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Il Premio Nobel per il capitalismo di Liu

di gowans il 12 ottobre 2010

di Stephen Gowans

 

Liu Xiaobo, il dissidente cinese al quale è stato recentemente assegnato il Premio Nobel per la Pace, è stato acclamato come un campione dei diritti umani e della democrazia. La sua incarcerazione da parte delle autorità cinesi per avere incitato alla sovversione dello stato viene ampiamente considerata come una ingiusta soppressione dei diritti della difesa da parte di uno stato cinese intollerante al dissenso e ostile ai "valori universali". Ma ciò che i resoconti occidentali hanno trascurato di menzionare è che Carta 08, il manifesto che Liu ha preso parte a scrivere e la cui firma ha portato al suo arresto, è più che una richiesta di diritti politici e civili. E' il piano per rimodellare la Cina in una replica della società USA e per eliminare le ultime tracce di socialismo del paese. Se Liu avesse potuto fare ciò che voleva, la Cina sarebbe: diventata un libero mercato, un paradiso della libera impresa; avrebbe accettato volentieri la dominazione delle banche straniere; tenuto le imposte al minimo e consentito la versione cinese dei democratici e dei repubblicani per mantenere il paese sicuro per le corporation, i banchieri e i ricchi investitori. Il problema di Liu con il Partito Comunista non è che abbia proceduto per la strada capitalista, ma che non si sia mosso abbastanza lontano e che non abbia sistemato politicamente un sistema repubblicano pluralista per facilitare l'agevole ed efficiente operazione di una sfrenata economia capitalista.

Liu insegnava letteratura alla Columbia University come studioso in visita, ma se ne è andato improvvisamente in patria nel 1989 per partecipare alle proteste di Piazza Tienanmen, portando con se i valori pro-imperialisti che aveva assorbito negli Stati Uniti. Per il suo ruolo nelle proteste - che miravano in definitiva al rovesciamento del governo del Partito Comunista e a promuovere un sistema economico e politico in stile USAha servito due anni in prigione.

Liu è impegnato per un modello politico pluralista e capitalista non ostacolato del tipo di cui è stato direttamente testimone negli Stati Uniti. Carta 08, il comitato per il Nobel, il governo USA e i mass media occidentali hanno tutti consacrato i liberi mercati, la libera impresa e la democrazia rappresentativa multi-partitica come "valori universali". Lo scopo è di screditare qualunque sistema che sia in disaccordo con la democrazia capitalista come fosse contro valori universali e perciò condannato al fallimento.

Liu ha servito altro tempo in prigione negli anni '90 per avere patrocinato la fine del dominio del Partito Comunista e la conciliazione con il Dalai Lama sostenuto dalla CIA, una volta capo di un'aristocrazia feudale che possedeva schiavi e viveva sontuosamente sulle spalle dei servi tibetani, prima che l'Esercito Popolare mettesse fine al suo dominio oppressivo.

L'ultimo arresto di Liu da parte delle autorità cinesi è avvenuto nel dicembre 2008, dopo che ha firmato la Carta 08, un manifesto che ha contribuito a scrivere. La carta è stata pubblicata nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e delle Libertà (UDHRF) ed è un riferimento a Carta 77, un manifesto anticomunista emanato dai dissidenti in Cecoslovacchia. Mentre l'UDHRF sostiene i diritti economici (il diritto al lavoro e a un livello di vita adeguato per la salute e il benessere di se stessi e della propria famiglia, compresi alimentazione, vestiario, abitazione e cure sanitarie e servizi sociali necessari e il diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, inabilità, vedovanza, vecchiaia e altre mancanze di mezzi di sussistenza oltre il proprio controllo), gli unici diritti economici che Carta 08 appoggia sono privilegi borghesi. Sotto questo aspetto, non è per nulla nello stesso settore dell'UDHRF e, significativamente, è emblematico del tipo del protocollo di diritti umani troncati favorito negli Stati Uniti.

