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Questo fine settimana, al festival della
Fête de L’Humanité
dello stalinista Partito Comunista Francese (PCF) a Parigi,
una coalizione di alleati politici di Syriza ha pubblicato una
dichiarazione che affronta la situazione politica dalla dissoluzione del
governo guidato da Syriza in Grecia. La dichiarazione, intitolata "Piano
B in Europa", è un cinico esercizio di limitazione del danno politico.
I firmatari sono l'ex ministro delle finanze tedesco
Oskar Lafontaine
del tedesco Partito della Sinistra,
Jean-Luc Mélenchon
del Fronte della sinistra francese, l'ex vice ministro delle finanze
italiano e membro del Partito Democratico
Stefano Fassina
e due persone che fino a qualche settimana fa erano di Syriza: l'ex
ministro delle finanze greco
Yanis Varoufakis
e
Zoe Konstantopoulou, presidente
del parlamento greco.
Queste forze sono costrette ad emettere un "Piano B" perché il loro
"Piano A", centrato sull'arrivo al potere del governo guidato da Syriza
dell'ex primo ministro greco
Alexis Tsipras ha subito il naufragio politico. Hanno tutti
acclamato l'elezione di
Syriza,
ma ora
Syriza
ha imposto una nuova serie di dure misure di austerità dell'Unione
Europea dettate da Berlino. Consapevoli della crescente
rabbia sociale nella classe lavoratrice, questi operatori reazionari
sono disperati di insabbiare gli atti di
Syriza
e di impedire che i lavoratori traggano
delle conclusioni dai loro crimini politici.
Iniziano con "Il 13 luglio, il governo greco democraticamente
eletto di
Alexis Tsipras
è stato messo in ginocchio dall'Unione Europea. L''accordo' del 13
luglio è infatti un colpo di stato. E' stato ottenuto facendo in modo
che la Banca Centrale Europea chiudesse le banche greche e minacciasse
di non permettere loro di aprire mai finché il governo greco non
accettava una nuova versione di un programma fallito".
L'affermazione che un colpo di stato abbia costretto
Tsipras ad implementare le richieste di austerità della UE è senza mezzi termini
una menzogna.
Né le forze armate greche né nessun altro esercito ha alzato un
dito contro
Tsipras, né gli ufficiali superiori avevano nessun motivo di farlo. Nonostante il
carattere brutale dell'intervento della UE,
Tsipras
ha insistito che voleva mantenere i legami della Grecia con la UE. Ha
concordato ed imposto feroci politiche di austerità, calpestando due
votazioni del popolo greco—la sua elezione il 25 gennaio su una piattaforma antiausterità ed il voto
con maggioranza schiacciante per il "no" contro l'austerità nel
referendum del 5 luglio.
Particolarmente dopo l'ultimo voto, che, nonostante le condizioni
disperate provocate dalla chiusura delle banche greche, ha sfidato le
minacce della UE ed una massiccia campagna pro-"si" sui media, nessuno
potrebbe pretendere che i lavoratori greci non erano pronti alla lotta.
Tuttavia, prevedibilmente la UE ha insistito sull'austerità, minacciando
di espellere la Grecia dalla zona euro se non cedeva.
In linea con la borghesia greca e dei settori della classe media
ricca rappresentati da Syriza, che erano disperati per mantenere la
valuta euro ad alto valore ed i loro legami alla NATO,
Tsipras si è arreso, accettando il più duro pacchetto di austerità della UE finora
imposto.
Nonostante questa amara lezione del ruolo della UE come vera e
propria dittatura delle banche, la dichiarazione del "Piano B" difende
lealmente la UE in tutto. La sua soluzione preferita, etichettata "Piano
A", è stata avanzata da Syriza: cercare di raccogliere il sostegno per
armeggiare con le istituzioni legali e finanziarie della UE. Gli autori
scrivono che "Questo è il nostro "Piano A: lavoreremo in ciascuno dei
nostri paesi, e tutti insieme per tutta Europa, verso una completa
rinegoziazione dei Trattati Europei".
Tuttavia, tra la crescente opposizione popolare e dopo l'esperienza
del governo di Syriza, i firmatari della dichiarazione avvertono di non
potere semplicemente continuare a portare avanti la linea di Syriza.
Invece, indossano una veste populista, riconoscendo il ruolo dell'euro
come uno "strumento di dominazione economica e governativa in Europa da
parte di un'oligarchia europea e sostengono la causa di un "Piano B"
come l'alternativa che potrebbe avere salvato Syriza.
