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Barbara McKenzie
Vi è stata una gran quantità di articoli veramente
tremendi anti-Siria pubblicati di recente su dei media 'alternativi'.
Presi individualmente, normalmente non sarebbero presi seriamente, ma,
poiché sembra che si stiano alimentando a vicenda e poiché condividono
delle caratteristiche comuni, dichiaratamente non uniche per loro, vale
la pena prestarvi dell'attenzione.
Tre articoli in particolare vengono in mente, scritti da
Ashley Smith, Anti-Imperialism and the Syrian Revolution, Terry Burke, US Activists Aren’t Listening to Progressive Syrian Voices
e Andy Berman, Reasserting Dignity in the US AntiWar Movement.
Gli articoli sono straordinariamente similari con le stesse tesi sostanziali
e con le stesse premesse. Hanno un altro punto in comune – sono tutti in modo spettacolare disonesti.
I difetti essenziali di tutti e tre gli articoli sono incapsulati
nel paragrafo d'apertura dell'offerta di
Ashley Smith:
"La rivoluzione siriana ha messo alla prova la sinistra a livello
internazionale ponendo una schietta domanda: Da che parte stai? Sostieni
la lotta popolare contro la dittatura e per la democrazia? Oppure sei
con il brutale regime di
Bashar al-Assad,
il suo sostenitore imperiale Russia, il suo alleato regionale Iran e
mandatari dell'Iran come
Hezbollah del Libano?"
L'intenzione degli scrittori è di dimostrare che la vera
strada per i progressisti, di sinistra ed anti-imperialisti si trova
realmente nel sostenere la guerra imperialista dell'alleanza NATO alla
Siria, definendola come una rivoluzione popolare,
contrariamente a tutte le prove. Gli scrittori sperano di persuadere il
lettore della validità di questa opinione denigrando, indebolendo e
trattando con superiorità coloro in occidente che sostengono il governo
siriano.
Gli attivisti contro la guerra sono accusati di stare 'dalla
parte della dittatura, della controrivoluzione e dell'intervento
imperialista
(Smith).Piuttosto che guardare alle
potenze imperialiste o ai regimi dittatoriali
in entrambe i campi, la sinistra dovrebbe stare per la lotta
dei lavoratori
(Smith).
La vera potenza imperiale è ritenuta essere dagli scrittori,
naturalmente, la Russia. Sebbene la Russia, diversamente dall'alleanza
NATO, abbia una presenza legittima in Siria. Berman vede una
contraddizione in Coloro che pretendono di essere degli attivisti
"contro la guerra", ma celebrano il massiccio intervento militare russo
in Siria. La Smith crede che la Russia stia riasserendo la sua
potenza imperiale attraverso il suo sostegno incondizionato per il
regime Assad in Siria e che la sinistra dovrebbe respingere
l'imperialismo sotto ogni forma, compreso quello russo.
Ancora più sconvolto è il seguente argomento dall'articolo della
Smith: La Libia e la Siria erano felici di lavorare con
l'imperialismo russo e cinese. In nessun modo possono essere
classificate esattamente come 'anti-imperialiste'. (Così, su questa
base, chiunque può invadere questi paesi, perché presumibilmente la
Siria sostiene 'in linea di principio' l''imperialismo'?)
Terry Burke,
che riesce a riferirsi a Orwell
quattro volte in un articolo, vede come 'orwelliano'
che gli oppositori della guerra in Iraq siano anche contrari alla
guerra per procura alla Siria. Crede che l'imperialismo del
subconscio sia la ragione principale dell'opposizione alla guerra
ai siriani.
"Un altro fattore è l'imperialismo profondamente radicato,
un'arrogante attitudine da primo mondo che conosciamo più del resto del
pianeta. Il Grande Fratello di Orwell avrebbe approvato i leader
"anti-imperialisti" di oggi che si identificano subconsciamente con lo
stato e che si comportano come imperialisti, imponendo ai paesi più
poveri il loro punto di vista. Uno dei principi fondamentali per gli
anti-imperialisti dovrebbe essere il rispetto del popolo del Sud
Globale".
