|
Nelle settimane passate, l'amministrazione Obama, con il
sostegno a squarciagola dei media controllati, ha lanciato una
campagna contro gli insegnanti della scuola pubblica, incolpandoli
del fallimento del sistema educativo degli USA.
Questa campagna propagandistica ha come suoi obiettivi
principali la giustificazione di licenziamenti di massa di
insegnanti, di svariati schemi di privatizzazione e di ampi tagli
alla spesa mascherati da "incentivi" come parte del cosiddetto
programma
“Race to the Top”.
L'amministrazione Obama, avendo dissipato trilioni nella guerra
e nei salvataggi di
Wall Street,
è decisa che la classe lavoratrice dovrebbe pagare per la crisi
economica, incluso attraverso riduzioni nella pubblica istruzione.
A condurre la campagna è il segretario all'istruzione
Arne Duncan,
l'ex "amministratore delegato" delle Scuole Pubbliche di Chicago ed
allievo della macchina del Partito Democratico di Chicago.
All'inizio di questa settimana, Duncan è stato spedito ad un giro
del "Coraggio in classe" in quattro stati, durante il quale si è
congratulato con quegli stati che avevano più servilmente
introdotto le "riforme" regressive richieste dall'amministrazione
Obama.
Nel frattempo, Duncan ha continuato a reclamare
"responsabilità" e "trasparenza" per gli insegnanti. Secondo Duncan,
per il fallimento del sistema educativo USA non devono essere
incolpati decenni di tagli di bilancio e di cattiva amministrazione
ma gli insegnanti che adempiono miseramente al loro ruolo.
Duncan ha espressamente appoggiato la recente pubblicazione da
parte del
Los
Angeles Times
della "classifica del valore aggiunto" degli insegnanti,
compresi i nomi dei docenti, basata sul rendimento degli
studenti su prove standardizzate. "Sono un energico sostenitore
della trasparenza", ha dichiarato Duncan. "Mettiamo fuori i dati
sugli abbandoni, sull'iscrizione al college, sul completamento del
college, sui tassi di inadempimento sui prestiti e su tutti gli
altri tipi di dati che possono aiutarci a evidenziare il nostro
eccezionale successo e aiutarci a comprendere meglio perché troppi
dei nostri figli sono impreparati".
Duncan soprintende al cosiddetto programma
“Race to the Top”
intrapreso dall'amministrazione Obama.
Il programma offre vari doni e incentivi agli stati per imporre
"riforme" dell'istruzione richieste
dall'amministrazione Obama, come privatizzare l'istruzione
espandendo le
charter school.
Agli stati stessi—già
disperati per finanziamenti—viene
richiesto di competere l'uno con l'altro per i miseri fondi
federali.
Gli stati che soddisfano le richieste reazionarie di Duncan e
dell'amministrazione
Obama sono intitolati ad una quota degli insignificanti $4 miliardi
del denaro del
“Race to the Top”.
Per fare un paragone, il costo totale dei salvataggi di
Wall Street
è stato stimato a $23 trilioni, ovvero più di 5.700 volte tanto.
Il 24 agosto,
l'amministrazione Obama ha rivelato che fin qui il
District of Columbia
e 13 stati si erano qualificati per il programma, compresi
Delaware, Florida, Georgia, Hawaii, Maryland, Massachusetts, New
York, North Carolina, Ohio, Rhode Island
e
Tennessee. Vistosi nella loro assenza dalla lista sono
California
e
Michigan, dove le condizioni delle scuole sono
particolarmente disperate.
Le richieste per aumentate
charter school
e per collegare il finanziamento al rendimento degli studenti su
prove standardizzate sono state sollevate in precedenza dai
repubblicani e incorporate del famigerato programma
“No Child Left Behind”
di
George W. Bush.
Una indicazione evidente della traiettoria verso destra dell'establishment
politico USA è che l'amministrazione Obama ha incluso quelle stesse
richieste nel suo aggressivo programma di "riforma" dell'istruzione.
