Le origini della guerra in Afghanistan


15 ottobre 2010


I poveri cercano sicurezza. I ricchi cercano più denaro. Ma i veri dominatori cercano potere, perché il potere da loro il controllo di *tutto* ciò che cercano gli esseri umani.


 

 

In un discorso contro la guerra tenuto a Canton, Ohio, il 16 giugno 1918, che gli costò dieci anni di prigione, il sindacalista americano Eugene Debs disse: "In poche parole questa è la guerra. La classe dominante ha sempre dichiarato le guerre; la classe sottomessa ha sempre combattuto le battaglie. La classe dominante ha avuto tutto da guadagnare e nulla da perdere, mentre la classe sottomessa non ha avuto nulla da guadagnare e tutto da perdere, specialmente la vita".

 

1. La guerra afgano-sovietica

Brzezinski istiga i sovietici

La conoscenza comune sulla guerra sovietico-afgana, che andò avanti dal 1979 fino al 1988, era che abbia avuto origine quando i sovietici invasero l'Afghanistan nel 1979 per assicurare un governo afgano amico dell'URSS. E che, in conseguenza dell'invasione, gli USA, attraverso la CIA, diedero aiuti ai mujahedeen afgani, più tardi sviluppatisi in entrambe i talebani e la fantomatica al Qaeda. Comunque come dichiarò più tardi in un'intervista nel 1998 'ex consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter all'epoca dell'invasione Zbigniew Brzezinski:

"Secondo la versione ufficiale della storia, l'aiuto della CIA ai mujahedeen iniziò durante il 1980, vale a dire dopo che l'esercito sovietico aveva invaso l'Afghanistan il 24 dicembre 1979. Ma la realtà, finora segretamente protetta, è completamente un'altra: in realtà, è stato il 3 luglio 1979 che il presidente Carter firmò la prima direttiva per l'assistenza segreta agli oppositori del regime filo-sovietico di Kabul. E, proprio quel giorno, scrissi una nota al presidente nella quale gli spiegavo che secondo la mia opinione questi aiuti avrebbero provocato un intervento militare sovietico".

Brzezinski continuò pure nel dichiarare che lui "Aumentò consapevolmente la probabilità che i sovietici avrebbero invaso" e ricordò di avere scritto a Carter nel giorno dell'invasione sovietica che "Ora abbiamo l'opportunità di dare all'URSS la sua guerra del Vietnam. Effettivamente, per quasi 10 anni, Mosca dovette continuare una guerra insostenibile per il governo, un conflitto che determinò la demoralizzazione e alla fine il crollo dell'impero sovietico". Quando gli venne chiesto delle ripercussioni di tale appoggio nel favorire la crescita del fondamentalismo islamico, Brzezinski rispose: "Cosa è più importante per la storia del mondo? I talebani o il crollo dell'impero sovietico? Alcuni musulmani agitati oppure la liberazione dell'Europa Centrale e la fine della guerra fredda"?

L'operazione CIA-ISI

Questa guerra servì alle ambizioni geopolitiche degli USA e mantenne una sfera d'influenza americana nella regione. La CIA operò nella regione attraverso i servizi segreti militari pakistani, l'Inter-Services Intelligence (ISI), che oggi sono ancora operativi e altamente controversi. Attraverso l'ISI, la CIA finanziò e armò i mujahedeen tramite la produzione e l'esportazione di eroina.

2. Creazione dei talebani

La CIA e le SAS addestrano il "nemico"

Gli USA e il Regno Unito operarono assieme attraverso la cooperazione dei rispettivi servizi segreti e dei loro gruppi delle forze speciali per creare i guerriglieri mujahedeen, mentre l'indottrinamento religioso fondamentalista veniva fornito dall'Arabia Saudita e dal Pakistan. Le SAS britanniche addestrarono i combattenti musulmani nella fabbricazione di bombe (le autobombe, invece, erano una specialità della CIA) e i capi furono addestrati a un campo della CIA in Virginia.

I talebani e i servizi segreti

A metà degli anni '90, in Afghanistan stava diventando più diffuso un oscuro gruppo noto come i talebani. Anche questi erano una creatura CIA-ISI-Arabia Saudita, che li sostennero nel prendere il controllo del paese durante la guerra civile afgana nel 1995.

Gli USA sponsorizzano i talebani

Nel giugno 2001 fu fatto l'annuncio da parte del segretario di stato USA Colin Powell che gli USA avrebbero dato al governo talebano dell'Afghanistan un regalo di $43 milioni, "che ha reso gli Stati Uniti i principali sponsor dei talebani".