Il 24 giugno dello scorso anno Liu è stato accusato di agitazione mirata alla sovversione del governo cinese e al rovesciamento del sistema socialista. E' stato condannato e ora sta servendo una condanna di 11 anni.

La stampa occidentale descrive Carta 08 come un "manifesto che chiede riforme politiche, diritti umani e la fine del governo di un partito", ma è più di questo. E' un manifesto per il funzionamento non ostacolato del capitalismo in Cina.

La carta chiede un'economia di mercato libera e aperta, la protezione della libertà di imprenditorialità, la privatizzazione della terra e la protezione dei diritti di proprietà. I diritti di proprietà, secondo i termini della carta, non si riferiscono al diritto di possedere una casa o un'automobile o uno spazzolino per uso personale ma la libertà degli individui di pretendere legalmente il surplus economico prodotto dai contadini e dai lavoratori salariatiil diritto, cioè, attraverso la proprietà privata del capitale, di sfruttare il lavoro di altri attraverso profitti, interessi e rendite.

Mentre in Cina il capitalismo prospera, non prospera incontrollato e senza alcuna supervisione da parte del Partito Comunista. Nemmeno l'economia cinese è interamente posseduta da privati. Molte imprese rimangono in mano statale. Gli estensori di Carta 08 hanno in mente l'eliminazione di tutta la proprietà statale e della pianificazione industrialein altre parole, lo scaricamento dei restanti elementi socialisti nell'economia cinese. Allo stesso tempo, al Partito Comunista come unica organizzazione di massa con impegno programmatico al socialismo (magari da realizzarsi per intero in un lontano futuro) e che preserva con zelo la libertà della Cina di operare al di fuori dell'orbita imperialista USA, sarebbe richiesto di abbandonare il suo ruolo guida nella società cinese. Il potere politico passerebbe a dei partiti che verrebbero ad essere inevitabilmente dominati dalla borghesia cinese attraverso il suo potere del denaro. (1) Piuttosto che essere un paese con una miscela di caratteristiche socialiste e capitaliste sul quale presiede il Partito Comunista, diventerebbe interamente una società capitalista con banchieri e capitani d'industria fermamente al comando, il loro dominio governato dalla necessità di arricchire la loro classe, non di compiere progressi verso un lontano socialismo innalzando il livello di vita ed espandendo la base produttiva del paese.

La carta chiede anche l'attuazione di "grandi riforme nel sistema fiscale per ridurre l'aliquota contributiva" e per "creare le condizioni per lo sviluppo del sistema bancario privato".

Il Dipartimento di Stato USA stesso non poteva scrivere un manifesto più congeniale agli interessi corporativi e finanziari.

I campioni di Carta 08 hanno raccolto 10.000 firme prima che Pechino ne bloccasse la circolazione su internet. Mentre i mass media occidentali citano questo come prova di un movimento di sostegno alle richieste della carta (sebbene 10.000 rappresenti una frazione infinitesimalmente piccola di una popolazione di un miliardo), la ANSWER Coalition negli Stati Uniti ha messo assieme centinaia di migliaia di firme a lettere che chiedono il sollevamento dell'embargo USA contro Cuba, un livello di opposizione alla politica USA che rende insignificante l'appoggio a Carta 08. Tuttavia la raccolta di firme di ANSWER in opposizione a una politica rivolta a promuovere gli interessi del capitale USA è praticamente ignorata dai mass media occidentali, mentre un movimento più piccolo che beneficerebbe il capitale USA viene presentato come se avesse sostegno assai diffuso. Naturalmente, questo non è imprevisto. I mass media occidentali rappresentano alquanto ovviamente gli interessi della classe di famiglie capitaliste ereditarie e di finanzieri dai cui ranghi provengono i loro proprietari. La natura di classe della società capitalista e i modelli di proprietà al suo interno intendono che i mass media costruiscano una realtà corrispondente agli interessi dei loro proprietari.

