si, il governo USA stava segretamente organizzando e finanziando le attività dell'apparentemente "indipendente" opposizione interna in Nicaragua. E, secondo più di una dozzina di fonti che ho intervistato all'interno del movimento dei Contras o vicini ai servizi segreti USA, l'amministrazione Reagan aveva incanalato denaro della CIA a praticamente ogni segmento dell'opposizione interna, dalla Chiesa cattolica a La Prensa ai gruppi economici e sindacali ai partiti politici.

"Abbiamo sempre avuto l'opposizione interna sul libro paga della CIA", ha affermato un funzionario governativo USA. La linea di bilancio della CIA per l'azione politica nicaraguense separata dalle operazioni militari dei Contras  era intorno a $10 milioni l'anno, hanno dichiarato le mie fonti. Ho appreso che la CIA utilizzava la Chiesa ed il cardinale Miguel Obando y Bravo per incanalare denaro in Nicaragua.

Obando era un personaggio laborioso ma alquanto complesso. Negli anni '70, aveva criticato la repressione della dittatura Somoza ed espresso qualche simpatia per i giovani rivoluzionari sandinisti che cercavano di portare in Nicaragua cambiamenti sociali ed economici.

Tuttavia, dopo l'assassinio nel 1980 dell'Arcivescovo di El Salvador Romero e del ripudio del Papa Giovanni Paolo II della "teologia della liberazione", Obando si spostò goffamente nel campo antisandinista, attaccando la "chiesa del popolo" ed accusando i sandinisti di "comunismo ateo".

Il 25 maggio 1985, fu ricompensato quando il Papa lo nominò cardinale per l'America Centrale. Quindi, nonostante le montanti prove di atrocità dei Contras, in gennaio Obando viaggiò negli Stati Uniti e gettò il proprio appoggio dietro ad un rinnovato aiuto militare ai Contras.

Tutto ciò aveva molto più senso dopo avere incluso che Obando era stato essenzialmente messo nel libro paga della CIA. Il finanziamento della CIA per la Chiesa cattolica del Nicaragua è stato scoperto originariamente nel 1985 dalle commissioni di sorveglianza dei servizi segreti del Congresso, che quindi insistettero che il denaro fosse tagliato per evitare di compromettere ulteriormente Obando.

Ma il finanziamento venne semplicemente trasferito ad un'altra operazione segreta diretta dall'aiutante della Casa Bianca Oliver North. Ho appreso dalle mie fonti che, nell'autunno del 1985, North stanziò $100.000 del suo denaro raccolto privatamente perché andasse a Obando per le sue attività antisandiniste.

Mi è stato anche raccontato che il sostegno della CIA a Obando ed alla gerarchia cattolica attraversò un labirinto di diramazioni in Europa, a quanto pare per dare a Obando la possibilità di negare. Ma un esule nicaraguense ben piazzato ha affermato di avere parlato con Obando del denaro e che il cardinale aveva espresso il timore che il suo passato ricevimento di finanziamenti della CIA sarebbe venuto fuori.

Cosa fare?

Scoprire questo finanziamento della CIA alla Chiesa cattolica del Nicaragua ha per me presentato dei problemi professionali a Newsweek, dove i miei redattori capo stavano già chiarendo che simpatizzavano per la politica estera muscolare dell'amministrazione Reagan ed avvertivano che lo scandalo Iran-Contra aveva oltrepassato i limiti nell'indebolire gli interessi degli USA.

Ma quale era la cosa giusta da fare per un giornalista americano con queste informazioni? Qui era un caso nel quale il governo USA ingannava il pubblico americano volendo far credere che i sandinisti stessero reprimendo la Chiesa cattolica e l'opposizione interna senza nessuna giustificazione. In aggiunta, questa propaganda USA veniva usata per comporre il caso al Congresso per una guerra ampliata nella quale stavano morendo migliaia di nicaraguensi.

Tuttavia, se Newsweek avesse pubblicato la storia, avrebbe posto in una situazione rischiosa, forse in pericolo di vita, degli agenti CIA, compreso il cardinale Obando. Così, quando presentai le informazioni al mio capo ufficio, Evan Thomas, non feci nessuna raccomandazione se dovevamo pubblicarle oppure no. Lasciai soltanto i fatti come li avevo accertati. Con mia sorpresa, Thomas non vedeva l'ora di andare avanti.

Newsweek contattò il suo corrispondente in America Centrale Joseph Contreras, che delineò le nostre domande agli aiutanti di Obando e preparò una lista di domande da presentare personalmente al cardinale. Tuttavia, quando Contreras andò a casa di Obando in un elegante sobborgo di Managua, il cardinale letteralmente eluse la questione.

