Uno stato nazista per antonomasia
Khalid Amayre in Cisgiordania,
Esclusiva Axis of Logic
21 maggio 2007
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Scrivo questo pezzo poche ore dopo che un bombardiere F-16 israeliano fornito dagli americani ha lanciato i suoi missili a guida laser sulla casa di un deputato palestinese nel centro di Gaza City. I missili hanno distrutto la casa di Khalil al Hayya, un parlamentare, uccidendo otto persone, compresi sua moglie e sei dei suoi familiari. Il bombardamento non è stato un danno collaterale ma un deliberato atto criminale destinato ad infliggere "shock and awe" su un popolo martoriato sotto tutti i punti di vista da 40 anni di occupazione, crudeltà e sistematica persecuzione. Lo sterminio della famiglia di al-Hayya non è un'anomalia o un incidente isolato. Rappresenta il "normale ordine delle cose" nel contesto dell'occupazione sionista della Palestina. Durante la sua campagna di Gaza lo scorso anno, l'esercito e l'aeronautica israeliani sterminarono intere famiglie palestinesi bombardando le loro case nelle ore tranquille prima dell'alba, sempre in base al pretesto moralmente corrotto che un certo membro della famiglia, le cui idee sono inaccettabili per Israele o incompatibili con il sionismo, alloggiasse nella casa presa a bersaglio. Lo stesso modello di comportamento omicida è stato pesantemente impiegato per tutta l'aggressione israeliana al Libano la scorsa estate quando i piloti israeliani venivano istruiti a bombardare civili innocenti mentre dormivano nelle loro case. "Israele è un esercito con uno stato, non uno stato con un esercito". I capi militari e politici israeliani (Israele è un esercito con uno stato, non uno stato con un esercito) spesso cercano di giustificare le oscene uccisioni di civili palestinesi citando il fuoco dei quasi totalmente inefficaci, perfino innocui e fatti in casa missili Qassam sugli insediamenti israeliani fuori di Gaza. (dopo avere sparato un centinaio di proiettili, non un solo israeliano è stato ucciso o seriamente ferito). Il lancio di questi missili leggeri, che producono molto rumore e fumo ma poco altro, è molto spesso uno sforzo disperato da parte dei gruppi della resistenza palestinese, particolarmente Hamas, di creare un poco di deterrenza che faccia arrestare o ridurre ad Israele le sue quotidiane azioni omicide contro i palestinesi. Comunque, il motivo principale dell'attuale bagno di sangue a Gaza sembra sia il desiderio del governo israeliano di applicare le lezioni della guerra al Libano dello scorso anno ed assicurarsi che il nemico sia decisivamente schiacciato. In altre parole, il vero obiettivo è raggiungere la riabilitazione politica, specialmente in seguito al Rapporto Winograd che incolpa il governo di avere male condotto la guerra (questo nonostante la morte di quasi 1.300 civili libanesi e l'assoluta distruzione delle infrastrutture libanesi da parte della macchina bellica israeliana). L'indifferente e vigliacco assassinio di civili palestinesi con bombardieri F-16 e carri armati Merkava non è l'unica manifestazione del comportamento in stile nazista di Israele. In realtà, dato il generale trattamento di Israele per i non ebrei Palestina-Israele, qualsiasi osservatore può notare facilmente dei modelli sistematici che possono essere paragonati al pensiero ed al comportamento dei nazisti. Citiamo alcuni esempi dalla stampa israeliana durante le 48 ore trascorse. Il 20 maggio il quotidiano israeliano Haáretz ha riferito che lo Shin Bet riaffermava il suo "diritto" di fare fallire perfino le azioni legali da parte di cittadini non ebrei di Israele se queste azioni venivano considerate come costituenti un pericolo per i "valori israeliani". "...quando un cittadino arabo israeliano chiede quell'uguale trattamento indipendentemente da razza, religione o sesso, verrà considerato come una minaccia per i valori israeliani..." I valori ai quali allude lo Shin Bet non hanno nulla a che fare con gli ideali universalmente accettati come la libertà di espressione, i diritti umani, i diritti civili e la democrazia. In realtà lo Shin Bet parla del "diritto di Israele a rimanere ebreo". Perciò, se e quando un cittadino arabo israeliano chiede quell'uguale trattamento indipendentemente da razza, religione o sesso, verrà considerato come una minaccia per i valori israeliani e di conseguenza verrebbe perseguitato, trattenuto ed imprigionato. (Il caso del membro arabo della Knesset Azmi Beshara è un classico esempio di come Israele intende la democrazia).