DOMENICA,
19
GIUGNO
2011
Il terrore della NATO su Tripoli
|
Bangkok, Thailandia
19
giugno
2011
-
L'escursione della NATO in Libia è cominciata con
false preoccupazioni umanitarie
tradotte
in
una
no-fly zone,
che è passata aumentando in
attacchi
alle forze di terra di Gheddafi,
assassini
mirati
contro lo stesso Gheddafi quindi voci di
distruzione
di infrastrutture civili
e di
una
invasione terrestre completa.
A metà maggio la
NATO
ha dichiarato che avrebbe "incrementato
la gamma dei bersagli"
che poteva colpire, includendo "infrastrutture governative". Con una
zona residenziale colpita e la NATO che finge di non sapere del
proprio ruolo nel massacrare proprio i civile che secondo le
supposizioni sta proteggendo, sembra che abbia attuato la sua
promessa. La chiave del lungo regno di Gheddafi, della sua sopravvivenza e della sua resistenza di fronte agli implacabili attacchi della NATO è il sostegno del suo popolo. Mentre i media mainstream prendono vantaggio dell'ignoranza del loro pubblico, coloro che si sono presi il tempo di esaminare la demografia della Libia si sono resi conto che la lotta attuale è spartita lungo tradizionali linee tribali dove è perdurata l'animosità e, infatti, è stata finanziata ed incoraggiata dall'occidente per almeno tre decenni. Con la NATO incapace di aiutare i suoi inetti scagnozzi terroristi sul terreno del paese con attacchi aerei solamente, pare che stia tentando le stesse tattiche terroristiche di "colpo e paura" utilizzate contro l'Iraq per spezzare la volontà della popolazione con la violenza travolgente. Da settimane filtrano rapporti di vittime civili dovute agli attacchi NATO. Il buon senso dice dell'impossibilità di lanciare munizioni ad alto esplosivo nel mezzo di città densamente popolate senza incorrere in considerevoli "danni collaterali". Comunque, i media posseduti dalle corporation hanno rigettato i resoconti libici di tale massacro e violenza e distruzione con un completo insabbiamento del terrore della NATO su Tripoli. Un ridicolo articolo della AP titolava "Il regime libico accusato di esagerare le vittime", sostiene che dei medici hanno consegnato note segrete da far leggere ai reporter che affermano che molti dei morti che il governo riferiva erano dovuti ad incidenti stradali piuttosto che al bombardamento ammesso dalla NATO della popolosa capitale del paese. Proprio prima che la NATO stessa abbia dovuto ammettere di avere effettivamente lanciato bombe in una zona residenziale, le organizzazioni dei media, che hanno costruito l'intero caso contro la Libia con rapporti non verificati da fonti meno che obiettive (i ribelli), hanno tentato di minimizzare le "presunte" pretese del governo libico. In un recente articolo Slate si è assicurato di ricordare ai lettori che "in passato le pretese del governo libico di vittime civili sono state esagerate". Dobbiamo presupporre che un medico abbia consegnato anche a Slate una nota segreta, perché Slate non compie nessun tentativo per verificare la sua affermazione. E' stato precedentemente osservato quanto dipende dalla guerra contro la Libia. Sono in gioco la stessa credibilità dell'emergente ordine internazionale ed il primato del diritto internazionale, così dichiara la Brookings Institution, finanziata dalle grandi imprese, nel suo rapporto di febbraio "La Libia prova del nuovo ordine internazionale". Saranno tentati tutti i metodi necessari per deporre Gheddafi e consegnare il paese ai loro scagnozzi globalisti con la prospettiva di un'invasione su larga scala come possibilità molto reale. Per l'elite globale il fallimento metterebbe fine ai suoi stratagemmi in tutto il mondo, segnalando ai paesi sovrani che lottano che la resistenza non è futile.
Postato da Land Destroyer |
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