Un commentario di
Black Agenda Radio di
Bruce A. Dixon
Quando i presidenti repubblicani
Nixon, Reagan
e Bush hanno intrapreso delle guerre segrete basate su
montagne di menzogne e di inganno, sono stati quasi incriminati,
ma in ogni caso i democratici in controllo del Congresso non
potevano tirare il grilletto. Come risultato, la Casa Bianca di
Obama si crogiola in una cultura presidenziale di arroganza
omicida e di illegale impunità.
Obama eredita & normalizza l'arroganza e l'impunità di
Tricky Dick Nixon, Ronald Reagan e di entrambe i Bush
Un commentario di Black Agenda Radio di Bruce
A. Dixon
Già nei lontani primi anni settanta, quando
Richard
Nixon bombardò segretamente il Laos e la Cambogia, due paesi con
i quali gli USA non erano in guerra, e lo nascose al Congresso e
al pubblico, il crimine era abbastanza grave per
essere formulato contro di lui il quarto articolo di
incriminazione. Una dozzina di anni più tardi, quando
Ronald Reagan sfidò il
Congresso per intraprendere una sanguinosa guerra contra in
America Centrale finanziata
trafficando droga negli USA dall'America Centrale e
vendendo armi all'Iran, Reagan
evitò l'incriminazione soltanto fingendo che non riusciva a
ricordarne molto e lasciando che si prendessero la colpa i suoi
tirapiedi.
Anche George W. Bush è stato ampiamente ingiuriato come
impostore omicida per le sue menzogne sulle armi di distruzione
di massa irachene e più, con milioni di americani e altri
milioni per il mondo che protestavano contro la sua invasione
dell'Iraq ancora prima che iniziasse.
Ma, alla fine, nessuno di questi guerrafondai repubblicani
è stato incriminato mentre in carica o accusato successivamente
perché i democratici, ogni volta in controllo del Congresso, non
sono mai riusciti a proporsi di tirare il grilletto. Così
Tricky Dick Nixon si è dimesso. Reagan è barcollato via
alla fattoria e Dubya proprio ora è a casa che guarda l'Idolo
Americano.
Barack Hussein Obama
può essere di un diverso colore e di un diverso partito ma
eredita la loro arroganza, la loro immunità, la loro impunità.
Questa Casa Bianca si vanta apertamente delle sue riunioni
del "Martedì del Terrore" nei quali le forze speciali e i droni
USA vengono spediti a e da dozzine di paesi non rivelati per
rapire, torturare o assassinare migliaia di persone, in
prevalenza innocenti nel caso di attacchi di droni, agli evviva
e gli scherzi di liberali dei missili da crociera come
Ed Schulz e Bill Maher, che chiama Obama il "presidente
nero ninja". Il potente simbolo di un volto nero che in alta
posizione ha normalizzato la condotta di guerre di aggressione
illegali e di assassini di stato segreti tra parti di
popolazione che non avevano nessun fastidio a chiamare crimine
un crimine quando commesso da un repubblicano bianco. In questo
senso, il Primo Presidente Nero è un poco diverso, ma perlopiù
moltissimo come i suoi malvagi predecessori.
Vale la pena osservare che nei dibattiti tra
Mitt Romney e Barack Obama,
guerre di droni per uccidere a volontà, la militarizzazione
dell'Africa, immunità di
Wall Street dal
perseguimento giudiziario e la spinta a privatizzare e
trasformare in charter l'istruzione pubblica erano punti sui
quali entrambe i candidati erano in completo accordo. Ma se
Mitt Romney fosse oggi
presidente molti di noi non sarebbero nelle strade per queste
cose?
Gli apologeti neri, come
osserva Davey D, cercano di bloccare la
critica di questo presidente nel nome traviato dell'unità dei
neri e alcuni attivisti bianche restano a casa perché non
vogliono essere visti come bianchi razzisti che odiano un
presidente nero.
La scorsa settimana un amico di
Facebook ad Atlanta ha osservato che ogni volta che correva
voce che
George Bush veniva in città, la sua casella di posta era
piena di avvisi di mobilitazione generale. Ma con l'attuale
Presidente di Guerra che sta per visitare, ha affermato,
sembrava come il suo unico corrispondente potesse essere l'Atlanta Journal-Constitution.
It's going to be a long, long four more
years.
Saranno
altri quattro lunghi, lunghi anni.
Per Black Agenda Radio,
sono Bruce Dixon.
Ci trovate sul web a
www.blackagendareport.com.
Bruce A. Dixon è direttore responsabile di Black Agenda
Report
e membro del comitato di stato del
Partito dei Verdi della Georgia. Contattatelo tramite la pagina dei contatti
di di questo sito oppure a bruce.dixon(at)blackagendareport.com.