
Stay Behind
La rete terroristica NATO
Fighting Talk -
N° 11 - Maggio 1995
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Mentre si celebra il 50° anniversario della fine della guerra, alcune verità spiacevoli verranno ulteriormente seppellite sotto il mito del "trionfo della libertà e della democrazia" sul fascismo. Dal momento che il fascismo stesso era il grande male che doveva essere fermato ad ogni costo, come si spiega il totale fallimento dei governi britannico, francese ed americano nel fare qualcosa per la guerra in Spagna del 1936-1939, quando le forze fasciste di Franco, apertamente sostenute da armi e truppe di Hitler e Mussolini, distrussero il "democraticamente eletto" governo repubblicano? La risposta non è difficile da trovare. Per il capitalismo occidentale il vero nemico non era il fascismo ma la rivoluzione popolare inaugurata dalla classe lavoratrice spagnola. Mentre un gran numero di coloro impegnati attivamente nella guerra contro Hitler combattevano sinceramente sotto un vessillo antifascista, nelle diverse forze armate ufficiali o nelle reti della guerriglia, la guerra era essenzialmente una diversione dalla continua preoccupazione delle elite europee ed americane. L'espansione tedesca doveva essere fermata perché metteva in discussione gli interessi economici e politici di quelle elite. Sconfitta la Germania, gli affari come al solito potevano essere ripresi, particolarmente l'affare di prevenire ogni minaccia interna alle classi dirigenti nella forma della rivoluzione popolare. Ciò potrebbe sembrare non plausibile e, se lo è, la ragione è che dopo il 1945 la cosiddetta guerra fredda assunse una posizione dominante. La minaccia sovietica alla "libertà" occidentale doveva fornire l'epicentro esterno necessario per mezzo del quale i governi post-bellici poterono riconsolidare la loro posizione come parte di una Alleanza Europea. Un requisito essenziale di questo consolidamento era che la "sinistra" non doveva arrivare al potere in Europa occidentale come risultato di sviluppi interni. Il ritorno agli affari come al solito iniziò persino prima del maggio 1945. Tra il 1943 ed il 1947 la Gran Bretagna e gli USA furono coinvolti in una guerra contro quelli che avevano combattuto contro l'occupazione nazista in Grecia. Nel 1943 il Fronte di liberazione nazionale greco (EAM), il principale gruppo della resistenza, e la sua ala armata ELAS erano efficacemente in controllo di zone liberate del paese. Questa organizzazione era certamente dominata da comunisti, ma aveva un ampio sostegno da una popolazione che non voleva un ritorno ai tempi pre-bellici della monarchia e della dittatura. Comunque, Churchill era determinato che la sinistra non doveva arrivare al potere e che doveva essere restaurata la monarchia, nonostante fosse chiaro che ciò avrebbe portato alla guerra civile. Dal 1943, i britannici e gli americani iniziarono ad infiltrare unità speciali in Grecia, specificamente per prevenire che fosse costituito un governo comunista/repubblicano. Operavano assieme ad un gruppo di resistenza di destra noto come EDES che collaborò con i nazisti. Quando dall'ottobre 1944 i tedeschi si ritirarono, l'EAM controllava il 90% del paese. Ma i britannici cominciarono a costituire un "governo provvisorio" nel quale all'EAM venne data soltanto 1/3 della rappresentanza ed alcune posizioni ministeriali insignificanti. Nel frattempo, il sovrano greco (e la sua filofascista consorte) non mostrava nessuna intenzione di rinunciare alla pretesa di governare. Nel novembre 1944 le forze alleate ordinarono all'ELAS di disarmare. Il 3 dicembre cadde la maschera: la polizia aprì il fuoco su una dimostrazione di massa ad Atene ed iniziarono i combattimenti tra le truppe britanniche e l'ELAS. Sotto il "governo provvisorio" l'esercito, la polizia e l'amministrazione civile rimasero fermamente in mano alla destra, agli ex collaborazionisti veniva spesso permesso di restare al loro posto mentre gli elementi di sinistra venivano esclusi. I britannici e gli americani fecero tutto quanto poterono per sostenere la destra