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Gli alleati europei di Syriza pubblicano un reazionario “Piano B in Europa

di Alex Lantier
17
settembre 2015

 

 

Questo fine settimana, al festival della Fête de L’Humanité dello stalinista Partito Comunista Francese (PCF) a Parigi, una coalizione di alleati politici di Syriza ha pubblicato una dichiarazione che affronta la situazione politica dalla dissoluzione del governo guidato da Syriza in Grecia. La dichiarazione, intitolata "Piano B in Europa", è un cinico esercizio di limitazione del danno politico.

I firmatari sono l'ex ministro delle finanze tedesco Oskar Lafontaine del tedesco Partito della Sinistra, Jean-Luc Mélenchon del Fronte della sinistra francese, l'ex vice ministro delle finanze italiano e membro del Partito Democratico Stefano Fassina e due persone che fino a qualche settimana fa erano di Syriza: l'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis e Zoe Konstantopoulou, presidente del parlamento greco.

Queste forze sono costrette ad emettere un "Piano B" perché il loro "Piano A", centrato sull'arrivo al potere del governo guidato da Syriza dell'ex primo ministro greco Alexis Tsipras ha subito il naufragio politico. Hanno tutti acclamato l'elezione di Syriza, ma ora Syriza ha imposto una nuova serie di dure misure di austerità dell'Unione Europea dettate da Berlino. Consapevoli della crescente rabbia sociale nella classe lavoratrice, questi operatori reazionari sono disperati di insabbiare gli atti di Syriza e di impedire che i lavoratori traggano delle conclusioni dai loro crimini politici.

Iniziano con "Il 13 luglio, il governo greco democraticamente eletto di Alexis Tsipras è stato messo in ginocchio dall'Unione Europea. L''accordo' del 13 luglio è infatti un colpo di stato. E' stato ottenuto facendo in modo che la Banca Centrale Europea chiudesse le banche greche e minacciasse di non permettere loro di aprire mai finché il governo greco non accettava una nuova versione di un programma fallito".

L'affermazione che un colpo di stato abbia costretto Tsipras ad implementare le richieste di austerità della UE è senza mezzi termini una menzogna. Né le forze armate greche né nessun altro esercito ha alzato un dito contro Tsipras, né gli ufficiali superiori avevano nessun motivo di farlo. Nonostante il carattere brutale dell'intervento della UE, Tsipras ha insistito che voleva mantenere i legami della Grecia con la UE. Ha concordato ed imposto feroci politiche di austerità, calpestando due votazioni del popolo grecola sua elezione il 25 gennaio su una piattaforma antiausterità ed il voto con maggioranza schiacciante per il "no" contro l'austerità nel referendum del 5 luglio.

Particolarmente dopo l'ultimo voto, che, nonostante le condizioni disperate provocate dalla chiusura delle banche greche, ha sfidato le minacce della UE ed una massiccia campagna pro-"si" sui media, nessuno potrebbe pretendere che i lavoratori greci non erano pronti alla lotta. Tuttavia, prevedibilmente la UE ha insistito sull'austerità, minacciando di espellere la Grecia dalla zona euro se non cedeva.

In linea con la borghesia greca e dei settori della classe media ricca rappresentati da Syriza, che erano disperati per mantenere la valuta euro ad alto valore ed i loro legami alla NATO, Tsipras si è arreso, accettando il più duro pacchetto di austerità della UE finora imposto.

Nonostante questa amara lezione del ruolo della UE come vera e propria dittatura delle banche, la dichiarazione del "Piano B" difende lealmente la UE in tutto. La sua soluzione preferita, etichettata "Piano A", è stata avanzata da Syriza: cercare di raccogliere il sostegno per armeggiare con le istituzioni legali e finanziarie della UE. Gli autori scrivono che "Questo è il nostro "Piano A: lavoreremo in ciascuno dei nostri paesi, e tutti insieme per tutta Europa, verso una completa rinegoziazione dei Trattati Europei".

Tuttavia, tra la crescente opposizione popolare e dopo l'esperienza del governo di Syriza, i firmatari della dichiarazione avvertono di non potere semplicemente continuare a portare avanti la linea di Syriza. Invece, indossano una veste populista, riconoscendo il ruolo dell'euro come uno "strumento di dominazione economica e governativa in Europa da parte di un'oligarchia europea e sostengono la causa di un "Piano B" come l'alternativa che potrebbe avere salvato Syriza.

