Al Qaeda: un'operazione segreta U.S.A.

di Kurt Nimmo

15 agosto 2005

 

Esaminate ciò che è stato pubblicato da Zaman, il quinto maggiore quotidiano in Turchia: "In mezzo al fumo del fortuito incendio [cioè la cattura di Louai Sakra, che viene detto sia il boss regionale di al-CIA-duh in Turchia], è emersa la possibilità che al Qaeda possa non essere una organizzazione in senso stretto, ma un elemento di un'operazione di una agenzia di intelligence. Gli specialisti dei servizi segreti turchi concordano che non vi è nessuna organizzazione al Qaeda. Piuttosto, al Qaeda è il nome di un'operazione di servizi segreti. Il concetto di 'combattere il terrorismo' è lo sfondo della 'guerra a bassa intensità' condotta nell'ordine mondiale unipolare. L'oggetto di questa strategia della tensione è chiamato 'al Qaeda'". Notare l'utilizzo della frase "strategia della tensione", un ovvio riferimento a Gladio, l'operazione terroristica sostenuta dallo stato in Italia (sostanzialmente una serie di operazioni false flag fasciste, ovvero "guerra a bassa intensità", addebitate alla sinistra). E' interessante che l'intelligence turca ammetta che la "guerra al terrorismo" dei neocon sia una costruzione interamente artificiale.

Inoltre, secondo l'intelligence turca, "Sakra è ricercato sin dal 2000 dai servizi segreti. La Central Intelligence Agency (CIA) USA in precedenza lo ha interrogato due volte. In conseguenza dell'interrogatorio, la CIA gli offrì impiego. Ha anche ricevuto una grossa somma di denaro dalla CIA. Comunque, alla fine la CIA perse il contatto con lui". E' curioso come presunte persone chiave nella rete di al-CIA-duh finiscano per lavorare per la CIA ed altre agenzie di intelligence.

Per esempio, Abdurahman Khadr, che (secondo ABC News Online) “viveva fianco a fianco di Osama bin Laden", era un "doppio agente, mandato a spiare i combattenti di al Qaeda a Guantanamo Bay ed in Bosnia". Secondo il San Francisco Chronicle, Ali Mohamed, un ex sergente dell'esercito USA che ha addestrato le guardie del corpo di bin Laden ed ha collaborato a pianificare gli attentati del 1998 alle ambasciate USA in Kenya, ha lavorato per l'FBI (Mohamed, ovviamente con il favore dei federali, portò a San Francisco in missione segreta di raccolta fondi Ayman al-Zawahiri). Hamid Reza Zakeri affermò (durante il processo a Abdelghani Mzoudi, un marocchino accusato di avere aiutato i dirottatori dell'11/9) che "Il servizio segreto iraniano aveva contatti con la rete al Qaeda di Osama bin Laden prima degli attentati dell'11 settembre", secondo la Reuters. Accade proprio che Zakeri pretenda che la CIA gli deve 1,2 milioni di dollari per servizi resi in qualità di doppio agente. Mullah Krekar, il capo di Ansar al-Islam, nel 2003 ha raccontato al quotidiano al-Hayat che ha avuto "un incontro con un rappresentante della CIA e qualcuno dell'esercito americano nella città di Sulaymaniya (Kurdistan iracheno) alla fine del 2000. Gli chiesero di collaborare con loro", un'offerta che Krekar disse di avere rifiutato. Osama Moustafa Hassan Nasr, alias Abu Omar, “un pericoloso terrorista che una volta tramò di uccidere il ministro degli esteri egiziano", secondo il Chicago Tribune, era una risorsa della CIA talmente apprezzata che si è ritenuto necessario rapirlo nelle strade di Milano dopo che ci aveva ripensato sul suo lavoro. E quindi vi era Muhammad Naeem Noor Khanm,  l'"ingegnere dei computer" di al Qaeda, che "divenne parte di un'operazione di provocazione organizzata dalla CIA", secondo il Washington Post.

Naturalmente, tutto questo divertente affare della CIA è casuale. Ricordate, la CIA è inefficace, persino se ha creato il terrorismo islamico (l'agenzia in realtà si vanta di questo, dice che quella dei mujahideen afgani, alias "al Qaeda", è stata finora l'operazione meglio riuscita) e che sono stati dei "fiaschi dell'intelligence" a causare l'undici settembre.