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In un periodo in cui gli esperti discutono se la NATO sia
adatta ad occuparsi della "guerra al terrore" globale, nuove
ricerche suggeriscono che la storia segreta dell'alleanza ha
collegamenti al terrorismo. [Questo articolo è stato originariamente
pubblicato nel dicembre 2004]
Nota del direttore dell'ISN:
Questo rapporto scritto da
Daniele Ganser è basato su estratti dal suo libro "Gli eserciti
segreti della NATO. L'Operazione Gladio ed il
terrorismo in Europa occidentale", pubblicato questa settimana
da
Frank Cass a Londra.
Il libro descrive le operazioni clandestine della NATO durante la
Guerra Fredda. La ricerca è stata stimolata da una storia che ha
avuto i titoli mondiali nel 1990 ma che è rapidamente scomparsa,
assicurando che anche oggi, gli eserciti segreti della NATO restino
soltanto quello
– segreti.
Finora, un'indagine completa sugli eserciti segreti della NATO
non era stata eseguita
– un compito che Ganser ha intrapreso
senza assistenza ed in modo pienamente riuscito.
In Italia, il 3 agosto 1990, l'allora primo ministro
Giulio Andreotti
confermò l'esistenza di un esercito segreto dal
nome in codice "Gladio"
– il termine latino per "spada"
– all'interno dello stato. La sua testimonianza
davanti alla sottocommissione del Senato che indaga sul terrorismo
in Italia ha mandato delle onde d'urto attraverso il parlamento ed
il pubblico italiano, mentre
sorgevano congetture che forse l'esercito segreto aveva
manipolato la politica italiana attraverso atti di terrorismo.
Andreotti rivelò che il segreto esercito di Gladio era
stato nascosto all'interno del Ministero della Difesa come una
sottosezione del servizio segreto militare,
SISMI.
Il generale Vito Miceli,
un ex direttore del servizio segreto militare
italiano, non poteva credere che Andreotti avesse tolto il segreto e
protestò:
"Sono andato in prigione perché non volevo rivelare l'esistenza
di questa organizzazione super segreta. Ed ora Andreotti viene e lo
racconta al parlamento"! Secondo un documento compilato dal servizio
segreto militare italiano nel 1959, gli eserciti segreti avevano un
duplice scopo strategico: innanzitutto, operare come un cosiddetto
gruppo "stay-behind" nel caso di un'invasione sovietica ed eseguire una
guerra di guerriglia nei territori occupati; secondariamente,
attuare operazioni interne nel caso di "situazioni di emergenza".
Le percezioni dei servizi segreti militari su quello che
sostituiva un'"emergenza" era ben definito nell'Italia della Guerra
Fredda e si concentrava sulla crescente forza dei partiti comunisti
e socialisti italiani, entrambe i quali erano incaricati di
indebolire la NATO "dall'interno".
Felice Casson,
un giudice italiano che durante le sue indagini
sul terrorismo
di destra aveva per la prima volta scoperto il segreto esercito
di Gladio e che aveva costretto Andreotti a prendere posizione,
scoprì che l'esercito segreto era collegato con terroristi di destra
allo scopo di fronteggiare "situazioni di emergenza". I terroristi,
riforniti dall'esercito segreto, eseguirono attacchi esplosivi in
luoghi pubblici, ne incolparono la sinistra italiana e furono in
seguito protetti dal procedimento giudiziario dal servizio segreto
militare. "Si dovevano attaccare i civili, la gente, le donne, i
bambini, gente innocente, gente sconosciuta assai estranea dal gioco
politico", spiegò il terrorista di destra
Vincenzo Vinciguerra
sulla cosiddetta "strategia della tensione" a Casson.
"La ragione era piuttosto semplice. Si presumeva di costringere
questa gente, il pubblico italiano, a rivolgersi allo stato per
chiedere maggiore sicurezza. E' questa la logica politica che si
trova dietro a tutti i massacri ed agli attentati esplosivi che
restano impuniti, perché lo stato non può condannare se stesso o
dichiarare se stesso responsabile di ciò che è accaduto".
