21stCENTURYWIRE

 

 

 

Le cellule dormienti della NATO all'interno del movimento contro la guerra degli USA

4 SETTEMBRE 2016 DI VANESSA BEELEY

 

Barbara McKenzie

Vi è stata una gran quantità di articoli veramente tremendi anti-Siria pubblicati di recente su dei media 'alternativi'. Presi individualmente, normalmente non sarebbero presi seriamente, ma, poiché sembra che si stiano alimentando a vicenda e poiché condividono delle caratteristiche comuni, dichiaratamente non uniche per loro, vale la pena prestarvi dell'attenzione.

Tre articoli in particolare vengono in mente, scritti da Ashley Smith, Anti-Imperialism and the Syrian Revolution, Terry Burke, US Activists Aren’t Listening to Progressive Syrian Voices e Andy Berman, Reasserting Dignity in the US AntiWar Movement. Gli articoli sono straordinariamente similari con le stesse tesi sostanziali e con le stesse premesse. Hanno un altro punto in comune sono tutti in modo spettacolare disonesti.

I difetti essenziali di tutti e tre gli articoli sono incapsulati nel paragrafo d'apertura dell'offerta di Ashley Smith:

"La rivoluzione siriana ha messo alla prova la sinistra a livello internazionale ponendo una schietta domanda: Da che parte stai? Sostieni la lotta popolare contro la dittatura e per la democrazia? Oppure sei con il brutale regime di Bashar al-Assad, il suo sostenitore imperiale Russia, il suo alleato regionale Iran e mandatari dell'Iran come Hezbollah del Libano?"

L'intenzione degli scrittori è di dimostrare che la vera strada per i progressisti, di sinistra ed anti-imperialisti si trova realmente nel sostenere la guerra imperialista dell'alleanza NATO alla Siria, definendola come una rivoluzione popolare, contrariamente a tutte le prove. Gli scrittori sperano di persuadere il lettore della validità di questa opinione denigrando, indebolendo e trattando con superiorità coloro in occidente che sostengono il governo siriano.

Gli attivisti contro la guerra sono accusati di stare 'dalla parte della dittatura, della controrivoluzione e dell'intervento imperialista (Smith).Piuttosto che guardare alle potenze imperialiste o ai regimi dittatoriali in entrambe i campi, la sinistra dovrebbe stare per la lotta dei lavoratori (Smith).

La vera potenza imperiale è ritenuta essere dagli scrittori, naturalmente, la Russia. Sebbene la Russia, diversamente dall'alleanza NATO, abbia una presenza legittima in Siria. Berman vede una contraddizione in Coloro che pretendono di essere degli attivisti "contro la guerra", ma celebrano il massiccio intervento militare russo in Siria. La Smith crede che la Russia stia riasserendo la sua potenza imperiale attraverso il suo sostegno incondizionato per il regime Assad in Siria e che la sinistra dovrebbe respingere l'imperialismo sotto ogni forma, compreso quello russo.

Ancora più sconvolto è il seguente argomento dall'articolo della Smith: La Libia e la Siria erano felici di lavorare con l'imperialismo russo e cinese. In nessun modo possono essere classificate esattamente come 'anti-imperialiste'. (Così, su questa base, chiunque può invadere questi paesi, perché presumibilmente la Siria sostiene 'in linea di principio' l''imperialismo'?)

Terry Burke, che riesce a riferirsi a Orwell quattro volte in un articolo, vede come 'orwelliano' che gli oppositori della guerra in Iraq siano anche contrari alla guerra per procura alla Siria. Crede che l'imperialismo del subconscio sia la ragione principale dell'opposizione alla guerra ai siriani.

"Un altro fattore è l'imperialismo profondamente radicato, un'arrogante attitudine da primo mondo che conosciamo più del resto del pianeta. Il Grande Fratello di Orwell avrebbe approvato i leader "anti-imperialisti" di oggi che si identificano subconsciamente con lo stato e che si comportano come imperialisti, imponendo ai paesi più poveri il loro punto di vista. Uno dei principi fondamentali per gli anti-imperialisti dovrebbe essere il rispetto del popolo del Sud Globale".

