Sul ceppo di Obama: è il turno della General Motors

Il maggiore singolo attacco ai lavoratori americani dalla Grande Depressione 

di Shamus Cooke

Global Research, 22 maggio 2009

 

I campanelli d'allarme dovrebbero suonare giorno e notte per ciò che si prepara alla General Motors — l'effetto domino potrebbe produrre ondate da maremoto.

L'amministrazione Obama non ha fatto segreto dei suoi progetti per la GM: il fallimento della Chrysler è stato il primo "precedente" ed ora gli amici di Wall Street di Obama dentro l'Auto Task Force progettano di replicarlo. Le vaste implicazioni del fallimento della Chrysler sono passate inosservate dai media mainstream, preoccupati come erano con la conveniente esagerazione procurata dall'influenza suina.

I veri suini, comunque, sono quelli che preparano il maggiore singolo attacco ai lavoratori americani dalla Grande Depressione, il precedente che si ripercuoterà fragorosamente attraverso le relazioni imprese-lavoratori nel paese — cioè, se i lavoratori della GM e dei fornitori di componenti non vi mettono fine.

Perché è stata così importante la Chrysler? Più significativo è stato il fatto che i lavoratori sono stati impauriti per far loro accettare grandi riduzioni di salario e benefici. Era loro stato raccontato dai "leader" della U.A.W. che, a meno che non concedevano di accettare i salari ed i benefici dei lavoratori non sindacalizzati, la bancarotta sarebbe stata inevitabile. I lavoratori si sono arresi e proprio il giorno seguente è stato annunciato che la società era diretta verso il fallimento. E' inimmaginabile che Gettlefinger e gli altri leader della U.A.W. non sapessero questo stesse per avvenire, dal momento che passano molto tempo con Obama a darsi pacche sulle spalle.

Questo non è che l'ultimo di una lunga lista di tradimenti da parte della U.A.W. a guida Gettlefinger e la sua ossessione di rendere la GM un miglior "competitore globale". Proprio come nel 2007, i lavoratori dell'auto sono stati spaventati perche facessero concessioni drastiche per "salvare posti di lavoro" e subito dopo i posti di lavoro sono stati tagliati a migliaia.    

Ora, è probabile che il fondo di assistenza sanitaria chiamato VEBA posseduto dalla U.A.W. emerga come azionista di maggioranza della Chrysler, una società le cui azioni sono sostanzialmente senza valore ed i cui futuro è al meglio nebuloso. E, sebbene la U.A.W. sia il proprietario di maggioranza, avrà soltanto una voce nel consiglio di amministrazione della società, assicurandosi che sarà completamente ignorata.

Applicare questo tipo di "ristrutturazione" alla GM è difficile da immaginarsi. La GM è una conglomerata globale con fabbriche e fornitori in tutto il mondo — un mostro quando paragonata alla gracile Chrysler. La nuova svendita del contratto di lavoro che viene negoziata tra Gettlefinger ed Obama il 21/5/09 deve ancora essere rilasciata al pubblico, sebbene i risultati siano già stati fatti trapelare e sarebbero mortificanti per i lavoratori della GM, in un "...accordo che taglierebbe il costo del lavoro [della GM] di più di $1 miliardo l'anno e ridurrebbe il proprio impegno di $20 miliardi alla United Auto Workers di coprire gli obblighi dell'assistenza sanitaria [di dieci miliardi]…” (Wall Street Journal, 19 maggio 2009).        

Non soltanto questo, ma alla sarebbero tagliati più di 20.000 posti di lavoro. Chiuderebbero anche agenzie di vendita e fornitori in tutto il mondo, provocando immediate perdite di posti di lavoro a centinaia di migliaia e perdite di posti di lavoro indirette che sono impossibili da calcolare.