Chester Finn,
assistente segretario all'istruzione sotto
Ronald Reagan,
ha raccontato a
csmonitor.com
che i repubblicani sono "senza parole ... non vi è nulla su cui
vogliano litigare con Duncan".
Particolarmente vergognoso è stato il ruolo dei media USA nella
settimana passata nell'attaccare gli insegnanti e nel promuovere i
programmi di "riforma" dell'istruzione di Obama. Vi sono tutte le
ragioni per credere che gli altri dirigenti delle grandi società dei
medi stiano coordinando i loro sforzi con l'amministrazione Obama. A
guidare il branco è il
Los Angeles Times,
che recentemente ha lanciato una grande rapporto speciale di
"Classificazione degli insegnanti", presentando attacchi quotidiani
agli insegnanti. Numerosi altri organi d'informazione si sono
comportati nello stesso modo: la CNN ha lanciato un programma
"Sistemare le nostre scuole", mentre la ABC ha lanciato "Crisi in
classe".
Questa settimana, il
Los Angeles Times
ha provocatoriamente pubblicato i dati su 6.000 singoli insegnanti,
completi di classifiche di "valore aggiunto" secondo il rendimento
degli studenti su prove standardizzate. Duncan, da parte
sua, ha incoraggiato la pubblicazione di questi dati da parte di
altri quotidiani in giro per il paese.
L'utilizzo della terminologia "valore aggiunto" fa parte del
tentativo per imporre i principi del profitto aziendale nella
pubblica istruzione.
Un insegnante di
Los Angeles
ha paragonato le "classifiche" sul
Los Angeles
Times
all'essere costretti a portare una "lettera scarlatta". Molti
insegnanti hanno osservato che le classifiche prodotte paragonando i
risultati delle prove degli studenti ha poca relazione con l'abilità
dell'insegnante. Le prove standardizzate a scelta multipla esaminano
uno stretto spettro di abilità come matematica, vocabolario e
comprensione della lettura. Il pensiero critico, la scrittura, la
creatività, la consapevolezza storica e culturale e la capacità
artistica sono completamente ignorate. Un insegnante ha osservato
che un docente potrebbe inavvertitamente abbassare la sua
"classifica" permettendo agli studenti che hanno delle difficoltà di
trasferirsi nella sua classe, come fanno molti
eccellenti insegnanti.
La campagna dell'amministrazione Obama contro gli insegnanti è
iniziata con un discorso che lo stesso Obama ha dato il 29 luglio,
nel quale richiedeva "qualche misura di responsabilità" per gli
insegnanti. Obama ha dichiarato che "anche se applaudiamo agli
insegnanti per il loro duro lavoro, dobbiamo essere certi di vedere
risultati in classe. Se non vediamo risultati in classe, allora
lavoriamo con gli insegnanti per aiutarli a diventare più efficaci".
"Se questo non funziona", ha aggiunto Obama in modo
minaccioso", troviamo l'insegnante giusto per quella classe".
Le richieste di "responsabilità" dell'amministrazione Obama
sono assoluta ipocrisia e dovrebbero essere respinte con disprezzo.
Sotto Obama, non vi è nessuna "responsabilità" per quei politici che
hanno promulgato i tagli di bilancio che hanno devastato
l'istruzione pubblica e i programmi sociali.
Non vi è nessuna
"responsabilità"
per gli alti generali e i politici che hanno autorizzato e
organizzato crimini di guerra e tortura. Non vi è nessuna
"responsabilità"
per alti dirigenti, banchieri, investitori e finanzieri la cui
sconsiderata spinta al profitto ha aggravato immensamente la crisi
economica. Nel frattempo, gli insegnanti della scuola pubblica,
molti dei quali fanno sforzi eroici per sollevare i cuori e le menti
dei giovani contro ostacoli tremendi, devono essere "ritenuti
responsabili".
|