"DID YOU, TOO, O FRIEND, SUPPOSE DEMOCRACY WAS ONLY
FOR ELECTIONS, FOR POLITICS, AND FOR A PARTY NAME?" - WALT WHITMAN
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Il presidente degli USA Barack Obama sta lavorando per spostare la potente macchina bellica americana dall'Iraq all'Afghanistan ed al Pakistan. Per fare questo ha bisogno di un accordo con l'Iran sull'Iraq (e sembrerebbe che l'accordo sia già stato trovato) e di una campagna di propaganda per convincere l'opinione pubblica a) che la guerra in Iraq è finita e che gli USA si ritireranno dal paese e b) che l'Aghanistan ed il Pakistan sono il centro del terrore. In questa cornice, vediamo come i media liberali britannici hanno presentato ai loro lettori i due eventi principali di questi ultimi giorni. Jonathan Steele e Patrick Cockburn sono due importanti, molto stimati giornalisti dei media mainstream britannici che hanno trovato molto spazio ed attenzione anche nella sinistra progressista e nelle sue pubblicazioni ed anche nel movimento contro la guerra. Steele scrive per il Guardian, Cockburn per l'Independent. Alcuni giorni fa, scrivendo dell'Accordo sullo Stato delle Forze (SOFA) tra gli USA ed il "governo" iracheno, Jonathan Steele ha scritto sul Guardian: "L'accordo offre alla resistenza nazionale irachena quasi tutto ciò per la quale ha combattuto (...) Dal punto di vista americano, la cosa principale che fa il patto è di permettere agli USA di ritirarsi con dignità. Nessuna precipitosa umiliazione in stile Vietnam, ma una ordinata ritirata da un'avventura che era illegale, non necessaria ed un disastro dal momento del suo concepimento. Come la maggior parte degli iracheni, sono soddisfatto di questo". L'America delle corporation investe miliardi di dollari nell'invasione e nell'occupazione dell'Iraq, costruendo tutte quelle basi militari permanenti e la più grande ambasciata al mondo solamente per firmare un accordo di addio e premere per la sua approvazione? E' questo che Steel vorrebbe farci credere? Non so voi ma io non penso che le enormi basi militari permanenti saranno convertite in parchi divertimenti gestiti da Disneyland molto presto. Ad ogni modo, vediamo quanto sono "soddisfatti" gli iracheni. Ali al-Fadhily, un giornalista iracheno indipendente che vive a Baghdad che ha lavorato in stretta collaborazione con Dahr Jamail ha commentato sul SOFA: "La vasta maggioranza degli iracheni vi è contro. Ma quelli al potere si rendono conto che è l'esistenza USA in Iraq che li mantiene al potere e così sono stati entusiasti di firmarlo non appena possibile senza riguardo del conflitto con gli interessi dell'Iraq e del suo popolo". Amnesty International ha richiamato l'attenzione su un particolare punto che viene completamente trascurato dalla maggior parte dei commentatori: Migliaia di iracheni detenuti dalle forze USA sono a rischio di tortura e persino di esecuzione, in seguito alla ratifica di un accordo di sicurezza tra i governi USA ed iracheno. In base all'Accordo sullo Stato delle Forze (SOFA), che diventerà effettivo il 31 dicembre, circa 16.000 prigionieri detenuti dagli USA saranno trasferiti alla custodia irachena. Nessun bisogno di commentare su questo, dal momento che tutti possiamo vedere ed apprezzare il sistema giudiziario del Nuovo Iraq quando i fantocci hanno linciato il legittimo governo iracheno. Ricordate quello spettacolo dell'orrore? Contrariamente a Steele, Robert Dreyfuss scrive su Nation un quadro più cupo (ma penso molto più realistico): "Ciò che Maliki vuole è che gli Stati Uniti continuino a rafforzare le sue forze armate mentre gli concedono libertà di azione per consolidare il proprio potere politico a spese dell'opposizione