Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

Il disastro Obama, all'interno e all'estero

Martedì 05/04/2011 — Glen Ford

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

 

Di Obama non è rimasto nulla, eccetto il "legale societario repubblicratico moderato" che è sempre stato. Si è rifiutato di battersi nell'interesse del popolo perché non è interessato al popolo – soltanto al suo insensato sogno di una grandiosa alleanza con il GOP al servizio di Wall Street. Ma il GOP si sente trionfante e non fa il suo gioco. "Obama ha già sacrificato trilioni di spesa sociale cercando di spaccare la differenza di bilancio con i repubblicani che persistono nel cercare la vittoria totale.

Il disastro Obama, all'interno e all'estero

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

Quando si predice un disastro non è affatto divertente avere ragione. Da molto tempo prima che Barack Obama fosse eletto presidente, noi a Black Agenda Report abbiamo sostenuto che questo politico corporativo di centrodestra è un Democratico di Guerra i cui obiettivi di politica estera – se non la sua retorica – non sono affatto differenti da quelli di George Bush. Con l'espansione delle guerre di Bush da parte di Obama e la sua apertura di un nuovo fronte nordafricano in Libia, abbiamo dimostrato di avere catastroficamente ragione – ragione fino alle lacrime.

Quando abbiamo affermato che Obama era uno strumento dei banchieri di Wall Street che hanno appoggiato in pieno la sua candidatura e che li avrebbe ripagati con trilioni di dollari in cambio, avevamo ragione anche più ragione di quanto immaginavamo. Abbiamo affermato che Obama era ossessionato dal cercare di forgiare una grande alleanza con i repubblicani e che per farlo avrebbe intrapreso una guerra interna contro gli interessi della gente nera e dell'ala sinistra del Partito Democratico. Tutto ciò è avvenuto. Quando il GOP ha preso il controllo della Camera USA lo scorso novembre, abbiamo dichiarato che indicava la "Fine dell'era di Obama” e che il "miglior risultato che poteva derivarne...è che i repubblicani oltrepassano e, nel loro trionfalismo nazionalista bianco, rendono impossibile al presidente Obama ed ai democratici al Congresso di raggiungere un accordo" con loro. Il GOP sta arrivando alla vittoria totale, mentre Obama ha già sacrificato rilioni di spesa sociale cercando di spaccare la differenza di bilancio con i repubblicani che persistono nel cercare la vittoria totale. Obama non ha nulla sulla quale discutere con il GOP, avendo lui stesso posto l'intera eredità dello stato sociale democratico sul tagliere nell'interesse della riduzione del deficit. Come abbiamo affermato già in novembre, paralisi – chiusura – una battaglia vera e prova dei desideri dei programmi del popolo, è meglio dello stile lucente e viscido di resa calibrata di Obama.

Il disastro Obama ha costretto quelli tra noi della sinistra nera ad organizzarsi attorno a solidi principi ed a guardare agli attori politici nelle nostre comunità con occhio molto più freddo ed inesorabile. Così abbiamo la Black Is Back Coalition per la Giustizia Sociale, la Pace ed i Risarcimenti che non tollera nessun compromesso con l'imperialismo e la servitù a Wall Street obamite. Ci siamo alleati con altri nella sinistra che il 9 aprile terranno una grande mobilitazione contro la guerra a New York City ed il 10 aprile a San Francisco. La scorsa settimana, ha avuto luogo la prima dimostrazione anti-Obama a guida nera a Harlem, fuori da in rinnovato ristorante dove Obama ospitava una cena da $30.000 a coperto.

Nellie Bailey, di Harlem Fightback Against Wars at Home and Abroad, ha sfidato centinaia di dimostranti a "“prendere la superiorità morale che è venuta meno sotto la falsa illusione che Barack Obama rappresenti gli interessi del popolo della classe lavoratrice, ancora meno del popolo nero della classe lavoratrice".

Il docente di studi africani Bill Sales ha chiesto: "Come può Obama rappresentarci, quando si compromette con della gente che cerca di colpirci duramente". Obama, ha affermato Sales, "è un legale societario repubblicratico moderato. Non diventate fanatici".

Charles Barron, un consigliere municipale di New York City, ha affermato che per lui "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" è stata quando Obama ha chiamato il presidente del Sud Africa richiedendo che all'ex presidente haitiano Aristide fosse impedito di ritornare in patria. In un dibattito tre anni fa, il consigliere Barron mi raccontò che appoggiava Obama, nonostante dei dubbi, perché voleva "dare un colpo ad un fratello". Bene, Obama ha dimostrato di non essere affatto un fratello. Ha colpito la sua gente e l'America nera sarà un posto più sano quando se ne sarà andato.

Per Black Agenda Radio, sono Glen Ford. Sul web, andate a www.BlackAgendaReport.com.

Il direttore esecutivo di BAR Glen Ford può contattarsi a Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.