WORKERS WORLD

 

Smascherata la falsa sinistra

Sulla battaglia in Libia scoppia la guerra delle idee

di John Catalinotto

Pubblicato il 31 agosto 2011

 

 

Dirigendo il loro enorme potere congiunto militare ed economico contro un paese male armato, non industrializzato di 6 milioni di persone, gli stati imperialisti del Nord America e dell'Europa Occidentale hanno imposto al popolo libico un regime criminale.

Parte della resistenza della Libia a questa tentata presa di controllo imperialista di uno stato africano è la lotta ideologica all'interno della sinistra e del movimento dei lavoratori a livello internazionale. La sola posizione legittima per la sinistra nei paesi imperialisti è di sostegno alla resistenza libica all'imperialismo, qualsiasi forma prenda.

Mentre i libici continuano a combattere la conquista, le forze di USA-NATO possono ancora arrivare sul terreno. Comunque, il nuovo regime del Consiglio Nazionale di Transizione è già stato invitato a rappresentare la Libia in entità internazionali dominate dagli imperialisti persino mentre le sue bande armate nelle città che domina stanno massacrando i libici ed i lavoratori ospiti prevalentemente sub-sahariani.

Al momento il TNC non è un vero governo, ma una banda razzista di teppisti e di mercenari che saccheggiano le case ed i musei a Tripoli ed in altre città. Ciò è corrispondente, poiché i suoi padroni USA e dell'Unione Europea mirano a saccheggiare tutta l'Africa tanto liberamente come fecero fino agli anni '60.

Ricordate tuttavia che in Afghanistan nel 2001 ed in Iraq nel 2003 gli imperialisti ottennero quelle che sembravano essere delle rapide e facili vittorie militari. Ma un attivo movimento di resistenza ha messo in stallo l'occupazione USA-NATO dell'Afghanistan. Ed il regime fantoccio iracheno è nondimeno abbastanza traballante che l'occupazione USA sarà estesa. Imporre di nuovo il colonialismo in Libia potrebbe essere tutt'altro che facile.

Guerra aerea, guerra di propaganda

Il vantaggio delle forze USA-NATO può spiegarsi facilmente. Nel 2010 il PIL della Libia è stato di $96 miliardi, gran parte di esso nella produzione petrolifera. Il PIL combinato dell'Europa Occidentale e degli Stati Uniti è stato di $29 trilioni, ovvero circa 300 volte maggiore di quello della Libia. Gran parte delle ricchezze della Libia dalle vendite di petrolio sono state depositate in banche imperialiste, che le hanno semplicemente confiscato quando è cominciata la loro campagna per distruggere lo stato libico.

Questo enorme vantaggio di ricchezza causa il dominio militare. Il Pentagono possiede metà della potenza di fuoco del mondo. Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna e Belgio hanno una buona parte del resto. Questo gigante dalla testa di idra ha affrontato il minuscolo esercito della Libia.

La macchina della propaganda imperialista fornisce un altro monopolio di parole ed immagini. Essa ha demonizzato Muammar Gheddafi e la sua famiglia. Ha camuffato il TNC come movimento "democratico", quando era una piccola raccolta di libici pro-imperialisti, mercenari, monarchici, forze religiose reazionarie e disertori opportunisti dal governo libico, con una ristretta base popolare soltanto nella regione attorno a Bengasi.

I media hanno svelato il ruolo decisivo delle forze NATO soltanto dopo che il TNC è entrato a Tripoli. Probabilmente hanno fatto così perché le agenzie militari imperialiste allora volevano riconoscimento per quella che hanno proclamato come una vittoria.

In Workers World del 1° settembre, Abayomi Azikiwe cita l'International Business Tribune, il London Daily Telegraph e l'Associated Press, che hanno tutti messo in evidenza il ruolo decisivo del MI6 e delle forze speciali della Gran Bretagna, delle forze speciali USA e francesi, dei servizi segreti dell'aeronautica USA e dei pesanti bombardamenti della NATO nella battaglia di Tripoli. La verità è che senza la NATO a fare strada, le forze del TNC non sarebbero mai riuscite ad uscire da Bengasi.

Anche l'agenzia Al-Jazeera con sede in Qatar ha dato alle notizie dalla Libia un'inclinazione anti-Gheddafi e pro-NATO per tutti i cinque mesi passati. Le truppe del Qatar sono parte della forza armata del TNC che il 21 agosto è entrata a Tripoli.

Battaglia ideologica

Vi è un altro piccolo contributo alla propaganda della guerra imperialista che merita discussione. Gli analisti politici che hanno una immeritata reputazione di essere progressisti hanno portato gli stessi argomenti ad una parte del movimento di sinistra. Questi analisti hanno peso soltanto perché i loro argomenti "di sinistra" coincidono con ciò di cui gli imperialisti hanno bisogno e che vogliono.

Seguente all'invasione di Tripoli del 21 agosto, due di questi analisti sono stati ospiti dello spettacolo di notizie Democracy Now!, che tra i progressisti è popolare.

Un "esperto" era Juan Cole, un docente di storia all'Università del Michigan. Cole ha sostenuto che "La Libia ha riacceso la fiamma della libertà nel mondo arabo". Ha affermato che il TNC è potuto entrare a Tripoli facilmente perché aveva sostegno popolare. Cole ha ignorato il ruolo dei bombardamenti NATO, della corruzione e dei servizi segreti.

L'altro era Gilbert Achcar, un docente della Scuola di Studi Orientali e Africani a Londra. Ha rimproverato la NATO per avere per prima presumibilmente cercato di mediare un accordo tra il TNC e Gheddafi. Ha anche presentato il TNC come una leadership popolare legittima. Da marzo, Achcar ha promosso l'ingannevole idea che i libici potevano "utilizzare" la NATO per sostenere una insurrezione popolare legittima senza essere posseduti in blocco dagli imperialisti.

Nessuno dei due "esperti" ha aggiunto che le potenze della NATO hanno intrapreso questa guerra per i profitti del petrolio ed un punto d'appoggio in Africa.

Questi ed "esperti" simili in giro per USA ed Europa che pretendono di essere dei progressisti non sono accettabili come voci della sinistra e devono essere contrastati dalle genuine forze anti-imperialiste, proprio come si risponde a qualsiasi portavoce imperialista.

Fortunatamente, negli USA vi è  un tentativo per mobilitare idee ed azioni anti-imperialiste. L'ex deputata USA Cynthia McKinney è stata in una tournee nordamericana organizzata dall'International Action Center, portando la verità sulla guerra della NATO contro la Libia. La maggior parte di questi raduni hanno attirato tra 200 e 500 persone. Gran parte dell'appoggio è venuto dalla comunità afroamericana, che conosce la posizione di principio antirazzista e contro la guerra della McKinney quando rappresentava il popolo del suo distretto congressuale della Georgia.

La tournee è un esempio di come costruire un'alleanza anti-imperialista che possa rispondere alla "sinistra" fasulla e dare appoggio politico alla resistenza dall'interno dell'Africa.