Chiaramente il totale disprezzo per l'opposizione della maggior parte dei siriani alla rivoluzione fasulla non conta come imperialismo nel libro di Terry Burke.

La squadra marito e moglie di Burke e Berman, che in qualche modo ha prodotto degli articoli quasi identici nel contenuto, sottolinea l'importanza di ascoltare i siriani. E' urgente che ascoltiamo le voci dei siriani e dei siriani americani (Berman).

Nei suoi commenti al suo articolo, la Burke reitera ripetutamente la sua preoccupazione per il rigetto imperialista delle voci dei siriani progressisti. Sfortunatamente, la 'voce dei siriani progressisti' scelta dalla Burke è quella di Robin Yassin-Kassab, che, secondo il suo sito web, è nato e cresciuto in Inghilterra, ha passato poco tempo in Siria ed ora vive in Scozia. La maggior parte degli altri 'siriani' preferiti dalla squadra Burke-Berman ha uno sfondo simile: sono degli espatriati che in maniera opportunistica diffondono la narrativa della NATO, a dispetto dei fatti.

E' uno spreco di tempo entrare sull'argomento assurdo di chi abbia la maggior parte dei contatti e delle fonti siriane (i miei amici siriani possono battere i tuoi amici siriani). Tuttavia è difficile non domandarsi se, per esempio, dei nativi siriani come i medici di Aleppo che hanno parlato con Eva Bartlett siano veramente abbastanza progressisti per Terry Burke.

E' inoltre curioso che l'elenco di autori 'bianchi' della Burke presumibilmente promossi dagli attivisti contro la guerra includa degli scrittori il cui sostegno alla Siria sia in dubbio, come Robert Fisk, ma escluda gli scrittori che, suggerisco, stiano compiendo le ricerche più sostanziose sulla situazione siriana, compresi Rick Sterling, Eva Bartlett, Tim Anderson, Vanessa Beeley ed Eric Zuesse

Le abbondanti prove che suffragano una guerra imperiale da parte dell'alleanza NATO, da una parte riguardanti l'intento dichiarato dell'alleanza NATO (le rivelazioni di Wesley Clark, il Piano Yinon, le email della Clinton che rivelano della sua intenzione di distruggere la Siria per Israele) e, dall'altra parte, l'aperto sostegno dato agli insorti, per non menzionare la mancanza di sostegno per la guerra degli stessi siriani, sono trattate molto semplicemente sono totalmente ignorate.

L'argomento che l'opzione anti-imperialista sia di appoggiare l'imperialismo NATO viene sostenuto da numerose strategie, tutte ugualmente disoneste. Innanzitutto non vi è nessun tentativo di impegnarsi con la posizione intellettuale di quelli contrari alla guerra in Siria. I fatti essenziali del conflitto siriano, dal punto di vista degli oppositori vocali dell'insurrezione armata, sia anti-imperialisti che persone con conoscenza personale della Siria o i siriani stessi, si possono così riassumere:

1:  La rivolta è stata orchestrata esternamente ed è stata violenta dall'inizio.

2:  L'insurrezione armata non è e non è mai stata sostenuta dalla maggioranza del popolo siriano.

3:  Ora gli insorti consistono di forze apparentemente separate tutte distinte da settarismo, eccezionale crudeltà e dalla presenza di un gran numero di mercenari stranieri.

4:  Queste forze sono state sostenute esternamente da stati ostili alla Siria, al prezzo di miliardi di dollari.

5:  L'insurrezione armata è stata sostenuta da un'implacabile e fraudolenta campagna di propaganda.

6:  Un gran numero di organizzazioni cosiddette umanitarie fa apertamente e disonestamente campagna contro il governo siriano.

