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Mentre il crollo economico globale trascina attraverso il suo
sesto anno la maggior parte di noi, si sente spesso e da diverse
parti, inclusa la destra libertaria, un tipo di spiegazione. Ci
viene raccontato che la crisi del 2007 non è una colpa o un difetto
del capitalismo. Questo perché il sistema che abbiamo ora non è il
capitalismo; non è il problema sistemico che il mondo ora
fronteggia. Se soltanto noi potessimo "tornare a" qualcosa come il
capitalismo "puro", questo eliminerebbe le nostre disgrazie
economiche.
Da questa spiegazione derivano uniformemente prescrizioni
politiche. Dobbiamo porre fine al cattivo sistema economico che
abbiamo ora. "Connivenza", "banditesco", "casinò" e "monopolio"sono
tra gli aggettivi che designano il capitalismo - impuro - realmente
oggi esistente. Esso non riesce a realizzare tutto il progresso e la
prosperità che il capitalismo puro darebbe. Coloro che ragionano in
questo modo quindi denunciano uno o l'altro dei demoni che ritengono
abbiano reso impuro il capitalismo. Quei demoni - esterni ed
antitetici al capitalismo puro - compresi grande governo, monopoli,
la
Federal Reserve,
stato sociale,
tassazione, sindacati ecc. Le loro intrusioni interferiscono con il
capitalismo puro e bloccano la sua efficienza intrinseca.
Impediscono la giustizia economica: come il capitalismo puro
distribuirebbe i redditi secondo i contributi di ogni persona e di
ogni impresa alla produzione economica. Quelle demoniache
istituzioni esterne distorcono le ricompense economiche per favorire
gli "interessi speciali". E così l'economia e la società sono
danneggiate.
Celebrando il capitalismo puro, questi argomenti possono
criticare la crisi economica senza suonare anticapitalisti.
Riaffermano la loro lealtà al capitalismo in astratto anche se qui e
adesso attaccano il suo concreto. Il trucco è di identificare il
sistema attuale e le sue crisi durature, profonde come tutto fuorché
capitaliste.
Questa è fantasia. Il capitalismo impuro è l'unico genere che
abbiamo mai avuto. Per esempio, lo stato ha sempre accompagnato il
capitalismo. Il governo è spesso servito ad una classe capitalista
nascente per indebolire, sconfiggere e distruggere le altre classe.
Nella Rivoluzione Francese, la nascente classe di mercanti,
banchieri e piccoli capitalisti ha catturato il potere statale e lo
ha utilizzato per minare il feudalesimo francese. I rivoluzionari
americani presero il potere statale dalla Gran Bretagna e lo
utilizzarono per facilitare in innumerevoli modi la crescita del
capitalismo negli Stati Uniti. Questi includono le guerre al popolo
nativo e la presa della sua terra; l'autorizzazione e spesso anche
la costruzione di infrastrutture cruciali (porti, canali, ferrovie,
strade ed aeroporti); la Guerra Civile e le sue conseguenze; il
sistema postale; il sistema giudiziario (polizia e tribunali per
definire le controversie); la moderna pubblica istruzione e così
via. Il capitalismo senza lo stato è una fantasia.
In modo analogo, i monopoli sono sempre stati con il
capitalismo. Ogni impresa costantemente teme e cerca di bloccare o
indebolire monopoli all'interno di industrie dalle quali deve
acquistare beni. Nello stesso modo ogni impresa cerca delle
opportunità per organizzare dei monopoli per ciò che vende. Il
motivo del profitto causa entrambe i comportamenti. La competizione
di conseguenza porta al monopolio e viceversa. Il capitalismo
esibisce sempre dei monopoli che vengono eretti (competizione erosa)
e dei monopoli che vengono sciolti (competizione rafforzata). Un
capitalismo puro senza monopoli è un'altra fantasia.