nazionalista e secolare. E' ciò che vuole anche l'Iran. Per Obama potrebbe essere allettante essere d'accordo, ma se lo fa, l'Iraq potrebbe esplodere. Naturalmente, l'Iraq potrebbe esplodere qualunque cosa faccia. Ma se tira fuori le forze USA, farebbe meglio a lavorare duro per fare in modo che l'Iran, l'Arabia Saudita, la Turchia ed altre potenze mondiali e regionali a collaborare per assicurare una vera riconciliazione in Iraq. E' la sua unica possibilità di evitare una rinnovata guerra civile in Iraq". Dal Guardian all'Independent. Patrick Cockburn scrive sull'Independent (articolo ora ripubblicato su CounterPunch) degli atti terroristici a Mumbai: Le origini ed i motivi degli uomini che hanno massacrato così tanta gente a Mumbai emergeranno nei prossimi giorni. Ma la carneficina dovrebbe già sottolineare uno dei maggiori dei molti fallimenti post 11/9 dell'amministrazione Bush. Il Pakistan è sempre stato la vera base di al-Qa'ida. E' stato l'intelligence militare pakistano ISI che ha allevato ed in parte diretto i talibani prima del 2001 e che dopo li ha rinvigoriti. E' il Pakistan che ha sostenuto i combattenti jihadi islamici in Kashmir dove è costretta metà dell'esercito indiano. Tuttavia, nella sua follia l'amministrazione Bush si è alleata con il generale Pervez Musharaf e l'esercito pakistano dopo l'11/9, assicurando che i gruppi jihadisti avessero sempre una base. (...) Il reale sfondo politico di Mumbai è succintamente riassunto da Ahmed Rashid nel suo eccellente libro "Discesa nel caos: come viene perduta la guerra contro l'estremismo islamico in Pakistan, Afghanistan e nell'Asia Centrale". In Pakistan, scrive "forze con armi nucleari e servizi segreti che hanno sponsorizzato l'estremismo islamico come parte intrinseca della loro politica estera per quasi quattro decenni hanno trovato estremamente difficile abbandonare le loro politiche autodistruttive ed ipocrite". A meno che Barack Obama possa persuaderli a farlo non otterrà nulla di più di Mr Bush come presidente. Quando Patrick Cockburn scrive "Il reale sfondo politico di Mumbai è succintamente riassunto da Ahmed Rashid nel suo eccellente libro..." mi chiedo se Ahmed Rashid sia lo stesso Ahmed Rashid del quale ho letto alcuni mesi fa su CounterPunch: E' con un certo allarme e sgomento che ho guardato "Democracy Now" di Amy Goodman procurare una tribuna al giornalista pakistano di destra Ahmed Rashid, da lungo un apologeta della guerra al terrore di Bush, riciclare la propaganda della stampa tabloid britannica e di altre fonti screditate. La sua storia su al-Qa'ida che recluta convertiti bianche per atti terroristici in Europa è partita dai servizi di sicurezza britannici come parte della loro campagna per seminare la paura per costruire l'appoggio al progetto di 42 giorni di detenzione senza accuse. Non è stato fornito nessun brandello di prova. Patrick Cockburn non pare molto interessato del vero responsabile di ciò che è accaduto a Mumbai, quello che realmente importa sembrerebbe vendere ancora un'altra guerra, questa volta contro il Pakistan.
Come l'11/9 è stato utilizzato per invadere ed occupare l'Afghanistan
ed iniziare la cosiddetta "guerra al terrore", questi atti
terroristici a Mumbai (chiunque ne sia responsabile) sarà utilizzato
per intensificare il conflitto nella regione, destabilizzare il
Pakistan e far diventare l'India ancora più coinvolta. Già durante
la campagna presidenziale USA, Obama ha affermato che si sarebbe
concentrato sul Pakistan; l'intensificazione del conflitto in
quell'area sembra andare secondo i piani e con i media corporativi
di stato che battono i tamburi di guerra...
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