
Operazione Gladio
e "Guerra al terrorismo"
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Vi sono ottime ragioni per ritenere che l'Operazione Gladio sia tuttora in corso, sotto il nome di Operazione Al Qaeda, con la stessa centrale operativa, gli stessi agenti e gli stessi obiettivi. |
MARTEDI' 16 MAGGIO 2006
Bombe di Londra del 7/7, Gladio e massoni
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"I collegamenti tra Gladio, i capi dei servizi
segreti italiani e la famigerata loggia massonica P2 sono
molteplici. I capi di tutti e tre i servizi segreti - i generali
Santovito (SISMI), Grassini (SISDE) e Cellosi (CESIS)
- erano membri della loggia". - The Guardian, 5 12 1990. I più importanti poliziotti, politici e giornalisti stanno mantenendo il silenzio sulle vere ragioni delle bombe di Londra? Sono queste importanti persone tutti massoni?
Vi era, nel passato abbastanza
recente, una organizzazione segreta che esegue atti di terrorismo in
Europa?
La P2 era una loggia massonica
fascista. I suoi membri erano tutti importanti ufficiali delle forze
armate, leader politici, industriali, banchieri e diplomatici
italiani. La P2 era un governo dentro al governo. L'edizione del luglio 1981 di The Middle East International Journal affermò che la P2 aveva stretti collegamenti con Israele ed il Mossad. Persone importanti che secondo quanto si dice erano in contatto con la P2 erano Henry Kissinger, Edmond de Rothschild e David Rockefeller. In 'The Pope, The Mafia and Agca', il giornalista turco Ugur Mumcu scrisse: "Henry Kissinger è un membro della loggia di Monte Carlo, che è il "consiglio di amministrazione" della P2, nota anche come la Commissione di Monte Carlo. Tutti i membri di questa loggia sono Gran Maestri e massoni del 33° grado".
L'ex agente del Mossad
Victor Ostrovsky in 'The Other Side of
Deception',1994, scrisse che Licio Gelli, Gran Maestro della P2, era
l'alleato del Mossad in Italia e che Gelli aveva pure una stretta
relazione con il gruppo di Gladio. Secondo Ostrovsky, il Mossad
utilizzava questa alleanza Gelli-Gladio per i suoi traffici di armi
con l'Italia negli anni '80. 'POSSO dire che il capo dei servizi segreti ha escluso ripetutamente ed in modo inequivocabile l'esistenza di un'organizzazione segreta di ogni tipo e dimensione", disse nel 1974 Giulio Andreotti, Ministro della Difesa italiano, in una inchiesta giudiziaria sulla presunta esistenza di un esercito di stato segreto. Quattro anni dopo, la scena si è ripetuta di fronte ai giudici che investigavano su un attentato fascista a Milano. Comunque, lo scorso mese Andreotti - ora Primo Ministro - ha confermato che la ora infame organizzazione Gladio era realmente esistita dal 1958, con il benestare delle autorità politiche, come una "rete clandestina" paramilitare.... La saga di Gladio è risultata da due fonti insoddisfatte della spiegazione di Andreotti del 1974. La prima era un gruppo di giudici che esaminavano delle lettere scoperte a Milano in ottobre nelle quali il leader assassinato della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, diceva di temere un'organizzazione nell'ombra, che, a fianco di "altri servizi segreti occidentali ... potrebbe essere implicata nella destabilizzazione del nostro paese". Le sue parole sono state considerate per indicare la "Strategia della tensione" degli anni '70, crimini violenti e solitamente ispirati dai fascisti intesi a giustificare un accresciuto potere dello stato e ad isolare la sinistra. Nel frattempo, a Venezia due giudici stavano indagando uno di tali crimini - l'assassinio di tre carabinieri con un'autobomba fascista a Peteano nel 1972. Felice Casson e Carlo Mastelloni erano incappati in Gladio. Testimonianze raccolte dai due e dalla Commissione sul terrorismo a