Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

Il fascismo stile Obama

Martedì 23/11/2010 — Margaret Kimberley

 

della redattrice e rubricista senior di BAR Margaret Kimberley

I germi del fascismo infestano entrambe i partiti, prosperando nello stesso modo tra ospiti repubblicani e democratici. Anche la vittoria di Barack Obama del 2008 è stata una prospettiva di vita nuova per le guerre all'estero e lo strangolamento dei diritti civili all'interno di George Bush, più recentemente nell'assalto ai corpi dei viaggiatori negli aeroporti. Il primo presidente nero governa moltissimo come l'ultimo presidente bianco e "l'assenza di indignazione diretta nella giusta direzione ci mette più in pericolo ora che durante i giorni nei quali Bush occupava la Casa Bianca".

 

Freedom Rider: Il fascismo stile Obama

della redattrice e rubricista senior di BAR Margaret Kimberley

Recentemente George W. Bush ha sollevato la sua brutta testa mentre promuoveva le sue memorie presidenziali obbligatorie. La vista dell'uomo che ha rubato le elezioni presidenziali del 2000 riporta a memorie molto tristi. Bush ha occupato entrambe l'Afghanistan e l'Iraq, ha distrutto la democrazia haitiana e saccheggiato l'erario per conto dei suoi amici, gli “have mores”. Durante gli otto anni della sua presidenza, Bush è apparso essere la causa di tutti i problemi del paese, un sicuro furfante nel dramma continuato.

Molti commentatori, inclusa me stessa, hanno identificato l'apparato della sicurezza in espansione e la guerra infinita con la presenza di Bush e dei repubblicani come il partito al potere. Bush ha utilizzato gli attacchi dell'11 settembre per riuscire a far votare misure draconiane come il Patriot Act e la creazione del Dipartimento della Sicurezza Interna. Ha legalizzato, con l'aiuto dei democratici al Congresso, le intercettazioni senza mandato e il controllo dell'email.

Mentre Bush è riuscito a far emanare quasi tutte le sue politiche, ha lasciato la carica con indici di approvazione di basso livello e il marchio del Partito Repubblicano è caduto con lui, assicurando una vittoria dei democratici nel 2008. Ahimè, quella vittoria ha significato poco nel disfare le malefatte del regime Bush e la scivolata dell'America verso uno stato fascista continua.

Bush, il vicepresidente Dick Cheney e compagnia erano apertamente e inequivocabilmente fascisti nel loro intento. Cheney in particolare ha sostenuto la guerra continua e si è personalmente arricchito attraverso i suoi legami alla Halliburton, la società che ha più profittato dalla guerra.

Tuttavia l'era Bush è terminata quasi due anni fa. Barack Obama ha vinto e i democratici hanno controllato entrambe la Camera dei Rappresentanti e il Senato. Sotto il controllo del nostro governo del Partito Democratico, tutti i segni di fascismo non sono stati ridotti, sono aumentati.

Obama e compagnia utilizzano un linguaggio diverso e, se le parole fossero l'unica prova di intento malvagio, potrebbero essere considerati più benevoli. Nondimeno le date alle quali le truppe americane lasceranno Iraq e Afghanistan vengono continuamente posticipate e le date del ritiro sono senza senso. L'occupazione dell'Afghanistan terminerà nel 2014, ci viene raccontato, ma ci viene raccontato pure che ci potrebbe volere di più.

Più vicini a casa, il risentimento creato dagli accresciuti controlli aeroportuali sono curiosamente privi di rabbia diretta verso l'amministrazione Obama. Queste procedure sono delle chiare violazioni del Quarto Emendamento alla Costituzione, che protegge contro l'irragionevole perquisizione e sequestro. Milioni di viaggiatori devono scegliere tra ricevere dosi di radiazioni oppure essere violati fisicamente. Il segretario della Sicurezza Interna Janet Napolitano, una nominata da Obama, insiste che i bambini piccoli, gli anziani e i passeggeri con seni protesici o sacche di colostomia vengano umiliati inutilmente e messi in pericolo mentre viaggiano. Il presidente afferma di non avere nessuna intenzione di cambiare le regole e da una blanda assicurazione che anche lui è frustrato, ma in definitiva si è stretto nelle spalle e ci racconta che non si può fare una frittata senza rompere le uova.

I repubblicani possono essere i fanatici del controllo dello stato sul popolo, ma se i democratici hanno scelto di non contrastarli, le differenze tra i due diventano inesistenti. E' Barack Obama, non George W. Bush, che ha rivendicato il diritto di assassinare cittadini, che ha desistito su chiudere di Guantanamo e processare i sospetti dell'11 settembre in tribunali civili. La maggior parte dei democratici ha sostenuto che Obama deve spostarsi ulteriormente a destra allo scopo di ottenere l'appoggio degli indipendenti e per proteggere i posti dei democratici “blue dog” nei distretti oscillanti. Nelle recenti elezioni di medio termine i blue dog sono stati spazzati via perché gli indipendenti hanno abbandonato i democratici. Gli argomenti a favore del tradimento ormai devono essere nulli.

Programmi come Secure Communities incrementano la probabilità che immigranti, anche quelli senza condanne penali, possano essere deportati. Secure Communities obbligano i dipartimenti di polizia locali a dividere i dati sulle impronte digitali con l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) e ha portato a un'ondata di deportazioni. Secondo i dati dell'ICE, il 79% degli individui deportati tramite il programma Secure Communities dall'ottobre 2008 fino al giugno 2010 non aveva nessuna fedina penale o è stato arrestato per piccole trasgressioni come violazioni del traffico. L'amministrazione ha impedito ai governi statali e locali che vogliono decidere di non partecipare a questo programma di farlo.

Se il programma Secure Communities fosse stato attuato pienamente durante l'amministrazione Bush, la maggior parte dei democratici non avrebbe esitato a usare la parola fascismo mentre lo condannava. Sfortunatamente l'amnesia selettiva pro Obama continua e l'assenza di indignazione diretta nella giusta direzione ci mette più in pericolo ora che durante i giorni nei quali Bush occupava la Casa Bianca.

Il nostro sistema è tale che qualunque occupante dell'Ufficio Ovale è un nemico della democrazia. La nostra sicurezza dipende da noi stessi soli. I cambi nei partiti politici non significano nulla o maggiore pericolo se al partito al potere viene dato credito quando non dovrebbe essere. Può accadere qui e sta accadendo proprio davanti ai nostri occhi.

La rubrica Freedom Rider di Margaret Kimberley appare settimanalmente su BAR e viene ristampata ampiamente altrove. Mantiene anche un blog frequentemente aggiornato a http://freedomrider.blogspot.com. Ms. Kimberley vive a New York City e può contattarsi via e-Mail a Margaret.Kimberley(at)BlackAgandaReport.com.