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Recentemente il VSC ha organizzato una brigata di solidarietà
per il Venezuela in modo che i sindacalisti britannici potessero
sperimentare direttamente il processo venezuelano.
Catriona Goss (CG),
membro del Comitato Esecutivo
per la Campagna di Solidarietà al Venezuela britannica (VSC) ed
attivista di Amici Studenti del Venezuela, parla del successo della
delegazione e della necessità di creare la solidarietà
internazionale.
Può parlare un poco della delegazione, quanto tempo siete stati
qui a Caracas e cosa avete fatto?
CG:
La delegazione era composta da
sindacalisti di alto livello, così avevamo persone di
UNITE, NUT, RMT
e UCU ed anche alcuni attivisti del VSC. Sono stati 9 giorni a Caracas e abbiamo
fatto vedere loro molte cose. Sabato, siamo andati in Piazza Bolivar
al raduno della nuova Centrale dei Lavoratori Socialisti ed abbiamo
marciato fino a
Miraflores
per ascoltare parlare Chavez. Per cominciare quella è stata una giornata
eccitante. Abbiamo anche passato un giorno a Petare e siamo stati al
consiglio municipale. Abbiamo avuto notizie dalla gente della zona,
dai giovani del PSUV e dei consigli di comunità. Siamo anche andati
in una fabbrica che produce custodie per telefoni cellulari, dove
sono tutte donne ed anche in una "casa alimentare", che è uno spazio
politico che serve cibo gratis. Il primo giorno siamo stati anche
alla sede del programma musicale
“El Sistema” ed è stato veramente sorprendente.
Cosa vi ha impressionato di più di tutto ciò che avete visto?
CG:
Direi la missione alloggi.
Siamo andati a
Ciudad Belen
a Guarenas, è stato sbalorditivo. Vedere e parlare con persone che dicevano "Non avrei
mai pensato che avrei posseduto una casa decorosa ed ora ho questo
magnifico appartamento e non ho soltanto questo, ma ho anche
lavoro", perché stanno lavorando anche per costruire il resto delle
case. E' stato proprio realmente stimolante e penso che tutti
abbiano trovato quel viaggio completamente commovente, soltanto
perché è stato un tale impatto vedere come stiano costruendo
l'intera città ed i trasporti per andare lì, assieme ad una nuova
strada ed allargando i servizi della metropolitana.
Ne stanno ancora costruendo molto, ma hanno migliaia di
appartamenti già edificati e la gente intraprende la sua vita
quotidiana. Vi sono scuole e terreni di gioco per i bambini, avevano
un negozio PDVAL ed una piccola fabbrica con donne che fabbricano
magliette. E' sorprendente vedere quanto può essere fatto quando vi
è la volontà di farlo; si può trasformare completamente la vita
delle persone e costruire nuove comunità. Un tipo ci ha invitato nel
suo appartamento, era così orgoglioso ed ha pure tirato fuori i
laptop
Canaima dei suoi
bambini, stava lavorando anche lì costruendo nuovi appartamenti. Le
persone aveva un tale senso di proprietà perché stava costruendo
assieme le loro comunità.
Sei stata in Venezuela prima. Quali cambiamenti hai notato
questa particolare volta?
CG:
La trasformazione di spazi, per
esempio l'intera città di Caracas,
vi sono proprio così tanti più spazi all'aperto perché la gente
possa goderne, come Sabana Grande è stata rifatta, vi è così tanta
cultura fuori nelle strade. La UNEARTE dove si può andare e vedere
teatro e danza a gratis ogni giorno della settimana, la gente
sembrava sempre felice ma ora sembra più a proprio agio. Vi sono più
persone fuori nelle strade ed a godersi spazi pubblici. Pareva
proprio che le cose si stiano realmente consolidate, le comunità
ancora più organizzate. La gente ci raccontava di quanto aveva
raggiunto e le persone sono veramente determinate ad avere successo
alle elezioni così che possano difendere tutto ciò che hanno
compiuto finora. Nella delegazione tutti sono stati veramente
colpiti di quanto il popolo fosse politicamente attento e di quanta
gente volesse discutere e dibattere. Qualche volta abbiamo avuto
degli incontri e potevano essere continuati per ore ed ore perché la
gente aveva così tanto da dire. Abbiamo avuto una giornata
meravigliosa a
Maracay
dove avevamo centinaia di sindacalisti raccolti per fare uno scambio con
noi, per
paragonare ciò che sta accadendo in Europa con il Venezuela,
con la stesura di una nuova legge sul lavoro e l'espansione dei
diritti dei lavoratori, mentre in Europa stiamo andando indietro.
Penso che abbia realmente colpito la gente.
Hai notato una divergenza tra come le promettenti elezioni
venezuelane vengono presentate nella stampa del Regno Unito e la
realtà effettiva della situazione?
CG:
Si, nel Regno Unito tutti
sentiamo che
Capriles (il candidato dell'opposizione) è di centro-sinistra, sapete, il Lula del
Venezuela, questo è come viene ritratto. Ed ovviamente quelli di noi
che conoscono di più del Venezuela sanno che non è il caso. Ma
che era quello è così importante per portare la gente a Petare ed
ascoltare le persone che realmente vivono lì dire guardate è il
nostro governatore e nemmeno abbiamo sentito di lui, non hanno fatto
nulla, non raccolgono nemmeno la spazzatura dalle strade e si può
vedere tutta la spazzatura ammucchiata. E
sostanzialmente le comunità dicono che la ragione per la quale siamo
stati in grado di progredire è perché siamo organizzati a livello
della società di base, perché non possiamo contare sui candidati
dell'opposizione che dobbiamo fare tutto per le nostre comunità.
Penso che per noi la cosa principale da fare è di mettere in
discussione quello che viene rappresentato dai media, che Capriles
sia il migliore candidato contro Chavez che è ritenuto sia
all'incirca un dittatore. Siamo stati abbastanza fortunati da vedere
Chavez e vederlo parlare, e questo per noi era importante perché qui
ogni due settimane mettono fuori una storia che afferma che è sul
suo letto di morte. Dobbiamo mettere costantemente in discussione le
menzogne per assicurare una campagna pulita e così alla fine
possiamo dire, bene, i venezuelani hanno fatto la loro scelta.
Sappiamo che hanno una democrazia trasparente e vibrante.
Pensi che queste brigate di solidarietà internazionali siano
importanti?
CG:
Penso sia così importante perché
quando si ha una campagna internazionale contro ciò che avviene là,
abbiamo bisogno di avere una contro-campagna per dire ciò che sta
realmente avvenendo e per dire che la sovranità venezuelana dovrebbe
essere rispettata e che la democrazia venezuelana dovrebbe essere
rispettata. Specialmente quando riguarda il Nord America e l'Europa,
i nostri politici che storicamente hanno interferito in altri paesi,
è così importante che la gente, l'elettorato, sappia realmente ciò
che avviene in questi altri paesi di modo che possa difenderli e
dire "aspettate un minuto, non dovreste interferire, dovreste
soltanto lasciare che lì il popolo decida ciò che vuole" ed è per
questo che per noi è così importante costruire questi collegamenti e
dimostrare solidarietà.
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