Chiaramente il totale disprezzo per l'opposizione
della maggior parte dei siriani alla rivoluzione fasulla non conta
come imperialismo nel libro di
Terry Burke.
La squadra marito e moglie di
Burke
e Berman, che in
qualche modo ha prodotto degli articoli quasi identici nel contenuto,
sottolinea l'importanza di ascoltare i siriani. E' urgente che
ascoltiamo le voci dei siriani e dei siriani americani
(Berman).
Nei suoi commenti al suo articolo, la Burke reitera ripetutamente
la sua preoccupazione per il rigetto imperialista delle
voci dei siriani progressisti. Sfortunatamente, la 'voce dei
siriani progressisti' scelta dalla Burke è quella di
Robin Yassin-Kassab,
che, secondo il suo
sito web, è nato e cresciuto in
Inghilterra, ha passato poco tempo in Siria ed ora vive in Scozia. La
maggior parte degli altri 'siriani' preferiti dalla squadra Burke-Berman ha uno
sfondo simile: sono degli espatriati che in maniera opportunistica
diffondono la narrativa della NATO, a dispetto dei fatti.
E' uno spreco di tempo entrare sull'argomento assurdo di chi abbia
la maggior parte dei contatti e delle fonti siriane (i miei amici
siriani possono battere i tuoi amici siriani). Tuttavia è difficile non
domandarsi se, per esempio, dei nativi siriani come i medici di Aleppo
che hanno parlato con
Eva Bartlett siano veramente abbastanza
progressisti per Terry Burke.
E' inoltre curioso che l'elenco di autori 'bianchi' della Burke
presumibilmente promossi dagli attivisti contro la guerra includa degli
scrittori il cui sostegno alla Siria sia in dubbio, come
Robert Fisk,
ma escluda gli scrittori che,
suggerisco, stiano compiendo le ricerche più sostanziose sulla
situazione siriana, compresi
Rick Sterling, Eva Bartlett,
Tim Anderson, Vanessa Beeley ed Eric Zuesse
Le abbondanti prove che suffragano una guerra imperiale da parte
dell'alleanza NATO, da una parte riguardanti l'intento dichiarato
dell'alleanza NATO
(le rivelazioni di Wesley Clark,
il
Piano Yinon,
le email della Clinton che
rivelano della sua intenzione di distruggere la Siria per Israele) e,
dall'altra parte, l'aperto sostegno dato agli insorti, per non
menzionare la mancanza di sostegno per la guerra degli stessi siriani,
sono trattate molto semplicemente – sono totalmente ignorate.
L'argomento che l'opzione anti-imperialista sia di appoggiare
l'imperialismo NATO viene sostenuto da numerose strategie, tutte
ugualmente disoneste. Innanzitutto non vi è nessun tentativo di
impegnarsi con la posizione intellettuale di quelli contrari alla guerra
in Siria. I fatti essenziali del conflitto siriano, dal punto di
vista degli oppositori vocali dell'insurrezione armata, sia
anti-imperialisti che persone con conoscenza personale della Siria o i
siriani stessi, si possono così riassumere:
1:
La rivolta è stata orchestrata esternamente ed è stata violenta
dall'inizio.
2:
L'insurrezione armata non è e non è mai stata sostenuta dalla
maggioranza del popolo siriano.
3:
Ora gli insorti consistono di forze apparentemente separate tutte
distinte da settarismo, eccezionale crudeltà e dalla presenza di un gran
numero di mercenari stranieri.
4:
Queste forze sono state sostenute esternamente da stati ostili alla
Siria, al prezzo di miliardi di dollari.
5:
L'insurrezione armata è stata sostenuta da un'implacabile e
fraudolenta campagna di propaganda.
6:
Un gran numero di organizzazioni cosiddette umanitarie fa
apertamente e disonestamente campagna contro il governo siriano.
Si potrebbe aggiungere un altro punto: che la Siria viene vista
come il fronte, una battaglia in una guerra che ha visto la distruzione
dell'Iraq e della Libia e se perduta sarà seguita dalla distruzione
dell'Iran. Il leader di
Hezbollah,
Hassan Nasrallah,
riassume l'importanza del conflitto siriano (specialmente dal
minuto 6,40, ma vale la pena guardare i 10 minuti interi).