Scrivono: "Anche la maggioranza dei governi che rappresentano
l'oligarchia europea e che si nascondono dietro Berlino e Francoforte
hanno un Piano A: non cedere alla richiesta di democrazia del popolo
europeo e di utilizzare la brutalità per porre fine alla sua resistenza.
Lo abbiamo visto in Grecia lo scorso luglio. Perché sono riusciti a
strangolare il governo democraticamente eletto della Grecia? Perché
avevano anche un Piano B: espellere la Grecia dalla zona euro nelle
peggiori condizioni possibili, distruggendo il suo sistema bancario e
mettendo a morte la sua economia. Di fronte a questo ricatto, anche noi
abbiamo bisogno di un nostro Piano B..."
Come ci si aspetterebbe da questa cabala di ex ministri delle
finanze e parlamentari, il loro "Piano B" non è a sua volta di
mobilitare l'opposizione all'austerità della classe lavoratrice
attraverso l'Europa. Piuttosto, hanno un piano d'azione per i banchieri
centrali ed i funzionari finanziari europei. Asserendo che gli europei
hanno bisogno di "un sistema monetario che lavori per loro, non a loro
spese", propongono una dissoluzione controllata dell'euro nelle valute
nazionali all'interno della struttura della UE.
Scrivono: "Il nostro Piano A per un'Europa democratica, sostenuto
con un Piano B che mostri alla gente al potere che non può terrorizzarci
nella sottomissione, è inclusivo e mira ad appellarsi alla maggioranza
degli europei. Ciò richiede un alto livello di preparazione. Il
dibattito rafforzerà i suoi elementi tecnici. Molte idee sono già sul
tavolo: l'introduzione di un sistema parallelo dei pagamenti, di valute
parallele, digitalizzazione delle transazioni in euro, sistemi di scambio
basati sulla comunità, uscita dall'euro e trasformazione dell'euro in
una valuta comune".
Una frode politica centrale è alla base di questa proposta del
"Piano B": cerca di localizzare la causa della resa di Syriza
nell'austerità della UE non nella natura e nel programma di classe di
Syriza, ma nelle sue tattiche di contrattazione. Syriza ha capitolato
all'austerità, dice il suo argomento, perché quando era di fronte al
"Piano B" della UE di gettare la Grecia fuori dall'euro, Syriza non è
riuscita ad ideare un "Piano B" che le avrebbe permesso di lasciare
l'euro.
Questa è un'altra ridicola menzogna.
Yanis Varoufakis, uno dei firmatari della dichiarazione del "Piano B", ha affermato che come
ministro delle finanze del governo di Syriza ha preparato un piano per
l'uscita della Grecia dall'euro. Tuttavia la classe dominante greca
voleva mantenere l'euro e ha voluto implementare l'austerità,
così
Tsipras
ha ignorato il "Piano B" di Varoufakis e ha capitolato alla UE.
L'accettazione dell'austerità della UE da parte di Syriza non è
dovuta alla brutalità delle tattiche di negoziazione della UE. E'
radicata nella crisi intrattabile del capitalismo europeo e mondiale e
negli interessi della classe dominante in Grecia ed a livello
internazionale. Come in Italia e Francia, il capitalismo greco soffre di
un difetto di competitività sui mercati globali e ha contato su un
incremento senza precedenti del debito. Per ristabilire la sua
competitività e gestire il suo debito, la classe dominante in Grecia—assieme alle sue controparti attraverso l'Europa—intende ridurre drasticamente i salari e le condizioni sociali dei
lavoratori.
La lezione fondamentale del governo di Syriza è che la classe
lavoratrice non può respingere tali offensive eleggendo uno o l'altro
governo capitalista. Fermare questi attacchi richiede la mobilitazione
della classe lavoratrice in una lotta politica contro la UE rivolta alla
presa del potere sulla base di un programma socialista ed
internazionalista per gli Stati Uniti Socialisti d'Europa.
L'alternativa proposta dai firmatari della dichiarazione del "Piano
B" non è una strada in avanti, ma una nuova veste per continuare gli
attacchi alla classe lavoratrice attraverso una svolta a destra. Invece
di tagliare i salari e la spesa sociale in un sistema finanziario
denominato in euro, loro propongono di tagliare il valore reale dei
salari dei lavoratori reintroducendo valute nazionali convenienti.
Questo è parte di una strategia più ampia, perseguita consciamente
dai diversi partiti coinvolti nella dichiarazione del "Piano B", di
dividere la classe lavoratrice europea lungo linee nazionali. Temendo il
saldarsi delle lotte contro l'austerità attraverso l'Europa attorno
all'opposizione alla persecuzione della Grecia, si propongono di
fomentare odi razziali e risentimenti per bloccare un movimento comune
della classe lavoratrice.