ed assicurare il suo successo nelle elezioni tenute nel 1946. L'intromissione dei britannici decrebbe, ma soltanto perché dal 1947 gli americani presero l'effettivo controllo del paese, facendovi affluire massicci aiuti economici e militari. L'estensione del controllo americano era tale che i documenti del primo ministro greco dovevano essere controfirmati dalla missione americana per diventare validi. Nel frattempo, sulle montagne, i "consiglieri militari" USA dirigevano le campagne contro l'ELAS, inclusi arresti di massa, corti marziali, imprigionamenti ed esecuzioni. Tutta l'attività della sinistra fu bandita e gli attivisti che non vennero uccisi inviati in campi di "rieducazione" politica od esiliati. Questa politica mantenne la destra al potere fino agli anni '60, quando vi fu una rinascita del dissenso popolare e tensioni nell'industria. La risposta dell'establishment fu il colpo di stato militare del 21 aprile 1967, che portò a sette anni di dittatura militare di destra. Questo golpe fu organizzato dalla CIA e si ritiene che abbia coinvolto membri di una unità paramilitare armata ed addestrata, guidata dalla CIA da un certo momento negli anni '50 e soltanto "ufficialmente" sciolta nel 1988. A questa operazione a lungo termine venne dato il nome in codice di "Operazione Pelle di pecora". E' stato suggerito che nel periodo immediatamente precedente al colpo di stato i membri erano coinvolti nella preparazione di tattiche di "creazione dello stato di emergenza": propaganda sporca, attentati terroristici ed altre provocazioni delle quali doveva essere incolpata la sinistra. Britannici ed americani appresero molto dall'esperienza greca sui modi efficaci per combattere i movimenti popolari anticapitalisti e preservare gli interessi affaristici del libero mercato nel cortile di casa. Questo comprendeva fornire fondi ai partiti di destra, particolarmente ai Democratici Cristiani; diffamare i candidati di sinistra ed altre più sgradevoli tattiche. Mentre i governi Democratici Cristiani potevano essere tiepidi sulla dominazione americana dell'Europa, essi erano disperati per impedire che la sinistra arrivasse al potere. "Come parte di questo sforzo americani e britannici aiutarono a ricreare le macchine della sicurezza interna della maggior parte dei paesi europei. Le persone più disposte e sperimentate che trovarono furono gli ex nazisti, ex fascisti e collaborazionisti. Ben addestrati e ferventi anti-comunisti, questa era la gente che avrebbe usato la necessaria brutalità da impiegare contro la sinistra ... In effetti, gli americani piazzarono una rete di intelligence nel cuore dei paesi europei per assicurarsi che l'"accordo" (accordo anti-sinistra/pro-americano e pro-capitalista) venisse mantenuto. Queste forze avrebbero assicurato che i tentativi di ritrattare l'accordo sarebbero stati messi in discussione con l'intervento delle armi". (Open Eye) Infatti, l'"Operazione Pelle di pecora" con base in Grecia menzionata in relazione al colpo di stato del 1967 non era che una parte di una rete "Stay Behind" di estensione europea, costituita da britannici ed americani. Apparentemente tale rete esisteva per fornire il nucleo di un esercito guerrigliero per combattere un'invasione sovietica, utilizzando armi ed esplosivi che erano già stati nascosti. Comunque, le prove lasciano pochi dubbi che questa rete aveva anche il proposito di resistere alla "sovversione interna". La rete Stay Behind venne concepita dagli Stati Maggiori Riuniti USA e messa in funzionamento nel 1948 dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale, che istituì l'Ufficio di Coordinamento politico per guidarla, con personale e finanziamenti della CIA. In definitiva, il coordinamento della rete ebbe luogo sotto gli auspici della NATO. Coinvolgeva personale dei servizi di sicurezza "ufficiali" in ogni paese e riceveva finanziamenti segreti dall'industria e dallo stato. Il finanziamento ed il sostegno di tali gruppi era proprio uno dei compiti principali dell'appena costituita CIA. Comunque, i membri della rete erano reclutati principalmente