"Il popolo costruisce insieme le sue comunità”:

la visione di una delegazione straniera del Venezuela rivoluzionario

di Rachael Boothroyd -

 Correo del Orinoco International,

2 aprile 2012

 

Recentemente il VSC ha organizzato una brigata di solidarietà per il Venezuela in modo che i sindacalisti britannici potessero sperimentare direttamente il processo venezuelano. Catriona Goss (CG), membro del Comitato Esecutivo per la Campagna di Solidarietà al Venezuela britannica (VSC) ed attivista di Amici Studenti del Venezuela, parla del successo della delegazione e della necessità di creare la solidarietà internazionale.

Può parlare un poco della delegazione, quanto tempo siete stati qui a Caracas e cosa avete fatto?

CG: La delegazione era composta da sindacalisti di alto livello, così avevamo persone di UNITE, NUT, RMT e UCU ed anche alcuni attivisti del VSC. Sono stati 9 giorni a Caracas e abbiamo fatto vedere loro molte cose. Sabato, siamo andati in Piazza Bolivar al raduno della nuova Centrale dei Lavoratori Socialisti ed abbiamo marciato fino a Miraflores per ascoltare parlare Chavez. Per cominciare quella è stata una giornata eccitante. Abbiamo anche passato un giorno a Petare e siamo stati al consiglio municipale. Abbiamo avuto notizie dalla gente della zona, dai giovani del PSUV e dei consigli di comunità. Siamo anche andati in una fabbrica che produce custodie per telefoni cellulari, dove sono tutte donne ed anche in una "casa alimentare", che è uno spazio politico che serve cibo gratis. Il primo giorno siamo stati anche alla sede del programma musicale “El Sistema” ed è stato veramente sorprendente.

Cosa vi ha impressionato di più di tutto ciò che avete visto?

CG: Direi la missione alloggi. Siamo andati a Ciudad Belen a Guarenas, è stato sbalorditivo. Vedere e parlare con persone che dicevano "Non avrei mai pensato che avrei posseduto una casa decorosa ed ora ho questo magnifico appartamento e non ho soltanto questo, ma ho anche lavoro", perché stanno lavorando anche per costruire il resto delle case. E' stato proprio realmente stimolante e penso che tutti abbiano trovato quel viaggio completamente commovente, soltanto perché è stato un tale impatto vedere come stiano costruendo l'intera città ed i trasporti per andare lì, assieme ad una nuova strada ed allargando i servizi della metropolitana.

Ne stanno ancora costruendo molto, ma hanno migliaia di appartamenti già edificati e la gente intraprende la sua vita quotidiana. Vi sono scuole e terreni di gioco per i bambini, avevano un negozio PDVAL ed una piccola fabbrica con donne che fabbricano magliette. E' sorprendente vedere quanto può essere fatto quando vi è la volontà di farlo; si può trasformare completamente la vita delle persone e costruire nuove comunità. Un tipo ci ha invitato nel suo appartamento, era così orgoglioso ed ha pure tirato fuori i laptop Canaima dei suoi bambini, stava lavorando anche lì costruendo nuovi appartamenti. Le persone aveva un tale senso di proprietà perché stava costruendo assieme le loro comunità.

Sei stata in Venezuela prima. Quali cambiamenti hai notato questa particolare volta?

CG: La trasformazione di spazi, per esempio l'intera città di Caracas, vi sono proprio così tanti più spazi all'aperto perché la gente possa goderne, come Sabana Grande è stata rifatta, vi è così tanta cultura fuori nelle strade. La UNEARTE dove si può andare e vedere teatro e danza a gratis ogni giorno della settimana, la gente sembrava sempre felice ma ora sembra più a proprio agio. Vi sono più persone fuori nelle strade ed a godersi spazi pubblici. Pareva proprio che le cose si stiano realmente consolidate, le comunità ancora più organizzate. La gente ci raccontava di quanto aveva raggiunto e le persone sono veramente determinate ad avere successo alle elezioni così che possano difendere tutto ciò che hanno compiuto finora. Nella delegazione tutti sono stati veramente colpiti di quanto il popolo fosse politicamente attento e di quanta gente volesse discutere e dibattere. Qualche volta abbiamo avuto degli incontri e potevano essere continuati per ore ed ore perché la gente aveva così tanto da dire. Abbiamo avuto una giornata meravigliosa a Maracay dove avevamo centinaia di sindacalisti raccolti per fare uno scambio con noi, per paragonare ciò che sta accadendo in Europa con il Venezuela, con la stesura di una nuova legge sul lavoro e l'espansione dei diritti dei lavoratori, mentre in Europa stiamo andando indietro. Penso che abbia realmente colpito la gente.

Hai notato una divergenza tra come le promettenti elezioni venezuelane vengono presentate nella stampa del Regno Unito e la realtà effettiva della situazione?

CG: Si, nel Regno Unito tutti sentiamo che Capriles (il candidato dell'opposizione) è di centro-sinistra, sapete, il Lula del Venezuela, questo è come viene ritratto. Ed ovviamente quelli di noi che conoscono di più del Venezuela sanno che non è il caso. Ma che era quello è così importante per portare la gente a Petare ed ascoltare le persone che realmente vivono lì dire guardate è il nostro governatore e nemmeno abbiamo sentito di lui, non hanno fatto nulla, non raccolgono nemmeno la spazzatura dalle strade e si può vedere tutta la spazzatura ammucchiata. E sostanzialmente le comunità dicono che la ragione per la quale siamo stati in grado di progredire è perché siamo organizzati a livello della società di base, perché non possiamo contare sui candidati dell'opposizione che dobbiamo fare tutto per le nostre comunità.

Penso che per noi la cosa principale da fare è di mettere in discussione quello che viene rappresentato dai media, che Capriles sia il migliore candidato contro Chavez che è ritenuto sia all'incirca un dittatore. Siamo stati abbastanza fortunati da vedere  Chavez e vederlo parlare, e questo per noi era importante perché qui ogni due settimane mettono fuori una storia che afferma che è sul suo letto di morte. Dobbiamo mettere costantemente in discussione le menzogne per assicurare una campagna pulita e così alla fine possiamo dire, bene, i venezuelani hanno fatto la loro scelta. Sappiamo che hanno una democrazia trasparente e vibrante.

Pensi che queste brigate di solidarietà internazionali siano importanti?

CG: Penso sia così importante perché quando si ha una campagna internazionale contro ciò che avviene là, abbiamo bisogno di avere una contro-campagna per dire ciò che sta realmente avvenendo e per dire che la sovranità venezuelana dovrebbe essere rispettata e che la democrazia venezuelana dovrebbe essere rispettata. Specialmente quando riguarda il Nord America e l'Europa, i nostri politici che storicamente hanno interferito in altri paesi, è così importante che la gente, l'elettorato, sappia realmente ciò che avviene in questi altri paesi di modo che possa difenderli e dire "aspettate un minuto, non dovreste interferire, dovreste soltanto lasciare che lì il popolo decida ciò che vuole" ed è per questo che per noi è così importante costruire questi collegamenti e dimostrare solidarietà.