Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

L'eredità emergente di Obama: guerre, banchieri

ed assistenza sanitaria  per il profitto

del direttore responsabile di BAR Glen Ford

Il primo presidente nero ha accumulato alcune vittorie impressionanti. Barack Obama ha messo al bando i sostenitori del sistema sanitario nazionale per tutti, schiacciato il dissenso contro la guerra al Congresso e trasferito più denaro alla classe del capitale finanziario che in qualsiasi epoca nella storia planetaria. Non male per appena cinque mesi in carica. "A qualche punto in un prossimo futuro, nella mente del pubblico Barack Obama sarà inestricabilmente associato al Grande Capitale – e pure meritatamente".

L'eredità emergente di Obama: guerre, banchieri ed assistenza sanitaria per il profitto

del direttore responsabile di BAR Glen Ford

"L''effetto Obama' ha portato al crollo quasi totale della sinistra"

Alla data di questo scritto, il sito web Progressives for Obama esiste ancora, una reliquia dell'illusione di sinistra che sarebbe dovuta morire di imbarazzo mesi fa. Effettivamente, Barack Obama è cresciuto nella presidenza – ma non nella figura tipo FDR dell'immaginazione dei suoi sostenitori di sinistra. Nemmeno la sua presenza nell'Ufficio Ovale è servita a stimolare i neri ed i progressisti all'azione drammatica, creando la "spinta" che gli obamiti di sinistra avevano predetto avrebbe permesso al loro campione di agire secondo i suoi istinti più "liberali". Esattamente il contrario. L'"effetto Obama" ha portato al crollo quasi totale della sinistra – entrambe le sue ali bianca e nera – e ha reso il paese sicuro per il dominio del capitale finanziario e dei militaristi.

I militari, il capitale finanziario e le corporations della sanità (gli assicuratori sono una branca del capitale finanziario) stanno vincendo tutte le battaglie importanti, perché, sulle questioni fondamentali, il Presidente Obama è dalla loro parte. E' stato lui che ha schiacciato il blocco contro la guerra alla Camera, che ha ridotto al silenzio e marginalizzato i sostenitori del sistema sanitario nazionale, adulando nel frattempo i profittatori della sanità, che ha architettato il più grande trasferimento di ricchezza nella storia umana ai banchieri, lasciandoli liberi ancora una volta di rovinare loro stessi ed il resto di noi.

Perciò diamo al Presidente Obama ciò che gli spetta. Non soltanto ha frantumato l'opposizione di sinistra, l'ha umiliata.

"Il Black Caucus del Congresso può vantare soltanto otto membri degni dell'etichetta di 'progressista'"

Al Congresso non vi è più un blocco contro la guerra. Iniziò ad evaporare quando Obama entrò in carica. Il Caucus Out of Iraq si è dissolto. Il Caucus Progressista del Congresso non riesce a trovare una missione. Ed il Black Caucus del Congresso può vantare soltanto otto membri degni dell'etichetta di "progressista". La lista di membri del CDC tra i 32 Democratici che hanno votato "No" alla richiesta per la guerra in Iraq ed Afghanistan di $106 miliardi è così corta che può esser vista con una veloce occhiata. Qui vi sono i pochi, i coraggiosi:

Barbara Lee (CA), Maxine Waters (CA), Diane Watson (CA), John Lewis (GA), Donna Edwards (MD), John Conyers (MI), Keith Ellison (MN), Donald Payne (NJ),

Meno di sette anni fa, soltanto quattro membri del CDC appoggiarono i pieni poteri per la guerra in Iraq a George Bush: Harold Ford, Jr. (TN), William Jefferson (LA), Albert Wynn (MD) e Sanford Bishop (GA). Nelle pagine di The Black Commentator li chiamai i "Quattro eunuchi di guerra” e mi sentivo sicuro di me nello scrivere:

"Il resto dei 36 membri votanti del Black Caucus del Congresso hanno difeso l'eredità politica dell'America nera, votando No. La Rep. Barbara Lee (CA) ha guidato metà dei suoi colleghi del CBC a sostegno della sua risoluzione di 'alternativa alla guerra', dimostrando ancora una volta che gli afroamericani sono al cuore delle forze di pace e giustizia negli USA".

Dal 2002 è stato tutto in discesa per il CBC, una ferma scivolata nel corporativismo e nell'irrilevanza. Con il "nucleo" progressista nero definitivamente smobilitato dal 20 gennaio, la sinistra è in gran parte alla deriva.

Obama ha realizzato ciò che George Bush non poteva: praticamente mettere a tacere le voci progressiste al Congresso, di modo che possa alimentare i fuochi di guerra su due fronti senza una minaccia significativa della branca legislativa. E' una grande vittoria, così perché non congratularsi con il presidente e porgergli l'elementare rispetto di riconoscere che è – o che fa del suo meglio per essere – un uomo di guerra?

