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In mezzo ad una intensa pressione delle banche internazionali e
dell'Unione Europea, la scorsa settimana il parlamento greco ha
approvato un nuovo pacchetto di misure di austerità compilate dal
governo del PASOK del primo ministro
George Papandreou.
Questo ultimo attacco ai livelli di vita ed ai diritti sociali
dei lavoratori greci servirà da banco di prova globale, con
conseguenze devastanti per la classe lavoratrice europea ed
internazionale.
Lo stato sociale europeo verrà ridotto in brandelli allo scopo
di puntellare i bilanci delle banche europee ed internazionali. Una
richiesta centrale delle banche incluse nel nuovo pacchetto di
austerità è la privatizzazione delle industrie e delle imprese
statali. I servizi pubblici fondamentali—riscaldamento,
luce, telecomunicazioni—saranno portati via da società
private per diventare una nuova fonte di profitto imprenditoriale.
Le implicazioni profondamente reazionarie di questa politica
sono state indicate durante il fine settimana dal capo dei ministri
delle finanze dell'eurozona,
Jean-Claude Juncker. Ha raccontato alla rivista di notizie
tedesca Focus che era necessario togliere da mani greche il
processo di privatizzazione. Ha chiesto di istituire
un'agenzia, modellata sulla
Treuhand
tedesca, per svendere i beni greci.
Il piano comporterebbe l'invio di esperti economici dall'Europa
per organizzare il più efficace (cioè vantaggioso) programma di
privatizzazione. Di conseguenza, ha affermato
Juncker, "La sovranità della Grecia sarà limitata in maniera
massiccia".
La
Treuhand
fu istituita nel 1990 dal governo tedesco per soprintendere
alla deindustrializzazione della Germania Est dopo il crollo dei
regimi stalinisti in Europa Orientale. Questa operazione di
saccheggio fu il passo iniziale nella restaurazione di relazioni di
mercato capitalistiche.
Dal 1990 al 1994, la
Treuhand organizzò la svendita—e, nella maggior
parte dei casi, la chiusura—di non meno di 12.000 imprese
della Germania Est. Queste imprese occupavano quattro milioni di
lavoratori quando la Treuhand ne assunse la direzione, ma soltanto
1,5 milioni quando la Treuhand cessò le sue operazioni. Regioni
pesantemente industrializzate della Germania Est furono devastate e
centinaia di migliaia di tedeschi dell'est furono costretti ad
emigrare all'ovest per trovare lavoro.
Successivi governi tedeschi del paese riunificato utilizzarono
la devastazione sociale all'est per disfare le tradizionali
strutture contrattuali e per deprimere i salari in Germania
occidentale, capitalizzando sul giacimento di manodopera a buon
mercato fornita dai lavoratori licenziati dall'est. Due decenni più
tardi, le province sostanzialmente spopolate dell'ex Germania Est
hanno ancora disoccupazione significativamente più alta e livelli di
vita più bassi delle loro controparti nell'ovest del paese.
Politiche simili applicate alla Grecia, un paese con meno
risorse economiche, nel mezzo della crisi economica più grave del
capitalismo mondiale dagli anni '30, avrebbero delle conseguenze
ancora più disastrose.
La proposta di
Juncker equivale alla riduzione della Grecia ad una condizione
semicoloniale per mano di funzionari finanziari non eletti, che
operano in collaborazione con la classe dominante greca e
responsabili soltanto verso le banche e le principali potenze
imperialiste. La borghesia greca sta ora discutendo misure drastiche
che sarebbero parte di questa politica, compresi progetti per
cambiare la costituzione per permettere il licenziamento di
lavoratori statali a tempo pieno ed il rinnovamento radicale del
codice fiscale della Grecia per beneficiare i ricchi.
In Grecia si sta istituendo la dittatura delle banche, che sarà
un modello per tutta l'Europa ed oltre. Questo accade nonostante il
fatto che
nel corso dell'anno passato
non vi sia stata affatto mancanza di lotte militanti da parte
dei lavoratori greci.
Come è stato possibile portare a termine questo assalto
rispetto all'opposizione della vasta maggioranza del popolo greco?
Quali lezioni si devono trarre per consentire alla classe
lavoratrice di respingere e sconfiggere l'offensiva
controrivoluzionaria della borghesia?
E' necessario stendere un bilancio delle politiche dei
sindacati e dei partiti di pseudo-sinistra della classe media.