Roma, e da inchieste del Guardian, indicavano che Gladio era coinvolta in attività che non si conciliano con il racconto di Andreotti. I collegamenti tra Gladio, i capi dei servizi segreti italiani e la famigerata loggia massonica P2 sono molteplici. I capi di tutti e tre i servizi segreti - i generali Santovito (SISMI), Grassini (SISDE) e Cellosi (CESIS) - erano membri della loggia. Nell'anno in cui Andreotti negava l'esistenza di Gladio, il tesoriere della P2, il generale Siro Rosetti, diede una generosa descrizione di "una struttura di sicurezza segreta formata da civili, parallela alle forze armate". Vi sono anche sovrapposizioni tra il personale superiore di Gladio ed il comitato di militari, la Rosa dei Venti, che tentarono di organizzare un colpo di stato nel 1970. Una nota di istruzioni del 1° giugno 1959 rivela che Gladio è stata formata attorno alla "sovversione interna". Doveva giocare "un ruolo determinante...non soltanto al livello della politica generale di guerra, ma anche nella politica di emergenza..." L'opinione ora emergente è di una ragnatela Gladio formata da gruppi semi-autonomi che - sebbene responsabili verso i loro capi dei servizi segreti ed in definitiva al comando NATO-CIA - potevano avviare loro stessi quelle che consideravano come operazioni anticomuniste, avendo bisogno solamente di approvazione e finanziamenti dall'esistente colonna "ufficiale" di Gladio. Il generale Pietro Corona, capo dell'Ufficio "R" nel 1969-70, ha raccontato all'inchiesta di Venezia di "una rete clandestina alternativa, parallela a Gladio, che conosceva i depositi di armi ed esplosivi e che vi aveva accesso". Il generaleNino Lugaresi, capo del SISMI nel 1981-84, ha testimoniato dell'esistenza di una "Super Gladio" di 800 uomini responsabile per l'"intervento interno" contro obiettivi politici domestici. I giudici veneziani identificarono due depositi di armi ai quali si riferiva Andreotti. Uno, nascosto sotto un cimitero vicino a Verona, contiene 18 pacchi da 453 grammi del potente esplosivo al plastico C4, la scorsa settimana ufficialmente confermato sia stato utilizzato a Peteano. Il gen. Serravalle ha testimoniato di irregolarità in un altro deposito, vicino a Trieste. Lì, dice, Gladio aveva registrato sette contenitori di C4. Quando i carabinieri scovarono l'arsenale nel febbraio del 1972 - due mesi prima dell'attentato di Peteano lì vicino - vi erano rimasti solamente quattro contenitori, tre erano stati inspiegabilmente rimossi. Una straordinaria testimonianza rimane nel labirinto di documenti che circondano la "Strategia della tensione". Vincenzo Vinciguerra, membro del gruppo fascista Avanguardia Nazionale, sta scontando l'ergastolo per la sua partecipazione all'attentato di Peteano. Nel 1984, interrogato dai giudici che indagavano sull'attentato alla stazione di Bologna del 1980 nel quale furono uccise 82 persone e per il quale sono stati condannati due agenti dei servizi segreti, disse: "Con il massacro di Peteano, e con tutti quelli che seguirono, ora dovrebbe essere chiara la consapevolezza che è esistita una vera struttura attiva, occulta e segreta, con la capacità di dare una direzione strategica ai crimini". "Esiste in Italia una forza segreta parallela alle forze armate, composta di civili e militari... Una organizzazione segreta, una super-organizzazione con una rete di comunicazione, armi ed esplosivi, e uomini addestrati ad usarli..."
Vinciguerra, ha fatto ora al
Guardian questa dichiarazione: "La linea terrorista era seguita da
gente mascherata, gente che appartiene all'apparato di sicurezza o
da quelli collegati all'apparato statale attraverso contatti o
collaborazione. Sostengo che ogni singolo crimine che è accaduto dal
1969 si inseriva in una singola, organizzata matrice...
