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Ordine: uccidere i reporter indipendenti  in Libia, quello che nascondono gli USA

Deborah Dupre, Human Rights Examiner

22 agosto 2011

Copyright Deborah Dupré 2011. Tutti i diritti riservati.

 

 

Ordinati gli assassini mirati dei reporter non-mainstream in Libia: i tentativi di seppellire la verità

In collegamenti con difensori dei diritti umani e giornalisti per tutto lunedì, l'Examiner ha appreso che erano turbati dalla notizia di 1.300 libici uccisi e 5.000 feriti sabato, oltre a che secondo quanto si dice gli USA hanno ordinato gli assassini mirati dei reporter di Voltaire Network, Mahdi Darius Nazemroaya e Thierry Meyssan, giornalisti non-mainstream che fanno la cronaca della guerra della NATO in Libia, mentre si spara su altri giornalisti indipendenti ed uno, Mohammed Nabbous, è stato ucciso sabato secondo ABC News. In un'intervista  alla radio KPFA, il giornalista Don DeBar ha riferito che la maggior parte delle "notizie" mainstream sulla Libia sono state false, mentre i siti di notizie alternativi riportano pesantemente ma vengono sempre più perseguitati, secondo i loro recenti rapporti.

Il reporter che poteva avere saputo troppo ucciso e quello che nascondono gli USA

"Il conflitto in Libia ha reclamato la vita di un altro giornalista. Sabato notte, un cecchino ha ucciso Mohammed Nabbous, di 28 anni residente a Bengasi e fondatore del suo primo canale di notizie TV indipendente Libya Alhurra", ha riportato lunedì Mark Colvin della ABC.

Secondo la ABC, Naboous è stato colpito mentre stava filmando gli attacchi a Bengasi,  subito dopo che il regime ha affermato che stava rispettando il cessate il fuoco.

"Potete avere ascoltato Mohammed Nabbous su questo programma venerdì quando ha riportato un attacco ad una centrale elettrica fuori Bengasi", ha scritto Colvin.

Entro giorni dai bombardamenti NATO sulla Libia, a quanto si dice Nabbous ha avuto una squadra di "cittadini reporter", che giravano dei video tutto attorno a Bengasi che lui pubblicava sul suo canale Libya Alhurra.

"Era anche una fonte importante per le reti straniere come Al Jazeera, CNN e NPR che lo intervistavano regolarmente e ritrasmettevano i suoi video. Contavamo anche sui suoi aggiornamenti video per confermare le storie che escono da Bengasi", ha dichiarato Colvin per la ABC.

Un senso di disperazione è stato espresso dai sostenitori dei diritti umani e dai giornalisti indipendenti da vari punti intorno al globo in comunicazione lunedì con l'Examiner mentre si spargeva la voce sui recenti massacri di libici della NATO, non riportati dai notiziari mainstream, e la presa di mira dei reporter indipendenti.

Lunedì, le acclamazioni riportate in alcuni angoli non sono state sentite dagli operatori dei diritti umani, quando i mainstream hanno riferito che Tripoli stava cadendo, mentre i giornalisti indipendenti dichiarano che è stato falsamente riportato dai notiziari mainstream.

"Ciò che ora è necessario da parte nostra è di non disperarsi, ma la disseminazione delle informazioni, che la NATO ha deciso è il principale terreno di battaglia", ha dichiarato il giornalista indipendente, annunciatore della radio WBAIX Don DeBar, in passato con la WBAI della NPR.

In dei contatti martedì presto DeBar ha raccontato alla Dupré che Nabbous, a differenza di quanto dipinto dalla ABC, era "chiaramente un agente USA".

"Ha fondato la versione libica di al-Hurra", ha dichiarato DeBar.

Secondo Wikipedia "Alhurra (o al-Hurra) (arabo: الحرّة‎, al-Ḥurrah [alˈħurra],[nota] 'La libera') è un canale TV via satellite con sede negli Stati Uniti, sponsorizzato dal governo USA..."