Scrivono: "Anche la maggioranza dei governi che rappresentano l'oligarchia europea e che si nascondono dietro Berlino e Francoforte hanno un Piano A: non cedere alla richiesta di democrazia del popolo europeo e di utilizzare la brutalità per porre fine alla sua resistenza. Lo abbiamo visto in Grecia lo scorso luglio. Perché sono riusciti a strangolare il governo democraticamente eletto della Grecia? Perché avevano anche un Piano B: espellere la Grecia dalla zona euro nelle peggiori condizioni possibili, distruggendo il suo sistema bancario e mettendo a morte la sua economia. Di fronte a questo ricatto, anche noi abbiamo bisogno di un nostro Piano B..."

Come ci si aspetterebbe da questa cabala di ex ministri delle finanze e parlamentari, il loro "Piano B" non è a sua volta di mobilitare l'opposizione all'austerità della classe lavoratrice attraverso l'Europa. Piuttosto, hanno un piano d'azione per i banchieri centrali ed i funzionari finanziari europei. Asserendo che gli europei hanno bisogno di "un sistema monetario che lavori per loro, non a loro spese", propongono una dissoluzione controllata dell'euro nelle valute nazionali all'interno della struttura della UE.

Scrivono: "Il nostro Piano A per un'Europa democratica, sostenuto con un Piano B che mostri alla gente al potere che non può terrorizzarci nella sottomissione, è inclusivo e mira ad appellarsi alla maggioranza degli europei. Ciò richiede un alto livello di preparazione. Il dibattito rafforzerà i suoi elementi tecnici. Molte idee sono già sul tavolo: l'introduzione di un sistema parallelo dei pagamenti, di valute parallele, digitalizzazione delle transazioni in euro, sistemi di scambio basati sulla comunità, uscita dall'euro e trasformazione dell'euro in una valuta comune".

Una frode politica centrale è alla base di questa proposta del "Piano B": cerca di localizzare la causa della resa di Syriza nell'austerità della UE non nella natura e nel programma di classe di Syriza, ma nelle sue tattiche di contrattazione. Syriza ha capitolato all'austerità, dice il suo argomento, perché quando era di fronte al "Piano B" della UE di gettare la Grecia fuori dall'euro, Syriza non è riuscita ad ideare un "Piano B" che le avrebbe permesso di lasciare l'euro.

Questa è un'altra ridicola menzogna. Yanis Varoufakis, uno dei firmatari della dichiarazione del "Piano B", ha affermato che come ministro delle finanze del governo di Syriza ha preparato un piano per l'uscita della Grecia dall'euro. Tuttavia la classe dominante greca voleva mantenere l'euro e ha voluto implementare l'austerità, così Tsipras ha ignorato il "Piano B" di Varoufakis e ha capitolato alla UE.

L'accettazione dell'austerità della UE da parte di Syriza non è dovuta alla brutalità delle tattiche di negoziazione della UE. E' radicata nella crisi intrattabile del capitalismo europeo e mondiale e negli interessi della classe dominante in Grecia ed a livello internazionale. Come in Italia e Francia, il capitalismo greco soffre di un difetto di competitività sui mercati globali e ha contato su un incremento senza precedenti del debito. Per ristabilire la sua competitività e gestire il suo debito, la classe dominante in Greciaassieme alle sue controparti attraverso l'Europaintende ridurre drasticamente i salari e le condizioni sociali dei lavoratori.

La lezione fondamentale del governo di Syriza è che la classe lavoratrice non può respingere tali offensive eleggendo uno o l'altro governo capitalista. Fermare questi attacchi richiede la mobilitazione della classe lavoratrice in una lotta politica contro la UE rivolta alla presa del potere sulla base di un programma socialista ed internazionalista per gli Stati Uniti Socialisti d'Europa.

L'alternativa proposta dai firmatari della dichiarazione del "Piano B" non è una strada in avanti, ma una nuova veste per continuare gli attacchi alla classe lavoratrice attraverso una svolta a destra. Invece di tagliare i salari e la spesa sociale in un sistema finanziario denominato in euro, loro propongono di tagliare il valore reale dei salari dei lavoratori reintroducendo valute nazionali convenienti.

Questo è parte di una strategia più ampia, perseguita consciamente dai diversi partiti coinvolti nella dichiarazione del "Piano B", di dividere la classe lavoratrice europea lungo linee nazionali. Temendo il saldarsi delle lotte contro l'austerità attraverso l'Europa attorno all'opposizione alla persecuzione della Grecia, si propongono di fomentare odi razziali e risentimenti per bloccare un movimento comune della classe lavoratrice.

