La 'conferenza di pace' di Annapolis

Nessuna  soluzione per la Palestina,

nessuna fine all'occupazione

di Sara Flounders

21 novembre 2007

 

19 novembre—Una settimana prima dell'inizio fissato per la grande conferenza di pace sul Medio Oriente dell'amministrazione Bush ad Annapolis, Md., non vi è ancora una lista confermata dei partecipanti, nessuna data confermata e nessuna agenda. Dovevano invitati fino a 50 paesi.

L'evento, se affatto avrà luogo, è stato ora declassato da una conferenza di tre giorni ad una riunione di un giorno per stabilire una "impalcatura" per successivi colloqui—in altre parole, una vuota fotografia celebrativa.

Che gli odiati criminali di guerra alla Casa Bianca possano persino proporre un tale fraudolento assembramento durante guerre brutali in Iraq ed Afghanistan ha reso nervosi sull'accettare l'invito molti dei loro collaboratori nella regione. Temono che il fallimento di una tale riunione per non raggiungere nessun accordo soltanto isolerà ulteriormente gli USA nella regione ed indebolirà la loro posizione.

Tutte le questioni di sostanza sono già state dichiarate proibite dalle forze sioniste. Queste includono lo status di Gerusalemme, i confini di uno stato palestinese, il ritorno di milioni di rifugiati palestinesi, lo smantellamento degli insediamenti fortezza illegali dei coloni che alloggiano più di mezzo milione di israeliani in Cisgiordania ed a Gerusalemme, l'immensamente disuguale distribuzione dell'acqua, la costruzione continua di un muro dell'apartheid e di migliaia di altre barriere e punti di controllo della polizia che intagliano la Cisgiordania in piccoli cantoni accerchiati ed il rilascio di più di 10.000 prigionieri politici palestinesi.

L'amministrazione Bush ha sbarrato la partecipazione di Hamas, il partito politico a base islamica che le elezioni democratiche in entrambe Cisgiordania e Gaza.

Nell'ultimo affronto ed insulto, dei negoziatori palestinesi in strada per un incontro con le forze israeliane per preparare la riunione di Annapolis hanno detto di essere stati bloccati ad un posto di controllo israeliano. La sessione si è dovuta revocare.

Appena un mese fa, dopo essersi incontrata con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il segretario di stato USA Condoleezza Rice ha annunciato con gran fanfara: "Francamente, è il momento della costituzione di uno stato palestinese..... Gli Stati Uniti vedono la costituzione di uno stato palestinese e di una soluzione a due stati come assolutamente essenziale per il futuro, non soltanto di palestinesi ed israeliani ma anche per il Medio Oriente e proprio per gli interessi americani..... Porre fine al conflitto israelo-palestinese è una alta priorità dell'amministrazione Bush".

E così una conferenza per costituire finalmente questo stato palestinese limitato è stata annunciata per Annapolis a metà novembre.

Ma la sorte incerta di una "conferenza di pace" grandiosamente progettata riflette la totale incapacità e riluttanza dell'imperialismo USA a fornire soluzioni per qualsiasi problema scottante della regione.

L'incontro di Annapolis è sempre stato inteso a dividere ulteriormente il movimento palestinese isolando ed escludendo il governo democraticamente eletto di Hamas a Gaza. Non è mai stata destinata a risolvere o persino ad aprire reali negoziati o qualsiasi vero problema che l'imperialismo USA ha creato.

La resistenza imbattuta

La Rice, durante le sue otto visite quest'anno nella regione, ha tenuto una serie di incontri con i traballanti alleati di Washington e con la sempre più instabile fortezza sionista creata dalle armi e dal denaro USA. Questi incontri si sono occupati di più a come isolare le forze della resistenza nella regione, inclusi Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e la Siria. In cima all'agenda degli USA era come aumentare la pressione, le minacce ed i preparativi per la guerra in Iran. Discutere della condizione senza stato dei palestinesi, ora vecchia sei decenni, era soltanto una copertura per gli incontri.

Il problema insolubile è che tutti i tentativi dell'imperialismo USA per dominare la regione si sono scontrati con la resistenza popolare organizzata.

I loro tentativi brutali per ricolonizzare l'Iraq sono falliti nonostante massicci bombardamenti, il rovesciamento del governo iracheno e cinque anni di occupazione militare, oltre a 13 anni di un embargo da fame e sanzioni.

Nel frattempo Israele, nonostante miliardi di dollari di aiuti militari USA e le ultime armi ad alta tecnologia, è stato incapace di sconfiggere Hezbollah o di occupare anche un miglio di Libano nella guerra della scorsa estate.

L'Iran ha continuato a svilupparsi economicamente ed industrialmente nonostante anni di sanzioni USA in continuo aumento e sabotaggio.

Ma la maggiore spina nei piani di Washington è stato il coraggio risoluto del popolo palestinese. Israele è stato costretto a ritirare i suoi insediamenti dell'apartheid da Gaza due anni fa.

In elezioni democratiche monitorate a livello internazionale, la popolazione palestinese della Cisgiordania e di Gaza ha votato in modo schiacciante per Hamas, il partito politico a base islamica con l'atteggiamento più intransigente verso Israele. Israele e gli USA hanno sempre cospirato per dividere il movimento palestinese, mettendo un gruppo contro l'altro.

Nel tentativo di distruggere Hamas, Israele ha totalmente accerchiato ed isolato Gaza. Una piccola striscia sabbiosa di terra non sviluppata con una popolazione di 1,5 milioni di abitanti, meno di Brooklyn, Gaza è stata trasformata in un ghetto circondato da mura. Privata di fondi persino per pagare i funzionari pubblici, i medici e gli insegnanti, resiste sotto le più gravose condizioni. Israele ha tagliato sempre più gli alimenti fondamentali ed il carburante. Vi è poca elettricità per cucinare, pompare l'acqua ed eliminare l'acqua di scarico. Gli aeroplani e gli elicotteri israeliani continuano a bombardare condomini e mercati nel tentativo di terrorizzare la popolazione.

Questa implacabile pressione, mentre ha riaperto le divisioni tra Fatah e Hamas nel movimento palestinese, non ha messo fine alla resistenza.

I comitati di resistenza popolare a Gaza continuano a scavare lunghi tunnel sotto la ora barricata Rafah entrando in Egitto per portare dentro rifornimenti ed armi. Difficilmente passa un giorno senza che un giovane palestinese spari dei razzi fatti in casa contro Israele.

Con Gaza sotto completo assedio e tutta la Palestina, l'Iraq e l'Afghanistan sotto una brutale occupazione, il vasto movimento internazionale che da lungo tempo resiste in solidarietà con la lotta per la liberazione e la sovranità palestinese deve essere in grado di alzare la voce, denunciare questa riunione fasulla, chiedere la sua cancellazione ed esigere la fine dell'occupazione USA e della guerra.

Negli USA, la Coalizione Fuori le truppe ora ha contribuito a promuovere un'ampia dichiarazione di opposizione alla riunione di Annapolis, disponibile a www.TroopsOutNow.org. Centinaia di singoli individui e di gruppi hanno aggiunto i loro nomi. La dichiarazione incita anche a proteste da ogni parte del paese se l'incontro verrà effettivamente tenuto il 27 novembre.


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