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In anticipo rispetto alla sua inaugurazione, il presidente eletto Barack Obama ha riunito un gabinetto estratto dagli alti ranghi della società americana e dalla destra del Partito Democratico. Nonostante le sue invocazioni di "cambiamento", i suoi appelli al sentimento pacifista ed ai giovani nel corso di quasi due anni di campagna, non vi è un singolo personaggio nel personale di comando dell'amministrazione Obama tirato fuori dagli elementi più liberali del Partito Democratico, per non parlare di qualsiasi rappresentante delle vaste masse della classe lavoratrice e dei giovani. Il carattere di destra dei nominati di Obama viene descritto dai media sotto le etichette di approvazione di "centrista", "moderato" e—più di tutto—"pragmatico". Questa terminologia significa che la subentrante squadra Obama è formata interamente di individui che sono sufficientemente buoni per l'elite corporativa-finanziaria. Tra tutti loro non vi è un soffio di sincero sentimento d'opposizione, per non parlare di radicalismo politico. E' degno di nota il fatto che se Hillary Clinton avesse ottenuto la candidatura dei democratici e la presidenza invece di Obama, non vi sarebbe stato praticamente nessun cambiamento nelle scelte di gabinetto. Domenica il Washington Post ha osservato, nella sua rassegna generale del processo di transizione, nello staff di Obama gira una barzelletta: "Se volevate che Obama conquistasse la presidenza, avreste dovuto lavorare nella sua campagna, ma se volevate lavorare per lui, avreste dovuto lavorare per Hillary". Se Joseph Lieberman del Connecticut, il democratico più malignamente guerrafondaio al Senato, dovesse entrare alla Casa Bianca, sarebbe piuttosto a proprio agio presiedendo una riunione del gabinetto scelto da Obama—anche se dichiarava una tale netta opposizione ad Obama che lo scorso autunno faceva pubblicamente campagna per il repubblicano John McCain. Nelle sue politiche fondamentali, la subentrante amministrazione democratica cambierà le potitiche dell'amministrazione Bush solamente ai margini. Si potrebbe postulare una legge di fisica politica: più marginale l'area della politica, più "cambiamento" porterà Obama. Al contrario, sulle questioni più critiche—guerra, economia, diritti democratici—i mutamenti di direzione in politica e personale saranno al meglio cosmetici. La continuità da Bush a Obama è simbolizzata da due dei principali nominati: il segretario della difesa Robert Gates ed il segretario del tesoro designato Timothy Geithner. Entrambe hanno giocato ruoli chiave nell'amministrazione Bush ed entrambe giocheranno ruoli ancora più importanti nell'amministrazione Obama. Obama si è messo in posa come il più pacifista dei principali candidati per la candidatura presidenziale democratica e ha dovuto la sua vittoria di misura su Hillary Clinton in gran parte per l'appoggio tra i giovani e gli studenti mobilitati sulla base dell'opposizione alla guerra in Iraq. Ora comunque ha deciso di mantenere il principale amministratore delle politiche belliche di Bush. Gates è stato insediato al Pentagono nel dicembre del 2006 e ha soprinteso alla "ondata" di Bush di 30.000 truppe in Iraq, come anche alla continuazione della guerra in Afghanistan. Geithner si muove dalla posizione numero tre nella squadra del salvataggio finanziario dell'amministrazione Bush, dove ha servito come presidente della Federal Reserve Bank di New York e lavorato con il segretario del tesoro uscente Henry Paulson ed il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke. La ricompensa di Geithner per il crollo di Wall Street, dove era il principale controllore governativo giornaliero dei mercati finanziari, è di essere promosso alla posizione più alta di decisione politica. Le udienze di conferma tenute finora questo mese hanno dimostrato la sostanziale unità di democratici e repubblicani sotto condizioni di crisi finanziaria e politico-militare. Trasgressioni del tipo che avrebbero immancabilmente fatto deragliare una nomina presidenziale nelle ultime varie transizioni—omissione del pagamento di tasse, impiego di immigrati senza documenti, persino il coinvolgimento in debacle politiche ed affari di corruzione—sono stati tolte in disparte nell'interesse di assemblare rapidamente la squadra per attuare il programma del nuovo presidente. Per esempio, Geithner dirigerà il dipartimento che comprende il servizio delle tasse avendo trascurato di pagare le ritenute fiscali dei dipendenti per un periodo di quattro anni, provvedendo alla restituzione con interessi e penalità soltanto dopo essere stato nominato segretario del tesoro. Il ministro della giustizia designato Eric Holder è stato responsabile di avere perfezionato il condono del miliardario fuggiasco Marc Rich negli ultimi giorni dell'amministrazione Clinton nel 2000. Ma dopo le loro rispettive udienze di conferma questa settimana, i senatori repubblicani si sono allineati ad appoggiare entrambe i nominati. Orrin Hatch dello Utah, parlando di Geithner, ha raccontato alla Fox News, “E' un tipo molto, molto competente". Ancora più espansivo è stato Judd Gregg del New Hampshire, che ha chiamato i problemi fiscali di Geithner "molto a che fare con il nulla". Ha aggiunto, "Trovo proprio la cosa veramente spiacevole perché qui c'è un tipo straordinariamente qualificato che noi vogliamo realmente avere nella leadership qui a Washington". Per quanto riguarda Holder, persino dopo un'udienza dove ha dichiarato apertamente che il waterboarding è tortura—che potrebbe rendere i funzionari dell'amministrazione Bush soggetti legalmente a procedimento penale alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia—i senatori repubblicani si sono allineati per appoggiarlo. Quando Holder ha concordato che gli Stati Uniti sono "in guerra" con dei terroristi, il senatore Lindsey Graham della South Carolina ha risposto, "Sono quasi pronto a votare per lei proprio ora". Il senatore Mel Martinez della Florida ha emanato una dichiarazione scritta dichiarando, "Eric Holder comprende il ruolo unico del ministro della giustizia ed inoltre penso sia qualificato per servire in quel ruolo... Perciò, intendo appoggiare la conferma di Holder ed esorto i miei colleghi a fare altrettanto". Per quanto riguarda Hillary Clinton, una volta il bersaglio di alto profilo per la demonizzazione da parte della destra repubblicana, la sua udienza di conferma è stata descritta in tutti i resoconti dei media come una festa dell'amore. I senatori hanno passato 45 minuti ad elogiarla prima di permettere alla nominata di leggere la sua dichiarazione preparata. I senatori che votarono per destituire suo marito dalla carica dieci anni fa hanno ratificato la sua nomina a segretario di stato e la hanno inviata all'assemblea del Senato dove sarà confermata entro pochi minuti dall'inaugurazione ufficiale di Obama. L'unico repubblicano a votare contro la sua nomina, il senatore David Vitter della Louisiana, ha citato la relazione potenzialmente corrotta che concerne la raccolta fondi dell'ex presidente Clinton da governi ed individui stranieri, che potrebbero utilizzare i loro contributi per procurare influenza politica al segretario di stato Clinton. Il consenso bipartitico che guida l'approvazione del gabinetto Obama è stato riassunto abbastanza appropriatamente in una colonna satirica di Dana Milbank del Washington Post, che ha descritto l'apparizione di Geithner davanti alla Commissione Finanze del Senato sotto il sommario, "La nomina troppo grande per far fiasco". Sotto condizioni di una crescente crisi finanziaria che ha scosso e spaventato l'elite corporativa, nulla deve stare d'impiccio del mettere al posto giusto il personale e le politiche necessarie per provvedere ad un salvataggio governativo sempre in espansione di Wall Street. |
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