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Le lezioni politiche della Grecia

6 luglio 2011

 

In mezzo ad una intensa pressione delle banche internazionali e dell'Unione Europea, la scorsa settimana il parlamento greco ha approvato un nuovo pacchetto di misure di austerità compilate dal governo del PASOK del primo ministro George Papandreou. Questo ultimo attacco ai livelli di vita ed ai diritti sociali dei lavoratori greci servirà da banco di prova globale, con conseguenze devastanti per la classe lavoratrice europea ed internazionale.

Lo stato sociale europeo verrà ridotto in brandelli allo scopo di puntellare i bilanci delle banche europee ed internazionali. Una richiesta centrale delle banche incluse nel nuovo pacchetto di austerità è la privatizzazione delle industrie e delle imprese statali. I servizi pubblici fondamentaliriscaldamento, luce, telecomunicazionisaranno portati via da società private per diventare una nuova fonte di profitto imprenditoriale.

Le implicazioni profondamente reazionarie di questa politica sono state indicate durante il fine settimana dal capo dei ministri delle finanze dell'eurozona, Jean-Claude Juncker. Ha raccontato alla rivista di notizie tedesca Focus che era necessario togliere da mani greche il processo di privatizzazione. Ha chiesto di istituire un'agenzia, modellata sulla Treuhand tedesca, per svendere i beni greci.

Il piano comporterebbe l'invio di esperti economici dall'Europa per organizzare il più efficace (cioè vantaggioso) programma di privatizzazione. Di conseguenza, ha affermato Juncker, "La sovranità della Grecia sarà limitata in maniera massiccia".

La Treuhand fu istituita nel 1990 dal governo tedesco per soprintendere alla deindustrializzazione della Germania Est dopo il crollo dei regimi stalinisti in Europa Orientale. Questa operazione di saccheggio fu il passo iniziale nella restaurazione di relazioni di mercato capitalistiche.

Dal 1990 al 1994, la Treuhand organizzò la svenditae, nella maggior parte dei casi, la chiusuradi non meno di 12.000 imprese della Germania Est. Queste imprese occupavano quattro milioni di lavoratori quando la Treuhand ne assunse la direzione, ma soltanto 1,5 milioni quando la Treuhand cessò le sue operazioni. Regioni pesantemente industrializzate della Germania Est furono devastate e centinaia di migliaia di tedeschi dell'est furono costretti ad emigrare all'ovest per trovare lavoro.

Successivi governi tedeschi del paese riunificato utilizzarono la devastazione sociale all'est per disfare le tradizionali strutture contrattuali e per deprimere i salari in Germania occidentale, capitalizzando sul giacimento di manodopera a buon mercato fornita dai lavoratori licenziati dall'est. Due decenni più tardi, le province sostanzialmente spopolate dell'ex Germania Est hanno ancora disoccupazione significativamente più alta e livelli di vita più bassi delle loro controparti nell'ovest del paese.

Politiche simili applicate alla Grecia, un paese con meno risorse economiche, nel mezzo della crisi economica più grave del capitalismo mondiale dagli anni '30, avrebbero delle conseguenze ancora più disastrose.

La proposta di Juncker equivale alla riduzione della Grecia ad una condizione semicoloniale per mano di funzionari finanziari non eletti, che operano in collaborazione con la classe dominante greca e responsabili soltanto verso le banche e le principali potenze imperialiste. La borghesia greca sta ora discutendo misure drastiche che sarebbero parte di questa politica, compresi progetti per cambiare la costituzione per permettere il licenziamento di lavoratori statali a tempo pieno ed il rinnovamento radicale del codice fiscale della Grecia per beneficiare i ricchi.

In Grecia si sta istituendo la dittatura delle banche, che sarà un modello per tutta l'Europa ed oltre. Questo accade nonostante il fatto che nel corso dell'anno passato non vi sia stata affatto mancanza di lotte militanti da parte dei lavoratori greci.

Come è stato possibile portare a termine questo assalto rispetto all'opposizione della vasta maggioranza del popolo greco? Quali lezioni si devono trarre per consentire alla classe lavoratrice di respingere e sconfiggere l'offensiva controrivoluzionaria della borghesia?

