Dei documenti interni del
Federal Bureau of Investigation pubblicati sabato scorso da
un'organizzazione per i diritti civili dimostrano che le unità
antiterrorismo del FBI attraverso gli USA hanno bersagliato e
spiato sulle proteste di
Occupy Wall Street persino prima che si avviassero nel settembre
2011.
I documenti segreti, ottenuti dal
Partnership for Public Justice Fund (PCJF) attraverso delle
richieste
Freedom of Information e pubblicati nel sito web
dell'organizzazione, dimostrano che il FBI ha utilizzato
informatori della polizia ed infiltrati per monitorare
sistematicamente le attività dei gruppi anti-Wall Street e
condividere le informazioni su di loro con altre agenzie di
polizia federali, statali e locali come pure con grandi imprese
private.
I documenti sono redatti grossolanamente. Nondimeno,
dimostrano che la cosiddetta "guerra al terrore" e le leggi da
stato di polizia e le agenzie istituite in suo nome vengono
impiegate per scompligliare e soffocare il dissenso politico e
per proteggere l'elite economico-finanziaria contro la crescita
dell'opposizione sociale.
Questo attacco diretto ai diritti di libertà di espressione
protetti costituzionalmente, iniziato sotto l'amministrazione
Bush, è stato ampliato dall'amministrazione Obama, che
praticamente tratta tutte le forme di protesta sociale e
politica come una minaccia potenziale criminale e terroristica.
Questo conferma che il bersaglio centrale del Dipartimento della
Sicurezza Interna, dello
USA PATRIOT ACT, del gulag di
Guantanamo, dei tribunali militari,
della distruzione dei diritti dello
habeas corpus e del giusto processo e della politica degli
assassini extragiudiziari e della tortura non sono i terroristi
islamisti, ma i diritti democratici della classe lavoratrice
americana.
I documenti rivelano che gli uffici e gli agenti del FBI per
tutto il paese conducevano sorveglianza intensiva contro il
movimento Occupy in agosto 2011, un mese prima delle prime
proteste
anti-Wall Street a New York City e dell'occupazione di Zuccotti
Park a Manhattan inferiore. Almeno dal 19 agosto 2011, il FBU di
New York si incontrava con la New York Stock Exchange per
discutere delle proteste imminenti.
In Indiana, il 15 settembre 2011 il FBI ha dispensato un
"Allarme attività criminale potenziale", anche se ha
riconosciuto che nello stato non era stata programmata nessuna
data specifica per una proyesta. Il FBI dell'Indiana si è
coordinato con "tutte le agenzie dell'autorità giudiziaria
statali e locali dell'Indiana" come pure con l'Intelligence
Fusion Center, il Direttorato di Intelligence del FBI ed altri
corpi nazionali del FBI.
Il
Campus Liaison Program del FBI
ha impiegato sia la polizia del campus che funzionari
dell'università dello Stato di
New York
per spiare sulle proteste di Occupy attuate da studenti ed
insegnanti.
I documenti mostrano che il FBI, il Dipartimento della Sicurezza
interna e delle società private hanno coordinato la loro
risposta alle proteste tramite quel Consiglio di alleanza per la
sicurezza interna
(DSAC), descritto dal governo federale come "una associazione
strategica tra FBI, Dipartimento della Sicurezza interna
e settere privato". Il DSAC ha discusso delle proteste di
Occupy nei porti della costa occidentale per "elevare la
consapevolezza riguardo questo tipo di attività criminale".
I Servizi Investigativi Criminali Navali hanno riferito al DSAC
dei collegamenti tra
Occupy Wall Street ed i sindacati nell'organizzazione delle
proteste nei porti.
Il FBI di
Anchorage, Alaska, ha riferito di una riunione della Task Force
Congiunta Terrorismo del 3 novembre 2011 in merito alle attività
di Occupy a Anchorage. Un agente della sicurezza portuale ha
predisposto con il FBI di assistere ad una riunione programmata
dei contestatori e di fare rapporto al FBI.
In ottobre 2011, il FBI di
Jacksonville, Florida, ha emanato istruzioni di Terrorismo
Interno
sulla "diffusione del movimento
Occupy Wall Street". Le istruzioni collegavano le proteste di
Daytona, Gainesville e dei territori della Ocala Resident Agency
con "alcuni dei più alti tassi di disoccupazione in Florida".
La
Federal Reserve Bank di Richmond, Virginia, contattò il FBI
della città "per trasmettere aggiornamenti sugli eventi e le
decisioni prese durante i piccoli raduni" come pure informazioni
ricevute dalla "Unità di intelligence della polizia statale
attraverso la JTTF (Task Force Congiunta Terrorismo)".
