Professor Richard D. Wolff

 

 

Il capitalismo "puro" è pura fantasia

su Truthout

di Richard Wolff.

PUBBLICATO IL 1° LUGLIO 2013

 

 

Mentre il crollo economico globale trascina attraverso il suo sesto anno la maggior parte di noi, si sente spesso e da diverse parti, inclusa la destra libertaria, un tipo di spiegazione. Ci viene raccontato che la crisi del 2007 non è una colpa o un difetto del capitalismo. Questo perché il sistema che abbiamo ora non è il capitalismo; non è il problema sistemico che il mondo ora fronteggia. Se soltanto noi potessimo "tornare a" qualcosa come il capitalismo "puro", questo eliminerebbe le nostre disgrazie economiche.

Da questa spiegazione derivano uniformemente prescrizioni politiche. Dobbiamo porre fine al cattivo sistema economico che abbiamo ora. "Connivenza", "banditesco", "casinò" e "monopolio"sono tra gli aggettivi che designano il capitalismo - impuro - realmente oggi esistente. Esso non riesce a realizzare tutto il progresso e la prosperità che il capitalismo puro darebbe. Coloro che ragionano in questo modo quindi denunciano uno o l'altro dei demoni che ritengono abbiano reso impuro il capitalismo. Quei demoni - esterni ed antitetici al capitalismo puro - compresi grande governo, monopoli, la Federal Reserve, stato sociale, tassazione, sindacati ecc. Le loro intrusioni interferiscono con il capitalismo puro e bloccano la sua efficienza intrinseca. Impediscono la giustizia economica: come il capitalismo puro distribuirebbe i redditi secondo i contributi di ogni persona e di ogni impresa alla produzione economica. Quelle demoniache istituzioni esterne distorcono le ricompense economiche per favorire gli "interessi speciali". E così l'economia e la società sono danneggiate.

Celebrando il capitalismo puro, questi argomenti possono criticare la crisi economica senza suonare anticapitalisti. Riaffermano la loro lealtà al capitalismo in astratto anche se qui e adesso attaccano il suo concreto. Il trucco è di identificare il sistema attuale e le sue crisi durature, profonde come tutto fuorché capitaliste.

Questa è fantasia. Il capitalismo impuro è l'unico genere che abbiamo mai avuto. Per esempio, lo stato ha sempre accompagnato il capitalismo. Il governo è spesso servito ad una classe capitalista nascente per indebolire, sconfiggere e distruggere le altre classe. Nella Rivoluzione Francese, la nascente classe di mercanti, banchieri e piccoli capitalisti ha catturato il potere statale e lo ha utilizzato per minare il feudalesimo francese. I rivoluzionari americani presero il potere statale dalla Gran Bretagna e lo utilizzarono per facilitare in innumerevoli modi la crescita del capitalismo negli Stati Uniti. Questi includono le guerre al popolo nativo e la presa della sua terra; l'autorizzazione e spesso anche la costruzione di infrastrutture cruciali (porti, canali, ferrovie, strade ed aeroporti); la Guerra Civile e le sue conseguenze; il sistema postale; il sistema giudiziario (polizia e tribunali per definire le controversie); la moderna pubblica istruzione e così via. Il capitalismo senza lo stato è una fantasia.

In modo analogo, i monopoli sono sempre stati con il capitalismo. Ogni impresa costantemente teme e cerca di bloccare o indebolire monopoli all'interno di industrie dalle quali deve acquistare beni. Nello stesso modo ogni impresa cerca delle opportunità per organizzare dei monopoli per ciò che vende. Il motivo del profitto causa entrambe i comportamenti. La competizione di conseguenza porta al monopolio e viceversa. Il capitalismo esibisce sempre dei monopoli che vengono eretti (competizione erosa) e dei monopoli che vengono sciolti (competizione rafforzata). Un capitalismo puro senza monopoli è un'altra fantasia.