"Alla stazione è vietato trasmettersi all'interno degli USA in base al Smith-Mundt Act del 1948 riguardo alla trasmissione di propaganda". (en.wikipedia.org/wiki/Mohammed_Nabbous e http://en.wikipedia.org/wiki/Alhurra)

DeBar ha approfondito sui media di propaganda USA quando intervistato lunedì da Press TV, mostrando campioni fotografici documentati:

"Ora i russi, che conducono sorveglianza satellitare sul pianeta terra, perché si preparano da 50 anni ad un attacco nucleare a sorpresa dagli Stati Uniti, hanno dichiarato che, alle date specifiche in cui sono state delineate le accuse [a Gheddafi] che aveva attaccato il suo popolo dall'aria, qui sono le fotografie: non vi è nessun aeroplano in aria, non vi è stata affatto nessuna attività aerea eseguita. (Guardate: 'US liable for civilian deaths in Libya', Press TV, 22 agosto 2011)

"Questo non è affatto comparso sui media in occidente - compreso in programmi come Democracy Now! ed Al Jazeera che negli Stati Uniti, se riuscite a crederci, vengono presentate come reti radio progressiste", ha dichiarato a Press TV.

Ha scritto martedì DeBar: "La cronaca della situazione in Libia nel corso dei tre giorni passati, mentre inutile a chiunque cerchi di capire ciò che sta realmente accadendo in Libia, nondimeno fornisce un'occhiata interessante nel modus operandi dei media globali che ha larga applicazione per decifrare la loro cronaca su tutte le questioni che riguardano la nostra vita". (Vedi: "Media Wars - Many Mouths, One Voice: Libya Coverage Provides a Peek Behind the Curtain," Don DeBar, 23 agosto 2011)

Obiettivi i singoli reporter per assassini mirati

Il Réseau Voltaire, (Rete Voltaire), un'organizzazione internazionale noprofit di gruppi di notizie indipendenti, con sede a Parigi, lunedì tardi ha pubblicato una breve dichiarazione sui suoi due giornalisti in Libia presi di mira per l'uccisione. (Vedi anche: "Obama targeted killings lawsuit spotlights American civilians," Dupré, D. Examiner, 2 settembre 2010)

"Dall'hotel Rixos, è stato dato l'ordine da dei cosiddetti "giornalisti" degli USA di abbattere Mahdi Darius Nazemroaya e Thierry Meyssan".

La dichiarazione che sosteneva che gli individui che hanno dato gli ordini "sono stati identificati ed i loro nomi verranno pubblicati a suo tempo" è stata rilasciata in una breve newsletter del gruppo di notizie Voltaire.

Mahdi Darius Nazemroaya è un ricercatore associato del Centre for Research on Globalization e Thierry Meyssan è presidente e fondatore della Rete Voltaire e della Axis for Peace Conference.

Sia Nazemroaya che Meyssan sono trincerati all'hotel Rixos (mercoledì sono stati evacuati all'hotel Corinthia sotto la protezione della Croce Rossa, ma l'hotel si trova in territorio controllato dai "ribelli" e degli uomini armati sono entrati nei locali con vari pretesti, n.d.r.), ha riferito il gruppo di notizie Voltaire in una dichiarazione scritta.

Le minacce di assassini mirati dei giornalisti indipendenti evidenziano l'Ordine Esecutivo firmato dal presidente Obama che il Center for Constitutional Rights ha definito come "una politica di assassini extragiudiziali in base alla quale vengono aggiunti dei nomi alle "liste di omicidio" della CIA e dei militari attraverso un procedimento esecutivo segreto e restano lì per mesi alla volta.

Questa politica "chiaramente non è limitata alle minacce imminenti" aveva dichiarato nel settembre 2010 il Center for Constitutional Rights.

"Dopo gli attacchi dell'11 settembre, il Pentagono ha iniziato lo spostamento dalla sua 'strategia delle due guerre' della tarda era della Guerra Fredda, postulata sul mantenimento della capacità di condurre simultaneamente due maggiori operazioni militari  ed ha iniziato invece a concentrarsi sulla guerra irregolare contro individui e gruppi". (Enfasi aggiunta; Sharon Weinberger, Black Ops: Secret Military Technology in the Age of Terrorism, 3 agosto 2010)

Inoltre Weinberger precisa che "Il capo del Comando Operazioni Speciali USA parla di 'caccia all'uomo high-tech' mentre gli ufficiali dell'Air Force descrivono piani per serrare la 'catena degli omicidi'". (Dupré, 2 settembre 2010)

Un intervista condotta lunedì mattina presto con Mahdi Darius Nazemroaya lo mostrava di nascosto ed intrappolato a Tripoli. (Vedi l'impresso Youtube).