Promemoria simili delle unità antiterrorismo del FBI di
Milwaukee, Wisconsin; Memphis, Tennessee; Birmingham e Jackson,
Mississippi e Denver, Colorado
parlano di spionaggio coordinato sui contestatori di Occupy
da parte delle agenzie di polizia federale, statale e locale,
operanti in tandem con istituzioni finanziarie private.
Mara Verheyden-Hilliard,
direttrice del
Partnership for Civil Justice Fund, ha dichiarato:
"Riteniamo che questo sia soltanto la punta dell'iceberg...
Questi documenti rivelano che il FBI ed il Dipartimento della
Sicurezza Interna trattano le proteste contro la struttura
economica e bancaria dell'America come una potenziale attività
criminale e terrorista. Questi documenti dimostrano anche che
queste agenzie federali funzionano come un braccio di
intelligence de facto di
Wall Street e di Corporate America".
L'intervento del FBI e di altre agenzie federali contro le
proteste di Occupy non si è fermato alla sorveglianza.
L'estensione massiccia e la natura sistematica dello spionaggio
svelate dai documenti pubblicizzati dal PCJF chiariscono che
l'amministrazione Obama ha cooordinato gli attacchi della
polizia ed il meccanismo dei tribunali intrapresi a livello
statale e locale per reprimere le proteste e porre fine alle
occupazioni. Arresti di massa, gas lacrimogeno e tormento
costante sono stati tutti impiegati nel corso delle proteste
lunghe mesi.
Questa repressione di stato è stata assistita dai continui
tentativi di organizzazioni
anarchiche e
di pseudo-sinistra nella leadership del movimento di
convogliarlo dietro alla burocrazia sindacale ed al Partito
Democratico.
L'amministrazione Obama ha utilizzato in modo crescente i metodi
antidemocratici impiegati per intrappolare i musulmani negli USA
e perseguirli come terroristi—infiltrati e provocatori della
polizia, falsi complotti terroristici architettati da agenti di
polizia—per intrappolare ed incastrare gli attivisti impegnati
nelle proteste contro le guerre degli USA all'estero e gli
attacchi agli standard di vita all'interno. Degli esempi recenti
includono:
*
L'arresto ed il procedimento giudiziario con accuse di
terrorismo di cinque giovani impegnati lo scorso maggio nelle
proteste contro il vertice della NATO a Chicago. Tutti e cinque
sono stati compromessi da agenti sotto copertura.
*
L'intrappolamento quello stesso mese di cinque giovani
a
Cleveland
da parte di agenti sotto copertura, che hanno attirato i
presunti "anarchici" in un falso complotto per fare saltare in
aria un ponte.
*
Una serie di assalti del FBI l'estate scorsa alle case di
dimostranti
anti-Wall Street a Portland, Oregon, e Seattle ed Olympia,
Washington.
Dozzine di agenti antiterrorismo interno armati
pesantemente hanno usato granate stordenti ed arieti per
fracassare le porte e minacciato le loro vittime con armi
automatiche.
*
Gli assalti del settembre 2010 ordinati
dall'amministrazione Obama alle case di leader dell'Anti-War
Committee e della Freedom Road Socialist Organization a
Minneapolis e Chicago, giustificati secondo i provvedimenti per
"sostegno materiale per il terrorismo" dell'USA PATRIOT Act.
La direttrice del PCJF
Verheyden-Hilliard ha indicato un aspetto dell'utilizzazione del
FBI come forza di polizia politica contro l'opposizione sociale.
"La raccolta di informazioni sulle azioni della libertà di
espressione della gente", ha raccontato al New York Times,
"viene registrata in database non regolamentati, un vasto
deposito di informazioni ampiamente disseminate ad una gamma di
entità di autorità giudiziaria e, a quanto pare, private".
Agli inizi di questo mese, il
Wall Street Journal
ha riferito
che in marzo l'amministrazione Obama ha approvato un vasto
ampliamento del potere del Centro Nazionale Antiterrorismo
(NCTC) per copiare i database del governo sugli americani
comuni, anche se non vi è nessuna ragione di sospettarli di
attività criminali o terroristiche. "Secondo le nuove norme
emanate in marzo", ha scritto il Journal, "il Centro
Nazionale Antiterrorismo... può ottenere quasi ogni database che
il governo raccoglie che sostiene sia 'ragionevolmente ritenuto'
contenga 'informazioni sul terrorismo'. L'elenco potrebbe
comprendere potenzialmente quasi ogni database governativo, dai
modelli finanziari presentati da persone che chiedono mutui
garantiti dallo stato a dati sanitari di persone che hanno
chiesto cure agli ospedali dell'Amministrazione Veterani".