Queste forze lavorano per difendere il sistema capitalista contro la
minaccia di rivoluzione della classe lavoratrice.
Nel corso dello scorso anno e mezzo, i sindacati, che sono in
gran parte guidati da membri del PASOK, hanno organizzato molte
azioni di protesta. Lo hanno fatto con il pieno appoggio delle
organizzazioni della ex sinistra della piccola borghesia. Lo scopo
dichiarato dei 15 scioperi generali di un giorno e di altre proteste
era di fare pressione sul PASOK perché cambiasse direzione.
Qualunque lotta sociale e politica di massa per abbattere il governo
borghese del PASOK è stato contrastato con veemenza da entrambe i
sindacati ed i gruppi pseudo-socialisti. In questa maniera, queste
forze hanno lavorato consciamente per esaurire e demoralizzare
l'opposizione ai tagli della classe lavoratrice.
Organizzazioni come
SYRIZA ed ANTARSYA riflettono le vedute e la politica delle
forze della classe media che negli anni '60 hanno diretto i
movimenti di protesta contro la guerra e, nei decenni seguenti, si
sono spostati molto a destra. Molti dei loro leader e dei loro
membri hanno assunto posti ben pagati nelle università, nei mass
media, nei sindacati e nello stato. Oggi rappresentano gli interessi
di uno strato privilegiato dell'alta classe media. Mentre i
lavoratori diventano politicamente radicalizzati, offrono alla
classe dominante la loro competenza come oppositori di vecchia data
del socialismo rivoluzionario nel disorientare la classe
lavoratrice.
Dopo un anno e mezzo di tagli per mano di
Papandreou, nella classe lavoratrice vi è rabbia crescente sia
contro il governo che contro i sindacati. Precisamente, per deviare
lo sviluppo di un movimento politico indipendente della classe
lavoratrice fuori del controllo dei sindacati,
SYRIZA ed ANTARSYA hanno sostenuto in Grecia la causa delle
proteste dei cosiddetti "Indignati", che sono basate sul fallito
slogan di "nessuna politica"—vale a dire, il dominio
continuato della politica borghese.
Nel perseguimento di questo scopo reazionario, hanno lavorato a
fianco di forze apertamente di destra e nazionaliste in Piazza
Syntagma ad Atene.Quindi contribuiscono a promuovere la prospettiva
nazionalista di lasciare la zona euro e di ritornare alla dracma, la
precedente valuta della Grecia. Se la borghesia greca dovesse
adottare questa politica, sarebbe soltanto la migliore per
impoverire i lavoratori attraverso l'iperinflazione.
L'unica risposta progressista al saccheggio dell'economia greca
da parte della classe dominante è l'unificazione della classe
lavoratrice per tutta Europa ed a livello internazionale in lotta
contro l'aristocrazia finanziaria, basata su un programma
socialista. Questa è la strategia al cuore della prospettiva degli
Stati Socialisti Uniti d'Europa.
Per i lavoratori il primo ed indispensabile passo nella lotta
per questa prospettiva rivoluzionaria è di sciogliersi dai legami
dell'influenza persistente dei sindacati e formare nuovi organi
democratici e popolari di lotta della classe lavoratrice—come
comitati d'azione di fabbrica, di luogo di lavoro e di quartiere—per
mobilitare la potenza della classe lavoratrice contro il governo ed
il sistema capitalista.
Questo scontro richiede una lotta implacabile contro le
organizzazioni della pseudo-sinistra e le tendenze staliniste e
pabloite che le contengono. Una simile lotta è essenziale per lo
sviluppo della coscienza politica della classe lavoratrice e
l'istituzione della sua indipendenza politica da tutti i settori
della borghesia.
La lotta per il socialismo in Europa può essere condotta
soltanto in alleanza con i lavoratori in America ed attraverso il
globo. In sostanza, i tagli attuati dal governo socialdemocratico in
Grecia non sono differenti da quelli che vengono progettati
dall'amministrazione Obama negli Stati Uniti o da quelli eseguiti
dai governi degli stati, come i tagli in
Wisconsin che l'inverno passato hanno provocato proteste di
massa.
Gli sviluppi in Grecia sottolineano la necessità di espandere
l'influenza del
World Socialist Web Site e di fondare sezioni del Comitato
Internazionale della Quarta Internazionale per tutta Europa.
Stefan Steinberg
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