Si potrebbe aggiungere un altro punto: che la Siria viene vista come il fronte, una battaglia in una guerra che ha visto la distruzione dell'Iraq e della Libia e se perduta sarà seguita dalla distruzione dell'Iran. Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, riassume l'importanza del conflitto siriano (specialmente dal minuto 6,40, ma vale la pena guardare i 10 minuti interi). 

Hezbollah Leader explains why Syria & Assad are crucial to Middle East war - English Subs

Il coinvolgimento di Hezbollah, di truppe palestinesi, dell'Iran, dell'Iraq, della Russia ed ora della Cina nella guerra in Siria (che sono tutti in conformità al diritto internazionale) ed un risultato vittorioso, è nell'interesse della Siria, del più grande Medio Oriente e del mondo intero.

Smith e compagnia non riconoscono nemmeno queste conclusioni e tanto meno le affrontano con dati ed analisi. Invece, fanno affidamento su pretese non provate e sul trattare con arroganza e denigrare coloro che sostengono il governo siriano, impiegando linguaggio emotivo ed un gran numero di argomenti falsi, compresi argomenti personali e dubbi appelli all'autorità.

Tutti e tre contano su una serie di fatti che vengono dritti dal manuale della propaganda dell'alleanza NATO, con nessun riconoscimento della ricchezza delle ricerche che le espongono come menzogne, OPPURE che sono in conflitto con le assunzioni delle persone cui pretendono di essere indirizzate. Essi includono:

1:  C'è stata inizialmente un'insurrezione popolare non violenta di carattere di massa (non comune a Dera’a – se non sapete dove sia, provate con Google).

2:  Gli USA non potrebbero assolutamente stare ad appoggiare l'ISIS.

3:  Gli USA non perseguono il cambio di regime in Siria.

4:  Le organizzazioni autodefinitesi 'umanitarie' sono proprio per la loro natura delle fonti affidabili di informazioni (Berman ha descritto il finanziatore e controllore di queste organizzazioni, il truffatore condannato George Soros, come un saggio e generoso filantropo).

5:  Assad è un odiato prestanome [sic], un brutale dittatore che ha massacrato circa 400.000 siriani.

6:  Assad sta assediando 'Aleppo' (tutta, sembrerebbe...)

7:  Il regime ha attuato l'attacco chimico a Ghouta Est.

8:  Le atrocità del governo siriano pesano di più di molto i crimini dei combattenti dell'opposizione (decapitazioni, cannibalismo).

(Non vi è nessun dato su soldati dell'esercito siriano che tagliano la testa di un oppositore e che poi circondano sua madre per gongolare, ma non siamo schizzinosi).

Non vi è nessun riconoscimento che tutte queste pretese siano nella migliore delle ipotesi controverse (spudorate menzogne, direbbero molti). Al contrario, vi è la finzione che non esistano altri punti di vista e questo è forse l'aspetto più odioso, più disonesto di questi articoli.

Avendo totalmente ignorato le conclusioni raggiunte dagli attivisti pro-siriani (e dall'enorme corpo di ricerche che porta a queste conclusioni), gli autori quindi pretendono che in realtà gli attivisti concordino con le loro disoneste asserzioni sui fatti.

Gli attivisti contro la guerra, secondo Smith, Burke e Berman, conoscono ed accettano i fatti relativi alla guerra siriana come da loro definiti, ma scelgono di ignorarli o di sottovalutarli per motivi che sono indegni o vili, cioè per fallimento morale o intellettuale. Così coloro che sono in disaccordo con Smith e compagnia si presume credano realmente che la rivoluzione sia popolare, cioè che i ribelli (i gruppi terroristi indistinguibili  da al Qaeda e dall'ISIS) abbiano sostegno popolare in Siria e che il governo siriano stia commettendo dei crimini orrendi, ma sono pronti a trascurarli. Ashley Smith:

[argomenti identici a quelli delle dichiarazioni di politica USA-NATO:]

"Un intero settore della sinistra […] ha chiuso un occhio sul massacro di Assad di circa 400.000 siriani e sull'utilizzo di bombe a barile e armi chimiche del suo regime e sul barbaro assedio di città come Aleppo".

