Anticipare il prossimo ciclo di menzogne contro la Siria
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Nonostante questo, gli Stati Uniti ed il loro asse di collaboratori stanno già cercando di imbastire il rapporto come conferma che era responsabile il governo siriano. Contando interamente sull'impeto delle loro massicce reti di media e sulla loro capacità di "volere" la realtà in qualsiasi forma che piaccia loro, titoli come "United Nations' Syria chemical weapons report "overwhelming", tentano spudoratamente di colleegare fuori del contesto due dichiarazioni del segretario generale dell'ONU Ban Ki Moon circa i "crimini contro l'umanità" del governo siriano e l'uso confermato di armi chimiche a Damasco, per mettere nella mente dei lettori la colpa assegnata degli attacchi. In realtà, gli ispettori dell'ONU che sono fuggiti in disordine da Damasco nel mezzo del loro lavoro, temendo un imminente attacco militare unilaterale degli USA, stavano soltanto tentando di determinare come sono morte le vittime a Damasco orientale, non chi le ha uccise. Non sono state eseguite delle valutazioni indipendenti su chi è stato responsabile dell'attacco. Il meglio che gli USA sono stati capaci di fare è di suggerire che i terroristi operanti in Siria erano incapaci di un attacco simile, lasciando come possibile sospetto soltanto il governo siriano.
Dei gruppi di militanti che
operano all'interno della Siria con "contraenti"
(leggi:
mercenari,
vedi:
Blackwater)
occidentali sono più che capaci di maneggiare e schierare le armi e
perciò più che capaci di eseguire gli attacchi in questione. L'unico
argomento rimasto per gli USA è se questi militanti, allineati con
al Qaeda, posseggano oppure no la volontà o la motivazione a farlo.
Che farlo ed incastrare il governo siriano servirebbe spinta per
l'intervento militare USA diretto e perciò la salvezza
dell'offensiva militante in frantumazione, è una motivazione più che
sufficiente. E mentre i commenti del
segretario generale dell'ONU
Ban Ki Moon
sono stati presi fuori dal contesto, che abbia inoltre
apparentemente fallito di richiedere la responsabilità della
cosiddetta "opposizione" siriana sa di parzialità - parzialità
esibita dall'ONU per tutto il conflitto siriano. Inoltre, il
fallimento dell'ONU a discutere chi di fatto stia armando,
finanziando e sostenendo logisticamente delle verificate
organizzazioni terroristiche all'interno ed intorno alle frontiere
della Siria è ugualmente preoccupante.
L'ONU potrebbe non essere così a contatto con la realtà da non capire che un'operazione di questa scala è certamente sponsorizzata da uno stato e che la domanda di chi stia finanziando, armando e sostenendo altrimenti una simile estesa operazione non è mai sembrata abbastanza importante da porla pubblicamente?
Il comitato dell'ONU per il rapporto 2011 ed il più recente rapporto 2013 erano condiretti da Karen Koning AbuZayd, un direttore del think-tank aziendale con sede a Washington, Middle East Policy Council. Il suo consiglio d'amministrazione comprende uomini della Exxon, agenti della CIA, rappresentanti del Saudi Binladin Group (l'impresa di famiglia di Osama Bin Laden), ex ambasciatori in Kuwait, Oman e Qatar, militari e rappresentanti del governo USA e persino il presidente dell'US-Qatar Business Council, che comprende tra i suoi membri, AlJazeera, Chevron, Exxon, il fabbricante di munizioni Raytheon (che ha fornito le salve d'apertura durante le operazioni NATO contro la Libia) e Boeing.
Il punto di cui sopra più di tutto il resto, deve essere tenuto in mente in anticipo ad un prevedibile sbarramento della propaganda da parte dei vacillanti interessi occidentali determinati ad utilizzare il rapporto ONU per "confermare" le loro conclusioni totalmente respinte e le soluzioni prescritte riguardo alla Siria.
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