Come raccontò più tardi Contreras in un cablogramma negli Stati Uniti a Newsweek, si stava avvicinando al cancello frontale quando improvvisamente si aprì ed il cardinale, sedendo sul sedile anteriore della sua Toyota Land Cruiser borgogna, schizzò via.

Mentre Contreras prendeva contatto visivo e sventolava la lettera, l'autista di Obando diede gas al motore. Contreras salto nella sua automobile e lo seguì rapidamente. Contreras ritenne correttamente che Obando aveva girato a sinistra ad una intersezione e si dirigeva a nord verso Managua.

Contreras raggiunse il veicolo del cardinale al primo semaforo. L'autista evidentemente scorse il giornalista e, quando scattò il verde, accelerò via, cambiando direzione da corsia a corsia. Il Land Cruiser scomparve di nuovo dalla vista, ma, alla successiva intersezione, Contreras voltò a destra ed individuò l'automobile al lato della strada, con i suoi occupanti che presumibilmente speravano che Contreras avesse girato a sinistra.

Velocemente il veicolo del cardinale si mosse sulla strada ed ora accelerò indietro verso la casa di Obando. Contreras abbandonò l'inseguimento, temendo che ogni ulteriore ricerca potesse sembrare essere molestia. Diversi giorni più tardi, avendo riacquistato la sua compostezza, il cardinale incontrò Contreras e negò di avere ricevuto alcun denaro della CIA. Ma Contreras mi raccontò che il diniego di Obando non era convincente.

Newsweek abbozzò una versione della storia, facendola apparire come se non fossimo certi dei fatti su Obando e il denaro. Quando vidi una "rilettura" dell'articolo, andai nell'ufficio di Thomas e dissi che se Newsweek non si fidava della mia cronaca, non dovevamo pubblicare affatto la storia. Affermò che non era il caso; era soltanto che i redattori capo si sentivano più a loro agio con una storia scritta vagamente.

Guai

Finimmo comunque nei guai con l'amministrazione Reagan e con i gruppi d'attacco dei media di destra. Accuracy in Media in particolare mi assalì violentemente, per avere proceduto con una tale sensibile storia senza essere certo dei fatti (dei quali ero, naturalmente).

Thomas venne convocato al Dipartimento di Stato, dove l'assistente segretario di stato Elliott Abrams mi coprì di altre critiche, tuttavia non negando i fatti della nostra storia. Anche Newsweek convenne, davanti alla pressione della destra, di assoggettare me e l'articolo a un'inchiesta interna, che riconfermò tranquillamente i fatti della storia.

Nonostante questa convalida, l'incidente danneggiò i miei rapporti con i redattori capo di Newsweek, particolarmente con il redattore esecutivo Maynard Parker, che vedeva se stesso come parte dell'establishment di politica estera di New York/Washington e che era profondamente ostile allo scandalo Iran-Contra, che avevo contribuito a rivelare.

Per quanto riguarda Obando, i sandinisti non fecero nulla per punirlo della sua collaborazione con la CIA ed evolse gradualmente più in un personaggio di riconciliazione che di scontro. Tuttavia, il supersegreto Vaticano si è rifiutato di aprire i suoi archivi per qualsiasi seria ricerca nella sua relazione con la CIA ed altre agenzie d'informazioni occidentali.

Ogniqualvolta si presentino delle asserzioni sulla gerarchia della Chiesa cattolica che approvi il genere di atrocità contro i diritti umani che hanno preteso centinaia di migliaia di vite in America Latina durante gli anni '70 e '80, il dipartimento PR del Vaticano attacca improvvisamente con dinieghi espressi rigidamente.

Questa pratica viene ancora recitata fino in fondo nei giorni dopo l'elezione di Papa Francesco I. Piuttosto che una valutazione seria e riflessiva delle azioni (ed inazioni) del cardinale Bergoglio, del cardinale Obando, di Papa Giovanni Paolo II e di altri capi della Chiesa durante quei giorni bui di torture e assassini, il Vaticano semplicemente denuncia tutte le accuse come "diffamazione", "calunnia" e bugie motivate politicamente.

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Il giornalista investigativo Robert Parry  negli anni '80 ha rivelato molte delle storie sull'Iran-Contra per l'Associated Press e Newsweek. Potete acquistare il suo nuovo libro, America’s Stolen Narrative, o su stampa qui oppure come e-book (da Amazon e barnesandnoble.com).