Quindi, l'opposizione a questa rivoluzione popolare può avere origine soltanto dalle motivazioni più indegne, nulla a che vedere con questioni peculiari della Siria o ad un crescente senso di orrore a causa dell'Iraq e della Libia. Gli attivisti contro la guerra sono accusati di reazioni impulsive e di antiamericanismo. Smith ha ripetutamente accusato i suoi avversari di  ‘campismo’ – non vogliono sostenere l'imperialismo USA, così sentono di dover parteggiare per Assad e la Russia. Come afferma la Burke:

"La ragione principale del sostegno per Assad è che alcune organizzazioni credono che "il nemico del mio nemico è mio amico". Per loro è una semplice analisi da impulsivi. Se gli Stati Uniti sono contrari ad Assad, loro lo sostengono".

Gli attivisti bene intenzionati ma deboli vengono sviati:

"Molti rispettabili attivisti contro la guerra, alcuni con una lunga storia di impegno determinato ed eroico, permettono ai nascondono dietro ad una falsa bandiera di "anti-imperialismo", di stabilire l'agenda del movimento contro la guerra" (Berman).

Ma, come pure sono deboli, gli attivisti sono anche arroganti, secondo entrambe la Burke e la Smith:

"Lasciando da parte tutto il resto, tali argomenti espongono un rigetto arrogantenon dissimile dai difensori dell'imperialismodella capacità dei popoli sfruttati ed oppressi di lottare per la liberazione" (Smith).

Va da se che tutti e tre gli scrittori adottano la pratica normale dei sostenitori dei terroristi nel riferirsi al governo siriano come a il regime (che ovviamente è profondamente disprezzato), di Assad e dei suoi tirapiedi. ai tagliatori di teste ceceni come ai ribelli ed alla guerra per procura come ad una rivoluzione. Forse l'affermazione più spudorata di tutte è quella della Smith su 'coloro che insorgono per la democrazia e la giustizia continuano a sopportare il peso maggiore della violenza'.

Un altro esempio della logica deformata della Smith è il suggerimento che l'opposizione alla guerra dell'alleanza NATO alla Siria possa essere identificata con il sostegno ai russi per avere schiacciato la rivoluzione ungherese del 1956, la Primavera di Praga del 1968 e Solidarnosc in Polonia nel 1981, per non menzionare la rivoluzione culturale di Mao, l'oppressione cinese del Tibet e la rivoluzione di Robert Mugabe.

La Smith, la Burke e Berman sono inesorabilmente disonesti su tutti i fronti: la pretesa che la loro posizione rappresenti progresso ed anti-imperialismo, il loro trascurare di ingaggiare o persino riconoscere la posizione intellettuale degli attivisti contro la guerra e la pretesa che questi ultimi concordino fondamentalmente con le affermazioni più oltraggiose della propaganda della NATO ma scelgano di ignorarle.

E' impossibile non provare disgusto e disprezzo per coloro che pretendono di essere di 'sinistra', 'progressisti', 'socialisti' o 'anti-imperialisti' ma che stanno promuovendo spudoratamente l'imperialismo della NATO in Medio Oriente. La supposizione che vi sia un gran numero di persone che protesta nella sua opposizione alla falsa rivoluzione in Siria, ma che abbia qualche presuntuoso desiderio di essere classificata di 'sinistra' o 'socialista' dai simili della Ashley-Smith provoca naturalmente derisione: 'Se questo è essere di sinistra, allora certamente non lo sono'.

Tuttavia, il materiale è scritto per uno scopo, promuovere e facilitare la guerra per procura in Siria, che mira ad indebolire e controllare quel paese prima che la NATO rivolga la sua attenzione all'Iran.

Non importa quanto sgradevole possa essere ingaggiarsi in un lavoro così spietatamente menzognero, è essenziale esporre l'intrinseca disonestà di scrittori come la Smith, la Burke e Berman ogni volta che si presenti.

***