Avanguardia Nazionale, come Ordine Nuovo (il principale gruppo
terrorista di destra attivo negli anni '70), veniva mobilitato ...
dall'interno stesso dello stato e specificamente da entro l'ambito
delle relazioni dello stato all'interno dell'Alleanza Atlantica". posted by aangirfan
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sabato 25 febbraio 2006
Operazione Gladio: il modello
per la Guerra al terrorismo
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Il seguente è un estratto da:
Operation
Gladio: Template for the War on Terror
(Gli anarchici scoprirono che le
azioni terroristiche hanno l'effetto di rafforzare lo stato, non di
indebolirlo. Anche i governi se ne accorsero). Diversamente dalla maggioranza delle operazioni sospettate false flag, essa è estremamente ben documentata perciò può servire corso accelerato nello studio del terrorismo di stato. Come descriverò in seguito, vi sono delle straordinarie similarità tra Gladio e la "Guerra al terrorismo", non ultimo il fatto che molti neocon - politici di vertice ora al timone della corazzata Amerika (per esempio Kissinger) – fossero effettivamente coinvolti nella cospirazione.
Una nota in più sugli anarchici
ed il terrorismo: circa un anno fa mi capitò di leggere tra le
notizie della sera di una presunta lettera bomba spedita al capo
della UE. Secondo il rapporto, gli "anarchici" erano i sospetti
colpevoli. Non veniva resa disponibile nessuna informazione sul
perché delle persone di fede anarchica dovevano essere ritenute
responsabili. Se fingiamo, come fa la maggioranza dei prominenti intellettuali e giornalisti di "sinistra", che le operazioni false flag non esistano, ci predisponiamo soltanto per un'altra catastrofe. Non possiamo permetterci di continuare a mettere la testa sotto la sabbia.
Dunque, quando l'anarchico bin
Laden decide di far saltare in aria qualcosa e porre il resto di noi
al centro dell'interesse, ricordate la parola
“Gladio”. Prima vennero per i musulmani... "Mentre si celebra il 50° anniversario della fine della guerra, alcune sgradevoli verità saranno sepolte ulteriormente sotto il mito del "trionfo della libertà e della democrazia" sul fascismo. Perché se il fascismo stesso era il grande male che doveva essere fermato ad ogni costo, come possiamo spiegare il totale insuccesso dei governi britannico, francese ed americano nel fare qualcosa circa la guerra di Spagna dal 1936 al 1939, quando le forze fasciste di Franco, apertamente sostenute con armi e truppe da Hitler e Mussolini, distrussero il governo repubblicano "democraticamente eletto"? La risposta non è difficile da trovare. Per il capitalismo occidentale il vero nemico non era il fascismo ma la rivoluzione popolare inaugurata dalla classe lavoratrice spagnola". "...Infatti, l'"Operazione Sheepskin” in Grecia, citata in relazione al colpo di stato del 1967, non era che una parte della rete “Stay Behind” estesa a tutta l'Europa, costituita dai britannici e dagli americani. Apparentemente questa rete esisteva per fornire il nucleo di un esercito guerrigliero per continuare a combattere dopo un'invasione sovietica, utilizzando armi ed esplosivi che erano già stati nascosti. Comunque, le prove lasciano pochi dubbi che questa rete avesse anche l'intenzione di resistere alla "sovversione interna". "La rete Stay Behind venne concepita dagli Stati Maggiori riuniti USA e messa in opera nel 1948 dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale che per gestirla costituì l'Ufficio di Coordinamento politico, con personale e finanziamenti della CIA. In definitiva, il coordinamento della rete ebbe luogo sotto gli auspici della NATO. Impegnava in ogni paese personale dei servizi di sicurezza "ufficiali" e riceveva finanziamenti clandestini dall'industria e dallo stato. In realtà, il finanziamento ed il sostegno di tali gruppi era uno dei compiti principali della CIA appena formata. Comunque, i membri della rete erano reclutati principalmente tra la popolazione civile, particolarmente "ex fascisti" ed altri le cui credenziali "anticomuniste" erano indiscutibili". "L'esistenza della rete Stay Behind non era materia a conoscenza da parte del pubblico. Comunque, le attività della branca italiana - nome in codice Operazione Gladio - vennero rivelate da una serie di indagini giudiziarie, particolarmente tra il 1990 ed il 1992". "L'Operazione Gladio fu avviata nel 1958 con l'aiuto dell'intelligence britannico e della CIA, con finanziamenti di questa ultima. L'assistenza continuò, con le unità di Gladio che all'inizio degli anni '70 venivano addestrate e da istruttori USA in una base militare nelle Isole Canarie dal 1966 a metà degli anni '70. Gladio era controllata dall'"Ufficio R" dei servizi segreti italiani. Aveva forti collegamenti con la P2, una loggia massonica fascista composta dalla maggior parte degli alti gradi militari, leader politici, industriali, banchieri e diplomatici italiani. La P2 è stata descritta come costituente efficacemente un governo parallelo di destra in Italia. In aggiunta, Gladio divenne un punto focale per i membri fascisti della "Stella Marina", un gruppo di veterani costituito dopo la II Guerra Mondiale e doveva utilizzare altri gruppi fascisti negli anni '70 e '80".
