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Il 2011 è stato un anno di austerità per l'Europa. Su richiesta
dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, sono stati
introdotti dai governi da una parte all'altra del continente severi
programmi di austerità che impongono tagli ai salari, alle pensioni
ed ai servizi sociali, combinati con la decimazione di posti di
lavoro.
Queste misure di austerità, intese a pagare per i massicci
salvataggi delle banche seguenti al crollo finanziario del 2008,
stanno ora gettando l'Europa in un nuovo disordine economico e
sociale. Questo è confermato dalle più recenti cifre economiche, che
indicano che in Europa il 2012 sarà un anno di rinnovata recessione.
Le prime statistiche economiche per l'Europa pubblicate nel
nuovo anno mostrano che in dicembre attraverso la zona euro la
produzione è declinata, il quinto mese consecutivo di rendimento
decrescente. La crescita economica complessiva nei 17 paese della
zona euro è stata anemica per tutta la seconda metà del 2011,
aumentando di appena lo 0,2% tra luglio e settembre. Il risultato
delle 27 economie dell'intera Unione Europea è stato soltanto
leggermente più alto, allo 0,3%. Da settembre la tendenza generale è
stata all'ingiù.
Mentre la maggiore economia europea, la Germania, ha registrato
una significativa crescita economica nella seconda metà del 2011,
altre principali economie come Italia e Spagna hanno registrato
grandi diminuzioni nella produzione.
Anche il settore manifatturiero francese ha sofferto della
caduta della domanda attraverso il continente.
PSA Peugeot Citroën,
il secondo maggiore produttore automobilistico dopo
Volkswagen,
ha registrato un calo del 29% nelle vendite di dicembre, mentre il
secondo maggiore produttore automobilistico del paese,
Renault,
ha registrato una caduta del 28%. "In dicembre gli ordini sono stati
giù di circa il 55%, che ci porta ad aspettare una
contrazione del mercato dell'auto del 17% nel primo trimestre del
2012", ha affermato di direttore delle vendite di
Renault Bernard Cambier.
In Gran Bretagna, i dettaglianti hanno annunciato cifre
deludenti per il periodo natalizio.
Jonathan De Mello,
capo del consiglio di gestione dei dettaglianti CBRE, ha
affermato che a causa del crollo nella spesa dei consumatori
nel corso dei prossimi 18 mesi potrebbero scomparire in Gran
Bretagna da 30.000 a 40.000 posti di lavoro nel commercio al
dettaglio.
Durante la recessione del
2008-09,
i principali dettaglianti britannici come
Woolworths, Zavvi
e
MFI
sono andati in liquidazione. Secondo il capo di un altro
consorzio del commercio al dettaglio britannico, ora le condizioni
sono ancora peggiori di quelle alla fine del 2008.
La tendenza verso la recessione è stata confermata dagli
economisti britannici. In un sondaggio condotto dalla BBC alla fine
di quest'anno, 25 economisti di primo piano hanno predetto la
recessione in Europa nel 2012. Soltanto 2 di quelli sondati hanno
dissentito. La maggioranza degli economisti interrogati ha sostenuto
anche che vi è una significativa probabilità di smembramento della
zona euro.
Un'indagine parallela di 83 economisti condotta dal
Financial
Times
ha concluso che il 2012 competerà con il 2009 per debolezza
economica, con la produzione nel Regno Unito che soffrirà come
risultato della continua crisi del debito nella zona euro. Secondo
Sir Alan Budd, presidente dell'Ufficio per la
Responsabilità di Bilancio, il Regno Unito affronta una "scelta tra
estendere la miseria se l'euro sopravvive e la catastrofe se non
sopravvive".
Mentre dichiarava
la recessione per il 2012, una grande maggioranza
degli economisti interrogati dal
Financial Times
ha sottolineato
il continuo sostegno alle draconiane misure di austerità
introdotte dal governo di coalizione britannico guidato dal primo
ministro del Partito Conservatore
David Cameron.
