
Un libro aperto
Il piano per invadere la Siria steso da anni
di Chris Floyd
25 aprile 2003
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Alcuni cinici affermano che George W. Bush ed i suoi più stretti consiglieri -- ai quali i cinici si riferiscono cinicamente come ai "ruffiani delle corporations assetati di sangue" -- sono un gruppo di crudeli ed infedeli mentitori. Ma considero un'offesa assommare tali ingiustificate calunnie sui buoni nomi di questi grandi capi. Sono stati insultati, calunniati, accusati slealmente. Perché, quando si viene ai loro piani di conquista del mondo, questi cd "ruffiani" sono tanto onesti quanto un bambino. Come tutti sappiamo, lo stupro dell'Iraq (oppure, come senza dubbio lo chiameranno gli storici, "L'alba dell'Impero Sciita") è stato apertamente pianificato diversi anni fa da una cellula di agitprop della destra estrema guidati da Dick Cheney e Don Rumsfeld. Ora viene fuori che anche il recente battersi il petto della grande scimmia mirato alla Siria -- minacce di sanzioni, attacchi "chirurgici" e "cambio di regime" -- era stato pianificato con cura, da molte delle stesse persone, molto tempo prima che il Regime Bush prendesse il potere. Come abbiamo spesso qui riportato, nel settembre del 2000 l'equipe Cheney-Rumsfeld, il Project for the New American Century, pubblicò fieramente il suo progetto per la diretta imposizione di "basi avanzate" degli USA attraverso l'Asia Centrale ed il Medio Oriente. Essi prevedevano persino la necessità per quello che chiamavano un "evento tipo Pearl Harbor" per galvanizzare il pubblico americano a sostenere il loro ambizioso programma. Anche le loro motivazioni per questo programma erano dichiarate piuttosto apertamente: assicurare il dominio politico ed economico degli USA nel mondo, strangolando ogni potenziale "rivale" o ogni praticabile alternativa al capitalismo dei rapaci amici favoriti dagli estremisti del PNAC. Il dominio sarebbe stato imposto dalla onnipresente minaccia -- e frequente applicazione -- della violenza. (Una tattica altrove nota come "terrorismo"). Il PNAC è anche stato molto onesto sul ruolo dell'Iraq in questa crociata per l'impero, dichiarando chiaramente che la necessità di una presenza militare USA nell'area "prescindeva" dal "problema del regime di Saddam Hussein". Non vi era alcuna ipocrita giustificazione di "liberazione", armi di distruzione di massa o collegamenti terroristi. Per dominare le ricchezze petrolifere situate in quella regione -- e quindi lo sviluppo economico/politico mondiale nei decenni futuri -- essi avevano bisogno di una presenza militare in Iraq: è così semplice. Ed ora l'hanno avuta. Ancora, è tutto piuttosto chiaro -- per chiunque voglia vedere. La scorsa settimana il Pentagono ha annunciato che si "aspetta" (cioè "esige") di avere un "accesso a lungo termine" almeno a quattro importanti basi militari in Iraq. Il New York Times riporta. (Rumsfeld -- o "il Falso" come lo chiamano i cinici -- più tardi emise un comunicato di nego-non nego). Sebbene le centinaia di migliaia di armati ed arrabbiati mussulmani sciiti che attualmente richiedono uno stato islamico nella nuova satrapia di Bush possano forse causare qualche fastidi ai sahib, per ora i generali ed i trafficanti d'armi installati come nuovi governanti dell'Iraq credono che staranno comodi nei Fort Pretzel e Carlyle Air Base del il "nuovo secolo americano". Questo era, dopotutto, lo scopo del recente massacro -- come anni or sono dissero chiaramente Cheney e Rumsfeld. Pochi mesi prima del profetico rapporto del PNAC del 2000, un gruppo alleato con iscrizioni incrociate pubblicò un simile documento delineando i passi da prendere contro la Siria: prima "stringere le viti" con denunce e sanzioni economiche, quindi intensificare la pressione sino all'azione militare, come riporta Jim Lobe dell'Inter-Press Agency. Gli architetti di questo documento comprendono Elliot Abrams, spergiuro condannato che ora guida la politica di Bush in Medio Oriente; Douglas Feith, uno dei massimi aiutanti del Falso; Paula Dobriansky, sottosegretario di Colin Powell, ed influenti consiglieri del Pentagono come David Wurmser, Michael Leeden e l'amore di tutti, lo "spacciatore di fascino" Richard Perle. Il rapporto fuoriesce in gran parte dalle intestina dello United States Committee for a Free Lebanon, un curioso raggruppamento di cristiani americani di destra, ebrei americani di destra ed una innaffiata di esuli libanesi. Essi obiettano -- giustamente -- il fatto che la Siria abbia mantenuto "da lungo tempo accesso alle principali basi militari" del Libano, utilizzando questa minacciosa presenza per esercitare una ingiusta influenza sulla vita politica ed economica del Libano. Naturalmente, qualche cinico dirà che questa situazione è straordinariamente simile all'occupazione che si protrae da 18 anni del, hmm Libano, da parte di Israele, od alla decennale -- e che ancora continua -- presenza militare degli Stati Uniti in Giappone, Corea, Germania, Italia, Gran Bretagna, Panama ecc. Ma sapete come sono i cinici. Lo USCFL fornisce anche percezioni molto chiare ed analisi quasi letterarie su vitali temi regionali, come il suo documento germinale "Persino gli arabi non amano gli arabi". Ma il credo del gruppo - i cui membri ora percorrono i corridoi del potere nella Washington Imperiale -- è forse meglio illustrato nel suo ragionato trattato del 2000, "Una petizione per esigere la guerra contro i governi che sponsorizzano il terrorismo" (eccetto, naturalmente, per i governi che impongono la loro volontà con l'onnipresente minaccia dell'uso della forza e della violenza -- cioè terrorismo -- ma sono guidati da carini uomini bianche educati a Yale e Oxford.) Qui, il gruppo protobushista chiede che sei "stati canaglia" -- Afghanistan, Iraq, Siria, Iran, Libia and Sudan -- "consegnino i loro governi agli Stati Uniti" per timore di una massiccia risposta militare. Gli Stati Uniti quindi "occuperanno questi territori finché dei governi adatti" -- quelli che permettono "accesso a lungo termine" alle principali basi militari, senza dubbio -- "possano essere costituiti". Ed esattamente quanto massiccia dovrebbe essere la risposta militare USA? Lo USCFL è, come sempre, ammirevolmente -- e brutalmente -- esplicito: "L'America deve dare un chiaro esempio-identico a quelli di Hiroshima and Nagasaki. Se vi mettete in mezzo, vi spazzerò via dalla faccia della terra". E' questo quello di cui i bushisti realmente parlano nelle loro diatribe ispiratrici di paura sul vedere "la pistola fumante del terrorismo in un fungo atomico"? ------------------------------------------------------------------------------------------------------ Reprinted for fair use only |