La Federal Reserve ha preso il posto di istituzioni monetarie alternative quando e perché le ultime si sono dimostrate inaccettabili per i capitalisti (tra gli altri). La moneta ed il credito ed il loro ruolo all'interno del capitalismo si sono evoluti assieme con istituzioni per controllarli o gestirli. Ogni moderna economia capitalista ha sviluppato una banca centrale con funzioni paragonabili a quelle della Federal Reserve. Tutte queste banche centrali servono come pure dipendono dall'economia capitalista maggiore. Il capitalismo sviluppato o moderno senza un'autorità monetaria centrale è una fantasia.

L'automazione spinta dal profitto del capitalismo ed i suoi ricorrenti cicli economici producono spesso più lavoratori dei posti di lavoro disponibili. Specialmente quando prolungata e grande, la disoccupazione ha generato sofferenza, rabbia ed alla fine ribellione. L'automazione e l'instabilità del capitalismo, separatamente o combinate, hanno sempre rischiato di provocare minacce alla sua sopravvivenza. Per limitare tali minacce alleviando la sofferenza, il capitalismo ha sviluppato vari modi di elemosina e di previdenza sociale per i disoccupati. I sistemi di previdenza sociale non sono delle intrusioni esterne su, ma piuttosto conseguenze autoprotettive di, ed all'interno, del funzionamento reale del capitalismo. Il pieno impiego è stato estremamente raro nella storia del capitalismo; la disoccupazione è stata ed è la norma. I dibattiti su quanta ricchezza e di chi deve essere distratta per sostenere i disoccupati tramite sistemi di previdenza sociale hanno sempre agitato il capitalismo. Tuttavia, immaginare un capitalismo puro senza un genere o l'altro di previdenza sociale è illusione.

Infine, le ricorrenti tendenze del capitalismo verso una maggiore disuguaglianza di reddito e di ricchezza hanno sempre e dovunque portato a meccanismi sociali di redistribuzione. La tassazione è sempre stata tale meccanismo poiché quasi sempre funziona più come un mezzo per raccogliere denaro per le attività governative. Modificare tra strutture fiscali più progressive e più regressive e la loro applicazione ridistribuisce il reddito e/o la ricchezza come le condizioni sociali mutano e le tensioni politiche lo permettono. I redditi e la ricchezza vengono ridistribuiti tra capitalisti e tra loro ed il resto della popolazione. Un capitalismo puro senza un sistema fiscale che ridistribuisca reddito e ricchezza è immaginario.

Anche i sindacati sono prodotti del capitalismo. Nelle economie capitaliste i problemi dei lavoratori li hanno quasi universalmente spinto a cercare di formare dei sindacati. Non sono delle istituzioni esterne che si intromettono in un qualche puro capitalismo. I capitalisti hanno sempre combattuto per impedirli, distruggerli o indebolirli. Non ci sono mai riusciti completamente. Un capitalismo puro senza sindacati è una pia illusione.

Nondimeno tali fantasie, illusioni e scenari immaginari servono ideologicamente. Le credenze nella possibilità e desiderabilità di un "ritorno al capitalismo puro" distolgono la gente dal considerare o sostenere che il cambiamento sociale avanzerà oltre il capitalismo. Invece lavorano per distruggere stato, monopoli, la Federal Reserve, sistemi fiscali (ed agenzie come l'Internal Revenue Service), previdenza sociale e sindacati. Anche quando i libertari ed altri hanno raggiunto parzialmente questi obiettivi, con ciò non hanno mai risolto i problemi del capitalismo. Il capitalismo che ha generato queste istituzioni ha sempre risposto alla loro parziale distruzione rigenerando loro oppure loro variazioni.

La crisi ed il declino economico nei quali la maggior parte di noi vive non saranno superati da fantasie di ritorno ad una qualche età dell'oro di capitalismo puro. Abbiamo bisogno di avanzare, di fare meglio del capitalismo realmente esistente. Per la prima volta in tanto tempo, possiamo ora allearci con il numero in rapida crescita di persone che arriva alla stessa conclusione.



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