di Larry Hales
14 marzo 2009
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"La memoria dei popoli oppressi è una cosa che non può essere portata via e, per tale popolo, con tali memorie, la rivolta è sempre un pollice sotto la superficie". —Howard Zinn “Storia popolare degli Stati Uniti" La resistenza è il sottoprodotto dell'oppressione. Con i primi sentori dello sfruttamento e dell'oppressione arrivano i semi della lotta per liberarsi di coloro che hanno sfruttato ed oppresso. Nell'emisfero occidentale, la resistenza alla colonizzazione è cominciata poco dopo l'arrivo di Colombo, quando divennero chiari gli scopi della spedizione. La storia dell'emisfero occidentale è la storia del genocidio del popolo indigeno, proprio dalle regioni settentrionali alle più meridionali, ma anche del furto della terra, dello stupro e dell'asservimento del popolo africano. Dall'iniziale resistenza degli indigeni alla colonizzazione alla ribellione degli schiavi indigeni a bordo di un galeone spagnolo nel 1516, ad una delle prime ribellioni di schiavi africani registrate in Nord America—la ribellione di New York del 1712—la storia delle Americhe è gremita di lotta aperta e violenta. Ma, nella storia relativamente recente, il periodo turbolento più ricordato ebbe luogo nella seconda metà del 20° secolo. La lotta per i diritti civili viene caratterizzata come un movimento non violento. Comunque, ha anche impiegato altre tattiche, compresa l'autodifesa armata contro la violenza razzista e la polizia. Nel Sud, la violenza razzista dell'ultradestra contro i neri liberi iniziò immediatamente dopo che terminò ufficialmente la schiavitù. Nel solo 1865 furono uccisi centinaia se non migliaia di neri liberi. Carl Schurz, un settentrionale nato in Germania, che sarebbe più tardi diventato segretario agli interni e soprintendente dell'Ufficio Affari Indiani, spingendo avanti un programma per costringere il popolo indigeno in dei bantustan, documentò i linciaggi nel suo "Rapporto sulle condizioni del Sud" del 1865. Nel rapporto scrisse: "Il numero degli assassini e degli attacchi perpetrati contro i negri è molto grande; possiamo creare soltanto una stima approssimata di ciò che sta succedendo in quelle parti del Sud che non sono strettamente presidiate e dalle quali non si riceve nessun rapporto regolare, a parte che accade proprio sotto gli occhi delle nostre autorità militari. Riguardo alla mia esperienza personale, menzionerò soltanto che durante il mio soggiorno di due giorni ad Atlanta, un negro è stato pugnalato mortalmente in strada e tre sono stati avvelenati, uno dei quali è morto. Mentre ero a Montgomery, ad un negro è stata tagliata la gola chiaramente con l'intenzione di ucciderlo e ad un altro è stato sparato, ma entrambe si sono salvati. Diversi documenti allegati a questo rapporto forniscono un resoconto del numero di casi capitali che sono avvenuti in certi luoghi durante un certo periodo di tempo. E' un fatto triste che il perpetrare di tali atti non sia confinato a quella classe di persone che possa chiamarsi gentaglia". Schurz avrebbe più tardi contribuito a fondare i "Repubblicani liberali", che patrocinavano lo sgombero delle truppe federali dal Sud e l'autogoverno degli stati meridionali. Con il Compromesso del 1877 e la Posse Comitatus Act del 1878, la Ricostruzione terminò ufficialmente e le truppe federali furono allontanate dal Sud. I gruppi paramilitari come la Lega Bianca—alleata con il Partito Democratico Meridionale—che avevano già iniziato a spuntare prima della Ricostruzione, quando le truppe federali furono rimosse prosperarono. Il Ku Klux Klan, fondato nel 1865 da dei Confederati, progredì con questo. Il sito web pbs.org da il resoconto di un'azione della Lega Bianca: "Il 13 aprile 1873, la violenza esplose a Colfax, Louisiana. La Lega Bianca, un gruppo paramilitare deciso ad assicurare il dominio dei bianchi in Louisiana, si scontrò con la milizia statale della Louisiana quasi tutta di neri. Il bilancio dei morti fu sconcertante. Soltanto tre membri della Lega Bianca morirono. Ma nello scontro furono uccisi circa un centinaio di neri". La violenza contro altri popoli oppressi è stata ugualmente intensa. Il popolo indigeno ha affrontato aggressione continua e tentativi di eliminarne la popolazione, rubarne la terra e mandarlo via dalla terra che aveva abitato da molto tempo prima che i primi coloni arrivassero in Nord America. Il massacro del popolo nativo a Wounded Knee avvenne nel 1890 e più di 300 persone, prevalentemente donne, bambini ed anziani, furono brutalmente uccise dalle truppe federali. Il governo federale e le milizie locali lanciarono dei brutali assalti per scacciare i popoli nativi dalla loro terra ed intrapresero innumerevoli guerre, da quelle contro i Seminole ed i Creek, combattute principalmente in Florida, al furto di metà del Messico per espandere la schiavitù. Le condizioni di guerra, oppressione e repressione continuano fino ad oggi, ma nell'ultima metà del 20° secolo, dopo centinaia di anni di schiavitù, genocidio ed oppressione, scoppiarono delle autentiche ribellioni nelle quali la maggior parte degli oppressi utilizzarono la violenza e l'autodifesa. Robert F. Williams era un energico fautore dell'autodifesa che scrisse: "Negri con le armi" e l'opuscolo "Ascolta fratello"—per convincere i neri a non combattere in Vietnam. Williams avviò il giornale "I crociati" e fu presidente della sezione del NAACP di Monroe, N.C., dove guidò molte lotte contro la segregazione. Quando le case dei neri divennero bersagli di attacchi notturni del Klan, organizzò delle squadre di difesa armate. Nel 1961 Williams fuggì a Cuba dopo che accuse inventate di "rapimento" furono presentate contro di lui ed altri a Monroe che in realtà avevano dato rifugio ad una coppia di bianchi anziani per proteggerli durante un teso stallo nelle strade. La coppia di bianchi rimase incolume. E' stata un'altra chiara dimostrazione che il governo USA era contrario al diritto degli oppressi di difendersi, mentre spalleggiava la violenza razzista. Williams affermò: "E' un fatto universalmente noto che la struttura del potere degli USA razzisti è furiosamente contraria all'autodifesa da parte del nostro popolo".
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