SIGNS OF THE TIMES
La NATO ordina alla Turchia di fare da esca abbattendo un jet russo
Joe Quinn
Sott.net
Mercoledì, 25
novembre 2015 13:38
UTC
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Da 4 anni operano in Siria dei terroristi appoggiati dai turchi, dai sauditi, dai francesi dai britannici e dagli USA nel tentativo di rovesciare il governo siriano. Questa cabala vuole rimuovere Assad allo scopo di a) aprire la strada al gas del Qatar perché soppianti il gas russo per l'Europa, b) forse aprire un fronte per un'invasione jihadista che destabilizzi e faccia pressione su Iran e Russia e c) assicurare l'integrità territoriale della Turchia ed il suo ruolo a lungo termine di zona cuscinetto perché le potenze occidentali giochino con impunità nella cassa di sabbia del Medio Oriente.
Lo scopo complessivo quindi, da una prospettiva
occidentale, è di sbarazzarsi della mezzaluna di resistenza storica
contro l'imperialismo occidentale e di nazionalismo panarabo come
rappresentato o sostenuto da Russia/Iran/Iraq/Siria e Libano. Israele,
naturalmente, è un grande sostenitore proprio di un simile 'nuovo Medio
Oriente' perché, senza di esso, potrebbe essere spazzato dalle pagine
della storia come uno stato ebraico. Nel suo sforzo,
la Turchia, con la sua lunga frontiera con la Siria settentrionale, ha
giocato un ruolo primario nel facilitare l'addestramento, l'armamento ed
il finanziamento dei mercenari jihadi tagliatori di teste nella loro guerra di quattro anni contro
il popolo ed il governo siriano.
Ad iniziare dal 2003 con l'elezione di Erdogan come primo ministro, la situazione si è in qualche modo stabilizzata, come hanno fatto le relazioni turco-siriane dopo che il governo siriano ha promesso di smettere di dare rifugio ai militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Tra il 2003 ed il 2009, la Siria e la Turchia hanno firmato quasi 50 accordi di cooperazione, annunciato la costituzione di un "Consiglio Superiore di Cooperazione Strategica" e condotto le loro prime esercitazioni militari congiunte da sempre. Nel 2010, la Turchia e la Siria hanno firmato uno storico accordo antiterrorismo, seguito da un patto anti-insurrezione. La Turchia era diventata il maggiore partner commerciale della Siria ed il rapporto era così stretto che, nel 2009, il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha dichiarato che gli stati condividevano un "comune destino, storia e futuro". Dunque cosa è successo negli ultimi 6 anni? La breve risposta è che, un momento attorno al 2011, è stato chiarito al governo di Erdogan attraverso canali della NATO che Assad se ne sarebbe andato, in un modo o nell'altro, e che la Siria sarebbe stata divisa in regioni semiautonome. Questo piano, come dettagliato da entrambe la Brookings Institution degli USA in un saggio del 2015 intitolato 'Disintegrare la Siria: una nuova strategia per la guerra più disperata dell'America' che da un editoriale del presidente del Council on Foreign Relations (CFR), Richard Haas,intitolato 'Mettere alla prova Putin in Siria', conteneva la minaccia della probabile creazione di un Kurdistan autonomo, che prendeva con se un pezzo piuttosto grande del territorio turco.
Il risultato è stato che la Turchia
ha passato gli ultimi quattro anni come principale
terreno
di organizzazione dell'esercito mercenario per procura della NATO in Siria. Nessuno dubita questo, neppure i governi
occidentali. In questo ruolo, alla Turchia è stata data mano libera per
occuparsi di una risorgente militanza dei kurdi (PKK, YPG),
che sono così preoccupati del loro
destino nel caso di una vittoria NATO/turca in Siria da essersi
allineati apertamente sia con la Russia che con il governo siriano. Quando in maggio di quest'anno le forze speciali hanno assalito il complesso di un capo dello Stato Islamico nella Siria orientale, sono state prese centinaia di chiavette USB e documenti che rivelavano le prove innegabili di accordi diretti tra funzionari turchi e membri di alto grado dell'ISIS. Un autorevole funzionario occidentale, familiare con le informazioni raccolte, ha dichiarato che poteva "finire con l'avere profonde implicazioni politiche per il rapporto tra di noi ed Ankara".