Nessun commento
dalla NATO o dalla CIA
Quanto energicamente l'intelligence NATO e USA abbiano
appoggiato e sostenuto l'utilizzo del terrore in Italia allo scopo
di screditare la sinistra politica durante la Guerra Fredda resta
argomento di ricerche in corso. Il generale
Gerardo Serravalle,
che aveva comandato
l'esercito segreto di Gladio italiano dal 1971 al 1974,
confermò che l'esercito segreto "poteva passare da una logica
difensiva, post-invasione, ad una di attacco, di guerra civile".
Il Senato italiano scelse di essere più esplicito e
nel 2000
concluse la sua investigazione: "Quei massacri, quelle bombe,
quelle azioni militari erano state organizzate o promosse o
sostenute da uomini all'interno delle istituzioni dello stato
italiano e, come si è scoperto più di recente, da uomini collegati
alle strutture dei servizi segreti degli Stati Uniti". Da allora la
scoperta degli eserciti segreti della NATO nel 1990, la ricerca
negli eserciti
stay-behind è progredita soltanto
molto lentamente, a causa dell'accesso molto limitato a documenti
primari ed al rifiuto di entrambe NATO e CIA di commentare. Il 5
novembre 1990, un portavoce della NATO dichiarò ad una stampa
indiscreta: "La NATO non ha mai contemplato la guerra di guerriglia
o operazioni clandestine".
Il giorno successivo, dei funzionari della NATO hanno ammesso
che la smentita del giorno precedente era stata falsa, aggiungendo
che l'alleanza non avrebbe commentato su questioni di segretezza
militare. Il 7 novembre, il più alto ufficiale della NATO in Europa,
il generale USA
John Galvin, Comandante Alleato Supremo in
Europa
(SACEUR), assieme al più alto funzionario
civile della NATO, il segretario generale
Manfred Wörner, informò dietro porte chiuse gli ambasciatori
della NATO. "Poiché questa è un'organizzazione segreta, non mi
aspetterei che vi sia una risposta a molte domande", spiegò un
autorevole diplomatico della NATO, che desiderava restare anonimo.
"Se vi fosse qualche collegamento ad organizzazioni terroriste,
questo genere di informazioni sarebbe davvero stata sepolta molto
in profondità". Nelle sue memorie l'ex direttore della CIA
William Colby confermò che istituire
gli eserciti segreti in Europa occidentale era stato un "programma
principale" per la CIA. Il progetto cominciò dopo la II Guerra
Mondiale in totale segretezza e l'accesso alle informazioni era
limitato "alla più piccola consorteria di persone fidate
possibile, a
Washington,
nella NATO" e nei paesi interessati.
Tuttavia, quando in Italia nel 1990 l'ex direttore della CIA
ammiraglio
Stansfield Turner
venne interrogato su Gladio alla televisione,
rifiutò rigorosamente di rispondere a qualsiasi domanda sul delicato
argomento e mentre l'intervistatore insisteva con riguardo per le
vittime del terrore,
Stansfield strappò con rabbia il suo
microfono e gridò: "Ho detto, nessuna domanda su Gladio"!, dopo di
che l'intervista era finita.
Protesta della UE
Se vi fosse stata un'invasione sovietica, i soldati segreti
anticomunisti avrebbero operato dietro le linee nemiche, rafforzando
ed avviando movimenti di resistenza locali in territorio tenuto dal
nemico, evacuando piloti abbattuti e sabotando le linee di
rifornimento ed i centri di produzione delle forze d'occupazione.
