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della redattrice e rubricista senior di BAR Margaret Kimberley
I germi del fascismo infestano entrambe i partiti, prosperando
nello stesso modo tra ospiti repubblicani e democratici. Anche la
vittoria di
Barack Obama del 2008 è stata una prospettiva di vita
nuova per le guerre all'estero e lo strangolamento dei diritti
civili all'interno di
George Bush, più recentemente nell'assalto ai corpi dei
viaggiatori negli aeroporti. Il primo presidente nero governa
moltissimo come l'ultimo presidente bianco e "l'assenza
di indignazione diretta nella giusta direzione ci mette più in
pericolo ora che durante i giorni nei quali Bush occupava la Casa
Bianca".
Freedom Rider:
Il fascismo stile Obama
della redattrice e rubricista senior di BAR Margaret Kimberley
Recentemente
George W. Bush ha sollevato la sua brutta testa mentre promuoveva le
sue memorie presidenziali obbligatorie. La vista dell'uomo che ha
rubato le elezioni presidenziali del 2000 riporta a memorie molto
tristi. Bush ha occupato entrambe l'Afghanistan
e
l'Iraq, ha distrutto la democrazia haitiana e saccheggiato
l'erario per conto dei suoi amici,
gli
“have mores”. Durante gli otto anni della
sua presidenza, Bush è apparso essere la causa di tutti i problemi
del paese, un sicuro furfante nel dramma continuato.
Molti commentatori,
inclusa
me stessa,
hanno identificato l'apparato della sicurezza in
espansione e la guerra infinita con la presenza di Bush e dei
repubblicani come il partito al potere. Bush ha utilizzato gli
attacchi dell'11 settembre per riuscire a far votare misure
draconiane come il Patriot Act e la creazione del Dipartimento della Sicurezza
Interna. Ha legalizzato, con l'aiuto dei democratici al Congresso,
le intercettazioni senza mandato e il controllo dell'email.
Mentre Bush è riuscito a far emanare quasi tutte le sue
politiche, ha lasciato la carica con indici di approvazione di basso
livello e il marchio del Partito Repubblicano è caduto con lui,
assicurando una vittoria dei democratici nel 2008. Ahimè, quella
vittoria ha significato poco nel disfare le malefatte del regime
Bush e la scivolata dell'America verso uno stato fascista continua.
Bush, il vicepresidente
Dick Cheney
e compagnia erano apertamente e inequivocabilmente
fascisti nel loro intento. Cheney in particolare ha sostenuto la
guerra continua e si è personalmente arricchito attraverso i suoi
legami alla
Halliburton,
la società che ha più profittato dalla guerra.
Tuttavia l'era Bush è terminata quasi due anni fa.
Barack Obama ha vinto e i democratici hanno controllato entrambe la
Camera dei Rappresentanti e il Senato. Sotto il controllo del nostro
governo del Partito Democratico, tutti i segni di fascismo non sono
stati ridotti, sono aumentati.
Obama e compagnia utilizzano un linguaggio diverso e, se le
parole fossero l'unica prova di intento malvagio, potrebbero essere
considerati più benevoli. Nondimeno le date alle quali le truppe
americane lasceranno
Iraq
e Afghanistan vengono continuamente
posticipate e le date del ritiro sono senza senso. L'occupazione
dell'Afghanistan terminerà nel 2014,
ci viene raccontato, ma ci viene raccontato pure che ci potrebbe
volere di più.
Più vicini a casa, il risentimento creato dagli accresciuti
controlli aeroportuali sono curiosamente privi di rabbia diretta
verso l'amministrazione Obama. Queste procedure sono delle chiare
violazioni del Quarto Emendamento alla Costituzione, che protegge
contro l'irragionevole perquisizione e sequestro. Milioni di
viaggiatori devono scegliere tra ricevere dosi di radiazioni oppure
essere violati fisicamente. Il segretario della Sicurezza Interna
Janet Napolitano,
una nominata da Obama, insiste che i bambini piccoli,
gli anziani e i passeggeri con seni protesici o sacche di colostomia
vengano umiliati inutilmente e messi in pericolo mentre viaggiano.
Il presidente afferma di non avere nessuna intenzione di cambiare le
regole e da una blanda assicurazione che anche lui è frustrato, ma
in definitiva si è stretto nelle spalle e ci racconta che non si può
fare una frittata senza rompere le uova.
I repubblicani possono essere i fanatici del controllo dello
stato sul popolo, ma se i democratici hanno scelto di non
contrastarli, le differenze tra i due diventano inesistenti. E'
Barack Obama, non George W. Bush,
che ha rivendicato il diritto di assassinare cittadini, che ha
desistito su chiudere di Guantanamo e processare i sospetti dell'11
settembre in tribunali civili. La maggior parte dei democratici ha
sostenuto che Obama deve spostarsi ulteriormente a destra allo scopo
di ottenere l'appoggio degli indipendenti e per proteggere i posti
dei democratici
“blue dog” nei distretti oscillanti. Nelle recenti elezioni di
medio termine i
blue dog sono stati spazzati via perché gli
indipendenti hanno abbandonato i democratici. Gli argomenti a favore
del tradimento ormai devono essere nulli.
Programmi come
Secure Communities incrementano la probabilità che
immigranti, anche quelli senza condanne penali, possano essere
deportati.
Secure Communities
obbligano i dipartimenti di polizia locali a dividere i dati
sulle impronte digitali con l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) e
ha portato a un'ondata di deportazioni. Secondo i dati dell'ICE, il
79% degli individui deportati tramite il programma
Secure Communities dall'ottobre 2008 fino al giugno 2010 non aveva
nessuna fedina penale o è stato arrestato per piccole trasgressioni
come violazioni del traffico. L'amministrazione ha impedito ai
governi statali e locali che vogliono decidere di non partecipare a
questo programma di farlo.
Se il
programma
Secure Communities fosse stato
attuato pienamente durante l'amministrazione Bush, la maggior
parte dei democratici non avrebbe esitato a usare la parola fascismo
mentre lo condannava. Sfortunatamente l'amnesia selettiva pro Obama
continua e l'assenza di indignazione diretta nella giusta direzione
ci mette più in pericolo ora che durante i giorni nei quali Bush
occupava la Casa Bianca.
Il nostro sistema è tale che qualunque occupante dell'Ufficio
Ovale è un nemico della democrazia. La nostra sicurezza dipende da
noi stessi soli. I cambi nei partiti politici non significano nulla
o maggiore pericolo se al partito al potere viene dato credito
quando non dovrebbe essere. Può accadere qui e sta accadendo proprio
davanti ai nostri occhi.
La rubrica
Freedom Rider di
Margaret Kimberley appare settimanalmente su BAR e viene
ristampata ampiamente altrove. Mantiene anche un blog frequentemente
aggiornato a
http://freedomrider.blogspot.com. Ms. Kimberley
vive a New York City e può contattarsi
via e-Mail a Margaret.Kimberley(at)BlackAgandaReport.com.
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