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Un anno dall'inaugurazione di Obama

20 gennaio 2010

 

Un anno fa oggi, il 20 gennaio 2009, Barack Obama ha prestato giuramento come 44° presidente degli Stati Uniti. L'evento fu salutato con entusiasmo negli USA, come pure in Europa, in Medio Oriente ed altrove. Molti milioni di persone in tutto il mondo speravano che negli USA il lungo periodo di reazione politica stesse finalmente terminando. Un anno più tardi, l'illusione si è trasformata in disillusione, rabbia ed opposizione.

Circa 2 milioni di persone si concentrarono a Washington il Giorno dell'Inaugurazione per celebrare la fine degli anni di Bush. Comunque, Dalle parole introduttive del suo discorso, Obama indicò che avrebbe continuato le politiche del suo predecessore repubblicano che erano state ripudiate dal popolo americano.

Prima di fare qualsiasi riferimento alla crisi economica e sociale che stringe l'America, Obama dichiarò: "Il nostro paese è in guerra contro una rete di violenza e di odio di vasta portata". Questo era un chiaro ramoscello d'olivo ai repubblicani ed una dichiarazione che la sua amministrazione avrebbe sostenuto la finta "guerra al terrorismo" per giustificare il militarismo e gli attacchi ai diritti democratici.

Andò avanti affermando che lo stesso popolo americano condivideva la colpa del disastro finanziario, rifilando cinicamente sulle vittime la responsabilità di una catastrofe prodotta interamente dall'elite dominante.

Il presidente che correva come il candidato del "cambiamento" ha continuato le politiche di destra di Bush. In politica estera, ha mantenuto l'occupazione dell'Iraq, aumentato i livelli delle truppe in Afghanistan ed ha esteso la guerra al Pakistan.

Obama ha esplicitamente appoggiato la dottrina di Bush della guerra preventiva, con la quale gli USA si arrogano il diritto di fare la guerra contro qualunque bersaglio ritengano un pericolo attuale o potenziale ai propri interessi. Lo Yemen è divenuto l'ultimo bersaglio delle minacce degli USA, assieme all'Iran, mentre la tragedia di Haiti è stata utilizzata per eseguire un'occupazione militare e per rafforzare la stretta alla gola dell'imperialismo USA in quell'impoverito paese.

Il gulag americano di Guantanamo resta aperto, le rendition e la tortura continuano e l'amministrazione ha sostenuto fermamente che nessuno dell'amministrazione Bush o della CIA sarà responsabile per crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.

In una dichiarazione pubblicata il giorno delle elezioni 2008, il World Socialist Web Site descrisse succintamente gli interessi di classe che la nuova amministrazione rappresentava ed avrebbe difeso. Il WSWS mise in evidenza che "potenti forze nell'establishment politico e finanziario americano si sono concentrate dietro Obama precisamente perché ritengono che egli, dopo otto disastrosi anni di Bush, aiuterà a ristabilire l'immagine danneggiata dell'imperialismo americano. Le centinaia di milioni di dollari che Obama ha ricevuto dalla comunità degli affari testimoniano eloquentemente degli interessi sociali e finanziari che rappresenta".

Nel suo discorso inaugurale, Obama dichiarò che il popolo americano si sarebbe dovuto sottoporre ad una "nuova era di responsabilità". Commentando queste osservazioni, il 22 gennaio 2009 il WSWS scrisse: "Il significato di questi argomenti è evidente. L'avvento di Obama non segnerà nessuna ripresa del New Deal o della Grande Società. Non vi sarà nessuna rinascita del riformismo sociale, ma piuttosto una svolta verso l'austerità fiscale e delle controriforme dirette contro quel poco che rimane della rete di sicurezza sociale in America, incarnata da programmi come Social Security e Medicare.

"Lo scopo politico centrale della nuova amministrazione, come di quella che sta rimpiazzando, sarà di proteggere gli interessi e la ricchezza di una ristretta elite finanziaria, che sarà salvata a spese di milioni di lavoratori americani e delle loro famiglie".

Obama ha fornito di personale la sua amministrazione con corrotti rappresentanti di Wall Street, compreso il presidente della New York Federal Reserve Timothy Geithner e Lawrence Summers, due protetti di Robert Rubin, il principale architetto delle deregolamentazione finanziaria durante gli anni di Clinton. Nell'ultimo anno, l'amministrazione ha ampliato la scala del salvataggio di Wall Street, che ha permesso alle banche di fare enormi profitti, di distribuire decine di miliardi come ricompense e di riprendere le loro attività speculative.

