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Le lezioni politiche dell'affare Leonarda

24 ottobre 2013

 

 

L'"affare Leonarda" ha messo a nudo la realtà delle condizioni sociali e politiche in Francia. La cattura e la deportazione della studentessa rom quindicenne Leonarda Dibrani da parte del governo del presidente François Hollande e le derivanti proteste studentesche, hanno svelato l'abisso che separa tutti i partiti politici dell'establishment ed i sentimenti della vasta maggioranza della popolazione.

Le masse popolari sono contrarie alle politiche anti-immigrazione del ministro degli interni Manuel Valls, che ha dichiarato di pensare che tutti i rom dovrebbero lasciare la Francia ed andare in Europa orientale. L'intervento di Hollande la settimana scorsa, che ha offerto di rimpatriare Leonarda ma non il resto della sua famiglia, ha chiarito che il suo intero governo sostiene delle politiche razziste.

Vi è il crescente riconoscimento che il Partito Socialista (PS) di Hollande, il principale partito di governo di "sinistra" della borghesia francese, sta adottando delle politiche per attrarre l'elettorato del neofascista Fronte Nazionale (FN)come ha fatto il predecessore di destra di Hollande, il presidente Nicolas Sarkozy.

Questi fatti rivelano ancora una volta il ruolo reazionario giocato dalle forze della pseudo-sinistra come il Fronte della Sinistra (FdG) ed il Nuovo Partito Anticapitalista (NPA), che hanno sostenuto l'elezione di Hollande, nel subordinare la classe lavoratrice al dominio borghese.

Essi sollevano crudamente la questione di un nuovo orientamento politico e la costruzione di un nuovo partito della classe lavoratrice. La questione di una via in avanti nella lotta contro il neofascismo è venuta alla ribalta precedentemente nelle elezioni presidenziali del 2002.

A quel tempo, l'opposizione alla candidatura presidenziale di Lionel Jospin, che per cinque anni aveva servito come promo ministro del PS sotto il presidente gollista Jacques Chirac, prese la forma di un voto consistente per tre candidati chefalsamentesi descrivevano come trotskysti. Arlette Laguiller, Olivier Besancenot e Daniel Gluckstein ricevettero collettivamente più del 10% dei voti. Jospin arrivò al terzo posto dietro al candidato del FN, Jean-Marie Le Pen, e venne eliminato.

I cosiddetti "trotskysti" risposero appoggiando al ballottaggio Chirac contro Le Pen. Respinsero apertamente l'appello lanciato dal World Socialist Web Site per il boicottaggio delle elezioni da parte della classe lavoratrice.

Come spiegarono all'epoca il WSWS ed il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale, una campagna di boicottaggio generale avrebbe "dimostrato alle vaste masse che vi è una forza sociale progressista che mette in discussione l'esistente ordine sociale e politico". Questa campagna avrebbe preparato i lavoratori per le lotte di classe a venire dopo le elezioni.

Abbiamo rifiutato categoricamente che un voto per Chirac fosse un voto contro Le Pen. Scrivemmo che "Chirac non ha nessuna differenza politica di principio con Le Pen". "Il risultato di un voto massiccio per Chirac sarebbe per accrescere fortemente la sua autorità politica, come una personaggio quasi bonapartista. Utilizzerebbe spietatamente questa autorità contro gli interessi della classe lavoratrice".

Il WSWS sottolineò che la questione storica centrale era "la necessità per la classe lavoratrice di adottare una prospettiva politica indipendente e sviluppare la propria forza indipendente, su ogni questione politica, compresa la questione scottante della lotta contro il fascismo".

Il suo successore, Sarkozy, perseguì una politica militare aggressiva, imperialista, riportò la Francia nelle strutture di comando della NATO e prese l'iniziativa per la guerra contro la Libia.