Il laburista Dennis Skinner ha sollevato in parlamento delle questioni sull'affidabilità della Turchia come alleato dei britannici e fatto pressione su Hammond per le sue opinioni sul ruolo della Turchia contro lo Stato Islamico. "Quando considerate che non soltanto ha oggi abbattuto un jet dei russi - che anche stanno cercando di combattere l'ISIS - che compra petrolio dall'ISIS allo scopo di puntellarlo e bombardando i kurdi che pure stanno combattendo l'ISIS", ha affermato Skinner.
Qui ci si deve chiedere cosa pensi il governo
francese di uno stretto alleato come il Regno Unito che dichiara un
simile sostegno
incondizionato per la Turchia quando di recente è stato rivelato che la
presunta mente dei recenti attacchi di Parigi, Abaaoud, ha
attraversato il confine dentro e fuori dalla Siria per apprendere
l'attività di intelligence dall'ISIS tramite
il
passaggio di Jarabulus in Siria, soltanto
100m dalla frontiera turca, che è gestito da guardie di frontiera turche
e che recentemente Erdogan ha affermato essere una 'linea rossa' in
termini di attacchi aerei russi nella zona. Mentre i governi occidentali rimproverano la Russia di "bombardare i ribelli moderati" in Siria, l'aeronautica di Erdogan, con il tacito consenso del governo USA, ha quasi esclusivamente bombardato i kurdi che combattono attivamente contro l'ISIS. Tuttavia, allo stesso tempo, Erdogan e co. indubbiamente si sentono un poco paranoidi. Mentre il governo USA ha rifornito ripetutamente le forze kurde con armi ed altri aiuti apparentemente per combattere l'ISIS, la verità è che una regione autonoma kurda è abbondantemente parte del piano degli USA di 'balcanizzazione' della Siria. Non è soltanto parte del piano della Turchia. Così il sostegno USA ai kurdi deve apparire alla Turchia come un tradimento dell'originaria promessa degli USA di chiudere un occhio alla repressione turca della minaccia kurda. In settembre il governo USA ha ulteriormente allarmato i turchi dichiarando che la kurda PYD non era un'organizzazione terrorista.
Come ora sostengo già da tempo, il significato
nascosto della 'guerra al terrorismo' degli USA è sempre stato sul
contenere la Russia. La Turchia è interessata ad una
"no fly zone"
per ostacolare l'avanzata dell'esercito siriano verso la frontiera turca
e la possibile futura creazione di un Kurdistan indipendente. Ma il
governo turco sta giocando una partita perduta. Nel suo tentativo di
creare in Siria una 'zona cuscinetto' non è riuscita a rendersi conto
che la stessa Turchia viene usata da decenni come una grande 'zona
cuscinetto' tra la UE razzista e le guerre degli USA in Medio Oriente,
ognuna di loro rivolta in definitiva a respingere l'influenza russa
nella regione e nel mondo.
Appena prima che il 30 settembre iniziassero gli attacchi aerei russi, John Kerry ha predetto che se la Russia "è li a combatterli da sola... gli aeroplani russi cadranno dal cielo". Una settimana dopo, il segretario alla difesa Ashton Carter ha fatto minacce simili. Immediatamente dopo che il jet è stato abbattuto, piuttosto che stabilire un contatto con i russi, il governo turco è corso a piangere da mamma NATO, timoroso della risposta russa al tradimento turco. In aggiunta, soltanto venerdì scorso il governo turco ha avvertito la Russia di "gravi conseguenze" se non "cessava immediatamente le sue operazioni" nell'area controllata dai turcomanni. Qualunque la verità su dove fosse esattamente abbattuto il jet russo quando è stato abbattuto, non vi è nessun dubbio che ogni asserito sconfinamento in un frammento di territorio turco non era affatto una giustificazione per l'azione criminale della Turchia. Che l'abbattimento fosse pre-pianificato e deliberato, nonostante le pretese turche del contrario è meglio comprovato dal fatto che anche la pretesa turca che la violazione sia durata soltanto 17 secondi, un tempo non sufficiente per rispondere per l'aeronautica turca, e dal fatto delle immagini ed i video ad alta risoluzione del jet mentre precipitava dal cielo. La domanda che necessita di risposta è: come mai c'era una squadra della TV turca al posto giusto, al momento giusto, a filmare nella direzione giusta mentre l'aereo russo veniva giù? Fortuna di vecchio stampo?
Assieme alla distruzione dell'aeroplano commerciale russo sul Sinai, l'abbattimento del jet russo da parte dell'esca Turchia costituisce la risposta anticipata degli USA al tentativo russo di impedire un cambio di regime terrorista in Siria. E' stato tipicamente codardo e maligno ed assolutamente futile.
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