Lafontaine ha steso senza mezzi termini questa strategia due anni fa mentre si stava
formando in Germania in partito di destra anti-euro Alternativa per la
Germania (AfD). "In Europa meridionale salari e la spesa sociale
sono cresciuti troppo", ha scritto arrogantemente
Lafontaine. "Per raggiungere
nuovamente una competitività equilibrata, paesi come Grecia, Portogallo
e Spagna devono diventare meno costose dal 20% al 30% e la Germania del
20% più costosa, paragonato alla media dei paesi della UE".
Allo scopo di realizzare questo, ha proposto di reintrodurre valute
nazionali parallele "a fianco dell'euro", allo scopo "di rendere ancora
possibile delle svalutazioni controllate e rivalutazioni controllate per
mezzo di un tasso di cambio consolidato dalla UE".
Questa modesta proposta di tagliare in un colpo i salari di
centinaia di milioni di lavoratori del 20% o più testimonia della natura
reazionaria della politica del "Piano B". Essa sottolinea che gli
attacchi di Syriza alla classe lavoratrice in Grecia non erano un
calcolo errato o il prodotto di una resa inevitabile alla UE. Piuttosto,
sono radicati negli interessi di classe rappresentati dai ciarlatani
anti-lavoratori, pro-capitalisti che hanno firmato la dichiarazione del
"Piano B".
La proposta reazionaria di
Lafontaine viene echeggiata nel programma di Unità Popolare,
uno scisma nazionalista di
Syriza che comprende
Zoe Konstantopoulou,
uno dei firmatari
del "Piano B".
Il programma di Unità Popolare asserisce: "Il conseguimento della
sovranità monetaria, con la disconnessione della Banca di Grecia dalla
BCE [Banca Centrale Europea] ed il suo funzionamento con responsabilità
statale, pubblica e sociale e con l'emissione di una valuta nazionale
fornirà della liquidità necessaria nell'economia, senza il carico
oneroso degli accordi di prestito. Sarà di grande assistenza ne
rafforzare le esportazioni, nel limitare e gradualmente sostituire i
prodotti locali per le importazioni, nell'irrobustire la base produttiva
del paese e l'afflusso di turisti".
Vale a dire che Unità Popolare spera che pagando i lavoratori con
una valuta a buon mercato e riducendo drasticamente il loro potere
d'acquisto, possa limitare le importazioni e trasformare la Grecia in
una piattaforma dell'export di lavoro a buon mercato lungo le linee
della Cina.
Il carattere reazionario di piani simili è ulteriormente
sottolineato dalla recente iniziativa, ampiamente riportata in Francia,
di
Jacques Sapir, un economista vicino al Fronte della Sinistra francese. Ha proposto
l'uscita francese dall'euro ed una svalutazione del 25% della valuta
francese, da attuarsi con un'alleanza che comprenda il
Fronte della Sinistra di
Mélenchon, il PCF ed il neofascista Fronte Nazionale (FN) di
Marine Le Pen.
"Quando si fa di smantellare la zona euro la priorità, una
strategia di ampia unione, includendo le forze di destra, non è soltanto
logica ma necessaria", ha scritto Sapir. Ha proposto la formazione di un
"Fronte di Liberazione Nazionale" che si distende dal
Fronte della Sinistra all'ex ministro del Partito Socialista
Jean-Pierre Chevènement, al nazionalista di destra
Nicolas Dupont-Aignan ed al FN.
Sapir ha respinto le obiezioni che, poiché attualmente il FN è il
maggior ricevitore di voti della proposta alleanza, stesse difendendo
l'arrivo al potere di un governo a guida neofascista in Francia. Ha
scritto cinicamente: "Dobbiamo comprendere molto chiaramente che ora non
è il momento per il settarismo ed i tabù pronunciati da una o dall'altra
parte. La questione della verginità politica, che sembra ossessionare la
gente di sinistra, è come la verginità biologica nel fatto che è posta
soltanto una volta".
Tali proposte profondamente reazionarie sono un avvertimento alla
classe lavoratrice in Europa ed a livello internazionale. L'imposizione
dell'austerità UE di Syriza, mentre in un governo di coalizione con il
partito dei Greci Indipendenti
(Anel) di estrema destra non è stata un'aberrazione. Piuttosto,
è il risultato finale della bancarotta dell'intero
establishment politico capitalista in Europa, compresi partiti anti-lavoratori come
Syriza, il Partito della Sinistra ed il
Fronte della Sinistra, che vengono introdotti sul mercato come "sinistra"
soltanto allo scopo di disorientare l'opinione pubblica.
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