Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

 

Obama eredita e normalizza l'arroganza e l'impunità

di Nixon, Reagan ed entrambe i Bush

Mercoledì, 13/02/2013 - 07:26 — Bruce A. Dixon

 

Un commentario di Black Agenda Radio di Bruce A. Dixon

Quando i presidenti repubblicani Nixon, Reagan e Bush hanno intrapreso delle guerre segrete basate su montagne di menzogne e di inganno, sono stati quasi incriminati, ma in ogni caso i democratici in controllo del Congresso non potevano tirare il grilletto. Come risultato, la Casa Bianca di Obama si crogiola in una cultura presidenziale di arroganza omicida e di illegale impunità.

Obama eredita & normalizza l'arroganza e l'impunità di Tricky Dick Nixon, Ronald Reagan e di entrambe i Bush

Un commentario di Black Agenda Radio di Bruce A. Dixon

Già nei lontani primi anni settanta, quando Richard Nixon bombardò segretamente il Laos e la Cambogia, due paesi con i quali gli USA non erano in guerra, e lo nascose al Congresso e al pubblico, il crimine era abbastanza grave per essere formulato contro di lui il quarto articolo di incriminazione. Una dozzina di anni più tardi, quando Ronald Reagan sfidò il Congresso per intraprendere una sanguinosa guerra contra in America Centrale finanziata trafficando droga negli USA dall'America Centrale e vendendo armi all'Iran, Reagan evitò l'incriminazione soltanto fingendo che non riusciva a ricordarne molto e lasciando che si prendessero la colpa i suoi tirapiedi. Anche George W. Bush è stato ampiamente ingiuriato come impostore omicida per le sue menzogne sulle armi di distruzione di massa irachene e più, con milioni di americani e altri milioni per il mondo che protestavano contro la sua invasione dell'Iraq ancora prima che iniziasse.

Ma, alla fine, nessuno di questi guerrafondai repubblicani è stato incriminato mentre in carica o accusato successivamente perché i democratici, ogni volta in controllo del Congresso, non sono mai riusciti a proporsi di tirare il grilletto. Così Tricky Dick Nixon si è dimesso. Reagan è barcollato via alla fattoria e Dubya proprio ora è a casa che guarda l'Idolo Americano. Barack Hussein Obama può essere di un diverso colore e di un diverso partito ma eredita la loro arroganza, la loro immunità, la loro impunità.

Questa Casa Bianca si vanta apertamente delle sue riunioni del "Martedì del Terrore" nei quali le forze speciali e i droni USA vengono spediti a e da dozzine di paesi non rivelati per rapire, torturare o assassinare migliaia di persone, in prevalenza innocenti nel caso di attacchi di droni, agli evviva e gli scherzi di liberali dei missili da crociera come Ed Schulz e Bill Maher, che chiama Obama il "presidente nero ninja". Il potente simbolo di un volto nero che in alta posizione ha normalizzato la condotta di guerre di aggressione illegali e di assassini di stato segreti tra parti di popolazione che non avevano nessun fastidio a chiamare crimine un crimine quando commesso da un repubblicano bianco. In questo senso, il Primo Presidente Nero è un poco diverso, ma perlopiù moltissimo come i suoi malvagi predecessori.

Vale la pena osservare che nei dibattiti tra Mitt Romney e Barack Obama, guerre di droni per uccidere a volontà, la militarizzazione dell'Africa, immunità di Wall Street dal perseguimento giudiziario e la spinta a privatizzare e trasformare in charter l'istruzione pubblica erano punti sui quali entrambe i candidati erano in completo accordo. Ma se Mitt Romney fosse oggi presidente molti di noi non sarebbero nelle strade per queste cose? Gli apologeti neri, come osserva Davey D, cercano di bloccare la critica di questo presidente nel nome traviato dell'unità dei neri e alcuni attivisti bianche restano a casa perché non vogliono essere visti come bianchi razzisti che odiano un presidente nero.

La scorsa settimana un amico di Facebook ad Atlanta ha osservato che ogni volta che correva voce che George Bush veniva in città, la sua casella di posta era piena di avvisi di mobilitazione generale. Ma con l'attuale Presidente di Guerra che sta per visitare, ha affermato, sembrava come il suo unico corrispondente potesse essere l'Atlanta Journal-Constitution.

It's going to be a long, long four more years.

Saranno altri quattro lunghi, lunghi anni.

Per Black Agenda Radio, sono Bruce Dixon. Ci trovate sul web a www.blackagendareport.com.

Bruce A. Dixon è direttore responsabile di Black Agenda Report e membro del comitato di stato del Partito dei Verdi della Georgia. Contattatelo tramite la pagina dei contatti di di questo sito oppure a bruce.dixon(at)blackagendareport.com.