Gli eserciti segreti della NATO collegati al terrorismo?

del Dr. Daniele Ganser

Global Research, 6 ottobre 2013

ISN Security Watch e Global Research 17 dicembre 2004

 

 

In un periodo in cui gli esperti discutono se la NATO sia adatta ad occuparsi della "guerra al terrore" globale, nuove ricerche suggeriscono che la storia segreta dell'alleanza ha collegamenti al terrorismo. [Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel dicembre 2004]

Nota del direttore dell'ISN:

Questo rapporto scritto da Daniele Ganser è basato su estratti dal suo libro "Gli eserciti segreti della NATO. L'Operazione Gladio ed il terrorismo in Europa occidentale", pubblicato questa settimana da Frank Cass a Londra.

Il libro descrive le operazioni clandestine della NATO durante la Guerra Fredda. La ricerca è stata stimolata da una storia che ha avuto i titoli mondiali nel 1990 ma che è rapidamente scomparsa, assicurando che anche oggi, gli eserciti segreti della NATO restino soltanto quello segreti.

Finora, un'indagine completa sugli eserciti segreti della NATO non era stata eseguita un compito che Ganser ha intrapreso senza assistenza ed in modo pienamente riuscito.


In Italia, il 3 agosto 1990, l'allora primo ministro Giulio Andreotti confermò l'esistenza di un esercito segreto dal nome in codice "Gladio" il termine latino per "spada" all'interno dello stato. La sua testimonianza davanti alla sottocommissione del Senato che indaga sul terrorismo in Italia ha mandato delle onde d'urto attraverso il parlamento ed il pubblico italiano, mentre sorgevano congetture che forse l'esercito segreto aveva manipolato la politica italiana attraverso atti di terrorismo.

Andreotti rivelò che il segreto esercito di Gladio era stato nascosto all'interno del Ministero della Difesa come una sottosezione del servizio segreto militare, SISMI. Il generale Vito Miceli, un ex direttore del servizio segreto militare italiano, non poteva credere che Andreotti avesse tolto il segreto e protestò:

"Sono andato in prigione perché non volevo rivelare l'esistenza di questa organizzazione super segreta. Ed ora Andreotti viene e lo racconta al parlamento"! Secondo un documento compilato dal servizio segreto militare italiano nel 1959, gli eserciti segreti avevano un duplice scopo strategico: innanzitutto, operare come un cosiddetto gruppo "stay-behind" nel caso di un'invasione sovietica ed eseguire una guerra di guerriglia nei territori occupati; secondariamente, attuare operazioni interne nel caso di "situazioni di emergenza".

Le percezioni dei servizi segreti militari su quello che sostituiva un'"emergenza" era ben definito nell'Italia della Guerra Fredda e si concentrava sulla crescente forza dei partiti comunisti e socialisti italiani, entrambe i quali erano incaricati di indebolire la NATO "dall'interno". Felice Casson, un giudice italiano che durante le sue indagini sul terrorismo di destra aveva per la prima volta scoperto il segreto esercito di Gladio e che aveva costretto Andreotti a prendere posizione, scoprì che l'esercito segreto era collegato con terroristi di destra allo scopo di fronteggiare "situazioni di emergenza". I terroristi, riforniti dall'esercito segreto, eseguirono attacchi esplosivi in luoghi pubblici, ne incolparono la sinistra italiana e furono in seguito protetti dal procedimento giudiziario dal servizio segreto militare. "Si dovevano attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, gente innocente, gente sconosciuta assai estranea dal gioco politico", spiegò il terrorista di destra Vincenzo Vinciguerra sulla cosiddetta "strategia della tensione" a Casson.

"La ragione era piuttosto semplice. Si presumeva di costringere questa gente, il pubblico italiano, a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza. E' questa la logica politica che si trova dietro a tutti i massacri ed agli attentati esplosivi che restano impuniti, perché lo stato non può condannare se stesso o dichiarare se stesso responsabile di ciò che è accaduto".

