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Ci si aspetta che inizi tra breve il dibattito sulla versione
del Senato della revisione del regolamento bancario
dell'amministrazione Obama. La Camera dei Rappresentanti ha
approvato lo scorso dicembre la sua legge bancaria.
Nessuna legge fa nulla per tenere a freno il potere delle
banche o per limitare le loro attività parassitiche e socialmente
distruttive. Ciò che i media chiamano la "revisione più radicale"
del sistema bancario dalla Grande Depressione in realtà approva la
più grande monopolizzazione che mai del sistema finanziario da parte
di una manciata di giganti di
Wall Street,
non impone nessun limite alla paga degli alti dirigenti e permette
alle banche ed agli hedge fund di continuare a giocare d'azzardo con
titoli esotici ed in gran parte non controllati come obbligazioni di
debito collateralizzato e
credit default swaps.
La cosiddetta "riforma" bancaria è un esercizio di inganno di
massa—il
tentativo di placare l'ostilità popolare alle banche e di fornire al
governo copertura politica mentre continua ad eseguire gli ordini di
Wall Street.
Le leggi sono state stese nella più stretta consultazione con
banchieri e lobbisti delle banche. Questa collusione è stata
ampiamente riportata dalla stampa e presentata come perfettamente
normale ed un fatto accettabile della vita politica. L'editoriale
della prima pagina del
Wall
Street Journal di
lunedì descrive le intense pressioni attuate dall'investitore
miliardario
Warren Buffet
per modificare i provvedimenti sui derivati della legge del
Senato.
Buffet, un sostenitore di Obama, vuole esonerare gli affari sui
derivati esistenti da requisiti collaterali nel linguaggio attuale
della legge—un
cambiamento che gli farebbe risparmiare miliardi sui suoi $63
miliardi di portfolio derivati. Entrambe i senatori del suo stato,
il Nebraska, uno democratico ed uno repubblicano, stanno difendendo
la sua causa.
Questo è soltanto un esempio della ragnatela di depravazione e
corruzione che si estende da Wall Street alla Casa Bianca ed a
Capitol Hill.
Le banche hanno fin qui speso $455 milioni per fare lobby al
Congresso sulla revisione e distribuito $34 milioni in donazioni
nella campagna elettorale del 2010, la maggior parte di
questi ai democratici.
Il circolo della corruzione comprende le agenzie di rating come
Moody’s
e
Standard & Poor’s,
che hanno consacrato i titoli tossici sostenuti dai mutui subprime
con qualifiche tripla-A in cambio di emolumenti dalle banche che
valutavano ed i funzionari governativi che si spostano continuamente
dagli uffici di controllo a posti remunerativi nelle banche che
apparentemente sorvegliavano.
I colossi di
Wall Street
accumulano i loro enormi profitti per mezzo della frode e della
truffa. Nelle ultime settimane è stata smascherata la sistematica
frode contabile alla
Lehman Brothers
e la
Securities and Exchange Commission
ha incriminato la
Goldman Sachs
per avere frodato i propri clienti nel periodo che ha preceduto il
crollo dei mutui subprime. Questa è soltanto la punta dell'iceberg.
La cosiddetta riforma di Obama non farà nulla per ritenere
responsabili i criminali a capo delle banche e degli hedge fund o
per smembrare i mostri finanziari che esercitano un nodo alla gola
sull'economia. Invece, impianterà un meccanismo per
istituzionalizzare le operazioni di salvataggio statale delle grandi
società finanziarie per proteggere gli interessi dei dirigenti
bancari, degli azionisti e dei creditori, in definitiva a spese
pubbliche.
Le azioni illegali e sconsiderate dei dirigenti di
Wall Street
hanno avuto conseguenze devastanti per decine di milioni di persone
negli USA ed in tutto il mondo.
Il disastro lasciato sulla scia dello tsunami finanziario del
2008 si manifesta in milioni di posti di lavoro perduti, sequestri
di case, chiusura di
utenze pubbliche e crescenti fame,
malattie e povertà.
Con l'aiuto di trilioni di dollari in salvataggi del
contribuente, oggi i banchieri fanno più soldi che mai, anche se
vengono chiuse le scuole, le biblioteche spariscono e musei e teatri
vengono chiusi. Non vi è, viene detto al popolo, "nessun denaro" per
posti di lavoro o per i servizi sociali essenziali.
Vi è tanto denaro. Il problema è che è concentrato nelle mani
dell'aristocrazia finanziaria. L'immensa concentrazione della
ricchezza tra questi individui non è soltanto moralmente ripugnante,
è una minaccia per la società. E' il risultato del saccheggio della
ricchezza sociale per alimentare appetiti criminali, al costo
diretto delle forze produttive.
Durante l'ascesa del capitalismo americano come potenza
industriale, le vaste fortune dell'elite corporativa, quantunque
realizzate attraverso il crudele sfruttamento della classe
lavoratrice, erano associate con l'espansione dell'industria e la
produzione di prodotti utili. Questo non è il caso con l'elite
finanziaria di oggi. La sua ricchezza viene accumulata sulla base
della manipolazione finanziaria e dell'autentica frode, collegate
alla distruzione dell'infrastruttura sociale e dell'industria.
Il
Socialist Equality Party
sostiene la causa di una politica che deriva dai bisogni delle
persone e della società nell'insieme, non dalle fortune personali
dei banchieri e dei grandi investitori. Richiediamo:
•
Il perseguimento penale di banchieri e speculatori le cui
azioni illegali hanno contribuito alla più grave crisi economica
dalla Grande Depressione. Devono essere ritenuti legalmente
responsabili e devono esser loro date condanne appropriate per
impedire la ricomparsa di tali pratiche.
•
L'espropriazione della ricchezza dei grandi banchieri, dei
gestori di hedge fund, di trafficanti e speculatori. Ciò libererebbe
immediatamente diversi trilioni di dollari, denaro che potrebbe
andare ad un programma di lavori pubblici per procurare posti di
lavoro e per ricostruire le infrastrutture sociali—scuole,
abitazioni, cliniche, biblioteche, strutture culturali, il sistema
dell'energia. Questo denaro potrebbe anche essere utilizzato per
contribuire a fornire assistenza alle vittime della crisi economica—per
mantenere salati pieni per quelli
licenziati, porre fine ai sequestri di case ed alle chiusure delle
utenze pubbliche, fornire copertura sanitaria completa.
•
La nazionalizzazione delle banche e delle maggiori istituzioni
finanziarie e la loro trasformazione in servizi pubblici sotto il
controllo democratico della popolazione lavoratrice. Questo è un
prerequisito per lo sviluppo razionale e pianificato dell'economia e
l'allocazione delle risorse per ricostruire le infrastrutture
sociali, porre fine alla povertà, alzare gli standard di vita e
superare la diseguaglianza sociale.
Soltanto tale programma socialista può rompere la stretta
dell'aristocrazia finanziaria e liberare le forze produttive a
beneficio della società nel complesso. Può essere realizzato
soltanto attraverso la mobilitazione politica indipendente della
classe lavoratrice contro Obama, i due partiti delle grandi imprese
ed il sistema capitalista che difendono.
Barry Grey
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