"Sono confinato in un luogo da dove non posso muovermi", chiaramente innervosito e che pareva stare in uno spazio molto piccolo mentre parlava, ha affermato Nazemroaya.

Ha descritto, in dettagli parzialmente vivaci, alcuni degli eventi traumatizzanti che ha visto, compresi i massacri di bambini da parte della NATO.

"Vi sono stati massicci, -- atroci, -- criminali bombardamenti" contro il popolo libico, ha riferito enfaticamente.

"L'altra notte non ho dormito a causa degli incessanti bombardamenti".

Ha chiesto come i giornalisti mainstream possano riferire su ciò che sta avvenendo fuori nelle strade quando stanno con lui nell'hotel.

Secondo Wikipedia, la Rete Voltaire:

"...ha attaccato sistematicamente le amministrazioni Bush e Sharon. Secondo la Rete, gli Stati Uniti sono una "iperpotenza", un termine forgiato dall'ex ministro Hubert Védrine e tutte le relazioni internazionali sono fortemente dipendenti dall'atteggiamento dei paesi interessati verso gli USA. Così, qualunque analisi ritorna rapidamente agli USA, che accusa di cercare di istituire un "nuovo ordine mondiale", che è l'esatta formulazione che George H.W. Bush ha utilizzato l'11 settembre 1990 davanti al Congresso nel 49° anniversario dell'inaugurazione del nuovo progetto del Pentagono".

In una email, Don DeBar della radio WBAIX, che è rimasto in collegamento regolare con diversi reporter indipendenti in Libia, ha coperto la Libia lì sul terreno nel 2009 e poi ha fatto la cronaca della guerra ai libici sin dal principio, ha concordato con Nazemroaya sui giornalisti mainstream lì.

"La maggior parte della cronaca viene fatta da dentro o da vicino all'hotel dei giornalisti", ha dichiarato DeBar.

"Al di fuori dell'ubicazione primaria i cecchini hanno sparato - e, in un caso, colpito - ai giornalisti indipendenti".

Secondo DeBar, soltanto ai reporter "impiantati con gli invasori" è stato permesso di riprendere filmati all'aperto.

Ai media libici è stata tagliata la corrente, così non sono in onda, ha affermato.

Nel suo rapporto del 23 agosto, DeBar ha scritto:

"La fabbricazione di eventi in Libia è in moto dal periodo che precede l'invasione a guida USA, compresa la narrativa che ha consentito le risoluzioni ONU 1970 e 1973 - prominenti tra queste erano le pretese che il governo libico stava conducendo una guerra aerea contro dei dimostranti, contraddetta da prove satellitari dei militari russi che dimostravano che tali attacchi non hanno affatto avuto luogo e la pretesa che dei mercenari africani sparavano sui manifestanti, che sono entrambe false e che hanno provocato omicidi razzisti di libici con caratteristiche e pelle africane da parte di bande ribelli".

Alla Press TV, DeBar ha dichiarato della guerra della NATO ai libici che "Questa è la seconda sosta per l'AFRICOM [Africa Command], il primo arresto diretto per l'AFRICOM sotto il regime di Obama.

"L'AFRICOM è venuta avanti circa due mesi prima che venisse eletto ma dopo la Costa d'Avorio - dove i francesi, l'ex potenza coloniale, hanno portato fuori dal paese  con le armi il presidente eletto - è cominciato questo episodio.

"E la Libia ha svolto - se volete credere a Nelson Mandela - la Libia ha svolto un ruolo importante nel porre fine all'apartheid in Sud Africa e Muammar Gheddafi in particolare ha svolto un ruolo importante nel fare questo. E' stata attiva nel costruire un'infrastruttura di comunicazioni ed un'infrastruttura finanziaria posseduta dall'Africa in Africa".

Hanno spacciato la Guerra di Libia come un'insurrezione popolare, quando la Libia osservava di diritti umani, diversamente dagli americani che hanno violato questi diritti

Press TV ha chiesto a DeBar, "Se il regime di Gheddafi è totalmente caduto o se cadrà, quanto è probabile che il popolo libico vada realmente più avanti verso l'indipendenza e sia un popolo più libero come dicono molti che sono stati nelle strade e dei quali oggi ne hanno mostrati alcuni? Quale è il probabile scenario nella sua prospettiva"?

DeBar ha risposto che "Il possibile scenario è il colonialismo ed il motivo per l'invasione della Libia è che la Libia era uno dei posti che organizzano contro il colonialismo nel continente africano".