"Infatti, Gladio è stata
profondamente coinvolta nella cosiddetta "strategia della tensione,
alla fine degli anni '60 e nei '70. Lo scopo della strategia,
della quale la tattica principale erano "violenze terroristiche"
eseguite da fascisti, era di spargere il panico e la tensione ed
attaccare direttamente la sinistra e provocarla ad una risposta
armata, che avrebbero entrambe giustificato un aumentato potere
dello stato sotto il pretesto di una "emergenza nazionale" e
l'isolamento della sinistra dal sostegno popolare. Il generale
Gerardo Serravalle, capo dell'"Ufficio R" nel periodo
1971-1974, rivelò che ad una riunione di Gladio nel 1972 almeno metà
degli alti gradi "avevano l'idea di attaccare i comunisti prima di
una invasione. Si stavano preparando alla guerra civile". "La P2 di Gelli ed elementi all'interno del Vaticano (come padre Krujoslav Dragonovic, un prete cattolico croato — uno dei molti che avevano collaborato con la CIA per portare fuori dalla Germania i criminali di guerra nazisti attraverso le loro Rat Lines), operando insieme alla CIA, si schierò con questi criminali, poliziotti corrotti ed alti funzionari governativi per screditare la sinistra emergente e preparare un colpo di stato fascista. "Il timore del Vaticano era chiaro: il comunismo poneva una minaccia alla sua forza religiosa, politica ed economica". "Nell'interesse della democrazia, la mafia arruolò come suo agente Salvatore Giuliano. Lui e suo cugino Gaspare Pisciotta guidarono i loro uomini a Portella della Ginestra. Senza scrupoli, spararono ed uccisero dozzine di persone e ne ferirono più di altre cinquanta. Furono tenute nuove elezioni ed il partito della Democrazia Cristiana ottenne una strepitosa vittoria. Più tardi, per ordine della mafia, Pisciotta assassinò Salvatore Giuliano. Al suo processo, Gaspare Pisciotta disse del massacro: "Eravamo una entità unica: banditi, polizia e Mafia, come Padre, Figlio e Spirito Santo". "Gli obiettivi segreti di Gladio erano di spargere il panico e la tensione attraverso l'attuazione di "violenze terroristiche" ed anche di attaccare direttamente la sinistra nel tentativo di provocarla ad una risposta armata. Lo scopo di questa strategia era di demonizzare la sinistra ed isolarla dal sostegno popolare, mentre si forniva una scusa per limitare i diritti civili. Come spiegava un memorandum del 1969 dell'Aginter Press, un gruppo fascista di facciata: "E' nostra opinione che la prima fase dell'attività politica dovrebbe essere creare le condizioni che favoriscano l'installazione del caos in tutte le strutture del regime. Ciò dovrebbe necessariamente iniziare con l'indebolire l'economia dello stato e così arrivare alla confusione attraverso l'intero apparato legale. Questo porta ad una situazione di forte tensione politica, paura nel mondo dell'industria ed ostilità verso il governo ed i partiti politici.... Dal nostro punto di vista la prima mossa che dovremmo fare è distruggere la struttura dello stato democratico, sotto la copertura di attività comunista e filo-cinese".
