7 aprile 2009
di DIANA JOHNSTONE
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La NATO crea minacce dovunque vada. Questo è il suo mestiere. Sia in Afghanistan che a Strasburgo, la presenza militare straniera provoca la ribellione violenta, specialmente dei giovani che si sentono sfidati. La loro ribellione violenta viene citata per giustificare un incremento della violenza repressiva. E così finisce... Questo ciclo di violenza lo scorso sabato 4 aprile è stato recitato fino in fondo a Strasburgo, dove migliaia di poliziotti ed un piccolo numero di bellicosi Black Block hanno rubato lo spettacolo da quello che avrebbe dovuto essere stato il lancio di un nuovo movimento di massa europeo contro la politica di guerra della NATO. La manifestazione per la pace è stata schiacciata e disintegrata dalla polizia armata mentre dei giovani in passamontagna nero gettavano pietre e appiccavano il fuoco. In questo ciclo di provocazione, non vi è alcun dubbio su chi abbia cominciato: la NATO. La sontuosa celebrazione del 60° anniversario della NATO, tenuta nelle città renane di Strasburgo, Kehl e Baden Baden durante il fine settimana, è stata un insulto ai cittadini. Dopo tutto, se il presidente Obama e gli altri leader dell'autoproclamatosi mondo libero delle democrazie sono così popolari, perché le città che li ospitano vengono trasformate in fortezze armate pesantemente per riceverli? Se gli europei accettano volentieri la protezione della NATO, perché devono essere tenuti sotto la minaccia di un'arma, miglia lontani dai loro benefattori? Ma naturalmente la NATO non è una forza di difesa. Dal bombardamento della Serbia dieci anni fa all'Afghanistan oggi, la NATO è stata trasformata progressivamente in una forza di spedizione straniera. Le draconiane misure di sicurezza assicurate su tre pacifiche, tradizionaliste città europee, che hanno confinato le persone nelle proprie case, somigliavano ad un'occupazione straniera. Nonostante la momentanea popolarità di Obama, il vertice della NATO ha illustrato il drastico e crescente divario tra la gente comune ed i suoi leader. Grande piazzista, Obama ha cercato di persuadere gli europei che erano ancora più degli americani messi in pericolo da Osama bin Laden ed al Qaeda, e che dovrebbero pagare il loro tributo in tributi e soldati per sradicare questa minaccia lontano da qualche parte nel remoto Afghanistan, oppure è il Pakistan, o chi sa dove? I media europei hanno in gran parte evitato questa nozione assurda in maniera imbarazzante concentrandosi su ciò che indossava Michelle Obama. Ma decine di migliaia di cittadini europei si sono fatti strada fino a Strasburgo sperando di esprimere il loro disaccordo. Avevano argomenti che volevano venissero ascoltati. Sono finiti con l'essere colpiti dai gas lacrimogeni, raggruppati in recinti e terrorizzati. Probabilmente molti di loro non si avventureranno mai più in una manifestazione di massa.
La responsibilità di un fiasco La responsabilità di questo fiasco è triplice. I maggiormente responsabili sono, naturalmente, le forze di sicurezza che diventano sempre più malvagie in tutta Europa nel modo di trattare le dimostrazioni. Con elicotteri che ondeggiano rumorosamente in alto, falangi di poliziotti con l'elmetto hanno "imbucato" la gente in piccoli spazi separati, talvolta circondati da recinzioni di metallo dalle quali è impossibile scappare. Equivale a trattare le persone come bestiame destinato al macello. Gruppi che avevano progettato di andare insieme sono stati incapaci di trovarsi l'un l'altro. Ben oltre diecimila poliziotti hanno impiegato un arsenale di armi antiuomo moderne contro un numero simile di dimostranti indifesi, sparando cilindri di gas lacrimogeno, proiettili di gomma ed armi che immobilizzano per disfare il raduno e quindi disperdere gente che era già dispersa e non aveva nessuna idea di dove poter andare. Il caos è stato totale. Tutto ciò è stato deliberato. Ma una parte di responsabilità appartiene agli organizzatori, se questo è il termine opportuno per un evento così orribilmente privo di organizzazione. La dimostrazione anti-NATO del 4 aprile è stata indetta da un collettivo di gruppi attivisti francesi, nessuno dei quali aveva l'autorità per imporre un piano coerente. A causa dell'anzianità, il relativamente tradizionalista Mouvement de la Paix sembra avere esercitato maggiore