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Il discorso di Obama sullo Stato dell'Unione

27 gennaio 2011

 

Il discorso del presidente Obama sullo Stato dell'Unione martedì notte ha dimostrato il carattere meschino, sclerotico e reazionario del sistema politico americano.

Il discorso presidenziale annuale davanti al Congresso USA è degenerato molto tempo fa in un vuoto rituale. Comunque, ciò che è degno di nota sul discorso di Obama è stato come abbia rivelato completamente l'oblio e l'indifferenza dell'establishment politico per il disastro sociale cui sono di fronte decine di milioni di americani.

Nessun aspetto della realtà sociale può essere affrontato apertamente e onestamente da qualunque settore della classe dominante americana o dai media controllati dalle imprese. Questo è esso stesso un riflesso degli incredibili livelli di disuguaglianza sociale e dell'intensità delle tensioni di classe che pervadono la vita degli americani. Il timore è che qualsiasi riconoscimento dello stato reale della società americana potrebbe diventare l'epicentro perché si concentri la rabbia sociale appena sotto la superficie.

Nel discorso non vi era nessun cenno ai livelli record di disoccupazione a lungo termine, del valore delle abitazioni che crolla o degli oltre un milione di sequestri che avvengono ogni anno. Neppure è stata rilevata la stabile crescita della fame, dei senza tetto e della povertà. Dal discorso lungo un'ora non si saprebbe che praticamente ogni stato e città americano è insolvente e nell'atto di chiudere scuole, licenziare insegnanti e altri impiegati pubblici e di imporre congedi e tagli agli stipendi e alle pensioni.

Invece, Obama si è vantato di avere "spezzato le reni alla recessione". La sua prova? "Due anni dopo la peggiore recessione che la maggior parte di noi abbia mai conosciuto, la borsa è tornata fiorente. I profitti della aziende sono saliti".

Che Obama, in un discorso trasmesso alla televisione in prima serata al paese, voglia acclamare la prosperità dei parassiti finanziari che sono principalmente responsabili di avere portato in ginocchio le economie USA e del mondo è altamente rivelatore dei reali sostenitori del presidente e di entrambe i partiti politici.

Quali strati sociali stanno beneficiando del mercato in rialzo e dei profitti record delle aziende? Di quale consolazione sono queste notizie per gli americani che lavorano, quando il 90% di tutte le azioni, obbligazioni e fondi comuni d'investimento negli USA è posseduto dal 10% più ricco della popolazione e più della metà è controllato dell'1% più ricco?

Nel discorso vi è abbondanza di altre buone notizie per le grandi imprese, compresa la promessa di Obama di decurtare il tasso d'imposta sulle società e di svuotare le norme sugli affari.

La ripresa di Wall Street è stata il risultato diretto delle politiche dell'amministrazione, cominciando con il salvataggio multitrilionario delle banche. La politica di credito a buon mercato della Federal Reserve e la mancanza di qualsiasi seria riforma del sistema finanziario hanno favorito la ripresa del genere di frode e di criminalità finanziaria che hanno portato al crollo del settembre 2008.

I profitti record delle grandi società sono stati anche il risultato della politica della Casa Bianca. Nonostante le sue affermazioni del contrario, l'amministrazione gradisce alti livelli di disoccupazione perché permettono alle corporations di incrementare i loro profitti premendo sui lavoratori perché accettino salari e benefici più bassi. La Casa Bianca ha iniziato una spinta ai tagli salariali su scala nazionale con il suo attacco ai lavoratori della GM e della Chrysler lo scorso anno e l'ha accelerata con il recente blocco della paga dei dipendenti federali.

Martedì nel suo discorso, Obama ha segnalato che la riduzione drastica e permanente degli standard di vita della classe lavoratrice è al centro della sua strategia per raddoppiare le esportazioni entro cinque anni. Cosa significa "rendere competitivi gli USA" con paesi a basso salario come Cina e India nel contesto di una politica economica che identifica "crescita" e "creazione di posti di lavoro" con accrescere i profitti delle aziende? Significa restringere il divario del costo del lavoro tra gli USA e questi paesi dei mercati emergenti riducendo salari, pensioni e benefici USA e intensificare l'accelerazione sul posto di lavoro.

Obama ha cercato di evocare l'atmosfera di Kennedy e della corsa spaziale degli anni '60, dichiarando che la globalizzazione e l'ascesa della Cina avevano creato "il momento Sputnik della nostra generazione". Questo è stato un tentativo del tutto cinico di fabbricare il motivo per l'unità e il sacrificio in risposta a una nuova sfida al paese come copertura per una vera politica di guerra di classe contro la vasta maggioranza condotta negli interessi di una piccola e aristocratica minoranza.

In base al programma di Obamachiamato "vincere il futuro"tutti i sacrifici saranno fatti dalla classe lavoratrice. Sarà devastata da tagli alla spesa sociale (un blocco di cinque anni alla spesa discrezionale non della difesa) seguiti da attacchi ai programmi dei diritti acquisiti fondamentali―Medicare, Medicaid e Social Security.

I ricchi otterranno un ulteriore taglio ai loro tassi d'imposta (nel nome della "semplificazione" del codice tributario) e una quota ancora più grande della ricchezza nazionale.

"Dobbiamo rendere l'America il posto migliore sulla terra per fare affari", ha proclamato Obama, echeggiando le osservazioni del presidente Calvin Coolidge che l'"attività dell'America sono gli affari". Obama ha trasformato senza pudore la Casa Bianca in una succursale di JPMorgan Chase e General Electric. Effettivamente, nella corsa verso il discorso ha nominato il multimilionario dirigente della JPMorgan William Daley come suo capo di gabinetto alla Casa Bianca e ha messo l'amministratore delegato della General Electric Jeffrey Immelt a capo del Consiglio del Lavoro e della competitività di recente creato.

Nel 2008, potenti interessi finanziari e politici hanno manovrato per convogliare la rabbia popolare contro l'amministrazione Bush e le sue politiche militariste e pro imprese dietro la campagna Obama. Nel 2010, la classe dominante ha manipolato le elezioni di medio terminesfruttando la generale disillusione popolare sul tradimento delle promesse della campagna di Obama e il disgusto per le sue politiche di destraper combinare la vittoria repubblicana e giustificare un'ulteriore sbandata a destra da parte di Obama.

L'intera esperienza di questa amministrazione prova la natura antidemocratica del sistema a due partiti e della sua completa subordinazione all'oligarchia finanziaria.

Allo scopo di difendere i propri interessi, la classe lavoratrice deve costruire un movimento socialista, indipendente dal Partito Democratico e dai suoi alleati nell'apparato sindacale, che lotterà per un governo dei lavoratori per distruggere la stretta alla gola dell'aristocrazia finanziaria e riorganizzare la vita economica sulla base del bisogno sociale, non del profitto privato.

Esortiamo tutti i lavoratori e i giovani determinati ad attuare questa lotta a prendere la decisione di unirsi e costruire Socialist Equality Party.

Jerry White