Iggy Kim
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Il 9 ottobre la Corea del Nord ha annunciato di avere eseguito con successo il suo primo esperimento di un'arma nucleare, sei giorni dopo l'annuncio che intendeva condurre tale esperimento. L'esperimento è stato il culmine di quasi due anni di ostilità e provocazioni da parte degli Stati Uniti. Il 13 febbraio 2005 il New York Times rivelò l'esistenza di una "cassetta degli attrezzi" del Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli USA per destabilizzare la Corea del Nord. Si basava sulle tecniche di interdizione finanziaria sviluppate nella "guerra al terrorismo". Quindi, il 19 settembre 2005, Washington firmò un accordo raggiunto attraverso colloqui a sei che coinvolsero Cina, Giappone, Corea del Nord, Russia, Corea del Sud ed USA. In base al trattato, Washington concordava di operare per normalizzare le sue relazioni con la Corea del Nord, con la quale era ufficialmente in guerra sin dal 1950 (nel 1953 è stato convenuto il cessate il fuoco). In cambio, la Corea del Nord accettava di abbandonare il suo programma di armi nucleari e ritornare al Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT), che aveva lasciato nel 2003 in presenza di una campagna di crescente ostilità da parte di Washington. Come parte delle preparazioni del suo regime per invadere l'Iraq ricco di petrolio nel marzo del 2003, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione del gennaio del 2002 il presidente USA George Bush bollò la Corea del Nord, l'Iraq e l'Iran "un asse del male, che si arma per minacciare la pace mondiale" con "armi di distruzione di massa". Nell'ottobre del 2002, Washington pretese che la Corea del Nord terminasse il suo programma di arricchimento dell'uranio come una condizione per ogni futuro dialogo tra i due governi. In base all'NPT, la Corea del Nord era legalmente autorizzata ad arricchire uranio per fornire verghe di materiale fissile per le sue due piccole centrali atomiche al suo centro di ricerca nucleare di Yongbyon. Due mesi dopo, gli USA sospesero le spedizioni di olio combustibile pesante alla Corea del Nord, spedizioni che nel 1994 Washington aveva concordato di fornire in cambio dell'accordo di Pyongyang a chiudere i suoi reattori di Yongbyon. Nel gennaio del 2003 la Corea del Nord rispose annunciando progetti per riattivare gli inattivi reattori di Yongbyon, di ritirarsi dall'NPT e di estrarre plutonio dalle verghe di materiale fissile nucleare spento per creare un "deterrente nucleare fattibile". Nell'agosto del 2003 Washington entrò nei colloqui a sei sperando di chiamare a raccolta Pechino e Mosca contro Pyongyang, ma nel corso dei due anni seguenti Washington fu spinta da Pechino, Mosca e Seoul all'accordo del settembre 2005. Comunque, quattro giorni dopo avere firmato Washington restituì il colpo, attivando la "cassetta degli attrezzi" del Consiglio per la Sicurezza Nazionale contro la Corea del Nord. Gli USA accusarono la Corea del Nord di fabbricare banconote da 100 dollari USA contraffatte e si mossero per chiedere alle banche di tutto il mondo di smettere di fare affari con la Corea del Nord. Per il novembre 2005 i colloqui a sei erano guastati. Quando Seoul chiese a Washington le prove delle sue accuse contro la Corea del Nord, non fu fino al gennaio seguente che un funzionario inferiore del dipartimento del Tesoro USA fu inviato a convincere i sud coreani. Seoul non fu convinta dal caso presentato. Non lo era neppure la European Business Association che, in aprile, chiese agli USA di porre fine alle loro sanzioni finanziarie contro la Corea del Nord a meno che le prove della falsificazione potessero essere provate in tribunale. Tali dubbie accuse di azione criminale sono le ultime di una lunga serie di campagne degli USA e dei loro alleati per demonizzare la Corea del Nord. Per esempio, nel 2003 i media corporativi australiani condussero