tra la popolazione civile, particolarmente "ex fascisti" ed altri le cui credenziali "anticomuniste" erano indiscutibili, non importa ciò che facevano durante gli anni della guerra. L'esistenza della rete Stay Behind non era argomento di conoscenza pubblica. Comunque, le attività della sezione italiana - nome in codice Operazione Gladio - furono svelate da una serie di indagini giudiziarie, particolarmente tra il 1990 ed il 1992. L'Operazione Gladio venne avviata nel 1958 con l'aiuto dell'intelligence britannico e della CIA, con finanziamenti di quest'ultima. Tale assistenza continuò, con le unità di Gladio che venivano addestrate in Gran Bretagna nei primi anni '70 e da istruttori USA ad una base militare nelle Isole Canarie dal 1966 a metà degli anni '70. Gladio era controllata dall'"Ufficio R" dei servizi segreti italiani. Aveva forti collegamenti con la P2, una loggia massonica fascista composta dalla maggior parte degli alti ufficiali militari, capi politici, industriali, banchieri e diplomatici italiani. La P2 è stata descritta come costituente efficacemente un governo parallelo di destra in Italia. In aggiunta, Gladio diventò un punto focale per i membri fascisti di "Stella marina", un gruppo di veterani costituito dopo la seconda guerra mondiale, e doveva fare utilizzo di altri gruppi fascisti negli anni '70 e '80. Dall'inizio, l'interesse di Gladio fu più ampio della giustificazione ufficiale antisovietica. Una nota di istruzioni del 1° giugno 1959 rivela l'interesse di Gladio per la "sovversione interna e che doveva ricoprire un ruolo determinante ... non solamente nei livelli politici generali di guerra, ma anche nella politica dell'emergenza". L'"emergenza", per quanto la riguardava, doveva venire con la crescita durante gli anni '60 e '70 del movimento popolare anticapitalista, delle agitazioni dei lavoratori e con un apparente spostamento dal centro verso sinistra del partito di governo, la Democrazia Cristiana. Quelli coinvolti in Gladio/P2 cominciarono a progettare un golpe nel 1964, a compilare liste di migliaia di politici, sindacalisti ed attivisti che dovevano essere rastrellati. Un vero tentativo di colpo di stato fu compiuto nel 1970, guidato dal comandante di marina principe Valerio Borghese, un sostenitore dell'MSI, il principale partito fascista italiano. Il complotto finì in nulla e Borghese venne processato. Di fatto Gladio fu profondamente coinvolta nella cosiddetta "strategia della tensione" alla fine degli anni '60 e nei '70. Lo scopo della strategia, della quale la principale tattica erano le "violenze terroristiche" eseguite dai fascisti, era di spargere il panico e la tensione e di attaccare direttamente la sinistra per provocarla ad una risposta armata, che avrebbero entrambe giustificato un accresciuto potere dello stato in base al pretesto di una "emergenza nazionale" ed isolato la sinistra dal sostegno popolare. Il generale Gerardo Serravalle, capo dell'"Ufficio R" nel periodo 1971-1974, ha rivelato che ad una riunione di Gladio nel 1972 almeno metà degli alti gradi "aveva l'idea di attaccare i comunisti prima di un invasione. Si preparavano alla guerra civile". In un iniziale ma ben noto evento, nel dicembre del 1969 venne fatta esplodere una bomba alla Banca Nazionale dell' Agricoltura a Milano. La polizia incolpò immediatamente ed arrestò degli anarchici, ma i veri esecutori erano i fascisti Franco Freda e Giovanni Ventura. Ventura era in stretto contatto con l'agente del SID (una sezione dei servizi segreti)Guido Giannettini, che era un fervente sostenitore dell'MSI. Il successivo processo ai due fascisti fu ostacolato e ritardato fino al 1981, quando venne dato loro l'ergastolo, soltanto per essere assolti in appello. Mentre i fascisti iniziavano un'ondata di attentati e sparatorie, in Italia i diritti civili cominciarono ad essere gravemente ridotti, con una legge del 1975 che limitava la propaganda popolare e la discussione politica radicale. Molte persone vennero imprigionate in base alla legislazione "antiterrorismo" od espulse dal paese. Come ci si aspettava, la