Hezbollah Leader explains why Syria & Assad are crucial to Middle East war -
English Subs
Il coinvolgimento di
Hezbollah, di truppe palestinesi,
dell'Iran,
dell'Iraq,
della
Russia
ed ora della Cina
nella guerra in Siria (che sono tutti in conformità al diritto
internazionale) ed un risultato vittorioso, è nell'interesse della
Siria, del più grande Medio Oriente e del mondo intero.
Smith
e compagnia non riconoscono
nemmeno queste conclusioni e tanto meno le affrontano con dati ed
analisi. Invece, fanno affidamento su pretese non provate e sul trattare
con arroganza e denigrare coloro che sostengono il governo siriano,
impiegando linguaggio emotivo ed un gran numero di argomenti falsi,
compresi argomenti personali e dubbi appelli all'autorità.
Tutti e tre contano su una serie di fatti che vengono dritti dal
manuale della propaganda dell'alleanza NATO, con nessun riconoscimento
della ricchezza delle ricerche che le espongono come menzogne, OPPURE
che sono in conflitto con le assunzioni delle persone cui pretendono di
essere indirizzate. Essi includono:
1:
C'è stata inizialmente un'insurrezione popolare non violenta di
carattere di massa (non comune a
Dera’a –
se non sapete
dove sia, provate con Google).
2:
Gli USA non potrebbero assolutamente stare ad appoggiare l'ISIS.
3:
Gli USA non perseguono il cambio di regime in Siria.
4:
Le organizzazioni autodefinitesi 'umanitarie' sono proprio per la
loro natura delle fonti affidabili di informazioni
(Berman ha descritto il
finanziatore e controllore di queste organizzazioni, il truffatore
condannato
George Soros, come
un saggio e generoso filantropo).
5:
Assad è un odiato
prestanome [sic], un brutale dittatore che ha massacrato circa
400.000 siriani.
6:
Assad sta assediando
'Aleppo' (tutta, sembrerebbe...)
7:
Il regime
ha attuato l'attacco chimico a Ghouta Est.
8:
Le atrocità del governo siriano pesano di più di molto i crimini
dei combattenti dell'opposizione (decapitazioni, cannibalismo).
(Non vi è nessun dato su soldati dell'esercito siriano che tagliano
la testa di un oppositore e che poi circondano sua madre per gongolare,
ma non siamo schizzinosi).
Non vi è nessun riconoscimento che tutte queste pretese siano nella
migliore delle ipotesi controverse (spudorate menzogne, direbbero
molti). Al contrario, vi è la finzione che non esistano altri punti di
vista e questo è forse l'aspetto più odioso, più disonesto di questi
articoli.
Avendo totalmente ignorato le
conclusioni raggiunte dagli attivisti pro-siriani (e dall'enorme corpo
di ricerche che porta a queste conclusioni), gli autori quindi
pretendono che in realtà gli attivisti concordino con le loro disoneste
asserzioni sui fatti.
Gli attivisti contro la guerra, secondo
Smith, Burke
e Berman, conoscono
ed accettano i fatti relativi alla guerra siriana come da loro definiti,
ma scelgono di ignorarli o di sottovalutarli per motivi che sono indegni
o vili, cioè per fallimento morale o intellettuale. Così coloro che sono
in disaccordo con Smith e compagnia si presume credano realmente che la
rivoluzione sia popolare, cioè che i ribelli (i gruppi
terroristi indistinguibili da al Qaeda e dall'ISIS) abbiano
sostegno popolare in Siria e che il governo siriano stia commettendo dei
crimini orrendi, ma sono pronti a trascurarli.
Ashley Smith:
[argomenti identici a quelli delle
dichiarazioni di politica USA-NATO:]
"Un intero settore della sinistra […]
ha chiuso un occhio sul massacro di Assad di circa 400.000 siriani e
sull'utilizzo di bombe a barile e armi chimiche del suo regime
e sul barbaro assedio di città come Aleppo".
