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La NATO istituisce il suo primo stato islamico nel Maghreb

Martedì, 25 ottobre 2011

Baku, Fineko/abc.az. Nei paesi del Maghreb la "Primavera Araba" è stata sostituita dall'"Autunno della Sharia"

 

Non dovendo seppellire il "dittatore" bastonato dalla folla, la Libia democratica, creata dai bombardieri e dalle task force degli stati membri della NATO, si è dichiarata uno stato islamico. Il Consiglio Nazionale Transnazionale della Libia ha già annunciato che nessun'altra legge, eccetto la sharia, avrà effetto nel paese in avanti.

I "Padri Fondatori" della NATO, impegnati in problemi di debito interni e nella divisione delle risorse di petrolio e gas libici, hanno chiamato soltanto pigramente il CNT a conformarsi a norme democratiche ed ai diritti umani. I sostenitori della pace sulle portaerei non volevano ammettere che il "dittatore" Gheddafi, calpestando il denaro della NATO e che in realtà 40 anni fa ha creato una Libia unificata, ha avvisato che combatteva contro dei militanti islamici. Invece, il padre della nuova democrazia libica e della fanciulla appena nata, il presidente Sarkozy, ha suggerito al primo ministro della Gran Bretagna James Cameron di tacere e di non ficcare il naso negli affari dell'eurozona.

In parallelo, il partito islamista Ennahda (Rinascita) ha vinto le elezioni in Tunisia, da dove è cominciata la primavera araba. Il partito è stato sostenuto da almeno il 40% dei votanti. Come pure in Iran nel 1979, questo partito è diretto da un politico che è stato 20 anni in esilio.

Probabilmente il processo di islamizzazione del Maghreb continuerà e riguarderà almeno l'Egitto, con grande sorpresa della NATO. Sebbene, in realtà, tutto ciò avvenga entro le conclusioni fatte dagli orientalisti francesi: quando va il socialismo arriva l'Islam. E di tutti i regimi rovesciati nel Maghreb, almeno uno una volta ha dichiarato la sua posizione socialista.