Riflettendo l'intensificarsi della crisi in Europa, l'euro è
scivolato al livello minimo di dieci anni contro lo yen e di un anno
contro il dollaro USA per terminare il 2011 come la valuta
principale con peggiore risultato al mondo. Nell'ultima settimana
del 2011, gli
hedge funds
internazionali hanno aumentato la speculazione contro l'euro.
Il crollo delle fortune dell'euro è arrivato nonostante l'azione
della Banca Centrale Europea. che appena una settimana prima ha
fornito alle banche europee quasi mezzo trilione di euro sotto forma
di nuovi crediti.
Alla fine dell'anno i leader europei in pubblico hanno
avvertito che non vi sarebbe stata interruzione della politica di
austerità. Ignorando le disastrose conseguenze sociali per i
lavoratori europei dei tagli già imposti, il primo ministro danese,
Helle Thorning-Schmidt,
che ha assunto la direzione della presidenza a rotazione
di sei mesi dell'Unione Europea il 1° gennaio, ha dichiarato: "Gli
anni grassi sono dietro di noi. Dobbiamo prepararci ad alcuni anni
magri".
Il messaggio è stato tambureggiato in casa dal cancelliere
tedesco
Angela Merkel,
che, nel suo discorso per il nuovo anno, ha avvisato che per
l'Europa il 2012 sarà "senza dubbio più difficile del 2011",
aggiungendo che il continente affronta la sua "prova più dura da
decenni".
Il presidente francese
Nicolas Sarkozy
è stato ancora più esplicito, avvertendo che "Questa crisi
straordinaria, senza dubbio la più grave dalla II Guerra Mondiale
... non è finita".
In Spagna, il gabinetto del Partito Popolare conservatore si è
riunito giovedì per concordare ulteriori misure mirate a tagliare la
spesa pubblica. Le nuove proposte arriveranno direttamente dopo il
pacchetto di €15 miliardi di tagli alla spesa annunciati soltanto
giorni fa e la dichiarazione del ministro del tesoro che il deficit
di bilancio del paese per il 2011 è probabile che sia maggiore del
previsto.
In Italia, il governo tecnocratico di
Mario Monti
è sotto rinnovata pressione dei mercati finanziari per implementare
ulteriori misure di austerità seguenti il suo recente pacchetto di
€33 miliardi di tagli alle pensioni ed alla spesa sociale.
Successivo ad una breve discesa in dicembre, il costo dei prestiti
a lungo termine dell'Italia è stato spinto su ancora una volta al
livello critico del 7%.
I commentatori politici borghesi hanno tratto le loro
conclusioni dalla crisi e stanno rilasciando avvertimenti all'elite
politica di prepararsi per grandi confronti di classe. Nella sua
prognosi per il 2012, sul
Financial Times
di
martedì la docente di
Princeton
Anne-Marie Slaughter ha scritto che l'austerità e la
diffusione della povertà provocherebbe delle rivolte nell'Africa
sub-sahariana ed altre proteste di massa in Asia Centrale e Sud
America.
"Negli USA", ha scritto, "il movimento Occupy opererà
attraverso disordini del tipo
flashmob
mobili, ma dovremmo vedere anche delle azioni molto più concrete
come difendere dai sequestri di case—una
tattica creata in Spagna. Nei paesi europei che stanno soffocando
per l'austerità imposta alla zona euro, è anche probabile che le
proteste si trasformino in disobbedienza civile coordinata, centrato
sul rifiuto di pagare nuove o più alte tasse. Ed il Medio Oriente
continuerà a bruciare. ... Aspettatevi un anno molto turbolento".
Vi sono già indicazioni di crescente resistenza tra la classe
lavoratrice. In Grecia, questa settimana i medici degli ospedali
pubblici hanno cominciato uno sciopero di quattro giorni contro i
tagli governativi al sistema sanitario nazionale. Al loro sciopero
si sono uniti i farmacisti ed altri lavoratori del sistema
sanitario.
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