Quindi, l'opposizione a questa rivoluzione popolare può avere
origine soltanto dalle motivazioni più indegne, nulla a che vedere con
questioni peculiari della Siria o ad un crescente senso di orrore a
causa dell'Iraq e della Libia. Gli attivisti contro la guerra sono
accusati di reazioni impulsive e di antiamericanismo. Smith ha
ripetutamente accusato i suoi avversari di
‘campismo’ –
non vogliono sostenere
l'imperialismo USA, così
sentono di dover parteggiare per Assad e la Russia. Come afferma la
Burke:
"La ragione principale del sostegno per Assad è che alcune
organizzazioni credono che "il nemico del mio nemico è mio amico". Per
loro è una semplice analisi da impulsivi. Se gli Stati Uniti sono
contrari ad Assad, loro lo sostengono".
Gli attivisti bene intenzionati ma deboli vengono sviati:
"Molti rispettabili attivisti contro la guerra, alcuni con una
lunga storia di impegno determinato ed eroico, permettono ai nascondono
dietro ad una falsa bandiera di "anti-imperialismo", di stabilire
l'agenda del movimento contro la guerra"
(Berman).
Ma, come pure sono deboli, gli attivisti sono anche arroganti,
secondo entrambe la
Burke
e
la
Smith:
"Lasciando da parte tutto il resto, tali argomenti espongono un
rigetto arrogante–non dissimile dai
difensori dell'imperialismo–della capacità
dei popoli sfruttati ed oppressi di lottare per la liberazione"
(Smith).
Va da se che tutti e tre gli scrittori adottano la pratica normale dei
sostenitori dei terroristi nel riferirsi al governo siriano come a
il regime (che ovviamente è profondamente disprezzato), di
Assad e dei suoi tirapiedi. ai tagliatori di teste ceceni come
ai ribelli ed alla guerra per procura come ad una
rivoluzione. Forse l'affermazione più spudorata di tutte è quella
della Smith su 'coloro che insorgono per la democrazia e la giustizia
continuano a sopportare il peso maggiore della violenza'.
Un altro esempio della logica deformata della Smith è il
suggerimento che l'opposizione alla guerra dell'alleanza NATO alla Siria
possa essere identificata con il sostegno ai russi per avere schiacciato
la rivoluzione ungherese del 1956, la Primavera di Praga del 1968 e
Solidarnosc in Polonia nel 1981, per non menzionare la rivoluzione
culturale di Mao, l'oppressione cinese del Tibet e la rivoluzione di
Robert Mugabe.
La
Smith,
la
Burke
e Berman
sono inesorabilmente disonesti su tutti i fronti: la pretesa che la
loro posizione rappresenti progresso ed anti-imperialismo, il loro
trascurare di ingaggiare o persino riconoscere la posizione
intellettuale degli attivisti contro la guerra e la pretesa che questi
ultimi concordino fondamentalmente con le affermazioni più oltraggiose
della propaganda della NATO ma scelgano di ignorarle.
E' impossibile non provare disgusto e disprezzo per coloro che
pretendono di essere di 'sinistra', 'progressisti', 'socialisti' o 'anti-imperialisti'
ma che stanno promuovendo spudoratamente l'imperialismo della NATO in
Medio Oriente. La supposizione che vi sia un gran numero di persone che
protesta nella sua opposizione alla falsa rivoluzione in Siria, ma che
abbia qualche presuntuoso desiderio di essere classificata di 'sinistra'
o 'socialista' dai simili della
Ashley-Smith provoca
naturalmente derisione: 'Se questo è essere di sinistra, allora
certamente non lo sono'.
Tuttavia, il materiale è scritto per uno scopo, promuovere e
facilitare la guerra per procura in Siria, che mira ad indebolire e
controllare quel paese prima che la NATO rivolga la sua attenzione
all'Iran.
Non importa quanto sgradevole possa essere ingaggiarsi in un lavoro
così spietatamente menzognero, è essenziale esporre l'intrinseca
disonestà di scrittori come la
Smith,
la
Burke
e Berman ogni volta
che si presenti.
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