Infatti,  i primi dissensi con i russi sono scoppiati quando alcuni mesi dopo l'invasione gli americani hanno tentato di allargare il governo fantoccio ai talebani "moderati", cioè sottomessi al dominio degli USA.



3.
Le vere ragioni della guerra

 

I sostenitori della teoria che gli USA hanno attaccato l'Afghanistan "a causa della condotta petrolifera afgana" devono spiegare perché l'establishment USA prese prima intraprese l'azione che rendeva impossibile costruire una condotta e quindi abbia attaccato l'Afghanistan per rendere possibile costruirne una.

Così se i talebani erano esigenti in alcuni importanti trattative sulla condotta petrolifera, perché il governo USA non ha semplicemente fatto pressione su di loro per attuare il programma?

Se gli USA avessero voluto costruire una pipeline, perché non hanno semplicemente rimosso le sanzioni imposte al regime talebano che erano ciò che impediva agli investitori di offrire il denaro per costruirla? Inoltre, per i talebani non avrebbe avuto senso essersi opposti a una condotta. Le condotte rendono molto denaro. Una pipeline avrebbe ridotto la dipendenza finanziaria dei talebani dal Pakistan, dall'Arabia Saudita e dagli USA. Erano degli estremisti ma non erano certamente degli sciocchi.

Inoltre, la teoria che gli USA siano andati in guerra perché i talebani erano intransigenti riguardo a una condotta petrolifera presuppone falsamente che i talebani fossero i governanti indipendenti dell'Afghanistan.

In realtà, i talebani erano sotto l'attivo controllo dell'esercito e dei servizi segreti pakistani ed erano finanziati anche dal Pakistan e dall'Arabia Saudita, entrambe i quali, specialmente l'Arabia Saudita, fanno parte dell'impero USA. Vi sono proprio prove consistenti che l'apparato segreto USA abbia sostenuto per lungo tempo i talebani. (Petroleum Economist, 11 febbraio 2002)

Infine, è bene ricordare che le pipeline sono vulnerabili agli attacchi e dunque fare la guerra è la cosa peggiore per costruire una pipeline. Nessuno investirà del denaro nella costruzione di una condotta in un paese sprofondato nella guerra. Le guerre sono un affare complicato. Una volta che si inizia una guerra, specialmente in un'area come l'Asia Centrale, è difficile essere certi di quando finirà. L'Afghanistan è un labirinto di terreni difficili, letteralmente e figurativamente.

Lo scopo principale degli Stati Uniti in Afghanistan non è il petrolio, ma è parte di un concetto geostrategico. Nessuno farebbe un errore simile semplicemente per cercare di ottenere petrolio, meno di tutti un paese con accesso a qualsiasi fonte di petrolio al mondo, compresi tutto il petrolio e il gas russi che desidera. Per gli USA sarebbe sufficiente investire, acquistare e pagare.

 

Il piano USA

In altre parole, piuttosto che essere interessati all'Asia Centrale "a causa del petrolio", gli USA sono interessati al petrolio "a causa dell'Asia Centrale".

Washington ha voluto prendere il controllo dell'Afghanistan fondamentalmente per due ragioni:

- accelerazione della realizzazione della sua strategia (vedi "La grande scacchiera" di Zbigniew Brzezinski) di polverizzare le ex repubbliche sovietiche nello stesso modo nel quale Washington ha polverizzato la ex Jugoslavia e completare l'accerchiamento di Russia e Cina;

- ripristinare la coltivazione dell'oppio e la produzione di eroina su larga scala e assicurare le rotte del narcotraffico attraverso l'Asia Centrale verso l'Europa Occidentale e gli Stati Uniti e per utilizzare le droghe come un'arma geopolitica contro i rivali, specialmente la Russia.

Washington ha ordinato all'Arabia Saudita e al Pakistan di finanziare i talebani di modo che i talebani potessero assolvere a un compito: consolidare il controllo sull'Afghanistan e da lì muoversi per destabilizzare le ex repubbliche sovietiche dell'Asia Centrale alle sue frontiere. Ma i talebani hanno fallito. Non hanno sconfitto l'Alleanza del Nord sostenuta dalla Russia, che era già presente in Afghanistan..

Invece di sovvertire l'Asia Centrale in modo efficiente, si sono appagati facendo saltare in aria statue di Buddha e terrorizzando la gente che deviava dall'interpretazione super repressiva di Islam dei talebani.

L'inefficienza dei talebani è risultata anche nel fatto che la Russia e la Cina con altre repubbliche centroasiatiche hanno intrapreso passi indipendenti che possono mettere in discussione il ruolo egemonico degli USA, come la costituzione del Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO), un'alleanza militare per affrontare il terrorismo, cioè la minaccia fondamentalista islamica fabbricata a Washington.