Inoltre, la GM probabilmente sarà divisa in due società: una che fabbricherà automobili con manodopera a basso costo per il mercato mondiale e l'altra consistente in fabbriche e macchinari che saranno venduti come rottame di ferro. Invece di utilizzare questa tremenda potenza produttiva per creare un sistema di trasporto pubblico molto più razionale, la società riduce le proprie dimensioni, licenziando migliaia di lavoratori e riempiendo le discariche di rifiuti.

After all is said in done, the U.A.W. would have a 39 percent ownership stake in GM, giving Gettlefinger an ownership perspective, with a stake in forcing additional cuts on his members to increase share prices and keep the company competitive.  Logic like this is unavoidable if one cannot look beyond the narrow horizons of the market economy, where one can only win on the world marketplace if they race fastest to the bottom. 

Dopo tutto ciò che si è detto sarà compiuto, la U.A.W. avrebbe una quota di proprietà nella GM del 39%, offrendo a Gettlefinger una prospettiva della padronanza, con l'interesse a richiedere tagli aggiuntivi sui propri membri per incrementare il prezzo delle azioni e mantenere competitiva la società. Una logica come questa è inevitabile se non si riesce a guardare oltre i limitati orizzonti dell'economia di mercato, dove si può vincere soltanto sul mercato mondiale se si gareggia più veloci verso il fondo.

Quale è stata la reazione di Obama all'incredibile sofferenza che la sua politica del lavoro produrrà inevitabilmente ai lavoratori? Questo patimento è stato pienamente ignorato e, invece, Obama ha tentato di imbrattare un'apparenza "progressista" a buon mercato sulle sue politiche del lavoro di destra tenendo una conferenza stampa per gongolare sul futuro di veicoli ad alimentazione efficiente e di auto elettriche.

Lo stesso Gettlefinger ha spudoratamente assistito all'evento, mentre lui ed alcuni miopi ambientalisti agitavano la coda per ogni parola di Obama. Non è stata fatta nessuna menzione su come gli americani sarebbero in grado di permettersi queste nuove automobili alimentazione efficiente.

E questo è il nocciolo della questione: il precedente degli operai dell'auto di Obama incoraggerà altre aziende a distruggere i contratti sindacali tramite il fallimento; viene preparato lo scenario per un colossale attacco alla classe lavoratrice americana. Tagli salariali vengono già attuati per tutti gli USA, a fianco alla disoccupazione massiccia — la tecnica di Obama è semplicemente un modo per accelerare il processo, di modo che la velocità e la portata della recessione siano egualmente adeguate dalle riduzioni in salari e benefici.

La crisi economica ha messo le aziende in modalità "resisti o fuggi". Perché restino "vitali" sul mercato mondiale, stanno decurtando salari e benefici, guidati da Obama e dagli affiliati di Wall Street nella sua amministrazione. Ci vorrà un sollevamento della base della U.A.W. per respingere questi attacchi, aiutata dai lavoratori in ogni luogo, dal momento che i lavoratori in generale affrontano ora delle minacce incredibili. Potrebbe pretendere la nazionalizzazione dell'industria automobilistica di modo che sarebbero salvati i lavoratori, non le banche. Quindi queste aziende potrebbero essere riattrezzate per produrre non soltanto veicoli per il trasporto pubblico ma un'infrastruttura per l'energia alternativa che potrebbe sia salvare posti di lavoro che contribuire a salvare il pianeta dal riscaldamento globale.

Obama non può essere "pressato" nel fare la cosa giusta. E' lui stesso circondato da gente che rappresenta le grandi corporations e le banche, entità che sono intrinsecamente antilavoratori. Anche il Partito Democratico deve essere gettato da parte, dal momento che il suo totale silenzio su questa più importante questione è di assoluta complicità. I lavoratori devono ora, più che mai, prendere una posizione indipendente nel difendere i loro interessi. Il destino del movimento dei lavoratori è in bilico.

Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista ed autore per Workers Action (www.workerscompass.org).  Può contattarsi a shamuscook@yahoo.com

 

© Copyright Shamus Cooke, Global Research, 2009