No alle basi

Cresce l'opposizione al militarismo USA

di Sara Flounders

Pubblicato il 18 febbraio 2007

La crescente opposizione al militarismo USA sta avendo impatto sugli aggressivi piani di guerra molto oltre l'Iraq del Pentagono.

Un esempio dell'umore che cambia si può notare nel movimento di massa che si oppone alle proposte nuove basi nella Repubblica Ceca ed in Polonia.

In recenti sondaggi una chiara maggioranza della popolazione di quei paesi è contraria alle basi USA lì. Con una schiacciante maggioranza, la gente esige il diritto di decidere su questa pericolosa escalation con un referendum nazionale.

Migliaia hanno firmato petizioni e partecipato a raduni e dimostrazioni che chiedono "No alle basi".

La petizione nella Repubblica Ceca dichiara che le basi "servirebbero a risvegliare la Guerra Fredda in Europa e potrebbero riaccendere una nuova corsa agli armamenti. E' impensabile che un paese democratico debba prendere una simile decisione di tale impatto a lungo termine come l'accettazione di basi militari straniere sul proprio suolo, senza un dibattito aperto. Né il governo né il parlamento hanno il mandato di prendere da soli una simile decisione".

Più di 40 organizzazioni fanno parte della Campagna No alle basi formata lo scorso luglio nella Repubblica Ceca.

L'approvazione delle basi pareva un fatto scontato quando quattro anni fa i militari USA iniziarono a valutare dei siti in Polonia e nella Repubblica Ceca. Lo scudo missilistico consisterebbe in postazioni radar e grandi silos per missili intercettori. I radar avrebbero la capacità di monitorare quasi l'intero territorio russo.

L'inizio di una nuova Guerra Fredda

Il Pentagono sostiene che lo scudo missilistico è progettato come protezione di USA ed Europa da attacchi missilistici da parte di quelli che chiama calunniosamente "stati canaglia", come l'Iran o la Corea del Nord. Ma il progetto si occupa di missili balistici intercontinentali, che né la Corea del Nord né l'Iran neppure posseggono. L'opinione generale dominante è che le basi siano parte minacciosa del crescente anello di basi USA e NATO che circondano la Russia.

Il 10 febbraio alla Conferenza sulla Politica di Sicurezza di Monaco il presidente russo Putin ha avvertito dei tentativi degli USA di dare inizio ad una nuova Guerra Fredda e ad una nuova corsa agli armamenti. Ha denunciato i piani del Pentagono per accerchiare la Russia e collocare siti missilistici in Europa centrale. I 250 partecipanti all'incontro in Germania comprendevano più di 30 ministri della difesa e degli esteri.

Il presidente Putin ha detto che "Il processo di allargamento della NATO non ha nulla a che fare con la modernizzazione dell'alleanza o con il garantire la sicurezza in Europa". Ha anche criticato il "quasi incontrollato, eccessivo utilizzo della forza nelle relazioni internazionali".

All'esterno, almeno 6.000 dimostranti antimilitaristi che protestavano contro l'allargamento della NATO circondavano l'edificio dove era in corso la conferenza. Sono stati utilizzati più di 3.500 poliziotti per impedire che i contestatori esercitassero i loro diritti.

Il 7 febbraio, il capo degli S.M. riuniti, Peter Pace, parlando alla Camera dei Rappresentanti USA, ha intensificato le minacce: "Penso che abbiamo bisogno di capacità militari di portata completa. Abbiamo bisogno della capacità per conflitti regolari tra forze perché non sappiamo cosa accadrà in posti come la Russia e la Cina, in Corea del Nord, in Iran ed altrove".

La Bielorussia, un paese di 10 milioni di persone situato tra Russia e Polonia, ha espresso recentemente la propria opposizione all'allargamento dell'alleanza militare della NATO dominata dagli USA come una chiara violazione dell'impegno della NATO di non espandersi ulteriormente di un pollice verso est se le truppe sovietiche si fossero ritirate dai paesi dell'Europa dell'est che formavano il Patto di Varsavia. Nikolai Cherginets dell'Assemblea Nazionale bielorussa parlava della mossa dei suoi vicini meridionali Ucraina e Georgia verso l'adesione alla NATO.

In violazione dell'accordo NATO del 1990, la NATO si è allargata a 10 paesi che in passato facevano parte del Patto di Varsavia o in repubbliche che in precedenza facevano parte dell'Unione Sovietica. I nuovi membri della NATO sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia. Tutti questi paesi sono diventati satelliti militari degli USA ed economicamente dipendenti dall'occidente imperialista.