"Inoltre, abbiamo gente che ha
infiltrato questi gruppi ed ovviamente dovremo adeguare le nostre
azioni alle norme dell'ambiente
— propaganda ed azione di un tipo che sembrerà
provenire dai nostri avversari comunisti e pressione indotta a
spingere sulle persone investite del potere ad ogni livello. Questo
creerà un sentimento di ostilità verso coloro che minacciano il
popolo di qualsiasi nazione ed allo stesso tempo dobbiamo erigerci a
difensori dei cittadini contro la disintegrazione portata dal
terrorismo e dalla sovversione....". "L'introduzione di elementi provocatori nei circoli della sinistra rivoluzionaria è meramente un riflesso del desiderio di spingere questa instabile situazione al punto di rottura e creare un clima di caos...". "Uno dei primi avvenimenti accelerati da Gladio è stato l'attentato del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano. L'attentato uccise 16 persone e ferito 88. La polizia arrestò immediatamente ed incolpò degli anarchici. Un leader anarchico, Giuseppe Pinelli, prese letteralmente la colpa dell'attentato, quando la polizia lo gettò dalla finestra della locale questura". "In aggiunta a ciò, il Procuratore Generale della Repubblica, De Peppo, ordinò che una bomba inesplosa trovata tra i rottami fosse fatta detonare immediatamente. Come in Oklahoma, la distruzione di questa prova rovinò l'unica migliore possibilità di scoprire i veri responsabili del mortale attentato". "Nondimeno, alla fine la polizia scoprì i veri responsabili — due fascisti: Franco Freda e Giovanni Ventura. Sembra che Ventura fosse in stretto contatto con Guido Giannettini del SID (parte dei servizi segreti), che era un fervente sostenitore dell'MSI. Il processo a Ventura e Freda fu ritardato per 12 anni, quando alla fine furono condannati all'ergastolo, solamente per essere assolti in appello". "Inoltre degli ex agenti di Gladio attribuirono l'attentato di Piazza Fontana del 1969, quello del 1974 ed il successivo attentato di Bologna del 1980, che risultarono in più di 113 morti e 185 feriti, alla P2. Questi attentati comprendevano il coinvolgimento della mafia nel rapimento ed uccisione da parte delle Brigate Rosse del Primo Ministro italiano Aldo Moro nel 1978. L'organizzazione P2 fu anche sospettata dell'assassinio nel 1976 del magistrato italiano Vittorio Occorsio. Occorsio all'epoca stava indagando i collegamenti della P2 con organizzazioni neonaziste. La sua morte pose convenientemente termine ad ogni ulteriore indagine. "Questa "strategia della tensione", organizzata attorno ad una brutale campagna di terrore ed assassinio, risultò nella morte di centinaia di persone durante i decenni '70 e '80. L'ondata di terrore portò a gravi limitazioni dei diritti civili, con la legge del 1975 che limitava l'attività di campagne popolari e la discussione politica radicale. Molte persone furono imprigionate in base alla legislazione "antiterrorismo" (suona familiare?) oppure espulse dal paese". "Quando la sinistra (le Brigate Rosse) ricorsero alla lotta armata per difendersi, questo rafforzò soltanto la posizione di Gladio/P2. Le Brigate Rosse, che erano state sistematicamente infiltrate dai servizi segreti, venivano ripetutamente incolpate per attentati, mentre servivano inconsapevolmente l'agenda dell'establishment della P2 fascista". (V. art. I "buchi neri" delle BR, ndr) "Un indimenticabile esempio di questa ondata di terrore è stato l'attentato alla stazione ferroviaria di Bologna nel 1980, che uccise 80 persone e ne ferì più di 160 persone. Mentre secondo quanto riferito diretto dai membri della P2 Stefano Delle Chiaie e Licio Gelli, dell'attentato furono incolpate le Brigate Rosse per screditare il Partito Comunista italiano. Secondo lo scrittore Steve Mizrach:
"Alcuni analisti politici italiani ritengono che la
P2 e “Ordine Nuovo” possano avere cooperato con la CIA [per far
saltare la stazione ferroviaria].... Vi sono chiaramente dei circoli
sovrapposti di appartenenza tra la P2, la CIA ed i Cavalieri di
Malta, un "ordine militare sovrano discendente dai Cavalieri di S.
