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IL PARLAMENTO GRECO APPROVA LE MISURE DI AUSTERITA' MENTRE LE PROTESTE CONTINUANO:

Il prossimo scontro con UE e FMI preprogrammato per settembre

Jane Burgermeister

 

Le banche e l'euro sono scampate all'immediato disastro economico dopo che oggi il parlamento greco ha votato con uno stretto margine a favore delle privatizzazioni e delle misure di austerità ordinate da UE, FMI E BCE.

Tuttavia, per settembre è preprogrammato un nuovo scontro con il parlamento ed il popolo greco, quando la Troika intraprenderà la sua prossima revisione delle finanze della Grecia.

Il governo socialista di George Papandreou ha obbligato ad accettare un pacchetto di €28 miliardi di drastici incrementi di imposte e di tagli di bilancio per 155 voti a 138 mentre i contestatori fuori del parlamento affrontavano il gas lacrimogeno e persino i proiettili di gomma della polizia antisommossa. Anche i sindacati hanno organizzato uno sciopero di 48 ore.

Guardate la diretta delle proteste a:

http://www.livestream.com/stopcarteltvgr?utm_source=lsplayer&utm_medium=embed&utm_campaign=footerlinks

Domani si terrà la votazione per autorizzare la legislazione che permetta la vendita a società straniere di beni del governo greco da parte di una speciale agenzia soprintesa da funzionari di UE, FMI e BCE.

L'approvazione di questa legislazione sgombrerà la strada per il prossimo pagamento degli interessi sull'astronomico debito nazionale del paese da farsi in luglio alle banche americane, francesi e tedesche.

Il debito sovrano greco è destinato a salire al 170% del PIL l'anno prossimo dopo che le misure di austerità del FMI e della UE ordinate nel 2010 hanno schiacciato l'economia ed i nuovi tagli aggraveranno soltanto la terribile situazione economica della Grecia.

La Grecia ha già la più bassa valutazione del credito al mondo ed viene considerato dalle agenzie di valutazione, dai mercati obbligazionari e dagli economisti che sarà insolvente e non illiquida. Ma la raccomandazione di creare un meccanismo d'insolvenza per i paesi sovra-addebitati dell'eurozona come la Grecia è stata seppellita dal governo tedesco nell'autunno del 2010.

Secondo un rapporto del FMI, la Grecia è destinata a spendere 131 miliardi di euro per pagamenti di interessi e per rifinanziare il suo debito nazionale tra il 2009 ed il 2014 come parte della fantasticheria che la Grecia sia proprio illiquida.

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/jun/27/greece-bailout-eu-neocolonialism

Ma non sono soltanto i greci che saranno costretti dai loro complici governi a dare del denaro che non possono permettersi alle banche per debiti bancari costruiti con la riserva frazionaria.

Secondo un rapporto di Open Europe, il costo del salvataggio dei bankster greci è destinato a salire a 1.450 euro per ciascuna famiglia in Europa.

http://www.telegraph.co.uk/finance/financialcrisis/8589016/Second-Greek-bail-out-could-push-eurozone-bill-to-1450-per-household.html

Il governo socialista greco ha obbligato ad accettare il pacchetto di austerità richiesto dalla UE e dal FMI sventolando timori di bancarotta dopo aver trascurato di prendere misure per prepararsi ad una ordinata insolvenza del paese e nonostante il fatto che l'esempio dell'Argentino abbia dimostrato che un default, anche uno disordinato, può far ritornare il paese ad una rapida crescita.

Soltanto un legislatore del PASOK ha votato contro le misure che graveranno sul settore più povero della società con nuove tasse "bancarie" così brutali che il giornale Die Welt ha ammesso che se attuate in Germania porterebbero a delle rivolte. Tutti i membri del partito conservatore, principale partito d'opposizione, hanno votato contro il pacchetto, a parte un legislatore.

Nonostante l'approvazione della legislazione, un default e la fine dell'euro sembrano quasi certi date le realtà economiche, che spingeranno tutto il popolo alla resistenza.

Il FMI, la UE e la BCE in settembre intraprenderanno la loro prossima revisione del progresso della Grecia nell'implementare le misure di austerità.

Per quell'epoca l'impatto delle feroci riduzioni salariali e dei tagli ai posti di lavoro, degli aumenti di tasse e dei tagli di spesa comincerà a farsi sentire, rendendo ancora più ostinata l'opposizione del popolo greco e dei sindacati a qualsiasi ulteriore inevitabile misura.

In aggiunta, l'incredibile costo del salvataggio delle banche greche diventerà più chiaro ai contribuenti dell'eurozona, specialmente ai contribuenti tedeschi, diventerà chiaro che non vi è nessuna fine in vista ai salvataggi.

"Anche se la Grecia ottiene il suo salvataggio e la sua economia rimbalza, il governo dovrebbe gestire un avanzo di bilancio, escludendo i costi del servizio del debito, del 5% del PIL per circa tre decenni per ridurre il debito al massimo del 60% consentito dalle regole della zona euro", riferisce Bloomberg.

http://www.bloomberg.com/news/2011-06-28/greek-vote-obscures-the-european-union-s-unsavory-choices-view.html

Le banche greche hanno ricevuto quasi €100 miliardi di prestiti dalla BCE in base ad un programma di assistenza di emergenza alla liquidità nonostante il fatto che le banche siano insolventi e le loro finanze siano destinate a deteriorarsi ulteriormente, intendendo dire che i contribuenti dell'eurozona dovranno sistemare il conto.

La BCE ha bruciato così tanti capitali sostenendo le insolventi banche greche, irlandesi, portoghesi e spagnole che è destinata a diventare debitrice netta verso se stessa in appena due anni, ha calcolato l'economista tedesco Hans Werner Sinn. Sinn ha chiamato un invito alle banche al "self service" il modo nel quale la BCE ha offerto prestiti alle banche per collaterali spazzatura.

La BCE ha resistito ad un default della Grecia per evitare di dover dichiarare queste perdite nei suoi libri.

Mentre il tracollo sociale ed economico che deriva dal trasferire così tanto denaro alle banche diventa evidente, la resistenza ai salvataggi dei bankster è destinata a crescere da una parte all'altra dell'eurozona.

L'impero finanziario di UE, FMI e BCE ha rimosso la sua maschera e ha concepito una presa senza precedenti dei beni e delle tasse del popolo della Grecia ed in questa menzogna si trovano i semi della sua sconfitta.

"Tutta la guerra è basata sull'inganno", ha affermato Sun Tzu.

"Il generale, incapace di controllare la propria irritazione, lancerà i suoi uomini all'assalto come formiche brulicanti, con il risultato che un terzo dei suoi uomini sono uccisi, mentre la città resterà non presa. Sono questi gli effetti disastrosi di un assedio".

L'elite del Bilderberg ha lanciato la sua Troika all'assalto della Grecia come formiche brulicanti ed il risultato è che sono già state quasi sconfitte nel parlamento greco ed in una fase abbastanza iniziale della sua campagna di guerra finanziaria contro l'Europa. Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e Germania in confronto alla Grecia sono tutte ancora nelle fasi iniziali dell'intrappolamento della schiavitù del debito dell'eurozona.

Per l'elite non vi sarà nessuna rapida vittoria, soltanto una campagna prolungata che terminerà nella fine dell'euro, dato il livello di consapevolezza già esistente tra il popolo da una parte all'altra dell'Europa di come le banche stiano depredando i contribuenti con l'aiuto di governi complici e di gran parte dei media mainstream.

 

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 29 giugno 2011