sinistra, nella forma delle Brigate Rosse, ricorse alla lotta armata per difendersi da questo assalto. Ciò semplicemente rafforzò la mano della Gladio/P2: le Brigate Rosse furono incolpate di attentati fascisti, sistematicamente infiltrate dai servizi segreti ed utilizzate per eseguire azioni che sostenevano l'agenda segreta. L'estrema destra italiana rivendicava la responsabilità di molte delle sue azioni ed i suoi membri venivano attivamente perseguiti dalla polizia italiana. Alcuni fuggirono in Gran Bretagna dopo la bomba dell'agosto del 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna e gli fu fornito un rifugio sicuro da parte dei fascisti britannici della Lega di S. Giorgio. Comunque, è stata la bomba di Bologna che ha portato al chiarimento del collegamento tra i paramilitari fascisti italiani, la P2, i servizi segreti e Gladio, La testimonianza nel 1982 di un membro della P2 in prigione in Svizzera rivelò che la violenza era istigata da quella organizzazione e coinvolgeva elementi dei servizi segreti. Successivi investigatori rivelarono che l'esplosivo utilizzato probabilmente proveniva dagli arsenali di Gladio. In effetti Gladio aveva una unità sia "ufficiale" che una "informale", con questa ultima che promuoveva le proprie operazioni "anticomuniste" ma ricevendo permessi e finanziamento da quella "ufficiale". Il generale Pietro Corona, capo dell'"Ufficio R" nel 1969/70, raccontò ad una inchiesta a Venezia sull'attentato di Peteano che vi era una "rete clandestina alternativa, parallela a Gladio, che sapeva dei magazzini di armi ed esplosivi ed aveva loro accesso". Il generale Nino Lugaresi, capo del SISMI (una branca del servizio segreto italiano) nel periodo 1981-1984, rivelò dell'esistenza di una "Super Gladio" composta da 800 membri responsabile dell'intervento interno contro obiettivi politici nazionali. Gladio fu "ufficialmente sciolta" dal governo italiano nel dicembre 1990 dopo che la storia venne fuori. Il 29 gennaio 1992 fu ufficialmente dichiarata essere stata una "banda armata" clandestina ed illegale impegnata nella sovversione da una commissione parlamentare italiana sul terrorismo. Le rivelazioni del 1990 in Italia ebbero un più ampio impatto. Dopo tutto, Gladio era semplicemente la branca italiana di una ampia rete europea. I governi belga, francese, olandese, greco e tedesco riconobbero tutti ufficialmente che avevano preso parte alla rete segreta della NATO, con il primo ministro belga che rivelò che una riunione a livello europeo della rete era stata tenuta recentemente nell'ottobre 1990. Naturalmente i rispettivi governi si sforzavano di negare che la rete fosse intesa per qualsiasi altra cosa che permettere la guerriglia seguente ad una invasione. L'intervento nella politica nazionale poteva essere opera solamente di "incontrollabili" che seguivano una loro agenda. Le autorità britanniche si sono rifiutate di commentare ufficialmente su ogni rete analoga in questo paese. Comunque, il generale Sir Anthony Farrar-Hockley nel novembre 1990 ha rivelato che una rete armata segreta era stata di fatto costituita. Nello stesso articolo altre fonti (anonime) hanno pure affermato che l'organizzazione aveva un ulteriore scopo, "combattere la presa di controllo del governo civile da parte di gruppi della sinistra militante". Ma vi sono delle prove di attività di destabilizzazione analoghe a quelle eseguite sul continente? Durante gli anni '70, mentre si stava intensificando la "strategia della tensione" italiana, degli elementi dell'establishment di destra in questo paese avvertivano una autentica minaccia ai loro interessi acquisiti. Nel mezzo del crollo economico i sindacati parevano essere inarrestabili, realmente i minatori avevano completamente distrutto il governo conservatore, ed il partito laburista sotto Wilson arrivò al potere nel 1974. Edward Heath era visto come se avesse tradito il partito conservatore, non soltanto dagli alti gradi ma dalle migliaia di comuni sostenitori che disertarono per l'estrema destra. Grazie alla testimonianza di Colin Wallace, un ufficiale