una frenetica campagna di allarme contro presunti tentativi della Corea del Nord di contrabbandare eroina — dopo che venne trovata della droga in una nave da carico nord coreana arenata al largo della costa del Victoria. Comunque, dopo un processo durato sette mesi e dieci giorni di deliberazione, in marzo una giuria della Corte Suprema del Victoria riconobbe innocente l'equipaggio della nave dalle accuse di traffico di droga. Alla fine di giugno gli USA condussero le loro maggiori esercitazioni militari nel Pacifico occidentale dalla fine della guerra contro il Vietnam nel 1975, mobilitando 22.000 uomini, 280 aeroplani e 28 navi da guerra. Queste esercitazioni coinvolsero il dislocamento di due incrociatori lanciamissili al largo delle coste della Corea del Nord. Il 5 luglio Pyongyang rispose — conducendo prove multiple di lancio di missili. Furono fatte esercitazioni di lancio di diversi missili a corto raggio e di razzi a lungo raggio Taepodong-2. Seguì un turbine di manovre e di pressioni diplomatiche, inclusa la condanna del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e le critiche degli alleati di Pyongyang, Cina e Russia. Il governo di destra del Giappone rispose rivendicando il diritto di Tokyo ad attacchi preventivi contro la Corea del Nord, una posizione capeggiata da Shinzo Abe, che allora era segretario di gabinetto e che divenne il nuovo PM del Giappone il 26 settembre. Pyongyang gioca la carta nucleare per cercare di convincere Washington ad impegnarsi in colloqui bilaterali come preludio ad una ripresa dei colloqui a sei. con Pechino e Mosca che appoggiano questo invito seguente il suo annuncio del 3 ottobre del progetto di condurre un esperimento nucleare, indubbiamente Pyongyang si è resa conto di non avere nulla da perdere e forse molto da guadagnare dimostrando che ha qualche fiche nucleare con la quale mercanteggiare. Perché questo è tutto ciò che il regime stalinista di Pyongyang ha mai voluto da quando per la prima volta gli USA attizzarono il confronto sul programma atomico della Corea del Nord addietro nel novembre del 1991. A quel tempo, mentre l'allora segretario alla guerra USA Dick Cheney visitava Seoul, Colin Powell, a quell'epoca il più alto militare in grado a Washington, raccontò ai giornalisti che se Pyongyang aveva "scansato Desert Storm vi è una possibilità di prendere una ripetizione". Ma la disperazione non è limitata alla Corea del Nord. Washington ha bisogno di stimolare continuamente delle crisi in Asia nordorientale per delle ragioni che vanno al cuore della strategia militare e geopolitica degli USA. Essenzialmente, Washington deve continuare a legittimare una vasta presenza militare in questa area del mondo vitale strategicamente. L'Asia nordorientale è dove le uniche potenze militari rivali dei governanti imperialisti USA armate di armi atomiche dei governanti imperialisti USA — Cina e Russia, che ora si considerano l'un l'altra come "partner strategici" — condividono un confine. E' anche la patria di una importante superpotenza economica imperialista, il Giappone. Un appiglio militare USA nella penisola coreana, che si trova nel cuore di questa regione, è anche vitale come testa di ponte nella parte orientale della vasta massa continentale eurasiatica. Comunque, recenti sviluppi geopolitici ed economici nella regione hanno fatto pressione sulla presenza USA. L'economia capitalista in forte espansione della Cina minaccia di creare un nuovo asse economico per la crescita industriale regionale, comprendendo la Corea del Sud che tradizionalmente è stata dipendente sull'accesso al mercato USA. L'ala liberale della classe dominante capitalista della Corea del Sud ha trasformato nell'ultimo decennio la politica interna ed intercoreana, consolidando una democrazia parlamentare stabile con il potere fermamente trincerato dietro una burocrazia statale civile piuttosto che, come in precedenza, in