La
Federal Reserve ha preso il posto di
istituzioni monetarie alternative quando e perché le ultime si
sono dimostrate inaccettabili per i capitalisti (tra gli
altri). La moneta ed il credito ed il loro ruolo all'interno del
capitalismo si sono evoluti assieme con istituzioni per controllarli
o gestirli. Ogni moderna economia capitalista ha sviluppato una
banca centrale con funzioni paragonabili a quelle della
Federal Reserve. Tutte queste banche
centrali servono come pure dipendono dall'economia capitalista
maggiore. Il capitalismo sviluppato o moderno senza un'autorità
monetaria centrale è una fantasia.
L'automazione spinta dal profitto del capitalismo ed i suoi
ricorrenti cicli economici producono spesso più lavoratori dei posti
di lavoro disponibili. Specialmente quando prolungata e grande, la
disoccupazione ha generato sofferenza, rabbia ed alla fine
ribellione. L'automazione e l'instabilità del capitalismo,
separatamente o combinate, hanno sempre rischiato di provocare
minacce alla sua sopravvivenza. Per limitare tali minacce alleviando
la sofferenza, il capitalismo ha sviluppato vari modi di elemosina e
di previdenza sociale per i disoccupati. I sistemi di previdenza
sociale non sono delle intrusioni esterne su, ma piuttosto
conseguenze autoprotettive di, ed all'interno, del funzionamento
reale del capitalismo. Il pieno impiego è stato estremamente raro
nella storia del capitalismo; la disoccupazione è stata ed è la
norma. I dibattiti su quanta ricchezza e di chi deve essere
distratta per sostenere i disoccupati tramite sistemi di previdenza
sociale hanno sempre agitato il capitalismo. Tuttavia, immaginare un
capitalismo puro senza un genere o l'altro di previdenza sociale è
illusione.
Infine, le ricorrenti tendenze del capitalismo verso una
maggiore disuguaglianza di reddito e di ricchezza hanno sempre e
dovunque portato a meccanismi sociali di redistribuzione. La
tassazione è sempre stata tale meccanismo poiché quasi sempre
funziona più come un mezzo per raccogliere denaro per le attività
governative. Modificare tra strutture fiscali più progressive e più
regressive e la loro applicazione ridistribuisce il reddito e/o la
ricchezza come le condizioni sociali mutano e le tensioni politiche
lo permettono. I redditi e la ricchezza vengono ridistribuiti tra
capitalisti e tra loro ed il resto della popolazione. Un capitalismo
puro senza un sistema fiscale che ridistribuisca reddito e ricchezza
è immaginario.
Anche i sindacati sono prodotti del capitalismo. Nelle economie
capitaliste i problemi dei lavoratori li hanno quasi universalmente
spinto a cercare di formare dei sindacati. Non sono delle
istituzioni esterne che si intromettono in un qualche puro
capitalismo. I capitalisti hanno sempre combattuto per impedirli,
distruggerli o indebolirli. Non ci sono mai riusciti completamente.
Un capitalismo puro senza sindacati è una pia illusione.
Nondimeno tali fantasie, illusioni e scenari immaginari servono
ideologicamente. Le credenze nella possibilità e desiderabilità di
un "ritorno al capitalismo puro" distolgono la gente dal considerare
o sostenere che il cambiamento sociale avanzerà oltre il
capitalismo. Invece lavorano per distruggere stato, monopoli, la
Federal Reserve, sistemi fiscali (ed
agenzie come l'Internal Revenue
Service), previdenza sociale e
sindacati. Anche quando i libertari ed altri hanno raggiunto
parzialmente questi obiettivi, con ciò non hanno mai risolto i
problemi del capitalismo. Il capitalismo che ha generato queste
istituzioni ha sempre risposto alla loro parziale distruzione
rigenerando loro oppure loro variazioni.
La crisi ed il declino economico nei quali la maggior parte di
noi vive non saranno superati da fantasie di ritorno ad una qualche
età dell'oro di capitalismo puro. Abbiamo bisogno di avanzare, di
fare meglio del capitalismo realmente esistente. Per la prima volta
in tanto tempo, possiamo ora allearci con il numero in rapida
crescita di persone che arriva alla stessa conclusione.
Visitate il progetto di
movimento sociale del Professor Wolff,
democracyatwork.info.
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