Nessun commento dalla NATO o dalla CIA

Quanto energicamente l'intelligence NATO e USA abbiano appoggiato e sostenuto l'utilizzo del terrore in Italia allo scopo di screditare la sinistra politica durante la Guerra Fredda resta argomento di ricerche in corso. Il generale Gerardo Serravalle, che aveva comandato l'esercito segreto di Gladio italiano dal 1971 al 1974, confermò che l'esercito segreto "poteva passare da una logica difensiva, post-invasione, ad una di attacco, di guerra civile".

Il Senato italiano scelse di essere più esplicito e nel 2000 concluse la sua investigazione: "Quei massacri, quelle bombe, quelle azioni militari erano state organizzate o promosse o sostenute da uomini all'interno delle istituzioni dello stato italiano e, come si è scoperto più di recente, da uomini collegati alle strutture dei servizi segreti degli Stati Uniti". Da allora la scoperta degli eserciti segreti della NATO nel 1990, la ricerca negli eserciti stay-behind è progredita soltanto molto lentamente, a causa dell'accesso molto limitato a documenti primari ed al rifiuto di entrambe NATO e CIA di commentare. Il 5 novembre 1990, un portavoce della NATO dichiarò ad una stampa indiscreta: "La NATO non ha mai contemplato la guerra di guerriglia o operazioni clandestine".

Il giorno successivo, dei funzionari della NATO hanno ammesso che la smentita del giorno precedente era stata falsa, aggiungendo che l'alleanza non avrebbe commentato su questioni di segretezza militare. Il 7 novembre, il più alto ufficiale della NATO in Europa, il generale USA John Galvin, Comandante Alleato Supremo in Europa (SACEUR), assieme al più alto funzionario civile della NATO, il segretario generale Manfred Wörner, informò dietro porte chiuse gli ambasciatori della NATO. "Poiché questa è un'organizzazione segreta, non mi aspetterei che vi sia una risposta a molte domande", spiegò un autorevole diplomatico della NATO, che desiderava restare anonimo. "Se vi fosse qualche collegamento ad organizzazioni terroriste, questo genere di informazioni sarebbe davvero stata sepolta molto in profondità". Nelle sue memorie l'ex direttore della CIA William Colby confermò che istituire gli eserciti segreti in Europa occidentale era stato un "programma principale" per la CIA. Il progetto cominciò dopo la II Guerra Mondiale in totale segretezza e l'accesso alle informazioni era limitato "alla più piccola consorteria di persone fidate possibile, a Washington, nella NATO" e nei paesi interessati. Tuttavia, quando in Italia nel 1990 l'ex direttore della CIA ammiraglio Stansfield Turner venne interrogato su Gladio alla televisione, rifiutò rigorosamente di rispondere a qualsiasi domanda sul delicato argomento e mentre l'intervistatore insisteva con riguardo per le vittime del terrore, Stansfield strappò con rabbia il suo microfono e gridò: "Ho detto, nessuna domanda su Gladio"!, dopo di che l'intervista era finita.

