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Senza dubbio la caratteristica più notevole della campagna per
la rielezione del presidente Obama è il suo assoluto cinismo. Avendo
occupato la sua intera durata a proteggere ed espandere la ricchezza
dell'elite finanziaria a spese della popolazione lavoratrice, ora
Obama si presenta come il partigiano dell'uomo comune ed oppositore
di avidità e privilegio.
Il fatto più importante di questa farsa è la cosiddetta "regola
Buffett", secondo la quale quelli con redditi sopra $1 milione
pagherebbero un imposta minima del 30%. Parlando martedì alla
Florida Atlantic University,
Obama ha osservato che l'1% di vertice in America paga imposte al
tasso più basso in 50 anni. Ha dichiarato che queste famiglie
dovrebbero "pagare la stessa percentuale del loro reddito che pagano
le famiglie della classe media".
Obama sente di essere in libertà di fare questa proposta
estremamente mite perché sa che non sarà mai attuata. Il
repubblicani al Congresso la contrasterebbero all'unanimità, come
pure una parte considerevole dei democratici e lui non lotterebbe
per essa. Anche se attuata, non farebbe nulla per ristabilire un
elemento di progressività nella struttura fiscale USA, poiché
respinge il principio che i ricchi dovrebbero pagare sul loro
reddito di più di tutti gli altri.
Nel frattempo,
praticamente tutti i giorni
emergono rapporti che documentano l'impatto socialmente
reazionario delle politiche della Casa Bianca di Obama e la colo
continuità con le politiche pro imprese della precedente
amministrazione repubblicana.
Lunedì il
New York Times
ha riportato che, nel mezzo della più grave crisi dell'occupazione
dalla Grande Depressione,
il programmi di formazione al lavoro vengono fatti languire di
fondi a causa dei tagli alla spesa. Le spese federali per la
formazione lavoro dal'anno fiscale 2010 sono state tagliate di $1
miliardo. La spesa totale per la formazione lavoro per i lavoratori
disoccupati è appena la metà del livello di dieci anni fa, anche se
la disoccupazione è più che raddoppiata.
L'articolo ha fatto rilevare che nella regione di Seattle i
centri formazione lavoro avevano finanziamenti sufficienti per
addestrare meno del 5%di quelli che l'anno scorso hanno fatto
richiesta. A Dallas, dei funzionari hanno dichiarato di avere fondi
sufficienti per assistere soltanto 43 persone.
Dall'altra parte dell'equazione sociale, lo stesso giorno il
Wall Street Journal
ha riferito che le più grandi corporation USA, quelle elencate
nell'indice di borsa
Standard & Poor’s 500,
hanno utilizzato la crisi economica e la disoccupazione di massa per
emergere più
redditizie e competitive che mai e per accumulare una provvista
di contanti di $1,2 trilioni maggiore che nel 2007.
Come risultato della riduzione della dimensione, del taglio dei
costi e dell'introduzione di tecnologia a risparmio di lavoro,
riporta il
Journal,
nel 2011 queste imprese hanno generato una media di
$420.000
di entrate per ogni dipendente sui loro libri paga, un incremento di
oltre l'11% dalla cifra di $378.000 per il 2007. Nel corso dello
stesso periodo, il loro reddito netto è salito del 22,7%.
D'altro canto, le piccole imprese vengono affamate di credito
dalle banche e spinte contro il muro, aumentando la dominazione
della vita economica da parte di giganteschi monopoli.
Questi indici dimostrano che l'elite industriale-finanziaria
sta utilizzando la crisi che è scoppiata nel
2007-2008
per eseguire una riorganizzazione storica delle relazioni
sociali. Il pezzo centrale è la distruzione di ciò che resta della
rete di sicurezza sociale e di tutte le passate conquiste della
classe lavoratrice e la secca intensificazione del suo sfruttamento.
Questo processo non è semplicemente il risultato di forze economiche
impersonali ed astratte. E' il risultato di definite politiche di
classe perseguite dall'amministrazione Obama e dall'establishment
nel complesso nell'interesse dell'aristocrazia finanziaria.
Quale sono le maggiori caratteristiche delle politiche sociali
ed economiche dell'amministrazione?
*
L'estensione del salvataggio multitrilionario delle banche.
*
L'introduzione del taglio salariale nel salvataggio
dell'industria automobilistica del 2009, che ha imposto un taglio
salariale indiscriminato del 50% ai lavoratori appena assunti alla
General Motors
ed alla
Chrysler.
*
Il rifiuto di qualunque programma governativo per creare posti
di lavoro o per fornire soccorso serio ai disoccupati ed alle
vittime dei sequestri di case.
*
Nessuna riforma del sistema bancario ed il diniego di
perseguire i criminali di
Wall Street
le cui azioni hanno fatto precipitare il crollo finanziario.
*
Ulteriore deregolamentazione delle
corporation
e nuova manna fiscale per la grande impresa camuffate da misure per
la "creazione di posti di lavoro".
Questa è la realtà della "ripresa" di Obama, che è
essenzialmente una ripresa dei profitti delle corporation ed un
ulteriore arricchimento dell'oligarchia finanziaria da una parte e
la crescita della povertà e dello sfruttamento dall'altra. Come
riportato di recente, nel 2010 uno sbalorditivo 93% del nuovo
reddito è andato all1% al vertice di chi guadagna.
Dopo le elezioni di novembre questo processo sarà
intensificato, indifferente da quale dei due partiti controllati
dalle corporation reclamerà la Casa Bianca. Anche se si atteggia a
populista, Obama è impegnato a tagliare centinaia di miliardi di
dollari di programmi sociali federali, inclusi buoni alimentari,
Medicare e Sicurezza Sociale, mentre ridurrà le imposte alle grandi
imprese.
La classe lavoratrice deve preparare la propria alternativa ai
partiti gemelli della grande impresa, una che difenda i suoi
interessi sociali e respinga l'intera struttura del sistema del
profitto. Il sistema capitalista non può essere riformato, deve
essere rimpiazzato da un sistema fondato sulla proprietà pubblica
delle banche e delle corporation sotto il controllo democratico
della popolazione lavoratrice e della produzione per il bisogno
sociale, non per il profitto privato, cioè il socialismo.
Questo è il programma che viene portato avanti dal
Socialist Equality Party
e dai suoi candidati a presidente e vicepresidente,
Jerry White
e
Phyllis Scherrer.
Tutti coloro che vogliono lottare in difesa dei diritti sociali
del popolo lavoratore e dei giovani e che vedono il bisogno di un
cambiamento fondamentale dovrebbero divenire attivi partecipanti
alla campagna elettorale del SEP.
Per altre informazioni sulla campagna del
SEP
e per partecipare, visitare
socialequality.com
Andre Damon e Barry Grey
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