Un sogno assassinato

Ancora congratulazioni al presidente per tale abilità nell'uccidere un sogno il cui momento pareva essere arrivato: il sistema sanitario nazionale. Obama ha reso persone inesistenti i migliori amici della riforma sanitaria nel Partito Democratico, escludendoli dagli avvenimenti sull'assistenza sanitaria sponsorizzati dalla Casa Bianca. Il presidente ha eretto una grande tenda che includeva tutti eccetto i sostenitori del sistema sanitario nazionale che, dalla prospettiva di Obama, sono il nemico. Invece, si impegna in intrighi politici e persino inventa accordi inesistenti con Big Pharma, Big Hospitals e Big Insurance, mentre giura di affettare pezzi enormi da Medicare e Medicaid.

Gli apologeti di Obama presentano la loro solita scusa: il presidente deve consultarsi e compromettersi con i profittatori se vuole ottenere che venga approvata qualunque tipo di assistenza sanitaria. I sostenitori del SSN sono dei disturbatori a fin di bene. Obama ha dovuto imbavagliarli, così da poter iniziare a lavorare su un piano concreto.

Obama ha reso persone inesistenti i migliori amici della riforma sanitaria nel Partito Democratico"

Ciò che dovrebbe essere chiaro come il giorno a qualunque osservatore lucido e razionale degli ultimi 150 e più giorni è che Obama non si è compromesso con nessuno. Certamente non ha mai pensato di compromettersi con i sostenitori del sistema sanitario nazionale – semplicemente li ha esclusi dalla discussione. E non è mai stato nella posizione di compromettersi efficacemente con i profittatori dell'assistenza sanitaria ed i loro servitori politici, dal momento che Obama non ha mai presentato un suo Piano o appoggiato quello di chiunque altro. Invece, ha incoraggiato tutti e la loro mamma a modellare i loro piani eccetto i sostenitori del sistema sanitario nazionale – creando una cacofonia di ciò che in modo adatto il Rep. Conyers chiama "spazzatura". Alla fine, getterà il proprio peso dietro l'una o l'altra pila di spazzatura sanitaria.

Obama è incapace? Soltanto se credete che voglia sinceramente un piano per l'assistenza sanitaria che sia il più vicino possibile all'ideale di sanità come diritto, nel quale caso, si, è stato sorprendentemente incapace. Ma perché mancare di rispetto al nostro presidente? Date all'uomo credito di sapere ciò che fa. Valutate i suoi sforzi secondo la chiara logica delle sue azioni, perché ha avuto un effetto molto benefico.

Obama è riuscito ad escludere dal dibattito i propugnatori di un'idea sostenuta dalla schiacciante maggioranza degli americani e da un anche più grande settore del suo partito. Secondo un sondaggio New York Times/CBS News del 12-16 giugno:

"... il 72% degli interrogati sostenevano un piano di assicurazione amministrato dal governo — qualcosa come un Medicare per quelli sotto i 65 anni — che concorrerebbe per i clienti con gli assicuratori privati... . Il 64% ha dichiarato di pensare che il governo federale dovrebbe garantire la copertura, una cifra che è rimasta stabile per tutto il decennio".

"Alla fine, Obama getterà il proprio peso dietro l'una o l'altra pila di spazzatura sanitaria"

Soltanto il 20% di coloro che hanno risposto si oppongono ad un piano tipo Medicare per tutti. Richiederebbe l'impressionante potere di un presidente ancora molto popolare trattenere una folla che è composta da quasi tutti, ma Obama è pronto a questo compito. Alla fine del processo – questa tempesta di spazzatura – che ha messo in moto così abilmente, Obama concorderà un marchingegno legislativo che non coprirà neppure tutti di quei 45 milioni e più attualmente non assicurati. L'assistenza sanitaria per il profitto sarà al sicuro per il resto del suo mandato, e forse molto, molto più a lungo.

Date a Obama i suoi sostegni. Ha rovesciato le sorti contro la vera riforma in un'epoca di crisi generalizzata, quando le possibilità di creare un sistema di assistenza sanitaria civile erano le più propizie. E' un portento!

L'uomo dei banchieri

Anche un uomo del grande talento di Obama non può nascondere facilmente il fatto che il governo federale (compresa la Federal Reserve) ha "speso, prestato o impegnato $12,8 trilioni... per lottare contro la più lunga recessione dagli anni '30", come riferito il 31 marzo dall'agenzia di notizie finanziarie Bloomberg. L'ampia maggior parte del denaro è andata ai capitalisti della finanza, la maggior parte di essa sotto la sorveglianza del Presidente Obama. E' senza dubbio il maggior trasferimento di ricchezza nazionale nella storia planetaria, realizzato con una reciproca strizzata d'occhi, principalmente al di fuori del processo legislativo. Per confronto, il Prodotto Interno Lordo (PIL) del 2008 degli Stati Uniti – cioè, il valore di tutti i beni e servizi prodotti da tutti gli uomini, donne, bambini ed imprese di qualsiasi genere nel paese –  é stato di $ 14,2 trilioni. Per la fine di marzo, i federali avevano "speso, prestato o impegnato" una somma uguale al 90% dell'attività economica totale dello scorso anno negli Stati Uniti –  e ancora contano.

