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L'Europa affonda nella recessione

di Stefan Steinberg
4
gennaio 2012

 

Il 2011 è stato un anno di austerità per l'Europa. Su richiesta dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, sono stati introdotti dai governi da una parte all'altra del continente severi programmi di austerità che impongono tagli ai salari, alle pensioni ed ai servizi sociali, combinati con la decimazione di posti di lavoro.

Queste misure di austerità, intese a pagare per i massicci salvataggi delle banche seguenti al crollo finanziario del 2008, stanno ora gettando l'Europa in un nuovo disordine economico e sociale. Questo è confermato dalle più recenti cifre economiche, che indicano che in Europa il 2012 sarà un anno di rinnovata recessione.

Le prime statistiche economiche per l'Europa pubblicate nel nuovo anno mostrano che in dicembre  attraverso la zona euro la produzione è declinata, il quinto mese consecutivo di rendimento decrescente. La crescita economica complessiva nei 17 paese della zona euro è stata anemica per tutta la seconda metà del 2011, aumentando di appena lo 0,2% tra luglio e settembre. Il risultato delle 27 economie dell'intera Unione Europea è stato soltanto leggermente più alto, allo 0,3%. Da settembre la tendenza generale è stata all'ingiù.

Mentre la maggiore economia europea, la Germania, ha registrato una significativa crescita economica nella seconda metà del 2011, altre principali economie come Italia e Spagna hanno registrato grandi diminuzioni nella produzione.

Anche il settore manifatturiero francese ha sofferto della caduta della domanda attraverso il continente. PSA Peugeot Citroën, il secondo maggiore produttore automobilistico dopo Volkswagen, ha registrato un calo del 29% nelle vendite di dicembre, mentre il secondo maggiore produttore automobilistico del paese, Renault, ha registrato una caduta del 28%. "In dicembre gli ordini sono stati giù di circa il 55%, che ci porta ad aspettare una contrazione del mercato dell'auto del 17% nel primo trimestre del 2012", ha affermato di direttore delle vendite di Renault Bernard Cambier.

In Gran Bretagna, i dettaglianti hanno annunciato cifre deludenti per il periodo natalizio. Jonathan De Mello, capo del consiglio di gestione dei dettaglianti CBRE, ha affermato che a causa del crollo nella spesa dei consumatori nel corso dei prossimi 18 mesi potrebbero scomparire in Gran Bretagna da 30.000 a 40.000 posti di lavoro nel commercio al dettaglio.

Durante la recessione del 2008-09, i principali dettaglianti britannici come Woolworths, Zavvi e MFI sono andati in liquidazione. Secondo il capo di un altro consorzio del commercio al dettaglio britannico, ora le condizioni sono ancora peggiori di quelle alla fine del 2008.

La tendenza verso la recessione è stata confermata dagli economisti britannici. In un sondaggio condotto dalla BBC alla fine di quest'anno, 25 economisti di primo piano hanno predetto la recessione in Europa nel 2012. Soltanto 2 di quelli sondati hanno dissentito. La maggioranza degli economisti interrogati ha sostenuto anche che vi è una significativa probabilità di smembramento della zona euro.

Un'indagine parallela di 83 economisti condotta dal Financial Times ha concluso che il 2012 competerà con il 2009 per debolezza economica, con la produzione nel Regno Unito che soffrirà come risultato della continua crisi del debito nella zona euro. Secondo Sir Alan Budd, presidente dell'Ufficio per la Responsabilità di Bilancio, il Regno Unito affronta una "scelta tra estendere la miseria se l'euro sopravvive e la catastrofe se non sopravvive".

Mentre dichiarava la recessione per il 2012, una grande maggioranza degli economisti interrogati dal Financial Times ha sottolineato il continuo sostegno alle draconiane misure di austerità introdotte dal governo di coalizione britannico guidato dal primo ministro del Partito Conservatore David Cameron.

Riflettendo l'intensificarsi della crisi in Europa, l'euro è scivolato al livello minimo di dieci anni contro lo yen e di un anno contro il dollaro USA per terminare il 2011 come la valuta principale con peggiore risultato al mondo. Nell'ultima settimana del 2011, gli hedge funds internazionali hanno aumentato la speculazione contro l'euro. Il crollo delle fortune dell'euro è arrivato nonostante l'azione della Banca Centrale Europea. che appena una settimana prima ha fornito alle banche europee quasi mezzo trilione di euro sotto forma di nuovi crediti.

Alla fine dell'anno i leader europei in pubblico hanno avvertito che non vi sarebbe stata interruzione della politica di austerità. Ignorando le disastrose conseguenze sociali per i lavoratori europei dei tagli già imposti, il primo ministro danese, Helle Thorning-Schmidt, che ha assunto la direzione della presidenza a rotazione di sei mesi dell'Unione Europea il 1° gennaio, ha dichiarato: "Gli anni grassi sono dietro di noi. Dobbiamo prepararci ad alcuni anni magri".

Il messaggio è stato tambureggiato in casa dal cancelliere tedesco Angela Merkel, che, nel suo discorso per il nuovo anno, ha avvisato che per l'Europa il 2012 sarà "senza dubbio più difficile del 2011", aggiungendo che il continente affronta la sua "prova più dura da decenni".

Il presidente francese Nicolas Sarkozy è stato ancora più esplicito, avvertendo che "Questa crisi straordinaria, senza dubbio la più grave dalla II Guerra Mondiale ... non è finita".

In Spagna, il gabinetto del Partito Popolare conservatore si è riunito giovedì per concordare ulteriori misure mirate a tagliare la spesa pubblica. Le nuove proposte arriveranno direttamente dopo il pacchetto di €15 miliardi di tagli alla spesa annunciati soltanto giorni fa e la dichiarazione del ministro del tesoro che il deficit di bilancio del paese per il 2011 è probabile che sia maggiore del previsto.

In Italia, il governo tecnocratico di Mario Monti è sotto rinnovata pressione dei mercati finanziari per implementare ulteriori misure di austerità seguenti il suo recente pacchetto di €33 miliardi di tagli alle pensioni ed alla spesa sociale. Successivo ad una breve discesa in dicembre, il costo dei prestiti a lungo termine dell'Italia è stato spinto su ancora una volta al livello critico del 7%.

I commentatori politici borghesi hanno tratto le loro conclusioni dalla crisi e stanno rilasciando avvertimenti all'elite politica di prepararsi per grandi confronti di classe. Nella sua prognosi per il 2012, sul Financial Times di martedì la docente di Princeton Anne-Marie Slaughter ha scritto che l'austerità e la diffusione della povertà provocherebbe delle rivolte nell'Africa sub-sahariana ed altre proteste di massa in Asia Centrale e Sud America.

"Negli USA", ha scritto, "il movimento Occupy opererà attraverso disordini del tipo flashmob mobili, ma dovremmo vedere anche delle azioni molto più concrete come difendere dai sequestri di caseuna tattica creata in Spagna. Nei paesi europei che stanno soffocando per l'austerità imposta alla zona euro, è anche probabile che le proteste si trasformino in disobbedienza civile coordinata, centrato sul rifiuto di pagare nuove o più alte tasse. Ed il Medio Oriente continuerà a bruciare. ... Aspettatevi un anno molto turbolento".

Vi sono già indicazioni di crescente resistenza tra la classe lavoratrice. In Grecia, questa settimana i medici degli ospedali pubblici hanno cominciato uno sciopero di quattro giorni contro i tagli governativi al sistema sanitario nazionale. Al loro sciopero si sono uniti i farmacisti ed altri lavoratori del sistema sanitario.