Protesta della UE

Se vi fosse stata un'invasione sovietica, i soldati segreti anticomunisti avrebbero operato dietro le linee nemiche, rafforzando ed avviando movimenti di resistenza locali in territorio tenuto dal nemico, evacuando piloti abbattuti e sabotando le linee di rifornimento ed i centri di produzione delle forze d'occupazione. Subito dopo la scoperta di eserciti segreti, il Parlamento Europeo reagì con una critica violenta, sospettando fossero stati coinvolti in manipolazione ed operazioni terroristiche. "Questa Europa non avrà nessun futuro", disse aprendo il dibattito il rappresentante italiano Falqui, "se non è fondata sulla verità, sulla piena trasparenza delle sue istituzioni con riguardo agli oscuri complotti contro la democrazia che hanno capovolto la storia, anche in tempi recenti, di molti stati europei". Falqui insistette che "non vi sarà nessun futuro, signore e signori, se non rimuoviamo l'idea di essere vissuti in una specie di doppio stato uno aperto e democratico, l'altro clandestino e reazionario. E' per questo che vogliamo sapere quali e quante reti "Gladio" vi siano state in anni recenti negli stati membri della Comunità Europea". La maggioranza dei parlamentari della UE seguì Falqui e, in una risoluzione speciale del 22 novembre 1990, chiarì che la UE "protesta vigorosamente sull'assunzione di certi militari USA allo SHAPE ed alla NATO del diritto di incoraggiare la costituzione in Europa di un servizio segreto e di una rete operativa clandestini", domandando "un'indagine completa sulla natura, struttura, scopi ed ogni altro aspetto di queste organizzazioni clandestine o di qualsiasi fazione, sul loro utilizzo per l'interferenza illegale negli affari di politica interna dei paesi interessati e sul problema del terrorismo in Europa".

Gli eserciti segreti attraverso l'Europa occidentale

Soltanto i parlamenti di Italia, Svizzera e Belgio avevano formato una commissione speciale per investigare l'esercito segreto nazionale e, dopo mesi o anche anni di ricerche, presentato un rapporto pubblico. Contando su questi dati e su fonti secondarie da numerosi paesi europei, "Gli eserciti segreti della NATO" conferma per la prima volta che le reti segrete sparse attraverso l'Europa occidentale in Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Lussemburgo, Belgio, Danimarca, Norvegia, Italia, Grecia e Turchia, come pure la pianificazione strategica di Gran Bretagna e USA. Gli eserciti stay-behind erano coordinati a livello internazionale dalla cosiddetta Commissione Clandestina Alleata (ACC) e dal Comitato di Pianificazione Clandestina (CPC), collegato al Quartier Generale Supremo della Potenze Alleate in Europa della NATO (SHAPE). Ed utilizzavano nomi segreti come "Absalon" in Danimarca, "P26" in Svizzera, "ROC" in Norvegia o "SDRA8" in Belgio. In maniera interessante, esistevano grandi differenze da paese a paese. In alcune nazioni gli eserciti segreti divennero una fonte di terrore, mentre in altri rimasero una prudente precauzione.

In Turchia, la "controguerriglia" fu coinvolta nel terrorismo domestico ed in operazioni di tortura contro i curdi, mentre in Grecia, il "LOK" prese parte al colpo di stato militare del 1967 per impedire un governo socialista. In Spagna, l'esercito segreto fu utilizzato per appoggiare la dittatura fascista di Franco ed in Germania dei terroristi di destra usarono gli esplosivi dell'esercito segreto nell'attacco terroristico del 1980 a Monaco. In altri paesi, inclusi Danimarca, Norvegia e Lussemburgo, i soldati segreti si preparavano per l'eventuale occupazione del loro paese e non si impegnarono mai nel terrorismo interno o nella manipolazione. Nel contesto della cosiddetta guerra al terrore in corso, i dati su Gladio promuovono la comprensione realistica che i governi in occidente hanno sacrificato la vita di cittadini innocenti e coperto atti di terrorismo allo scopo di manipolare la popolazione.

Asserzioni che la NATO, il Pentagono, il MI6, la CIA ed i servizi segreti europei siano stati collegati a terrorismo, colpi di stato e tortura in Europa sono ovviamente di natura estremamente sensibile e sono necessarie ricerche future nel campo. Nell'assenza di un'indagine ufficiale da parte della NATO o della UE, la ricerca internazionale in corso sul terrorismo sta per affrontare questo difficile compito, il primo passo del quale spero di avere intrapreso in modo promettente con "Gli eserciti segreti della NATO".

Il Dr Daniele Ganser è ricercatore capo al Centro per gli Studi sulla Sicurezza all'ETH di Zurigo. Per altre informazioni sull'argomento, confrontate le ricerche del Centro per gli Studi sulla Sicurezza (CSS) all'ETH Zurigo.