autorità, specialmente appoggiando la disastrosa decisione di accettare la scelta del governo francese del sito per il raduno. Invece di avere il permesso di riunirsi in una piazza cittadina e di marciare per le vie di Strasburgo con le loro bandiere, slogan e qualche teatro stradale, i manifestanti per la pace sono stati esiliati in un'isola periferica tra il Reno ed un grande canale di navigazione, con soltanto due ponti come accesso. Chiunque osservi una mappa può capire che questo sito era inaccettabile per diverse ragioni. Era difficile da raggiungere – circa otto chilometri dalla stazione ferroviaria – specialmente in una giornata nella quale tutti i trasporti pubblici erano chiusi ed il centro della città era interdetto all'accesso. Il terreno era aspro e disorientante. Era fuori dalla vista di qualunque pubblico con il quale i dimostranti volessero comunicare – in breve, nessuna "comunicazione" era possibile con i concittadini. E, peggio di tutto, era una ovvia trappola, un posto perfetto per la polizia per praticare le sue tecniche di raduno del bestiame. Tuttavia gli organizzatori hanno accettato questo sito inaccettabile e poi fallito nell'organizzare qualsiasi proprio servizio di protezione. Ancora, la Prefettura (autorità regionale) aveva fatto certe promesse in cambio di un accordo per questo sito svantaggioso. Queste promesse sono state scandalosamente violate. Le vie ed i ponti che si supponeva fossero aperti venivano bloccati periodicamente dalla polizia. Curiosamente, diverse migliaia di pacifici dimostranti sono stati bloccati dalla parte tedesca del Reno e non si sono mai uniti al raduno, mentre i Black Block tedeschi erano attivi sulla scena. In generale, la polizia ha trattato dei pacifici dimostranti come il nemico in una guerra civile, mentre non faceva nulla per proteggere persone e proprietà dalla minoranza violenta. Il raduno stesso, tenuto in una insenatura di questa isola, è stato turbato dallo snervante spettacolo di un vicino albergo incendiato. Gli elicotteri hanno sovrastato gli oratori e la musica. La successiva marcia non è mai stata in grado di avere luogo. I dimostranti totalmente disorientati sono stati lasciati a se stessi, in un ambiente sconosciuto ed ostile, mentre cercavano di fuggire dal gas lacrimogeno attraverso un labirinto di trappole della polizia. Il Black Block I manifestanti pacifisti sono stati messi totalmente in secondo piano dai Black Block, in Francia chiamati "casseurs", fracassatori. Diversamente dai dimostranti non violenti, appaiono nei filmati divertirsi molto a combattere con la polizia. Vi sono probabilità che possano ripensare alle loro prodezze con orgoglio e soddisfazione. Il disastro di Strasburgo rende chiaro che il movimento anti NATO, per sopravvivere, deve occuparsi di tre problemi: le sue evidenti debolezze organizzative, la repressione poliziesca ed il Black Block. Una domanda che viene passato di persona in persona è questa: i fracassatori del Black Block sono dei provocatori della polizia? Incapace di investigare seriamente questo argomento, la mia risposta intuitiva sarebbe: soggettivamente no, ma obiettivamente si. Certamente non possono essere tutti dei poliziotti che indossano il passamontagna nero. Sicuramente la maggior parte di loro ritiene di "lottare contro il capitalismo", come proclamano. Ma, obiettivamente, assolvono il compito di giustificare proprio la repressione poliziesca che combattono così entusiasticamente. Errare è umano. Le cattive intenzioni prosperano, ma l'errore è ancora più comune. Un movimento pacifista avanzato e civile dovrebbe essere in grado di cercare di applicare l'alternativa alla guerra – la discussione ragionevole – in tutte le circostanze. Dovremmo discutere con la gente che è in errore sulla NATO, spiegare ciò che di essa è sbagliato. E dovremmo parlare con la gente nel Black Block, spiegare cosa è sbagliato nella loro forma di protesta. Come iniziare un simile dialogo non è ovvio. Assumendo che non tutti nel Black Block siano dei provocatori della polizia, se potessi, chiederei a quelli presumibilmente sinceri di considerare il seguente: I combattenti Black Block dovrebbero mettere in discussione le loro ragioni. Siamo realisti, per tutta la storia i giovani si sono divertiti ad unirsi per combattere il loro nemico. Testosterone ed adrenalina non sono argomenti politici. Ma sono grandi stimolanti