Lunedì mattina presto, quando Davey D della KPFA ha intervistato DeBar sulla reale situazione sul terreno a Tripoli, DeBar ha sostenuto che la guerra alla Libia veniva spacciata come un'insurrezione popolare, ma i libici, a differenza degli americani, non hanno nessuna ragione per ribellarsi contro il loro governo. (Vedi: Don DeBar, "LIBYA: The Real Deal" Youtube.)

"Diversamente dagli americani", ha affermato, in Libia tutti posseggono una casa, un diritto umano -- come pure istruzione gratuita, assistenza sanitaria gratuita paragonabile a quella degli ospedali USA, cibo che ci si può permettere ed ampiamente disponibile -- diversamente da ciò che hanno gli americani", ha dichiarato.

DeBar ha sostenuto a Press TV:

"Il popolo della Libia, a proposito, è passato dall'essere il popolo più povero del pianeta nel 1969, secondo ogni misura oggettiva, ad avere il livello di vita più alto in Africa ed uno dei più alti livelli di vita nel mondo musulmano -- le abitazioni sono possedute dalla gente, libere da ogni mutuo, da tutti. Lì è un diritto umano in base alla legge - e l'intero sistema educativo ed assistenza sanitaria gratuita". (Trascrizione di Press TV)

A Tripoli, "sono ricominciati lunedì attorno alle 10:20 spietati bombardamenti della NATO contro certi obiettivi che i giornalisti indipendenti affermano è un massacro", secondo Voltaire.

I combattimenti sono ripresi anche attorno all'hotel Rixos, dove sono trincerati alcuni leader libici assieme ai giornalisti stranieri.

DeBar ha dichiarato che gli è stato raccontato da alcuni giornalisti bloccati nell'hotel, che sono stati in grado di chiamare qua e là per la città ai molti residenti che conoscono personalmente:

"Gli invasori sono stati in gran parte fatti tornare indietro. Sono arrivati sotto violenti attacchi aerei attraverso la città, compreso il mitragliamento a bassa quota di civili inteso a liberare le strade per l'invasione.

"Sono stati integrati da sbarchi di truppe da navi della NATO nel porto. Questa a quanto pare è stata la fonte di molte truppe del Qatar".

Tre stati hanno offerto protezione diplomatica al gruppo di reporter in Libia della Rete Voltaire, ha dichiarato l'organizzazione.

"Tuttavia, intrappolati nella città, non hanno nessun modo per raggiungere le rispettive ambasciate".

Svolta degli eventi mediatici nella tarda serata di lunedì

Lunedì, DeBar ha esortato la gente a visitare la sua pagina di Facebook, http://www.facebook.com/?ref=home#!/don.debar dove tiene una lunga catena di informazioni che necessitano di essere condivise", specialmente quelle in Libia o in contatto con gente in Libia", ha dichiarato lunedì notte.

Lunedì a tarda notte, in una drammatica svolta degli eventi, il Washington Post ha pubblicato un articolo sulle contraddizioni della cronaca.

"Le forze leali al fuggitivo leader libico Muammar Gheddafi lunedì hanno risposto contro gli attacchi dei combattenti ribelli che avevano percorso rapidamente la capitale la notte prima, costringendoli a ritirarsi da diverse posizioni strategiche ed attenuando le speranze che la battaglia di Tripoli fosse quasi finita".

"La drammatica apparizione lunedì notte del figlio di Gheddafi Saif al-Islam all'hotel Rixos, dove restano intrappolati i corpi stampa con base a Tripoli, contraddice l'asserzione dei ribelli del giorno prima che lo avevano catturato e messo in dubbio la loro pretesa di controllare l'80% della capitale".

In una email privata, DeBar ha raccontato alla Dupré che la sua intervista a Press TV è stata registrata alle 14:30 ora di New York di lunedì 22 agosto 2011.

"In quel momento, mettevo in discussione la veridicità della pretesa cattura dei figli di Gheddafi e del controllo dei ribelli della città di Tripoli. Risulta che avevo ragione".

"No, non ho la sfera di cristallo - soltanto dei buoni contatti sul terreno che non mentono o che stanno zitti quando vedono l'orrendo male che viene fatto. La NATO - vale a dire Obama per gli apologeti - ha fatto di tutto per non farvi avere queste informazioni, ma la verità verrà fuori"!

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