di G. Dunkel
2 febbraio 2007
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Dal colpo di stato e rapimento del popolare presidente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, il 29 febbraio 2004, questo paese caraibico è stato occupato. Prima erano truppe da Stati Uniti, Francia e Canada. Quindi una forza approvata e comandata dall'ONU, principalmente dall'America Latina e chiamata Minustah, ha assunto la direzione e fornito una copertura per questo intervento imperialista. Minustah sta per Missione di Stabilizzazione ONU a Haiti, ma il suo intervento ha significato "morte, terrore ed illegalità per il popolo di Haiti", come ha esposto una dichiarazione del Fanmi Lavalas, il partito politico di Aristide. Persino il Dipartimento di Stato USA, in documenti recentemente ottenuti da Haiti Information Project (HIP) su un'irruzione dell'ONU a Cité Soleil nel luglio 2005, ammette che le truppe ONU hanno utilizzato "violenza eccessiva", che è come un macellaio che chiama sanguinario l'operaio di un mattatoio. Questi attacchi sono continuati. Secondo i residenti di Cité Soleil, citati da HIP, il 22 dicembre 2006 di prima mattina le forze ONU hanno attaccato, uccidendo più di 30 persone, compresi donne e bambini. Nondimeno pretendono di essere dei “peacekeepers”. La Commissione Nazionale per la Giustizia e la Pace, sponsorizzati dai vescovi cattolici romani di Haiti, ha pubblicato il 23 gennaio un rapporto che riconosce che sono morte 539 persone in ottobre, novembre e dicembre a causa della "violenza armata". Secondo il rapporto della commissione, le morti sono concentrate nelle "comunità povere di Martissant, Grande Ravine e Bolosse, i sobborghi meridionali di Port au Prince ed a Cité Soleil verso nord". "In novembre e dicembre [2006] la Minustah e la Polizia Nazionale di Haiti (PNH) sono diventate più attive nella lotta contro i malfattori, le loro azioni hanno causato vittime, il che non significa in alcun modo che le loro vittime fossero dei banditi", continua il rapporto. Il giorno dopo che è stato pubblicato il rapporto, 300 soldati dell'ONU con 20 veicoli blindati trasporto truppe, bulldozer ed elicotteri hanno assalito Cité Soleil e demolito un "nascondiglio di una banda che era stato usato per attacchi criminali contro postazioni della Minustah", è stata la versione comunicata dal portavoce ONU, Col. Abdesslam Elamarti, parlando all'AlterPress service di Haiti. Haiti en Marche ha riferito che in questo attacco sono stati uccisi cinque residenti di Cité Soleil. Dopo secoli di ostilità occidentale verso questa repubblica nera, la maggior parte della gente a Haiti è disperatamente povera. Anche se la polizia haitiana, che è comandata da ufficiali dell'ONU in base ad un accordo stretto con il precedente non eletto governo, abbia inondato le strade di Port au Prince, i genitori sono così timorosi dei rapimenti che non hanno mandato i loro figli a scuola dopo le vacanze invernali, secondo Haïti-Progrès (del 17 al 23 gennaio). Numerosi haitiani che vivono negli Stati Uniti che usualmente tornano a casa per le vacanze quest'anno non lo hanno fatto per paura di venire rapiti a Haiti per un riscatto. Alcuni hanno raccontato a questo reporter che credono che i poliziotti vi siano immischiati, assieme ai banditi. Vi sono stati dei resoconti stampa che sono state trovate uniformi della polizia in possesso ai rapitori. Henri Laforest, fratello del ben noto attivista di New York Ray Laforest, recentemente è stato ucciso con un colpo al cuore dopo essere uscito da una banca a Haiti. Non è chiaro se il motivo fosse la rapina o politico. Gli attivisti politici sono anche arrabbiati che vi siano ancora dei prigionieri politici che non sono stati neppure accusati, sebbene siano stati arrestati più o meno due anni fa. Alcuni dei più importanti prigionieri politici, come Sò Ann (Anne Auguste) sono stati rilasciati, ma altre centinaia sono ancora in prigione. I membri del Fanmi Lavalas che furono licenziati per le loro affiliazioni politiche devono ancora essere riassunti. Più importante, Aristide è ancora in esilio in Sud Africa, mentre i banditi e gli stragisti che hanno attuato il colpo di stato contro di lui, con il sostegno finanziario ed organizzativo del governo USA, vanno in giro per Port au Prince. Il popolo di Haiti rivuole il suo presidente. Data l'occupazione ONU di Haiti, che è soltanto una sottile copertura per il ruolo di Stati Uniti, Francia e Canada, e la sua situazione economica in peggioramento, lo Haiti Action Committee ha proclamato una giornata di proteste internazionali coordinate. Per informazioni su queste proteste, chiamate lo 510-483-7481 negli USA. A New York, il Fanmi Lavalas ed altri gruppi della comunità haitiana hanno indetto una grande manifestazione per mercoledì 7 febbraio di fronte alle Nazioni Unite dalle ore 14 alle ore 19. Chiamate lo 718-469-2078 per maggiori informazioni nell'area metropolitana di New York.
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