Lafontaine ha steso senza mezzi termini questa strategia due anni fa mentre si stava formando in Germania in partito di destra anti-euro Alternativa per la Germania (AfD). "In Europa meridionale salari e la spesa sociale sono cresciuti troppo", ha scritto arrogantemente Lafontaine. "Per raggiungere nuovamente una competitività equilibrata, paesi come Grecia, Portogallo e Spagna devono diventare meno costose dal 20% al 30% e la Germania del 20% più costosa, paragonato alla media dei paesi della UE".

Allo scopo di realizzare questo, ha proposto di reintrodurre valute nazionali parallele "a fianco dell'euro", allo scopo "di rendere ancora possibile delle svalutazioni controllate e rivalutazioni controllate per mezzo di un tasso di cambio consolidato dalla UE".

Questa modesta proposta di tagliare in un colpo i salari di centinaia di milioni di lavoratori del 20% o più testimonia della natura reazionaria della politica del "Piano B". Essa sottolinea che gli attacchi di Syriza alla classe lavoratrice in Grecia non erano un calcolo errato o il prodotto di una resa inevitabile alla UE. Piuttosto, sono radicati negli interessi di classe rappresentati dai ciarlatani anti-lavoratori, pro-capitalisti che hanno firmato la dichiarazione del "Piano B".

La proposta reazionaria di Lafontaine viene echeggiata nel programma di Unità Popolare, uno scisma nazionalista di Syriza che comprende Zoe Konstantopoulou, uno dei firmatari del "Piano B".

Il programma di Unità Popolare asserisce: "Il conseguimento della sovranità monetaria, con la disconnessione della Banca di Grecia dalla BCE [Banca Centrale Europea] ed il suo funzionamento con responsabilità statale, pubblica e sociale e con l'emissione di una valuta nazionale fornirà della liquidità necessaria nell'economia, senza il carico oneroso degli accordi di prestito. Sarà di grande assistenza ne rafforzare le esportazioni, nel limitare e gradualmente sostituire i prodotti locali per le importazioni, nell'irrobustire la base produttiva del paese e l'afflusso di turisti".

Vale a dire che Unità Popolare spera che pagando i lavoratori con una valuta a buon mercato e riducendo drasticamente il loro potere d'acquisto, possa limitare le importazioni e trasformare la Grecia in una piattaforma dell'export di lavoro a buon mercato lungo le linee della Cina.

Il carattere reazionario di piani simili è ulteriormente sottolineato dalla recente iniziativa, ampiamente riportata in Francia, di Jacques Sapir, un economista vicino al Fronte della Sinistra francese. Ha proposto l'uscita francese dall'euro ed una svalutazione del 25% della valuta francese, da attuarsi con un'alleanza che comprenda il Fronte della Sinistra di Mélenchon, il PCF ed il neofascista Fronte Nazionale (FN) di Marine Le Pen.

"Quando si fa di smantellare la zona euro la priorità, una strategia di ampia unione, includendo le forze di destra, non è soltanto logica ma necessaria", ha scritto Sapir. Ha proposto la formazione di un "Fronte di Liberazione Nazionale" che si distende dal Fronte della Sinistra all'ex ministro del Partito Socialista Jean-Pierre Chevènement, al nazionalista di destra Nicolas Dupont-Aignan ed al FN.

Sapir ha respinto le obiezioni che, poiché attualmente il FN è il maggior ricevitore di voti della proposta alleanza, stesse difendendo l'arrivo al potere di un governo a guida neofascista in Francia. Ha scritto cinicamente: "Dobbiamo comprendere molto chiaramente che ora non è il momento per il settarismo ed i tabù pronunciati da una o dall'altra parte. La questione della verginità politica, che sembra ossessionare la gente di sinistra, è come la verginità biologica nel fatto che è posta soltanto una volta".

Tali proposte profondamente reazionarie sono un avvertimento alla classe lavoratrice in Europa ed a livello internazionale. L'imposizione dell'austerità UE di Syriza, mentre in un governo di coalizione con il partito dei Greci Indipendenti (Anel) di estrema destra non è stata un'aberrazione. Piuttosto, è il risultato finale della bancarotta dell'intero establishment politico capitalista in Europa, compresi partiti anti-lavoratori come Syriza, il Partito della Sinistra ed il Fronte della Sinistra, che vengono introdotti sul mercato come "sinistra" soltanto allo scopo di disorientare l'opinione pubblica.