Difatti, sebbene il tasso di diserzione nell'esercito fantoccio afgano sia del 65%, migliaia di ex soldati talebani sono stati arruolati fin da subito dopo l'invasione nel nuovo esercito afgano. L'idea degli americani è di formare un esercito terrorista fondamentalista islamico sul modello dell'UCK albanese in Kosovo e costruire una forza d'attacco militare USA permanente con una serie di basi aeree permanenti attraverso l'Afghanistan.

E' sufficiente osservare una carta geografica per comprendere l'importanza strategica dell'Afghanistan: come all'epoca del "Grande Gioco", si trova all'incrocio tra India, Russia e Cina. Per gli USA è estremamente importante separare la prima dalle ultime due e procedere, come sta avvenendo attualmente, con l'installazione di basi missilistiche e radar attorno al perimetro di queste.

Riguardo alla produzione di oppio, questa nel 2001 si era ridotta a meno di 74 tonnellate annue, poiché, alla data dell'invasione i talebani, in ottemperanza alle risoluzioni dell'ONU, avevano quasi completamente sradicato la coltivazione del papavero. Negli ultimi anni il volume totale della produzione di oppio ha sfondato il muro delle ottomila. Le basi della NATO sono letteralmente circondate da coltivazioni di papavero da oppio e la stessa ONU ritiene che il principale narcotrafficante del paese sia la famiglia del presidente Hamid Karzai.

Come sempre dunque, vale anche per l'Afghanistan dove intervengono gli USA prospera il narcotraffico. Questo perché i profitti dello stesso vengono realizzati soprattutto dalle megabanche di Wall Street e, durante l'attuale crisi, hanno contribuito non poco a coprire, almeno in parte, i colossali buchi di bilancio delle istituzioni finanziarie occidentali.




4.
Il piano per l'invasione anteriore all'11/9

I piani per la guerra in Afghanistan

 

Persino prima della presidenza Bush, nel dicembre del 2000, il Washington Post riferiva su come gli USA stavano iniziando a allearsi con le autorità russe nel "chiedere un'azione militare contro l'Afghanistan". Nel marzo del 2001 venne riportato che l'India si era unita a USA, Russia e Iran nello sforzo di rimpiazzare militarmente il governo talebano afgano. Inoltre, il Tagikistan e l'Uzbekistan dovevano essere utilizzati come basi per lanciare incursioni sull'Afghanistan contro i talebani. Nella primavera del 2001, i militari USA contemplarono e esaminarono con simulazioni uno scontro militare nell'intero scenario di un attacco USA all'Afghanistan, che divenne il piano operativo per la guerra.

Guerra per metà ottobre

Nell'estate del 2001, da incontri top secret in luglio trapelarono informazioni ai talebani che il regime Bush stava programmando di lanciare un'operazione militare contro i talebani per sostituire il governo. Esisteva sulla carta un piano contingente per attaccare l'Afghanistan da nord per la fine dell'estate.

Un ex diplomatico pakistano ha raccontato alla BBC che gli USA stavano pianificando un'azione militare contro Osama bin Laden e i talebani prima degli attacchi dell'11/9. A Niaz Naik, ex segretario agli esteri pakistano, "a metà luglio venne rivelato da alti funzionari americani che l'azione militare contro l'Afghanistan sarebbe andata avanti per la metà di ottobre". L'invasione ebbe luogo il 7 ottobre 2001. A Naik fu raccontato di questa informazione a un incontro riservato sponsorizzato dall'ONU che si tenne nel luglio del 2001 a Berlino, con funzionari da USA, Russia e molti paesi dell'Asia Centrale. Dichiarò inoltre che gli USA avrebbero lanciato l'operazione dalle loro basi in Tagikistan "dove già si trovavano dei consiglieri americani".

Riassumendo, vi sono quindi numerose prove che la coalizione anti-talibana si sia formata molto prima dell'11/9 e che i piani d'attacco fossero già pronti:

- Afghanistan Land Mine - Washington Post - 19 dicembre 2000

- India Joined US led plan against Afghanistan in March 2001 - Jane's Defense - 15 marzo 2001

- India in anti-Taliban military plan - India Reacts - 26 giugno 2001

- US 'planned attack on Taleban' - BBC - 18 settembre 2001



I piani sulla carta e sulla scrivania del presidente

 

La MSNBC ha riportato che "Si attendeva che il presidente Bush firmasse i piani dettagliati per una guerra in tutto il mondo contro al Qaeda due giorni prima dell'11 settembre", e che "Il piano si occupava di tutti gli aspetti di una guerra contro al Qaeda, che si estende dalle iniziative diplomatiche alle operazioni militari in Afghanistan". Tratteggiava "essenzialmente lo stesso" piano di guerra che è stato messo in atto in seguito agli attacchi dell'11/9. Il documento della Sicurezza Nazionale è stato presentato anche a Condoleezza Rice prima degli attacchi e comprendeva piani per attaccare i talebani e rimuoverli dal potere  in Afghanistan.