E' necessario stendere un bilancio delle politiche dei sindacati e dei partiti di pseudo-sinistra della classe media. Queste forze lavorano per difendere il sistema capitalista contro la minaccia di rivoluzione della classe lavoratrice.

Nel corso dello scorso anno e mezzo, i sindacati, che sono in gran parte guidati da membri del PASOK, hanno organizzato molte azioni di protesta. Lo hanno fatto con il pieno appoggio delle organizzazioni della ex sinistra della piccola borghesia. Lo scopo dichiarato dei 15 scioperi generali di un giorno e di altre proteste era di fare pressione sul PASOK perché cambiasse direzione. Qualunque lotta sociale e politica di massa per abbattere il governo borghese del PASOK è stato contrastato con veemenza da entrambe i sindacati ed i gruppi pseudo-socialisti. In questa maniera, queste forze hanno lavorato consciamente per esaurire e demoralizzare l'opposizione ai tagli della classe lavoratrice.

Organizzazioni come SYRIZA ed ANTARSYA riflettono le vedute e la politica delle forze della classe media che negli anni '60 hanno diretto i movimenti di protesta contro la guerra e, nei decenni seguenti, si sono spostati molto a destra. Molti dei loro leader e dei loro membri hanno assunto posti ben pagati nelle università, nei mass media, nei sindacati e nello stato. Oggi rappresentano gli interessi di uno strato privilegiato dell'alta classe media. Mentre i lavoratori diventano politicamente radicalizzati, offrono alla classe dominante la loro competenza come oppositori di vecchia data del socialismo rivoluzionario nel disorientare la classe lavoratrice.

Dopo un anno e mezzo di tagli per mano di Papandreou, nella classe lavoratrice vi è rabbia crescente sia contro il governo che contro i sindacati. Precisamente, per deviare lo sviluppo di un movimento politico indipendente della classe lavoratrice fuori del controllo dei sindacati, SYRIZA ed ANTARSYA hanno sostenuto in Grecia la causa delle proteste dei cosiddetti "Indignati", che sono basate sul fallito slogan di "nessuna politica"vale a dire, il dominio continuato della politica borghese.

Nel perseguimento di questo scopo reazionario, hanno lavorato a fianco di forze apertamente di destra e nazionaliste in Piazza Syntagma ad Atene.Quindi contribuiscono a promuovere la prospettiva nazionalista di lasciare la zona euro e di ritornare alla dracma, la precedente valuta della Grecia. Se la borghesia greca dovesse adottare questa politica, sarebbe soltanto la migliore per impoverire i lavoratori attraverso l'iperinflazione.

L'unica risposta progressista al saccheggio dell'economia greca da parte della classe dominante è l'unificazione della classe lavoratrice per tutta Europa ed a livello internazionale in lotta contro l'aristocrazia finanziaria, basata su un programma socialista. Questa è la strategia al cuore della prospettiva degli Stati Socialisti Uniti d'Europa.

Per i lavoratori il primo ed indispensabile passo nella lotta per questa prospettiva rivoluzionaria è di sciogliersi dai legami dell'influenza persistente dei sindacati e formare nuovi organi democratici e popolari di lotta della classe lavoratricecome comitati d'azione di fabbrica, di luogo di lavoro e di quartiereper mobilitare la potenza della classe lavoratrice contro il governo ed il sistema capitalista.

Questo scontro richiede una lotta implacabile contro le organizzazioni della pseudo-sinistra e le tendenze staliniste e pabloite che le contengono. Una simile lotta è essenziale per lo sviluppo della coscienza politica della classe lavoratrice e l'istituzione della sua indipendenza politica da tutti i settori della borghesia.

La lotta per il socialismo in Europa può essere condotta soltanto in alleanza con i lavoratori in America ed attraverso il globo. In sostanza, i tagli attuati dal governo socialdemocratico in Grecia non sono differenti da quelli che vengono progettati dall'amministrazione Obama negli Stati Uniti o da quelli eseguiti dai governi degli stati, come i tagli in Wisconsin che l'inverno passato hanno provocato proteste di massa.

Gli sviluppi in Grecia sottolineano la necessità di espandere l'influenza del World Socialist Web Site e di fondare sezioni del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale per tutta Europa.

Stefan Steinberg