Nessun soccorso è stato disponibile per i milioni di lavoratori che hanno perso il loro posto di lavoro e le loro case. Al contrario, la Casa Bianca ha utilizzato la crisi economica per obbligare ad una riduzione drastica e permanente dei livelli di vita della classe lavoratrice, a cominciare dai fallimenti forzosi della General Motors e della Chrysler e le riduzioni di salari e benefici imposti ai lavoratori del settore auto.

La Casa Bianca di Obama si è rifiutata di fornire assistenza agli stati, il che ha portato ad attacchi senza precedenti all'istruzione pubblica e ad altri servizi sociali. Con il suo impulso per la "riforma" dell'assistenza sanitaria, gli scopi dell'amministrazione di ridurre la spesa delle aziende e del governo, riducendo drasticamente benefici per milioni di lavoratori e tagliando la spesa per Medicare.

Il secondo anno di Obama inizierà la prossima settimana con un discorso sullo Stato dell'Unione nel quale rivelerà un programma di tagli di bilancio e di austerità. Per finanziare il salvataggio in corso dell'1% più ricco del popolo americano, l'amministrazione si prepara a tagliare i programmi sui diritti acquisiti e ad imporre imposte regressive sulla popolazione lavoratrice.

Dal primo giorno, Obama ha lavorato instancabilmente per riabilitare i repubblicani, dopo che erano stati decisivamente respinti dagli elettori nelle elezioni del 2008. Ha nominato ex funzionari di Bush, compreso il segretario alla difesa Robert Gates ed ha cercato di adattare le sue politiche alle richieste della destra repubblicana. L'ultimo esempio del mantra del bipartitismo è la disgustosa nomina da parte di Obama di George Bush, un impenitente criminale di guerra, a condirettore con Bill Clinton dell'"opera" USA ad Haiti.

La postura di Obama a tribuno della "nuova politica" ed apostolo del cambiamento progressista era un inganno. E' stato selezionato ed elevato da potenti settori dell'elite dominante, che hanno ritenuto che un giovane afroamericano alla Casa Bianca avrebbe fornito condizioni più favorevoli per fare accettare il loro programma reazionario.

L'ultimo anno ha smascherato la politica delle pretese di identità democratica e progressista ed ha dimostrato che la divisione fondamentale nella società americana non è la razza, la nazionalità o il sesso, ma la classe.

Ha pure svelato il ruolo di pubblicazioni come Nation ed altri sostenitori di Obama della pseudo-sinistra, che hanno fatto campagna per lui e continuano a difendere le sue politiche, incluse la guerra in Afghanistan e la distruzione dell'assistenza sanitaria. Queste sono forze di destra che rappresentano strati sociali privilegiati sprezzanti ed ostili verso la classe lavoratrice.

Mentre l'amministrazione inizia il suo secondo anno, è stretta dalla crisi. Le debacle in Iraq ed in Afghanistan continuano e, nonostante la ripresa a Wall Street, la crisi sociale si sta aggravando e la causa principale del crollo economico—il declino nella posizione mondiale del capitalismo americano—continua. Le prospettive di un secondo e persino più distruttivo crollo finanziario sono fin troppo reali.

Secondo tutti i sondaggi d'opinione, i tassi di approvazione di Obama sono precipitati e la maggioranza crede che gli USA stiano andando nella direzione sbagliata.

Il primo anno al potere dell'amministrazione Obama sottolinea il carattere fondamentalmente antidemocratico dell'intero sistema politico. Le aspirazioni e gli interessi della popolazione lavoratrice non possono trovare nessuna espressione all'interno di un sistema monopolizzato da due partiti della grande impresa.

Il record dell'amministrazione ha soltanto intensificato la disillusione popolare verso il governo e tutte le istituzioni ufficiali. "Capitalismo", come in gran parte del 20° secolo, sta diventando ancora una volta un termine impopolare.

Ciò presagisce l'emergere di un nuovo periodo di battaglie di classe e sconvolgimenti sociali, non soltanto negli USA, ma a livello internazionale. La questione centrale e più critica è lo sviluppo di una nuova leadership per armare questo prossimo movimento con un programma rivoluzionario, socialista ed internazionalista. Questo è il compito al quale sono votati il World Socialist Web Site ed il Socialist Equality Party.

Jerry White