Giovanni-Ospedalieri" e tra i cui iscritti negli USA sono inclusi
Bill Casey, Alexander Haig e Prescott Bush [e secondo voci George
Bush]”. "Mentre i fascisti davano l'avvio ad un'ondata di attentati e sparatorie, in Italia i diritti civili iniziavano ad essere gravemente ridotti, con una legge del 1975 che limitava l'attività di campagne popolari e la discussione politica radicale. Molte persone furono imprigionate in base alla legislazione "antiterrorismo" oppure espulse dal paese. Come ci si aspettava, la sinistra, nella forma delle Brigate Rosse, ricorse alla lotta armata per difendersi da questo assalto. Ciò semplicemente rafforzò la mano della Gladio / P2 – le Brigate Rosse vennero incolpate delle violenze fasciste, sistematicamente infiltrate dai servizi segreti ed utilizzate per eseguire azioni che sostenevano l'agenda segreta". "Gladio venne "ufficialmente sciolta" dal governo italiano nel dicembre del 1990 dopo che la storia venne fuori. Il 29 gennaio 1992 fu ufficialmente dichiarata da una commissione parlamentare italiana sul terrorismo l'essere stata una "banda armata" clandestina ed illegale impegnata nella sovversione".
"Le rivelazioni del 1990 in
Italia ebbero un più vasto impatto. Dopo tutto, Gladio era
semplicemente la branca italiana di una rete estesa a tutta
l'Europa. I governi belga, francese, olandese, greco e tedesco
riconobbero tutti ufficialmente che avevano preso parte alla rete
NATO clandestina, con il primo ministro belga che rivelò che
recentemente, nell'ottobre del 1990, si era tenuta una riunione a
livello europeo della rete. Naturalmente, i rispettivi governi si
affannarono a negare che la rete fosse stata intesa per qualsiasi
altro motivo che la guerra di guerriglia sostenibile post invasione.
L'intervento nella politica interna poteva essere solamente opera di
"incontrollabili" che seguivano una loro agenda". "Questa "strategia della tensione" orchestrata clandestinamente si sarebbe ripetuta in Belgio a metà degli anni '80, in una bizzarra serie di uccisioni chiamata "Massacri del supermarket", nella quale dei pistoleri incappucciati entravano in supermercati affollati e cominciavano a sparare intorno. Più tardi si scoprì che i massacri, organizzati da un gruppo chiamatosi i "Sicari del Brabante", erano collegati all'unità di Gladio in Belgio". "I massacri del supermarket avvennero durante il periodo nel quale gli USA premevano per un piano per piazzare gli Euromissili (missili da crociera nucleari) in diversi paesi europei. Il piano portò a enormi manifestazioni in Europa, con alcuni paesi che minacciavano di rompere le fila della NATO. Il Belgio era uno di quei paesi. Il Parlamento belga, che indagò sugli episodi, si rese conto che erano un altro tentativo di seminare confusione e paura tra la popolazione, provocando perciò la pubblica indignazione che portasse ad un governo di legge ed ordine che sarebbe stato disponibile agli Euromissili".
"La prova emerse quando fu
arrestato, con una delle armi degli omicidi, un ex gendarme,
Madani Bouhouche, che operava per la sicurezza di
stato ed era un membro del gruppo paramilitare neonazista Westland
New Post (WNP). Il giorno successivo, l'amico di Bouhouche e come
lui militante di destra Jean Bultot fuggì in Paraguay (un popolare
luogo di riposo per nazisti). Mentre era in Paraguay, Bultot ammise
con il giornalista belga René Haquin che le uccisioni erano una
operazione di destabilizzazione dei servizi di sicurezza con la
partecipazione governativa a tutti i livelli". (Per
l'Italia, v.artt. I
poliziotti della "Uno bianca", ndr) posted by aangirfan
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