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La preoccupazione dell'occidente sono le forze speciali NATO intrappolate ad Aleppo © AFP 2015/ Tauseef MUSTAFA

19.10.2016

Finian Cunningham

 

Ciò potrebbe spiegare perché nelle ultime settimane i governi della NATO sono stati così ansiosi di arrestare l'offensiva russo-siriana ad Aleppo. Potrebbe essere che hanno bisogno di togliere d'impaccio le loro forze speciali piazzate con i militanti dominati dai terroristi?

Immaginate i titoli mondiali che nemmeno dei compiacenti mass media occidentali potrebbero sopprimere se l'esercito siriano con l'appoggio aereo russo liberasse l'ultima ridotta del Fronte al Nusra soltanto per scoprire tra i jihadisti sconfitti delle truppe professionali appartenenti a USA, Gran Bretagna, Francia o a qualche altro membro della NATO.

Washington ed i suoi alleati occidentali che proclamano di stare a combattere i terroristi e di sostenere "soltanto" i "ribelli moderati" sarebbero presi, per così dire, con le mani dentro al vaso dei biscotti. Imbarazzante, a dir poco, avere questa melata bugia esposta in abbagliante realtà.

Vi è qualcosa di decisamente misterioso sull'attuale situazione nel terreno di battaglia settentrionale di Aleppo. Martedì notte, è stato riferito un attacco aereo della NATO sul villaggio di Hassajek, vicino alla città, nel quale almeno sei persone ritenute essere dei civili sono state uccise. Il governo russo sostiene che l'attacco è stato eseguito da due jet da caccia belgi F-16. Di che si trattava? E perché il silenzio di Washington e della NATO su una simile flagrante violazione? Qualcuno si sta innervosendo?

Quindi il giorno prima della pausa umanitaria dichiarata dalle forze siriane e russe entrasse in vigore giovedì, delle fonti di Aleppo hanno raccontato come autobus carichi di militanti avevano già cominciato a lasciare la città. Significativamente, alcuni dei veicoli avevano finestre oscurate. Fonti siriane hanno affermato che i passeggeri di questi autobus non erano jihadisti stranieri, ma piuttosto erano forze speciali dei paesi della NATO. Questa pretesa non è stata verificata.

Vi sono sospetti mantenuti da lungo tempo che i militanti antigovernativi che detengono sotto assedio Aleppo est da  quattro anni ricevano sostegno clandestino, diretto dalle forze speciali NATO. E' stato ben documentato che i governi della NATO armano ed addestrano i militanti a fare la guerra per il cambio di regime in Siria. Quindi, sarebbe plausibile che i commando della NATO siano realmente sul terreno nei ghetti di Aleppo tenuti dai militanti.

Alcune ulteriori ragioni per sospettare questa forma diretta del  coinvolgimento occidentale sono le seguenti: il cosiddetto Aleppo Media Center (AMC), che è finanziato dai governi USA, britannico e francese, è diventato improvvisamente una fonte cruciale di propaganda stilizzata per i funzionari ed i media occidentali che accusano la Russia ed il suo alleato siriano di crimini di guerra.

I media occidentali utilizzano ripetutamente filmati forniti dall'AMC che pretendono di mostrare le conseguenze di attacchi aerei russi e siriani. L'AMC viene descritto come una fonte di "dilettanti", "attivisti". Ma queste informazioni sembrano essere tutto eccetto che dilettantesche. Il filmato è spesso ottenuto da droni aerei che volano alti sopra edifici bombardati. Che genere di "dilettante" ha accesso a tale sofisticata tecnologia e, inoltre, in grado di operarla? Questo suggerisce che l'AMC riceve supporto tecnico professionale per dirigere una guerra dell'informazione. Poiché i paesi NATO sono noti per finanziare pesantemente l'unità, è quindi ragionevole pensare che quei paesi forniscano anche il personale di supporto.

Una seconda indicazione che delle truppe NATO siano sul terreno ad Aleppo deriva dalla recente valutazione del Ten. Generale Sergei Rudskoy dello Stato Maggiore Generale russo, che ha scoperto che i militanti ad Aleppo est stanno ricevendo moderne armi hi-tech, in particolare missili anticarro TOW fabbricati negli USA. Come per la suddetta tecnologia dei droni, sembra ragionevole presupporre che il personale della NATO debba più che probabilmente essere presente allo scopo di addestrare i militanti a schierare queste armi sofisticate.