(1) Il rapporto di Haáretz citava il capo dello Shin Bet, Yuval Diskin, che ha detto che "allo Shin Bet è affidata la tutela degli interessi nazionali vitali per la sicurezza dello stato e la promozione dei valori democratici ebraici". In altre parole, qualsiasi richiesta di uguaglianza da parte dei cittadini non ebrei di Israele ( 23-25% della popolazione) sarebbe trattata come una minaccia per i valori israeliani e perciò un crimine punibile con la reclusione prolungata. Se ciò accade in Israele vero e proprio, la cosiddetta unica vera democrazia in Medio Oriente, immaginate la situazione in Cisgiordania dove lo stato e l'esercito israeliano utilizzano apertamente criminali coloni ebrei talmudici per avvelenare la vita quotidiana dei civili palestinesi passando per il negare loro ed ai loro figli l'accesso alle loro case, scuole, terre ed imprese ed anche perseguitandoli ed attaccandoli su base quasi giornaliera. Certamente questo non è il tipo di fastidi di vicinato o litigi giovanili che potrebbero accadere dovunque nel mondo. E' piuttosto un piano deliberato e ben concepito da parte dello stato israeliano e dei suoi diversi apparati, che è mirato a cacciare i nativi palestinesi dalle loro case e dalle loro proprietà. Questa politica criminale, ampiamente riportata dalla stampa israeliana e dalle organizzazioni per i diritti umani che operano nei territori palestinesi occupati, ha alla fine costretto migliaia di palestinesi di Hebron ad abbandonare le loro case ed i loro affari. La discreta pulizia etnica a Hebron continua da quando un terrorista ebreo americano, Baruch Goldstein, uccise 29 palestinesi mentre pregavano alla moschea di Ibrahim nel quartiere vecchio della città il 25 febbraio 1994. "Alla fine, questa politica di parti-o-soffri ha costretto più di 1.500 famiglie palestinesi a trasferirsi ed altre 2.000 imprese a chiudere". Ma, invece di punire i coloni, che appoggiavano e si identificavano con Goldstein, l'esercito israeliano adottò una politica di tormentare i palestinesi e restringere i loro orizzonti imponendo loro coprifuoco indeterminati mentre garantirono ai coloni teppisti effettiva carta bianca per terrorizzare i palestinesi rinchiusi in casa e vandalizzare le loro imprese e le loro proprietà. Alla fine, questa politica di "parti-o-soffri" ha costretto più di 1.500 famiglie palestinesi a trasferirsi ed altre 2.000 imprese a chiudere. Questa non è propaganda. Qualunque visitatore della Città Vecchia di Hebron si accorgerebbe della vergogna del razzismo ebreo e della brutale bruttezza della mentalità sionista. I coloni talmudici, la cui ragione di esistere è di tormentare i palestinesi e di rendere loro la vita insopportabile per costringerli ad andarsene, non sono una piccola e marginale minoranza di ebrei ultrareligiosi come sostengono gli apologhi di Israele quando parlano ad un pubblico occidentale. Infatti, la mentalità del colono rappresenta di questi tempi la corrente principale di pensiero israeliana. Una prova di ciò sono i corrispondenti sondaggi d'opinione che dimostrano che una maggioranza di ebrei israeliani difende politiche governative che incoraggerebbero i cittadini israeliani non ebrei (e, naturalmente, sudditi, cioè i palestinesi) ad emigrare. Inoltre, l'espansione continuata degli insediamenti dei coloni soltanto ebrei per tutta la Cisgiordania, accoppiata alla riduzione dei centri della popolazione palestinese a campi di detenzione di fatto, principalmente grazie al gigantesco ed immorale muro che Israele costruisce nel cuore della zona centrale della Cisgiordania, sottolinea la prevalenza del pensiero razzista nei più alti gradi dell'establishment politico israeliano. Inutile dire che la grande massa di questi odiosi insediamenti (odiosi perché sono costruiti su terra rubata ed abitata da coloni razzisti che pensano che i non ebrei siano esseri umani inferiori o veri e propri animali in forme umane!!!) sono costruiti su terra strappata con la forza delle armi ad allevatori e contadini palestinesi.(2) In realtà, lo stesso governo israeliano riconosce che dozzine di questi insediamenti di coloni sono illegali (come se gli altri fossero legittimi). Comunque, quando i funzionari israeliani vengono affrontati con la domanda del perché delle attività illegali sono permesse e tollerate in un paese che pretende di essere rispettoso della legge, i funzionari scrollano soltanto le spalle e ricorrono a tergiversazioni, tattiche ed autentiche menzogne. Oggi Israele adotta una politica sfaccettata che combina la persecuzione sistematica, l'asservimento di fatto, il furto della terra e l'abile menzogna verso i palestinesi, tutto allo scopo di angariarli perché si arrendano alla supremazia ebraica o emigrino. Questo non è niente meno che un tipo di nazismo ebraico. Mi rendo conto che le mie parole possano molto bene causare sorpresa in alcuni paesi occidentali dove molte persone consumano menzogne e hasbarah (spiegazioni propagandistiche di gruppi "indipendenti" n.d.r.) sioniste dall'alba al tramonto. Comunque, è necessario che chiamiamo le cose con il loro nome, perché uno stato che pensa come questo ed agisce come questo è uno stato fascista, non dissimile dalla Germania nazista.
D'altra parte, dovremmo tutti
ricordare che l'olocausto non iniziò con
Auschwitz o Bergen Belsen o i forni. Esso iniziò con
cose relativamente insignificanti, come un libro (Mein Kampf),
alcune leggi razziste (le leggi di Norimberga) e la Notte dei
Cristalli.
Per esempio, un membro
israeliano della
Knesset di nome Arieh Eldad ha protestato contro
l'evacuazione più due anni fa da parte dell'esercito israeliano di
un piccolo avamposto dei coloni chiamato Ammona, sostenendo che era
inaccettabile che l'esercito "trattasse degli esseri umani (ebrei)
come dei palestinesi".
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