In modo analogo, il Premio Nobel, fondato da un chimico e ingegnere svedese cha ammassò una fortuna come fabbricante di armamenti, non è libero dalla politica. Il comitato del Nobel, un comitato di cinque persone scelte dal parlamento norvegese, si è allontanato molto dalle intenzioni originarie di Alfred Nobel. Nel suo testamento, dispose le condizioni per istituire e assegnare il premio. "I detti interessi saranno divisi in cinque parti uguali, che saranno distribuiti come segue: /- – -/ una parte alla persona che avrà fatto di più o l'opera migliore per la fraternità tra le nazioni, per l'abolizione o la riduzione degli eserciti permanenti e per la tenuta e la promozione di conferenze internazionali di pace". Mentre potrebbero portarsi dei motivi da ciascuna parte sulla questione se le azioni di Liu siano encomiabili, non vi è alcun dubbio che cercare di organizzare la trasformazione della Cina popolare in una replica degli Stati Uniti d'America e per questo venire arrestato, non equivale in nessun modo a operare per la fraternità tra le nazioni, abolire gli eserciti permanenti oppure tenere conferenze internazionali di pace.

Un ulteriore doppio standard è evidente nella condanna della repressione cinese del dissenso anticomunistauno degli obiettivi nell'assegnare il Premio Nobel a Liu (gli altri: legittimare Carta 08 e demonizzare il governo del Partito Comunista in Cina). La realtà è che qualunque società rivoluzionaria, se deve difendersi con successo contro la controrivoluzione, deve limitare i diritti che verrebbero utilizzati per organizzare il rovesciamento della rivoluzione. Porre le libertà politiche e civili davanti alla protezione della rivoluzione, dove la rivoluzione è mirata a migliorare la condizione economica dei contadini e dei lavoratori cinesi, sarebbe dichiarare i diritti politici essere maggiori ai diritti economici. Liu ha chiaramente operato verso una controrivoluzione che spingerebbe ai margini i diritti economici e porterebbe avanti i diritti dei proprietari del capitale di organizzare la società esclusivamente nel loro interesse. Permettere a Liu di organizzare liberamente il rovesciamento dell'attuale sistema e di rimpiazzarlo con uno modellato sul sistema politico e economico degli USA sarebbe mettere le libertà politiche sopra gli obiettivi di ottenere l'indipendenza dalla dominazione imperialista e di costruire le basi materiali di una società comunista.

Altre societàcomprese quelle che strombazzano le loro credenziali di campioni della democrazia liberalehanno violato liberamente i loro principi pluralisti e liberali per contrastare singoli, movimenti e partiti che hanno minacciato lo stile capitalista del possesso della proprietà. La storia della democrazia capitalista occidentale abbonda di casi di stati che trattano duramente sui loro presunti amati valori democratico liberali, dalla persecuzione, il tormento e l'incarcerazione di militanti sindacali, socialisti e comunisti al bando di scioperi e partiti politici di sinistra all'aperta dittatura fascista. Ogni volta che dei militanti di sinistra hanno seriamente minacciato di scombussolare la tranquilla digestione di profitti del grande capitale, la loro libertà di difendere, organizzare e agire apertamente è stata ridotta. Pensate ai Palmer raids negli Stati Uniti, all'incarcerazione di attivisti contro la I Guerra Mondiale, alla purga dei comunisti dalle istituzioni pubbliche e da Hollywood, al bando del Socialist Workers Party e alla repressione delle Black Panthers. Pratiche simili sono state replicate in molti altri paesi capitalisti. In Italia e in Germania, forti movimenti dei lavoratori sono stati soffocati da dittature fasciste.

Questo è un modello di comportamento così ricorrente da avere lo status di una legge scientifica sociale. Lo stato, sia in società capitaliste che rivoluzionarie, quasi invariabilmente viola i diritti di patrocinio, di libera associazione e della stampa, allo scopo di preservare lo stile dominante di possesso della proprietà dovunque sia seriamente sotto minaccia.