per scagliare proiettili al nemico armato. Combattenti di strada armati leggermente si sentono vittoriosi e superiori confrontando masse di poliziotti bene armati, che a confronto sembrano dei codardi. Vincono la contesa della mascolinità, ma che bene fa eccetto che al loro ego? I combattenti del Black Block dovrebbero interrogarsi sull'effetto che hanno sui cittadini comuni, che possono essere politicamente indecisi. La NATO è un racket della protezione. si nutre del senso di insicurezza della gente. Le azioni del Black Block alimentano questo senso di insicurezza. I combattenti del Black Block dovrebbero pensare all'effetto devastante che hanno su altre forme di protesta pubbliche. Assieme alla polizia, spingono via dalle strade i dimostranti pacifici. I combattenti del Black Block dovrebbero riflettere su come siano stati prontamente utilizzati dal loro nemico. Tanto per cominciare, sia che vogliano ammetterlo oppure no, sono stati quasi certamente infiltrati da agenti della polizia. E dovrebbero chiedersi perché ad alcuni di loro è stato permesso fracassare le finestre dell'hotel Ibis sull'isola del Reno a Strasburgo, quindi incendiarlo con comodo mentre non interveniva nessun poliziotto. Inoltre, all'impressionante incendio è stato permesso bruciare più di un'ora prima che i vigili del fuoco arrivassero sulla scena. Lo spettacolo di questo incendio non è servito perfettamente sia per spaventare che per disperdere i manifestanti pacifisti e soprattutto per riempire gli schermi televisivi di prove che "i dimostranti sono dannosi"? Le autorità hanno citato l'incendio come prova che la abbondante presenza della polizia era necessaria per proteggere la civiltà dai suoi nemici. E perché appiccare il fuoco ad un hotel Ibis? A Strasburgo vi sono otto hotel Ibis e questo era forse il più povero. E quali mezzi semiprofessionali sono stati necessari per mettere a punto un simile spettacolare bagliore? E perché incendiare una vicina farmacia, che era un servizio pubblico per i malati in quel quartiere relativamente piccolo e malandato? Quale possibile messaggio politico trasmetteva questo? In breve, i militanti del Black Block, qualunque sia la loro età, dovrebbero crescere e rendersi conto che combattere poteri ingiusti deve essere fatto prima di tutto con idee, ragionamenti, fatti ed argomenti. Giocare con la violenza è giocare il loro gioco, sul terreno dove loro hanno tutte le risorse. L'Intifada può essere l'unica risorsa per i palestinesi, ma in Europa ancora vi sono altri modi per esprimere l'opposizione politica. Questi altri modi devono essere inventati, esplorati e sviluppati. L'anno 2008 è stato uno spartiacque, con due importanti eventi che hanno cambiato la visione della gente del mondo: il crollo finanziario e l'assalto israeliano a Gaza. Le ripercussioni, il cambiamento di vedute, sono in corso. Stanno preparando il terreno per l'opposizione popolare ai poteri finanziari e militari che governano l'occidente e tentano, attraverso la NATO ed altre istituzioni, di estendere il loro dominio all'intero globo. Vi sono segnali che coloro al potere siano tra i primi a riconoscerlo e stiano perfezionando le loro tecnologie repressive come un attacco preventivo contro la protesta di massa in futuro. E' urgente fornire delle alternative politiche in termini di programmi e leadership. Se le manifestazioni di massa sono vulnerabili alla repressione poliziesca ed alle azioni dannose di fracassatori, devono essere inventati altri mezzi più vari e flessibili per comunicare con i cittadini ed allargare un movimento coerente per combattere la militarizzazione e costruire un'economia centrata sui bisogni genuini del popolo. In ogni caso, qualsiasi futura manifestazione di massa contro la NATO deve essere organizzata con il proprio servizio di protezione, che indossi bracciali e segua istruzioni chiare. I dimostranti devono essere protetti. Non vi può essere nessun miscuglio con il "Black Block" o con altri gruppi che cercano lo stesso genere di problema che cerca la polizia. Questa è stata la pressante lezione del fiasco di Strasburgo. Speciali ringraziamenti a Karen Sharpe, che ha sperimentato tutto. Diana Johnstone è autrice di Fools’ Crusade: Yugoslavia, NATO and Western Delusions (Monthly Review Press). Può essere contattata a diana.josto@yahoo.fr
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