La facciata dell'amministrazione Obama sta scricchiolando sulla questione macroeconomica. Nonostante le sue vuote asserzioni solenni, viene ora generalmente percepito che la squadra di Obama sta permettendo a "le banche" di farla franca con l'omicidio, il furto e la mutilazione. In realtà, la classe capitalista della finanza è praticamente inseparabile dall'apparato economico di Obama, una è l'estensione dell'altra. Larry Summers, Tim Geithner, Robert Rubin, Paul Volker ed il resto dei Rasputin economici di Obama non "tratterranno con le briglie" i capitalisti della finanza più di quanto metterebbero i ferri a se stessi.

"La facciata dell'amministrazione Obama sta scricchiolando sulla questione macroeconomica"

Ancora una volta, devo chiedervi di rispettare il Presidente Obama. Permettetegli di circondarsi di persone della stessa opinione, uomini e donne con i quali condivide una visione del mondo comune. Non sminuite il nostro presidente, brontolando che viene "manipolato" da "i banchieri". Accettate che è un leader forte, che sa ciò che vuole realizzare ed è abbastanza saggio da scegliere una squadra che riflette la sua visione. L'amministrazione Obama serve gli interessi dei banchieri perché Obama desidera fare così.

Questo sarà la sua rovina – non le sue guerre in ampliamento, non il fiasco sull'assistenza sanitaria – e molto prima di quanto la maggioranza pensi. Le fasulle regole bancarie di Obama sono state rivelate con grande fanfara – e bombardate, immensamente, sulla prima pagina del New York Times. Con un linguaggio che un rubricista economico della "signora grigia" dei media corporativi schiera raramente contro presidenti in carica, Joe Nocera ha scritto:

"Dovunque si guardi nel piano, si vede la stessa cosa: regole aggiuntive al margine, ma niente che equivalga ad una vera revisione.... Le società dovranno raccogliere un poco più di capitale e trattare con un poco più di supervisione, ma una volta che la crisi finanziaria è finita, sarà, con tutta probabilità, tornerà tutto come al solito".

Il titolo di Nocera diceva: "Soltanto un accenno di Roosevelt nella revisione finanziaria". William Greider, scrivendo su The Nation, un bastione di “Progressives for Obama”, ha concluso che “la maggior parte delle riforme di Obama sono gesti inconsistenti, non dei veri rimedi".

Il devastante pezzo di Kevin Baker nell'edizione di luglio di Harper’s ha spogliato a nudo l'imperatore. Obama non è stato, come immaginavano i suoi seguaci progressisti, la seconda venuta di Franklin Delano Roosevelt. Piuttosto, è l'anima gemella politica del predecessore di FDR, Herbert Hoover:

"Molto come Herbert Hoover, Barack Obama è un uomo che tenta di realizzare un'entusiasmante nuova visione della sua società senza liberarsi dei dogmi del passato — senza accettare l'inevitabile conflitto….

"Il filo comune che corre attraverso tutte le principali proposte di Obama proprio adesso, è che sono soluzioni labirintiche progettate principalmente per evitare il conflitto. Il salvataggio bancario, l'approccio amministrativo sui gas serra, i cartelli sull'assistenza sanitaria - tutte queste idee sono, come lo sfortunato piano sanitario di Hillary Clinton del 1993, simultaneamente troppo complicati per attirare dei sostenitori e troppo minacciosi da elaborare ed approvare per il Congresso come vorrebbe Obama. Portano i semi della loro stessa distruzione".

Baker è troppo gentile. Si ostina ad assegnare ad Obama le ragioni più progressiste, quando il contenuto e la coerenza delle sue azioni indicano una attitudine mentale e ad una prospettiva profondamente corporativa. Il presidente "evita il conflitto" con le banche perché non ha nessun problema di fondo se occupano i vertici di comando del potere nella società USA.

Nella mente del pubblico Barack Obama diventerà associato inestricabilmente al Grande Capitale"

E' meglio, ed in definitiva più riguardoso, giudicare un politico, o qualunque persona, dal corpo accumulato del suo lavoro. Fondato sui suoi dati come candidato e presidente fino ad oggi, è chiaro che Obama vede il mondo come lo vedono i banchieri. Accetta il loro consiglio perché concorda con esso. Condivide la loro etica centrale e perciò perdona sempre i loro "eccessi". Il destino della sua presidenza è intrecciato con il loro.

Ad un certo punto nel prossimo futuro nella mente del pubblico Barack Obama diventerà associato inestricabilmente con il Grande Capitale – e pure meritatamente. Nessuno può prevedere quando sarà raggiunta questa nassa critica percettiva, ma, una volta che è accaduto, resta.

Le scosse secondarie del recente crollo e le scosse di avvertimento della prossima, l'avanzante crisi del capitalismo porteranno una cascata di calamità sul gradino della porta della Casa Bianca. Con ogni crisi, Obama farà ciò che ora sappiamo gli viene naturale: proteggere il capitale  a tutti i costi per la società nel complesso.

Con il loro campione caricato di un simile bagaglio, sarà interessante vedere quando i “Progressives for Obama” saranno estinti.

Il direttore responsabile di BAR Glen Ford può contattarsi a Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.