Subito dopo la scoperta di eserciti segreti, il Parlamento Europeo
reagì con una critica violenta, sospettando fossero stati coinvolti
in manipolazione ed operazioni terroristiche. "Questa Europa non
avrà nessun futuro", disse aprendo il dibattito il rappresentante
italiano Falqui, "se non è fondata sulla verità, sulla piena
trasparenza delle sue istituzioni con riguardo agli oscuri complotti
contro la democrazia che hanno capovolto la storia, anche in tempi
recenti, di molti stati europei". Falqui insistette che "non vi sarà
nessun futuro, signore e signori, se non rimuoviamo l'idea di essere
vissuti in una specie di doppio stato
– uno aperto e democratico, l'altro clandestino e
reazionario. E' per questo che vogliamo sapere quali e quante reti
"Gladio" vi siano state in anni recenti negli stati membri della
Comunità Europea". La maggioranza dei parlamentari della UE seguì
Falqui e, in una risoluzione speciale del 22 novembre 1990, chiarì
che la UE "protesta vigorosamente
sull'assunzione di certi militari USA allo SHAPE ed alla NATO
del diritto di incoraggiare la costituzione in Europa di un servizio
segreto e di una rete operativa clandestini", domandando
"un'indagine completa sulla natura, struttura, scopi ed ogni altro
aspetto di queste organizzazioni clandestine o di qualsiasi fazione,
sul loro utilizzo per l'interferenza illegale negli affari di
politica interna dei paesi interessati e sul problema del terrorismo
in Europa".
Gli eserciti segreti attraverso l'Europa
occidentale
Soltanto i parlamenti di Italia, Svizzera e Belgio avevano
formato una commissione speciale per investigare l'esercito segreto
nazionale e, dopo mesi o anche anni di ricerche, presentato un
rapporto pubblico. Contando su questi dati e su fonti secondarie da
numerosi paesi europei, "Gli eserciti segreti della NATO" conferma
per la prima volta che le reti segrete sparse attraverso l'Europa
occidentale in Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda,
Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Norvegia, Italia, Grecia e Turchia,
come pure la pianificazione strategica di Gran Bretagna e USA. Gli
eserciti
stay-behind erano coordinati a livello internazionale dalla
cosiddetta Commissione Clandestina Alleata (ACC) e dal Comitato di
Pianificazione Clandestina (CPC), collegato al Quartier Generale
Supremo della Potenze Alleate in Europa della NATO
(SHAPE). Ed utilizzavano nomi segreti come "Absalon" in
Danimarca, "P26" in Svizzera, "ROC" in Norvegia o "SDRA8" in Belgio.
In maniera interessante, esistevano grandi differenze da paese a
paese. In alcune nazioni gli eserciti segreti divennero una fonte di
terrore, mentre in altri rimasero una prudente precauzione.
In Turchia, la "controguerriglia" fu coinvolta nel terrorismo
domestico ed in operazioni di tortura contro i curdi, mentre in
Grecia, il "LOK" prese parte al colpo di stato militare del 1967 per
impedire un governo socialista. In Spagna, l'esercito segreto fu
utilizzato per appoggiare la dittatura fascista di Franco ed in
Germania dei terroristi di destra usarono gli esplosivi
dell'esercito segreto nell'attacco terroristico del 1980 a Monaco.
In altri paesi, inclusi Danimarca, Norvegia e Lussemburgo, i soldati
segreti si preparavano per l'eventuale occupazione del loro paese e
non si impegnarono mai nel terrorismo interno o nella manipolazione.
Nel contesto della cosiddetta guerra al terrore in corso, i dati su
Gladio promuovono la comprensione realistica che i governi in
occidente hanno sacrificato la vita di cittadini innocenti e coperto
atti di terrorismo allo scopo di manipolare la popolazione.
Asserzioni che la NATO, il Pentagono, il MI6, la CIA ed i
servizi segreti europei siano stati collegati a terrorismo, colpi di
stato e tortura in Europa sono ovviamente di natura estremamente
sensibile e sono necessarie ricerche future nel campo. Nell'assenza
di un'indagine ufficiale da parte della NATO o della UE, la ricerca
internazionale in corso sul terrorismo sta per affrontare questo
difficile compito, il primo passo del quale spero di avere
intrapreso in modo promettente con
"Gli eserciti segreti della NATO".
Il
Dr Daniele Ganser
è ricercatore
capo al
Centro per gli
Studi sulla Sicurezza
all'ETH
di Zurigo.
Per altre
informazioni sull'argomento,
confrontate le
ricerche del Centro per gli Studi sulla Sicurezza (CSS) all'ETH
Zurigo.
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