RUSSIA INSIDER

Taming the corporate media beast

 

 

La dichiarazione di Varsavia della NATO è una dichiarazione di guerra

"Questo riguarda i preparativi per la guerra, sebbene a questo punto sia impossibile dire come sarà la guerra"

El Murid

(Live Journal)

12 luglio 2016

Originariamente pubblicato a Live Journal. Tradotto da Julia Rakhmetova

L'autore è un popolare blogger russo specializzato in questioni della difesa ed affari mediorientali.

 

La dichiarazione del vertice della NATO che è stata concordata a Varsavia prende di mira la Russia. Dietro la vaga formulazione vi è un chiaro piano per cominciare a bloccare il paese lungo la sua intera frontiera orientale.

Come atteso, l'occidente sta creando l'infrastruttura per bloccare la Russia nel Baltico e nel Mar Nero, scegliendo correttamente due luoghi vulnerabili, due enclave – Kaliningrad e la Crimea. Entrambe sono indifendibili senza andare in guerra. L'inesplicabile opposizione al ponte di terra per la Crimea cominciata nell'estate del 2014, è stata abbandonata come parte di un "armistizio" e del "processo di Minsk", ma è diventato il tallone d'Achille della penisola.

E' probabile che la NATO agisca lentamente ma fermamente, accrescendo la sua presenza attorno a questi due punti, minacciando varie relazioni con la Russia prima di tutto economiche e finanziarie, dove la Russia è dipendente dalla buona volontà dei nostri "partner".

Il finale logico sarà un ultimatum, il contenuto del quale dipenderà dalla capacità di piegarlo del Cremlino.Ci saranno pressioni da diverse fazioni e gruppi all'interno del Cremlino allo scopo di impedire di rispondere alle minacce della NATO.

Un altro maggiore risultato del documento sarà l'appello a creare la coalizione più ampia possibile contro la Russia. Finora è ancora velato ma realmente non si può intendere altrimenti.

Questo riguarda i preparativi per la guerra, sebbene a questo punto sia impossibile dire come sarà la guerra. Ovviamente la NATO non vuole iniziare direttamente le operazioni militari, convinta di poter fare il lavoro tramite pressioni e minacce.

Tutto si ripete - gli USA hanno fatto lo stesso in Iraq. La Russia non è l'Iraq, così sulla superficie le cose sembreranno un poco diverse, ma la sequenza sarà la stessa.

Il risultato principale di tutto ciò è che non possiamo più negoziare, nemmeno in teoria. Questo genere di decisioni sono prese soltanto nell'aspettativa di una capitolazione incondizionata del nemico, nel qual caso il popolo non negozia.