Mesi fa il Presidente USA Barack Obama ha annunciato che sono state inviate in Siria centinaia delle sue forze speciali. Vi sono inoltre dei rapporti credibili di truppe di elite britanniche e francesi già presenti. E' in dubbio che la loro missione sia, secondo la pretesa ufficiale, di "addestrare i ribelli a combattere i terroristi".

I residenti di Aleppo raccontano che quando la loro città è stata messa per la prima volta sotto assedio nel 2012, i militanti erano visibilmente stranieri ed agivano come un esercito mercenario diretto esternamente. Credono che da allora Aleppo sia stata usata come centro di operazioni per orchestrare l'intera guerra siriana. Una simile grande impresa suggerisce che i principali guidatori stranieri della guerra per il cambio di regime, vale a dire i membri della NATO, devono avere avuto anche il loro personale presente ad Aleppo di fatto centro delle operazioni.

Un terzo fattore per sospettare che del personale NATO sia collocato ad Aleppo è la risposta quasi apoplettica dei funzionari USA, britannici e francesi nel corso delle tre settimane passate. Dalla rottura del cessate il fuoco alla fine del mese scorso e dalla ripresa di una decisa offensiva da parte di Siria e Russia per conquistare completamente Aleppo, i governi ed i media occidentali hanno lanciato una campagna senza precedenti per far andare in stallo l'avanzata antiterrorista. Questa campagna è stata espressa in "preoccupazione umanitaria" e presunti "crimini di guerra".

Ma tale preoccupazione occidentale sembra artificiosa data l'evidente mancanza di una preoccupazione simile riguardo alla sofferenza umanitaria che è prevalsa in Yemen, dove nel corso dei 19 mesi passati i bombardamenti aerei dei sauditi appoggiati dagli USA hanno ucciso migliaia di civili.

No, pare esserci un altro, più disperato motivo perché l'occidente monti un simile vigoroso sforzo per far deragliare quella che è altrimenti un'operazione militare siriana e russa molto efficace per liberare Aleppo est da un regno di terrore. E questo motivo sarebbe più che soltanto il tacito bisogno per l'occidente di salvare il suo esercito terrorista per procura di Nusra e delle altre brigate jihadi.

Dichiaratamente, questa è una congettura, ma il motivo preminente per i membri della NATO è di impedire la scoperta di forze speciali tra le roccaforti dei terroristi. Oppure, quantomeno la scoperta di prove altamente incriminanti di armi, equipaggiamento, logistica di controllo e comando della NATO.

Questa settimana la Russia e la Siria hanno concordato di implementare un cessate il fuoco temporaneo come segno di buona volontà allo scopo che i civili ottengano accesso umanitario e lascino la parte assediata di Aleppo. La Russia ha inoltre ripetuto la sua iniziale richiesta che la tregua debba essere utilizzata come un'opportunità per i presunti ribelli appoggiati dall'occidente per separarsi dagli estremisti collegati ad al Qaeda. Ai militanti che si arrendono sarà dato un passaggio sicuro fuori da Aleppo, come parte dell'accordo.

Mosca ha inoltre avvertito che quegli insorti che scelgono di restare ad Aleppo est saranno trattati duramente quando riprenderanno le operazioni militari, presumibilmente alla fine di questa settimana.

Ma la grande domanda è: chi sono esattamente i militanti che si imbarcano in quegli autobus per uscire da Aleppo?

Si ritiene che venga dato loro un corridoio per svignarsela nella confinante provincia di Idlib. Idlib è nota per essere una roccaforte della rete terrorista Nusra.

Naturalmente, l'implementazione di una tregua questa settimana è una valida politica da parte di Siria e Russia per dimostrare preoccupazioni umanitarie per quei civili intrappolati ad Aleppo come scudi umani.

L'iniziativa certamente annulla l'isteria occidentale sulla presunta "barbarie" dei russi.

Tuttavia, per le autorità siriane e russe è necessario passare al vaglio attentamente quei militanti che emergono da Aleppo questa settimana.

Altrimenti, la battaglia per Aleppo si proverebbe una vittoria inadeguata se i militanti semplicemente sfruttassero la copertura di "moderati" per impiantare un'altra base di operazioni a Idlib, insieme ai loro gestori della NATO.

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