I gruppi della pseudo-sinistra risposero spostandosi ulteriormente a destra. La Lega dei Comunisti Rivoluzionari di Besancenot si trasformò nel Nuovo Partito Anticapitalista, rifiutando apertamente l'affiliazione con il trotskysmo. Da allora ha sostenuto la spinta bellica imperialista contro la Libia e quindi la Siria.

Nel secondo turno delle elezioni presidenziali del 2012, tutti i gruppi della pseudo-sinistra, dal Fronte della Sinistra di Mélenchon all'NPA, hanno sostenuto Hollande, dichiarando che era il male minore paragonato a Sarkozy. Il loro appoggio è stato strumentale alle vittoria elettorale di Hollande.

Tuttavia, come c'era da aspettarsi, Hollande ha adottato senza interruzione le politiche di Sarkozy. Ha intensificato gli attacchi ai rom ed agli immigrati, ha spinto per una nuova guerra imperialista contro la Siria ed ha approvato massicci attacchi sociali e tagli dei posti di lavoro.

Un anno e mezzo più tardi, la maggior parte dei lavoratori francesi sono dell'opinione che Hollande sia peggio di Sarkozy. Il partito che più ha profittato è il FN, che è stato rafforzato dalle politiche razziste del governo, mentre si atteggiato ad opposizione ai suoi attacchi sociali.

Ora il caso di Leonarda ha rivelato la vasta opposizione a questo orientamento di destra. Migliaia di giovani hanno protestato contro il brutale trattamento della loro compagna di scuola. Il governo è stato preso dal "timore panico di vedere esplodere i giovani", come si è espresso Le Nouvel Observateur.

Le organizzazioni della pseudo-sinistra stanno intervenendo per cercare di smorzare le fiamme. Si sono superate l'un l'altra con affermazioni solenni di insulto morale allo scopo di portare sotto loro controllo il movimento, farlo deragliare e ridurlo a mettere pressione sul PS.

Entrambe Besancenot e Mélenchon hanno domandato le immediate dimissioni di Vallscome se spostare alcuni ministri cambiasse il carattere del governo del PS.

Il portavoce del Partito Comunista, Olivier Dartigolles, ha invocato il presidente Hollande di rispondere alle tensioni sociali con "una offensiva repubblicana". Il fallimento di Hollande di sfruttare questa opportunità è stato un "grave errore politico e morale", ha dichiarato Dartigolles.

Infatti. la politica di Valls e Hollande non è un "mistero". Essa origina dal carattere di classe del PS, che, come tutti gli altri partiti borghesi, difende gli interessi della classe dominante e cerca di dividere la classe lavoratrice lungo linee razziali ed etniche. Ciò viene riflesso dagli eventi in paesi attraverso l'Europa, in modo più prominente nell'ascesa dell'organizzazione neofascista Alba Dorata tra la devastazione sociale della Grecia per mano dell'Unione Europea.

La difesa del PS da parte del Fronte della Sinistra, dell'NPA e delle altre organizzazioni della pseudo-sinistra non è analogamente affatto un "errore". Queste organizzazioni rappresentano ricchi strati della classe media che sono sempre più ostili alla classe lavoratrice. Sono partiti borghesi di destra e lasciano sempre più cadere le loro pretese di sinistra mentre vanno nel campo imperialistacome, per esempio, il sostegno dell'NPA per la guerra contro la Libia.

La difesa dei diritti sociali e delle conquiste del passato della classe lavoratrice, il rifiuto della guerra e del militarismo, la difesa dei rifugiati e degli immigrati, la lotta contro il FNtutti questi compiti ora arrivano assieme e presuppongono una cosa: lo sviluppo di un movimento della classe lavoratrice indipendente dal PS e dalla burocrazia sindacale e dai loro difensori della pseudo-sinistra.

Il prerequisito è la costruzione di un nuovo partito politico basato su un programma socialista che unisca i lavoratori ed i giovani attraverso tutte le linee nazionali, religiose ed etnichevale a dire, la costruzione in Francia di una sezione del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.

Peter Schwarz