|
Le Operazioni Psicologiche o PSYOP
sono operazioni pianificate per trasmettere informazioni ed indicatori
selezionati al pubblico per influenzare le sue emozioni, motivi,
ragionamenti oggettivi ed in definitiva il comportamento di
organizzazioni, gruppi ed individui.
La guerra è pace, la libertà è schiavitù
Se potete e se vi piacciono i nostri
contenuti ed il nostro approccio,
per favore sostenete il progetto. Senza il vostro aiuto nostro lavoro
non sarebbe possibile:
PayPal: southfront@list.ru o tramite:
http://southfront.org/donate/ o tramite:
https://www.patreon.com/southfront
Scritto e prodotto da
SF Team: J.Hawk, Daniel Deiss, Edwin
Watson
L'inizio dell'interesse nelle operazioni d'informazione post Guerra
Fredda può rintracciarsi all'intervento ONU in Somalia ed al genocidio
in Ruanda. La cronaca relativamente onesta e diretta da queste zone di
guerra significava che l'opinione pubblica dei paesi occidentali era un
fattore che doveva essere considerato dalle classi politiche. Di qui il
lamento all'epoca sul cosiddetto "Effetto CNN" che costringeva i
politici ad inviare e/o a ritirare le truppe senza tener conto di quello
che le elite volevano realmente che accadesse al tempo. I primi metodi
per influenzare l'opinione pubblica manipolando i media, sebbene
ragionevolmente efficaci, non erano abbastanza. Abbiamo visto la loro
forza e le loro limitazioni durante entrambe le guerre contro l'Iraq,
nelle quali la maggior parte dei media è stata efficacemente cooptata
attraverso il processo di frequenti briefing della stampa (che non
caratterizzavano nessuna scarsità di video che mostravano le bombe della
NATO che cadevano infallibilmente verso i loro bersagli ovviamente
malvagi) e dopo "includendo" i reporter in prevalenza maschi nelle unità
militari, che naturalmente aveva il duplice effetto di accarezzare il
loro ego e di adottare il punto di vista dei militari.
Tuttavia, nonostante tutto ciò, si è dimostrato impossibile
controllare la narrativa ed il sostegno del pubblico alle varie guerre
di USA e NATO è crollato sotto la pressione di notizie scomode
provenienti persino dai media
mainstream che hanno chiaramente mantenuto un grado di indipendenza.
Ma, se avanzate velocemente di un decennio. fino alle attuali
guerre in Libia, Siria, Yemen, Iraq, Ucraina ed altre, è chiaro che
qualcosa è cambiato. Vi è una narrativa dominante che viene
letteralmente spinta da ogni fonte dei media mainstream, senza tener
conto della loro apparente inclinazione ideologica. Non importa dove vi
voltiate, leggete delle "bombe barile" di Assad, dei "massacri" di
Gheddafi o della "aggressione russa". Questi rapporti rappresentano
invariabilmente un punto di vista che non soltanto è completamente
unilaterale, ma anche effettivamente sbagliato, persino sulle questioni
più fondamentali. Come sono riusciti gli USA e la NATO a realizzare una
simile stupefacente disciplina entro gli apparentemente liberi ed
indipendenti media occidentali?
Nella risposta vi sono essenzialmente tre parti: sorveglianza
statale sui media; cooptazione di singoli giornalisti; disseminazione
delle propaganda attraverso mezzi nascosti. Le prime due sono abbastanza
ovvi e vengono praticati da lungo tempo. Le imprese dei media sono
giusto questo-imprese, soggette ad una varietà di leggi e regolamenti la
cui applicazione può essere utilizzata per indirizzare le singole
organizzazioni verso l'adozione di un punto di vista desiderato. La
moneta del reame dei singoli giornalisti è l'"accesso" ad informazioni
privilegiate, che può essere concesso oppure negato in dipendenza dalla
loro efficacia come propagandisti governativi. La terza, la
disseminazione nascosta della propaganda, è nuova, e questo fattore
probabilmente spiega la mancanza di variazione da un'organizzazione alla
successiva. I media non sono semplicemente incoraggiati ad assumere la
linea ufficiale-hanno le storie piantate per loro da prendere attraverso
i social media ed altri canali non ufficiali.
Le cosiddette indagini sul disastro dell'MH17 sono una casistica,
sebbene una abbastanza grezza dovuta ai metodi grezzi di guerra
dell'informazione dell'Ucraina. Ma è evidente che quasi tutte le "prove"
che implicano la
Russia o gli insorti della Novorossia sono state preparate dai servizi
segreti ucraini, quindi riciclate attraverso i social media, prima di
essere presentate al pubblico occidentale come la verità, l'unica verità
e nient'altro che la verità.
La NATO sta conducendo operazioni simili che sono più difficili da
identificare e contrastare perché sono più sofisticate, meglio
istituzionalizzate e fornite di livelli più elevati di finanziamento.
Per esempio, il Regno Unito mantiene la 77^ Brigata, le cui sottounità
includono il Gruppo Operazioni Media ed il vago 15° Gruppo Operazioni
Psicologiche, che è stato chiamato il "distaccamento Twitter". La
Germania ha costituito lo
ZOpKomBw, ovvero il Centro Comunicazioni Rapide della
Bundeswehr. Negli USA, le operazioni d'informazione contro la popolazione
USA sembrano essere responsabilità della comunità d'intelligence, il che
è comprensibile considerando il tabù alle operazioni militari USA nel
territorio degli USA. Come tali, restano in gran parte fuori dello
sguardo del pubblico, sebbene il loro operato possa essere prontamente
visto nella forma di rapporti non verificabili da una varietà di zone di
guerra e persino collocando dei "testimoni" appositamente preparati di
fronte alle commissioni congressuali. Anche i paesi non NATO
come la Svezia si comportano allo stesso modo costituendo le loro unità
di operazioni dell'informazione intese ad intraprendere la guerra
dell'informazione sulla loro popolazione. A livello NATO, le operazioni
d'informazione sono coordinate dalla dottrina NATO
JP 13-3 Operazioni d'Informazione, con applicazioni pratiche affilate da
esercitazioni di tutta l'alleanza come l'Esperimento Operazioni
Informazione Multinazionale
(MNIOE).
Gli elettori occidentali accettano tutte queste misure perché
vengono loro vendute come parte delle misure antiterrorismo dei loro
paesi. Ciò di cui trascurano di tener conto è che il terrorismo è un
fenomeno che non conosce affatto confini, con il nemico sempre presente
tra le società occidentali. Che significa che, se le operazioni
d'informazione antiterrorismo devono essere efficaci, devono essere
rivolte anche al pubblico occidentale.
Nel breve termine, le operazioni dell'informazione possono essere
efficaci nel fabbricare il sostegno popolare a delle politiche che
altrimenti nessuna società libera accetterebbe. Nel lungo termine,
deviare l'opinione pubblica significa che le elite sono ora più
libere che mai di imbarcarsi in avventure internazionali altamente
pericolose che probabilmente falliranno ed abbasseranno ancora la
già bassa stima delle elite. Quindi, il fatto che le elite del
cosiddetto "mondo libero" debbano sempre più ricorrere a simili
trucchi sporchi allo scopo di restare al potere significa che la
loro presa sul potere si sta lentamente indebolendo.
|