La maggior parte di questi paesi è stata costretta a causa delle relazioni con l'alleanza militare USA a partecipare all'invio di truppe in Iraq e/o in Afghanistan.

La possibile ammissione dell'Ucraina alla NATO porterebbe la base navale russa del Mar Nero e molta dell'industria degli armamenti ex sovietica a portata di mano dell'alleanza militare dominata dagli USA ed allargherebbe la NATO al confine sudoccidentale della Russia. Assieme all'Ucraina ed alla Georgia, la Croazia, l'Albania e la Macedonia sono nella lista dei paesi che aspettano di entrare nella NATO.

Il Pentagono ha pure spostato la sua maggiore base marina di radar per difesa missilistica nel Pacifico dalle Hawaii alle isole Aleutine, vicino alla penisola russa della Kamchatka.

Nel dicembre del 2001 Washington si è ritirata unilateralmente dal Trattato dei Missili Anti-balistici che aveva firmato 30 anni prima per cominciare a collaudare una nuova generazione di missili. Queste sono le armi che gli USA vogliono collocare nella Repubblica Ceca ed in Polonia.

Ora—la maggioranza contro

La dominazione politica ed economica USA dopo il crollo dell'URSS si è riversata in Europa orientale ed in molte delle ex repubbliche sovietiche. Le multinazionali USA e di altri paesi occidentali hanno inondato la regione, afferrando e privatizzando molte industrie e risorse in precedenza pubbliche. Delle aggressive ONG finanziate dal governo USA hanno determinato l'agenda politica e sociale.

Il sostegno per i metodi capitalisti occidentali evapora mentre a milioni vedono la violenza e la brutalità dell'occupazione USA dell'Iraq ed osservano con crescente apprensione le minacce di nuove e più estese guerre. L'enorme dislocazione ed insicurezza dei mercati capitalistici ha promosso una assai diffusa disoccupazione e bassi salari mentre riduceva in brandelli i programmi sociali dovunque nella regione.

Secondo i sondaggi nella Repubblica Ceca ed in Polonia fino a due terzi della popolazione si oppone alle basi USA. Entrambe i paesi, comunque, sono governati da governi di coalizione di centro-destra filo-USA che appoggiano la proposta della base USA.

Nella Repubblica Ceca il Partito Democratico Civico guida un debole governo di coalizione messo insieme dopo che il paese era stato senza alcun governo per otto mesi in seguito all'impasse elettorale. Nessun partito politico aveva i numeri sufficienti per formare un governo.

Uno dei primi atti del nuovo governo è stato annunciare che voleva ospitare il nuovo sistema di scudo missilistico al quale ci si riferisce generalmente come il "Figlio di Guerre Stellari". Ma i nuovi funzionari mancavano persino dell'autorità per far rispettare un divieto alla dimostrazione di 2.000 attivisti di "No alle basi" che il 29 gennaio hanno marciato nel centro di Praga.

In Polonia, il ministro della difesa Radoslaw Sikorski è stato costretto a dimettersi dopo aver detto che la Polonia avrebbe preso in considerazione la preoccupazione della Russia per le basi USA. Sikorski si era anche opposto al mettere a rischio 1.000 soldati polacchi che faranno parte delle forze della NATO mandate in Afghanistan.

Gli oppositori delle basi USA criticano pure l'extraterritorialità delle basi, che diventeranno territorio sovrano degli USA. Decine di migliaia di militari USA stazionati in tutto il mondo non sono soggetti alle leggi locali. Quello che realmente accade in una base USA, quali armi siano accumulate o collaudate, quali operazioni vengano pianificate, sono tutti un segreto e non discussi con i paesi ospiti.

L'opposizione alle basi USA ha dato impeto ad un crescente movimento politico che ha portato milioni di persone al confronto militante con il Pentagono, dalla Corea del Sud e le Filippine a Vieques, Porto Rico. Persino in Italia, il prossimo 17 febbraio, ci si aspetta che a migliaia partecipino ad una manifestazione nazionale per protestare contro l'allargamento della base USA di Camp Ederle a Vicenza.

La semplice richiesta democratica di un referendum nazionale sulla collocazione di una nuova generazione di armi e basi nella Repubblica Ceca ed in Polonia è una lotta importante contro più vaste guerre ed espansione militare degli USA.

L'International Action Center con sede negli USA ha aperto una campagna di petizione in solidarietà con milioni di persone nella Repubblica Ceca ed in Polonia che si stanno mobilitando per opporsi alle basi USA. E' in fase di costruzione a www.BasesOutNow.org un sito web che permetterà alla gente di firmare una petizione on-line.


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