una burocrazia militare strettamente legata alle forze di occupazione USA. Nei cinque anni passati, ciò si è reso più intenso in una trasformazione liberale in politica e cultura. La "Politica della luce del sole" di Kim Dae-jung verso la Corea del Nord è stata schiacciata nella polvere da Bush junior, ma il successore di Kim, l'attuale presidente Roh Moo-hyun, ha perseverato con una politica di dialogo e relazioni economiche. Lo scorso anno, il commercio tra i due stati coreani ha superato per la prima volta la cifra di 1 miliardo di dollari USA. Attualmente Seoul e Washington si azzuffano sui termini della presenza militare USA in Corea del Sud. Seoul spinge per il definitivo comando delle sue forze in qualsiasi guerra nella penisola. Questo è un ulteriore segno del desiderio della ora dominante ala della classe capitalista sudcoreana di liberarsi dall'autoritaria tutela di Washington. E' riflesso anche a livello popolare. Uno studio di febbraio su 1.000 sudcoreani di età tra 18 e 23 anni ha trovato che quasi la metà riteneva che Seoul dovrebbe essere dalla parte di Pyongyang nel caso di qualunque attacco militare USA agli impianti nucleari della Corea del Nord. Un altro 40% sosteneva la causa della neutralità. La provocazione degli USA nella regione è soprattutto diretta contro Pyongyang ma cerca anche di scoraggiare il potere di iniziativa di Seoul nella geopolitica peninsulare e, nel processo, far rinvenire le fortune politiche dell'ala anti-Pyongyang e pro-USA della classe dominante sudcoreana in preparazione per le elezioni presidenziali del dicembre 2007 in Corea del Sud. Comunque, è una mossa che potrebbe ritorcersi contro i governanti USA, dal momento che quelli che vivono nella regione apprezzano meglio la relazione di forze che ciascuno fronteggia. In una simile delicata confluenza geopolitica nessuna singola potenza può prevalere non ostacolata. L'Asia nordorientale non è una gigantesca autocisterna, come il Medio Oriente; non è nemmeno economicamente impotente. In realtà, rimane da vedere se Pechino e Seoul possono escogitare una contro-diplomazia che riduca il ruolo degli USA. In definitiva, se l'influenza di Washington nella diplomazia della regione può essere rimossa o almeno neutralizzata, le altre potenze hanno da guadagnare da una riunificazione pacifica della Corea. Pyongyang non vorrebbe nulla di più che imbarcarsi nel tipo di restaurazione controllata del capitalismo visto nella confinante Cina. Secondo l'Australian del 9 ottobre, un rapporto recentemente preparato dalla Citigroup USA, la più grande banca del mondo, afferma che il "progresso" della Corea del Nord nel preparare "riforme economiche in stile Cina è ben oltre le nostre aspettative". Comunque, la riunificazione coreana potrebbe anche dare via libera ad un significativo avanzamento nel livello della lotta sociale in Corea. Una drammatica crescita nelle aspettative sociali nel nord potrebbe combinarsi con l'accumulazione lunga decenni di esperienze e di vittorie di lotta democratica e dei lavoratori nel sud per produrre dei movimenti peninsulari che si ripercuotano da ogni parte dell'Asia nordorientale e del mondo. Come conseguenza dell'esperimento nucleare della Corea del Nord, Washington, con l'appoggio di Tokyo, ha cominciato a gettare le basi per un0altra, persino più avventata, provocazione contro la Corea del Nord. La risoluzione di luglio del Consiglio di Sicurezza dell'ONU proibisce il commercio internazionale di missili balistici e di tecnologia nucleare con la Corea del Nord. Comunque, manca di qualsiasi misura per l'applicazione. Il 10 ottobre Washington ha iniziato a fare pressioni sul Consiglio di Sicurezza perché adotti una risoluzione che autorizzi delle "ispezioni" a guida USA sulle navi che entrano e lasciano i porti della Corea del Nord. Da Green Left Weekly, 18 ottobre 2006.
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