Infine, anche secondo il giornalista Bob Woodward, il 10 settembre 2001 il piano d'attacco si trovava già sulla scrivania di Bush.

L'ex primo ministro britannico Tony Blair dichiarò che "Ad essere sinceri su questo, non vi era nessuna maniera nella quale potevamo ottenere il consenso dell'opinione pubblica per avere improvvisamente lanciato una campagna sull'Afghanistan se non fosse stato per ciò che avvenne l'11 settembre".

5. Conclusioni e prospettive

La guerra all'Afghanistan è stata sferrata il 7 ottobre 2001. Un'operazione di questa dimensione non poteva essere pianificata e eseguita entro tre settimane, come siamo portati a credere. I piani e le preparazioni erano in posizione nell'anno precedente l'invasione. Gli eventi dell'11/9 procurarono semplicemente il punto d'avvio per metterli in atto.
Dopo nove anni la guerra, che finora ha causato, tra morti violente e non violente, la morte di 4,9 milioni di afgani e cioè un autentico genocidio, continua e diventa sempre più feroce e cruenta. Nonostante gli sforzi propagandistici su "exit strategy", inesistenti trattative e ritiri programmati, da quanto sopra è chiaro che gli USA non lasceranno mai l'Afghanistan. E con loro resteranno i satelliti della NATO, che vi sono stati coinvolti unicamente per tenere unita l'organizzazione e lucrare dalle briciole dei profitti di guerra e, al contrario, probabilmente la guerra sarà estesa al Pakistan.

L'unica cosa che può far terminare la guerra è la vittoria della resistenza afgana che, diversamente dal quadro dipinto dai mass media controllati, tutti arruolati nello sforzo bellico, non è alimentata dalla fedeltà ideologica ai talebani. Di fatto, il grosso degli insorti non combatte per la bandiera bianca dei talebani, ma piuttosto contro la presenza di soldati stranieri e di tributi imposti da un governo non rappresentativo a Kabul.

Soltanto la resistenza dei popoli, sia di quello afgano che di quelli dei paesi aggressori, può porre fine alla guerra perché, parafrasando Martin Luther King, Jr., "la lotta di liberazione del popolo afgano contro l'aggressione e la lotta per i diritti e la giustizia sociale qui da noi sono la stessa lotta".

Non vi è alcuna speranza che i politici o addirittura i governanti possano far cessare la guerra: sono tutti in qualche modo al servizio dell'oligarchia della classe dominante che ha il proprio fulcro a Washington e, anzi, considerando la situazione economica in rapido deterioramento, c'è da aspettarsi un aggravamento della situazione, come la storia e l'economia insegnano.

I segnali di questo sono ovunque, per chi sappia vedere e non si lasci addomesticare dai media corporativi e dalle loro tecniche di guerra psicologica.

 

Il mondo si trova a un incrocio pericoloso: si è aperta una Nuova Guerra Fredda predicata sulla "guerra preventiva". Un esempio di questo è lo "scudo missilistico globale" basato sulla nozione di un "attacco a sorpresa riuscito" contro la Russia e la Cina. Viene considerato dagli analisti strategici USA come un mezzo per portare Mosca e Pechino a accettare l'egemonia USA-NATO negli affari militari, come pure un ruolo subordinato nell'economia globale del mondo capitalista.

La "Guerra Globale al Terrorismo", sferrata come conseguenza degli attacchi dell'11/9/2001, viene presentata come uno "scontro di civiltà", una guerra tra valori e religioni in competizione, quando in realtà è un'autentica guerra di conquista, guidata dagli interessi strategici e economici degli USA e dei loro satelliti. Questa costruisce l'opinione generale che gli Stati Uniti e l'occidente siano attaccati da dei terroristi e offusca ciò che è equivalente a un programma militare guidato dal profitto che serve in via principale direttamente gli interessi di Wall Street, delle gigantesche compagnie petrolifere e del complesso militare industriale USA.

 

Letture consigliate:

La distruzione dell'Afghanistan

Terrorismo delle autorità statunitensi e Pakistan

La Jihad amerikana in Europa

 

 

Freebooter 2010