dell'esercito impegnato nella propaganda sporca in Irlanda del Nord, ora sappiamo che elementi dei servizi di sicurezza (specificamente il MI5) si proponevano deliberatamente di destabilizzare il governo Wilson. Inoltre, delle importanti figure nella sfera dei militari, degli industriali e dei politici iniziarono a parlare in termini di una emergenza nazionale e della desiderabilità o della necessità di istituire una forza volontaria civile o dei gruppi patriottici per collaborare al "mantenimento dell'ordine pubblico". Così, nel 1972-1973 i deputati conservatori Winston Churchill, John Biggs Davison e Patrick Wall chiedevano tutti un aumentato coinvolgimento dei militari nel crescente conflitto industriale e persino la creazione di una "forza speciale antiterrorismo ed una squadra mobile di truppe motorizzate per contrastare le forze del fascismo rosso" (Davison). Tutti e tre erano membri del Monday Club e all'estrema destra nel partito conservatore. Allo stesso tempo George K. Young, vice capo del MI6 fino al 1961, operava insieme al generale George Walker per costituire una rete "per fronteggiare la contingenza di una totale distruzione politica". Questa rete, chiamata Comitato di azione Unison (Unison), venne costituita agli inizi del 1973 e la sua esistenza annunciata alla stampa nel luglio del 1974. Questo sembra sia stato disciolto in un'altra organizzazione con a capo Walker, nota come Assistenza Civile. Ross McWhirter era molto coinvolto nelle attività di Walker e successivamente continuò a sostenere un ruolo chiave nella Associazione nazionale per la libertà (o Associazione della libertà, come è ora conosciuta). Circa nello stesso periodo (maggio 1974), il fondatore delle SAS David Stirling, che descrisse l'Unison come "apparentemente di natura assai militarista e molto di destra", proponeva un gruppo largamente simile da chiamare GB75 e si consultava con dei contatti nelle forze armate, nell'industria e nel partito conservatore. Colin Wallace dice che l'intelligence britannico fornì assistenza segreta all'Unison, alla Assistenza Civile ed al GB75. Comunque, l'estensione e persino l'esistenza di simili "gruppi patriottici" altro che sulla carta è argomento di discussione. Wallace ed altri li hanno descritti come operazioni psicologiche. Per mezzo di ciò comprendiamo che il parlare di tali misure comunicato attraverso i media era inteso ad accrescere il senso di collasso sociale e della minaccia "rossa", particolarmente nel 1974. La storia completa di simili affari nell'establishment britannico durante questo periodo probabilmente deve ancora emergere. Non è noto se sia stato progettato l'utilizzo di gruppi dichiaratamente fascisti in una "strategia della tensione". Ma, chiaramente, in un periodo nel quale il partito conservatore era nello scompiglio, con un capo "debole", con agitazioni di massa dei lavoratori ed un cosiddetto partito socialista che arrivava al potere, l'estrema destra del partito conservatore, assieme ad elementi dell'industria, dei militari e dei servizi segreti cercavano tutti una soluzione non parlamentare per difendere i loro interessi. Alla fine comunque, l'elezione della Sig.ra Thatcher alla guida del partito conservatore e la vittoria elettorale del 1979 assicurarono il successo dei loro propositi, probabilmente oltre ogni loro aspettativa, attraverso un diverso e "legittimo" percorso. La lezione più importante da apprendere dalla storia di Gladio, dell'intera rete Stay Behind e dalla situazione in Gran Bretagna durante gli anni '70 è che l'establishment di destra non si fermerà, proprio letteralmente, di fronte a niente per impedire che un movimento anticapitalista popolare (od uno avvertito come tale) lo rimuova dal potere. In un simile contesto l'establishment farà felicemente uso di gruppi fascisti, sia come burattini inconsapevoli (tramite i servizi segreti) che come diretti alleati; dopo tutto, se la scelta è molto dura, la classica ideologia fascista ha più che abbastanza in comune con quella dell'establishment di destra.
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