Come questione politica, le limitazioni ai diritti di singoli, movimenti e partiti che difendono e organizzano apertamente il rovesciamento del sistema economico attuale sono buoni o cattivi a seconda di quale è la propria politica. I nazionalisti nei paesi liberati approveranno limitazioni ai diritti degli stranieri e dei coloni di possedere proprietà produttiva incontrollata; misure per impedire ai movimenti di violare gli interessi capitalisti saranno ritenute limitazioni legittimate da parte dei capitalisti e i comunisti si opporranno al diritto di singoli o di gruppi di organizzare apertamente la restaurazione capitalista all'interno di società socialiste, proprio come i repubblicani si sono opposti al diritto di singoli e di gruppi di organizzare la restaurazione delle monarchie all'interno di società repubblicane.

Mentre Liu viene abilmente ritratto dai mass media occidentali come un combattente per i diritti umani e la democrazia, il suo organizzare per basse imposte, il chiedere di disfarsi dei restanti elementi del socialismo cinese e la promozione di robusto capitalismo, non hanno ricevuto praticamente nessuna attenzione dei media. E' difficile persuadere la gente che il capitalismo sia un "valore universale" e l'impegno di Liu per rimodellare la Cina in una replica degli Stati Uniticon le sue crisi economiche, i salvataggi per ricchi finanzieri e la disoccupazione di massa per il restonon è per nulla il tipo di cosa che schiererà molto appoggio popolare. Quindi, i mass media occidentali si sono saggiamente (dal loro punto di vista) soffermati sulla repressione apparentemente ingiustificata del dissenso di Pechino e hanno tralasciato di approfondire le implicazioni di Carta 08 per la Cina, mentre pubblicizzano il patrocinio da parte di Liu di termini che suonano gradevoli, democrazia e diritti umani, spingendo nell'ombra il suo impegno per liberi mercati, libera impresa e imposte basse. Attuare tutte le richieste della carta risulterebbe quasi certamente nel fatto che la Cina sarebbe aspirata nell'orbita imperialista degli USA e qualunque possibilità abbia il paese di raggiungere il socialismo sarebbe fatta svanire per sempre.

Per tutti coloro preoccupati della promozione dei diritti economici, o dell'indebolimento dell'imperialismo USA, o delle possibilità che un giorno il socialismo possa prosperare nel paese più popoloso al mondo, il tentativo del comitato del Nobel di prestare credibilità a Carta 08 conferendo il suo premio per la pace a Liu Xiaobo non deve essere per nulla gradito. E' tanto ostile agli interessi della pace e del benessere dell'umanità quanto l'assegnazione del premio lo scorso anno al presidente USA Barack Obama,, che ha ampliato il numero dei paesi nei quali gli USA fanno la guerra e ha cercato di creare l'illusione che la missione di combattimento in Iraq che continua sia terminata dandole un nuovo nome. Allo stesso modo, Liu non ha fatto nulla per far progredire il benessere dell'umanità. Le sue linee guida, come quelle del vincitore del premio per la pace dello scorso anno, sono di estendere gli interessi dei possessori di capitale, particolarmente di quelli di base negli Stati Uniti. Non merita nessun appoggio, eccetto che dalla piccola frazione della popolazione mondiale che raccoglierebbe dei vantaggi dalle richieste di Carta 08. Invece, è l'azione di Pechino per preservare la propria libertà e la propria indipendenza dalla dominazione dall'esterno e di mantenere elementi di un'economia socialista che merita il nostro appoggio.

1. Il Partito Comunista cinese ha, con giustificazione, respinto le "elezioni in stile occidentale ...come un gioco per i ricchi". Come ha spiegato un rappresentante del partito, "Sono influenzate dalle risorse e dai finanziamenti che un candidato può utilizzare. Coloro che riescono a vincere le elezioni sono facilmente nelle tasche dei loro partiti o dei loro sponsor e diventano dei portavoce per la minoranza".

Edward Wong, “Official in China says Western-style democracy won’t take root there,” The New York Times, 20 marzo 2010