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I servizi di spionaggio
vengono di solito suddivisi nelle seguenti aree funzionali:
. Raccolta delle informazioni;
. Analisi delle informazioni:
. Controspionaggio;
. Azioni segrete o sotto copertura.
La raccolta delle informazioni si incarica di raccogliere tutto ciò che
può essere interessante, sia segreto che pubblico, da varie fonti,
spionaggio, interrogatori, foto da satelliti ecc. Se si tratta di
spionaggio o interrogatori allora la categoria ricade sotto il nome di
HUMINT (Human intelligence). Se si tratta di mezzi tecnici, come foto
satellitari, registrazioni ecc. allora si tratta di TECHINT (Tecnical
intelligence). Infine se tratta di fonti pubbliche, non segrete, allora
si parla di OSINT (Open Source Intelligence).
L’ analisi delle informazioni si incarica di trasformare tutto il
materiale grezzo raccolto in forma utile per chi lo deve utilizzare nel
campo politico o delle varie operazioni.
Il controspionaggio ha come missione il compito di impedire ad altri di
ottenere informazioni sul proprio paese. Anzitutto c’è una fase di
prevenzione, passiva, sotto forma di misure di sicurezza che riguardano
le informazioni sensibili. Poi c’è una forma di intervento, attiva, con
la quale si cerca di scoprire quello che fanno gli agenti nemici, in
altre parole le nostre spie spiano le loro spie. In questo caso si parla
di caccia alle spie.
Infine vi sono le operazioni segrete o sotto copertura., probabilmente
le più interessanti e sinistre (chiamate anche operazioni clandestine,
operazioni in nero, Black operations). C’è chi ritiene che le operazioni
segrete, o sotto copertura, non dovrebbero fare parte dei servizi di
spionaggio e pensano che dovrebbero essere trattate differentemente,
anzi organizzate in modo separato. Altri credono invece che, siccome si
tratta di avere delle relazioni con i servizi di spionaggio e
controspionaggio, debbano continuare a restare sotto la medesima
organizzazione.
Ci sono molti tipi di operazioni segrete, non tutte violente. Per
esempio, se un governo vuole influenzare la politica di un altro paese,
può finanziare segretamente un partito di opposizione in modo che le
elezioni ne vengano influenzate. Un altro metodo è quello di utilizzare
la stampa straniera con articoli che diano una versione degli eventi,
sotto forma di propaganda, secondo i propri voleri, anche se si tratta
di cose lontane dalla verità. Oppure si possono corrompere degli editori
o i proprietari di una catena di giornali o TV in modo che pubblichino
articoli o notizie create dal proprio spionaggio per scopi di propaganda
da diffondere nel paese interessato. Si può così deformare la percezione
della pubblica opinione. Per esempio nel caso dei mercenari, invece di
chiamarli con il proprio nome, li si definiscono “contractors” (gente
sotto contratto, affidatari di un lavoro, come nel caso normale di una
ditta edile. NdT), così si fa credere che eventuali caduti mercenari
siano semplici lavoratori ingiustamente caduti vittima degli eventi.
La cosa più importante delle azioni segrete è che possono essere
disconosciute. C’è un termine che si usa: “plausibile deniability”
(disconoscimento plausibile). Quando il governo autorizza una operazione
segreta, bisogna che venga condotta in modo tale che il governo stesso
possa affermare di non saperne nulla; in altre parole bisogna fare in
modo che l’operazione non possa venire attribuita al governo che l’ha
ordinata.
Spesso sotto le operazioni segrete o di copertura, fanno parte le
operazioni di disinformazione, che sono condotte in modo tale da
discreditare l’opposizione o il nemico. Si può fare, per esempio,
mediante una azione violenta, come un attentato, però facendolo apparire
come se l’avesse fatto una altro paese o gruppo. Questo tipo di
operazioni va anche sotto il nome di “False flag” (False bandiere), e
cioè operazioni che sembrano condotte da altri paesi, anziché da chi le
ha perpretate realmente. Se tutto va bene allora la gente se la prenderà
con la parte sbagliata (il nemico) e si affiancherà, invece, con chi ha
commesso l’azione. Questo tipo di operazioni, false bandiere, o sotto
copertura, spesso vengono indicate come “Dirty Tricks” (Sporchi
trucchi).
Gli Inglesi hanno fatto regolarmente ricorso a operazioni segrete in
Irlanda, con il risultato che spesso l’IRA si è presa la colpa di
attentati che non aveva commesso, anche se, in generale, non è del tutto
innocente dei disastri che sono avvenuti. Molti sospettano che la
recente rapina avvenuta nella Northern Irish Bank sia stata
un’operazione segreta inglese avente lo scopo di dare la colpa all’IRA,
così da far credere che non stesse rispettando gli accordi del Good
Friday Agreement (Il buon accordo del venerdì, intesa raggiunta fra le
parti. NdT). Incidentalmente si fa notare che molte delle banconote
sottratte alla banca erano fuori corso, di nessun valore.
In Irak esiste l’obiettivo di mantenere il paese destabilizzato e
sull’orlo della guerra civile, in modo da far vedere che il governo, da
solo, non riesce a mantenere l’ordine e che quindi è necessaria una
presenza continua delle forze americane e inglesi. L’uomo accusato di
essere dietro quasi tutti gli attentati, Al-Zarqawi, sembra sia morto da
parecchio tempo. Poi, siccome è, (o piuttosto era), un Sunnita, gli
attentati che gli vengono addebitati contro gli Sciiti, tengono aperta
la strada della guerra civile, giustificando ulteriormente il
mantenimento sul posto delle forze americane e inglesi.
Poco tempo fa nel sud dell’Irak, a Bassora, sono stati catturati due
agenti inglesi impegnati in una operazione segreta. Erano travestiti da
arabi e avevano con sé grossi quantitativi di esplosivo. Quando la
polizia irachena ha cercato di fermarli hanno reagito uccidendo un
poliziotto e ferendone un altro. Alla fine sono stati presi e messi in
prigione. Non appena le forze inglesi hanno saputo del loro arresto
hanno mandato subito dei carri armati per liberarli. La folla è insorta
e ha attaccato i mezzi con bombe molotov. Nei telegiornali si sono
quindi visti degli innocenti soldati inglesi sotto una sassaiola mentre
saltavano fuori dai carri armati in fiamme. Il risultato è stato che il
pubblico ha solidarizzato con i soldati. Pochi però si saranno chiesto
cosa c’era effettivamente dietro quello che si vedeva. L’impressione
generale è stata di solidarietà con i “poveri” soldati inglesi
ingiustamente colpiti dall’ira della folla.
E così, cosa c’è veramente dietro gli attentati contro i Sunniti e gli
Sciiti? E’ possibile, anzi probabile, che molti siano opera degli
americani, degli inglesi, e anche degli israeliani.
Così, quando si guarda la televisione, bisogna riflettere un po’ su
quello che si vede; lo stesso quando si leggono i giornali, bisogna
cercare di leggere tra le righe, oppure ci si deve chiedere chi è
l’autore. Non sarà mica un articolo dei servizi di spionaggio? Oppure
non si tratterà mica di un giornalista al soldo dei vari servizi?
Fonte:
www.informationclearinghouse.info/
Link:
http://www.informationclearinghouse.info/article10356.htm
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